ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.
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Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti.
la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli
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Non censurate il processo Bassolino! Bulletin Posted by Antonio Troia Di seguito un 'laconico' resoconto dell'udienza odierna del processo Romiti + altri, meglio noto come Processo Bassolino! L'udienza è durata in tutto circa un paio d'ore e questo perchè, con accordo di tutte le parti, si sono acquisiti i verbali di interrogatorio dei 7 testi previsti per oggi. L'avvocato Fusco, che difende Bassolino, ha motivato la 'non opposizione' a questa acquisizione, affermando la nobile volontà, da parte del collegio difensivo del governatore, di non voler rallentare i tempi del processo, per giungere quanto prima alla conclusione del processo e al trionfo della giustizia!!! Il suo assistito Antonio Bassolino si oppone alla nefasta evenienza del 'berlusconiano processo breve' e vuole che la verità sul suo operato emerga dal regolare svolgersi del dibattimento! Ma che bravo!!! Ricandidiamolo per altri 20 anni!!! (Scusate il sarcasmo!) Gli esami e contro-esami sono durati mediamente poco e le domande rivolte ai 6 testi (ne mancava uno), più o meno tutte sugli stessi argomenti. Inizia Pietro Parrillo, all'epoca dei reati contestati, capo-tecnico dell'impianto CDR di Caivano. A seguire sono stati ascoltati altri 'tecnici', impiegati presso i vari impianti CDR della Campania: Armando Zarrella, responsabile manutenzione di Piano D'Ardine; Mario Bovi, Salvatore Rinaldo, Andrea D'Argenzio e Agostino Guarino, capi-turno rispettivamente degli impianti CDR di Battipaglia, S. Maria Capua Vetere, Tufino e Giugliano. A tutti il pm Paolo Sirleo ha chiesto se nei vari impianti si facesse la stabilizzazione della frazione organica. Le risposte sono state sempre, più o meno, negative. Nel caso di Caivano, non si era mai fatta la raffinazione (e quindi la stabilizzazione) della frazione organica, in quanto tutti i test tecnici fino ad allora non erano stati positivi. Nel caso di Battipaglia se il tempo stabilito per la stabilizzazione (28 giorni) era rispettato nel caso delle aie MVA (dove la stabilizzazione era effettuata in automatico da macchine), non era lo stesso per le aie MVS (dove lo stesso trattamento era effettuato a mezzo di macchine guidate da un operatore). A Santa Maria Capua Vetere all'inizio, quando l'impianto entra in esercizio, i tempi di stabilizzazione vengono rispettati, ma successivamente, in conseguenza dell'intasamento in entrata ed uscita di rifiuti nel e dall'impianto, non vengono quasi più rispettati. A Giugliano non si raffina la frazione organica, per la saturazione delle AIE di stabilizzazione MVA e MVS. Le difese degli imputati vogliono tutte dimostrare che le disfunzioni dei vari impianti CDR, dipendono da cause esterne agli impianti stessi. Ilaria Criscuolo, che difende i responsabili dei 7 impianti CDR gestiti dalla FIBE Campania, fa ricostruire a ciascun teste interrogato, la catena di comando all'interno di ciascun impianto e quali erano le diverse competenze tecniche e amministrative delle figure del capo-impianto (a cui direttamente dovevano rispondere i testi esaminati) e del responsabile dell'impianto (a cui era sottoposto il capo-impianto). Nonostante turni che coprivano l'intero arco delle 24 ore (3 turni da 8 ore ciascuno), gli impianti spesso dovevano accogliere rifiuti in entrata superiori alla portata dell'impianto (in alcuni casi i camion che dovevano conferire, dovevano attendere anche 2 o 3 giornate all'esterno, prima di poter scaricare nella fossa dell'impianto) e spesso provenienti da città che non rientravano nell'area geografica di competenza dell'impianto. C'erano inoltre grosse difficoltà per l'evacuazione di ecoballe di CDR, sovvalli e FOS, in quanto le discariche e le aree di stoccaggio che li dovevano accogliere erano piene (va detto, però, che per contratto la gestione delle discariche spettava alla stessa FIBE Campania!!!). Situazioni quindi che creavano forti stress per gli impianti, fermi delle linee di produzione e conseguenti manutenzioni straordinarie (superiori, in certi casi, a quelle ordinarie). La Criscuolo ha concluso tutti i contro-esami chiedendo ai 6 testi quanto fosse cambiata la situazione dall'epoca dei reati contestati (2001-2005) ad oggi (tutti i testi sono ancora impiegati presso gli impianti ex-cdr). La risposta è stata sempre la stessa: la situazione è più o meno uguale a come era prima. In un caso, Caivano, il teste Parrillo ha aggiunto un particolare che ha creato un qualche imbarazzo all'avvocato Criscuolo: se nel 2005 dalla produzione di CDR risultavano degli scarti, oggi viene imballato praticamente tutto (tanto è vero che la stessa denominazione degli impianti è cambiata e si parla di impianti EX-CDR)! Un altro argomento affrontato è stato quello dell'additivazione del CDR con materiali con alto potere calorifero (pneumatici triturati e non). In questo caso le difese hanno voluto dimostrare che si è trattato di un'operazione svoltasi alla luce del sole e nel pieno rispetto delle regole, dal momento che veniva effettuata con l'ausilio di 'tramogge', macchinari di cui vennero dotati gli impianti per poter effettuare l'additivazione. Nella prossima udienza del 9 dicembre verranno ascoltati i testi Nunziante (oggi assente), Carmine Urciuoli, Bruno Agricola e Maurizio Avallone. Nel corso dell'udienza, l'avvocato Fusco, difensore di Bassolino, ha chiesto ancora una volta che il processo possa tornare in un'aula del palazzo di Giustizia (quella abbastanza capiente, dove si sta celebrando il processo 'Calciopoli'). La presidente Scaramella ha risposto che si sono già attivati presso la Procura Generale, affinchè si realizzi questo 'trasferimento' dal bunker di Poggioreale, vietato alla stampa, al più comodo e 'sicuro' Tribunale (è per un problema di sicurezza che il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello del Tribunale di Napoli impedisce ai giornalisti di poter entrare in aula anche con il solo cellulare; al che i giornalisti, indignati, preferiscono evitare del tutto questa ignobile onta!!!) Come stampa, a parte Radio Radicale, c'era il solo Antonino Monteleone, che segue il processo per il blog di IDV e di cui, appena possibile, pubblicherò il servizio nella sezione link di questa causa; dove è già pubblicato il resoconto di Vega Colonnese, una dei due unici cittadini presenti come pubblico 'attento e consapevole', all'udienza di oggi. Saluti a tutti Antonio Troia
dal Corriere del Mezzogiorno
Presentato appello contro la decisione Corte dei conti, Bassolino condannato
per il call center ambientale fantasma Sentenza dei magistrati contabili: il governatore, nel 2001 commissario ai rifiuti, dovrà risarcire 3 milioni alla Regione
Un call center
NAPOLI - Il call center fantasma, creato nel 2001 dal commissariato straordinario ai rifiuti, costerà ad Antonio Bassolino un risarcimento milionario. È quanto riporta il quotidiano Roma, riferendo di una condanna a tre milioni e 200mila euro inflitta dalla Corte dei conti al governatore, all'epoca commissario all'emergenza rifiuti, a causa dell'istituzione del call center ambientale gestito dalla società Pan attraverso l’assunzione di 100 lavoratori socialmente utili. La somma dovrà essere risarcita alla Regione Campania.
Antonio Bassolino
LA SENTENZA - La decisione risalente al 6 dicembre è stata presa dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti (presidente Salvatore Staro). A Bassolino, secondo i magistrati contabili, non competeva in qualità di commissario delegato la creazione di un call center di quel genere. Dell'inchiesta, come scrive il quotidiano, la Procura della Corte dei conti era venuta a conoscenza attraverso la relazione Monsurrò sulla verifica della gestione amministrativo-contabile della gestione commissariale.
APPELLO - Il legale del presidente della Regione Antonio Bassolino ha presentato appello contro la decisione della Corte dei Conti. La presentazione dell’appello, in cui si afferma di considerare infondate le argomentazioni giuridiche della sentenza, sospende l’efficacia della sentenza stessa. «Siamo sereni - è il commento dell’avvocato Felice Laudadio, che rappresenta Bassolino - perchè, a nostro avviso, la condotta del Commissario è stata pienamente legittima e conforme ai dettami di legge, come motiviamo con inoppugnabili argomenti giuridici nel nostro appello, sia per quanto riguarda l’informazione ambientale che la stabilizzazione degli Lsu».
28 dicembre 2007
Giovedì 29 novembre 2007 alle ore 11.00 in Palazzo Serra di Cassano, presso
l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, si riuniranno, in Conferenza
Stampa, le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia per
discutere il Nuovo Piano Rifiuti presentato dal Commissario per l'emergenza
rifiuti in Campania.
Interverranno:
Giambattista de' Medici (geologo applicato e idrogeologo Università Federico II),
Raffaele Raimondi (Presidente e.to della Suprema Corte di Cassazione),
Giuseppe Messina (Agronomo, Comitato Scientifico di Legambiente),
Bruno Orrico, (ingegnere chimico),
Giuseppe Comella, (primario oncologo Fondazione Pascale).
Saranno presenti i testimoni del disastro ambientale in corso a Lo Uttaro
(Ce), La piana del Sele (Sa) e a Giugliano, Taverna del Re (Na).
«Sono stato costretto a coprire nove anni di cazzate di Bassolino». Ignaro dell’intercettazione in corso, l’ex subcommissario ai Rifiuti, Giulio Sacchi, il 4 maggio del 2004 si lamenta col suo interlocutore «dell’obbligo imposto dal presidente della Regione Campania» di stilare «una relazione finale illustrativa sulla sua gestione commissariale» che di fatto doveva mettere una pietra tombale sulle tante... cavolate fatte dal suo ex superiore. Il tenore e i contenuti della chiacchierata servono ai magistrati per irrobustire il capitolo dedicato alla «partecipazione attiva dell'ex commissario sugli inadempimenti delle imprese», capitolo di cui già sono agli atti le parole captate in un’altra conversazione, quella tra Raffaele Vanoli, vice commissario per l’emergenza rifiuti, e una donna estranea all’inchiesta.
Discutendo dei problemi della struttura, i due, a un certo punto, si soffermano «sulla cattiva gestione del commissariato da parte di Antonio Bassolino», entrano nel dettaglio di alcune vicende, confermando quanto i magistrati vanno cercando a proposito del ruolo di primo piano rivestito dal Governatore nelle inosservanze della Fibe. Checché ne dica il diretto interessato indagato, «Bassolino sapeva tutto», «era costantemente informato della situazione», «compartecipe alla truffa».
Chi, indirettamente, porta le prove che il Governatore non poteva non sapere è Massimo Paolucci, ex vicario al Commissariato straordinario, attuale segretario provinciale dei Ds, nonché suo segretario particolare. Interrogato come testimone il 20 dicembre 2005, Paolucci mette nei guai il compagno di partito: «Sui rifiuti ho sempre detto tutto a Bassolino, era costantemente al corrente delle problematiche riferite all'associazione temporanea di imprese in situazioni di emergenze. Le interlocuzioni con il presidente Bassolino circa il funzionamento del servizio della Fibe, di norma avvenivano con cadenza mensile, ma in occasione di eventi emergenziali si verificavano anche quotidianamente».
Sapeva o non sapeva il super commissario di allora? I pubblici ministeri sostengono di sì. Di conseguenza, «ogni eventuale scelta scellerata
Una lettera di solidarietà al governatore divide maggioranza
Napoli, 8 feb. (Apcom) - Una lettera al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, getta lo scompiglio nella politica locale, coinvolgendo anche deputati e senatori. A far scoccare la scintilla della polemica una missiva di solidarietà dei capigruppo del centrosinistra alla Regione, per l'inchiesta sui rifiuti della Procura di Napoli che vede coinvolto anche il governatore campano. "Vogliamo esprimerti la nostra piú forte solidarietà per gli attacchi politici che subisci sulla vicenda dei rifiuti. Non ci sembra giusto - hanno scritto - che si diano interpretazioni politiche strumentali che ignorano il tuo lungo e faticoso impegno istituzionale per la costruzione degli impianti e la risoluzione complessiva del problema rifiuti fra tantissime difficoltà sorte sui territori".
La lettera, peró, ha destato il disappunto del presidente della commissione Ambiente al Senato, Tommaso Sodano. "Una lettera sbagliata. E' quantomeno inopportuno intervenire mentre si è in attesa di un pronunciamento dell'autorità giudiziaria. Un atto sospetto - ha dichiarato Sodano - un atto di interferenza politica". L'esponente di Rifondazione comunista nel ricordare che, nel 2003, aveva presentato un esposto in Procura, nutrendo il dubbio che "la gara vinta dalla Fibe (una delle società che gestiscono lo smaltimento rifiuti e che dovrebbe costruire anche il termovalorizzatore di Acerra, ndr) fosse truccata. Continuo a pensare che vi siano responsabilità precise da parte di chi, a suo tempo, e ripetutamente, non ha voluto ascoltare le sollecitazioni di chi suggeriva il rescindere il contratto con la Fibe", ha concluso il senatore.