ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.
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Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti.
la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli
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Le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, riunitesi domenica 2 novembre 2008 in Palazzo Marigliano in seduta straordinaria insieme a numerosi comitati cittadini e associazioni ambientaliste, molti dei quali riuniti nel Coordinamento Regionale rifiuti (Co.Re.Ri.), hanno commentato le "Linee programmatiche2008-2013 per la gestione dei rifiuti urbani", formulando le
seguenti osservazioni:
Le "Linee programmatiche" elaborate dalla Giunta regionale, di concerto con l'Assessorato all'Ambiente, sono state adottate in assoluta violazione del diritto di partecipazione così come previsto dalla Convenzione di Aarhus e questo mentre è in corso, da diversi mesi, la costituzione di un Forum regionale, che ha come sua ragion d'essere proprio l'applicazione della suddetta Convenzione. Pertanto fin da ora si fa presente che tutti gli atti adottati in forza e in riferimento alle suddette "Linee programmatiche" in violazione della Convenzione di Aarhus, sono da ritenere illegittimi e disapplicabili direttamente dalla magistratura civile e amministrativa. Si invita dunque la Giunta regionale alla riformulazione immediata delle suddette "Linee programmatiche" e a tal
fine si chiede che il diritto di partecipazione, così come previsto anche dalla Costituzione italiana, sia reso effettivo fin dalla prima fase elaborativa.
Nel merito "Le linee programmatiche" non considerano affatto lo stato della salute delle popolazioni campane e la condizione tragica in cui versano molte aree rurali del nostro territorio, oggetto di sversamenti illegali e legali di rifiuti tossici, speciali, pericolosi e tal quali. Per una situazione ritenuta grave da tutte le maggiori organizzazioni scientifiche nazionali e internazionali (CNR, OMS, etc.) discariche, inceneritori e le cosiddette "ecoballe", sostanza delle discusse "Linee
programmatiche", non sono la scelta ottimale. In Italia, ormai da anni, al ciclo integrato dei rifiuti, incentrato sulla pratica dello "smaltimento" e finalizzato al recupero energetico, si è sostituito il
concetto della filiera dei materiali, incentrata sulla pratica della "gestione" e finalizzata al recupero della materia. In questo tipo di gestione basta una raccolta differenziata di umido e secco, impianti di vagliatura e selezione meccanica, impianti di recupero del residuo. Non ultima la Sardegna si sta adeguando a questo modello. Tutto ciò avrebbe un costo ambientale e sociale pari a zero e peserebbe decisamente di meno sull'erario pubblico e sui fondi europei.
Nicola Capone
Segretario generale delle Assise della Città di Napoli e
del Mezzogiorno d'Italia
Alberto Lucarelli
Presidente del Comitato scientifico
delle Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno
d'Italia
Domenica 19 ottobre 2008 alle ore 10.30, in Palazzo Marigliano, alla via S. Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, si riuniranno le
Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, per discutere il
seguente argomento: "Il caso Marigliano: rimozione dei rifiuti o bonifica dei suoli?".
Relazioneranno: Rosa Nappo, geologa dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia; Salvatore De Riggi, geologo.
Domenica 7 settembre 2008 alle ore 10.30, in Palazzo Marigliano, alla via
S. Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, si riuniranno le
Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, per discutere il
seguente tema: "Caratteristiche ambientali dei siti individuati nel Dl
90/2008".
Relazionerà il prof. Franco Ortolani, ordinario di geologia e direttore del
dipartimento pianificazione del territorio all'Università Federico II di
Napoli
Scarica e/o consulta gli articoli scelti dalle Assise e pubblicati sul nostro sito sullo “Scandalo dei rifiuti in Campania”collegandoti all’ indirizzo http://www.napoliassise.it\index.htm#Scandalo
Domenica 27 luglio 2 08, alle ore 10.30, in Palazzo Marigliano, alla via S.Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, si riuniranno le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia per discutere dei seguenti temi:
-"Contaminazione da inquinanti persistenti organici (Pop) nella popolazione delle province di Napoli e Caserta: confronti nella letteratura scientifica nazionale ed internazionale". Relatore il Colonnello Giampiero Angeli.
-"Incremento dei tumori infantili in Italia. Il nuovo rapporto dell'Associazione Italiana dei Registri Tumori", relatori: dott. Antonio Marfella e dott. Giuseppe Comella, dell'Istituto Pascale di Napoli.
domani, martedì 11 dicembre ore 18,00 presso la chiesa del sacramento (alle spalle del comune di Marigliano) si svolgerà la prossima seduta delle assise della città di Marigliano.
il tema sarà: Le abitudini della spesa per ridurre il problema rifiuti in città, a ciascuno il suo compito; proposte concrete che ciascun cittadino può adottare per ridurre il problema dei rifiuti”.
modera Francesco Aliperti,
interverranno:
Quilombo, collettivo utopia;
Coop. Ottavia;
sono invitate tutte le persone ed organizzazioni che a vario titolo attivano buone pratiche per l'autoriduzione dei rifiuti.
è possibile guardare inoltre il servizio sull'assise sul sito di http://www.videonola.it/ per il giornale del 8 dic.
ricordate questo triste appello?
lo lanciava il mattino l indomani del terremoto che distrusse la campania nell'80.
credo che l attuale situazione campana, rispetto alla situazione ambientale richieda lo stesso appello.
Allarme sanitario e ambientale
Avvertimento alle popolazioni della Campania
Le proposte di Palazzo Marigliano
Sono mesi, ormai, che l’Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia e il Comitato
Allarme Rifiuti Tossici, lanciano un accorato appello affinché le popolazioni campane e le autorità
competenti siano rese consapevoli della catastrofe ambientale e sanitaria che sta devastando quella
che un tempo era la Campania felix.
La verità su quanto sta accadendo è stata svelata dagli atti della magistratura, dai rapporti
sull’ecomafia, dagli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dagli articoli comparsi su
prestigiose riviste scientifiche internazionali, dalle pagine di cronaca quotidiana: milioni di
tonnellate di rifiuti tossici sono stati sversati dalla fine degli anni Settanta nelle nostre campagne,
nei pozzi d’irrigazione, nelle cave, in discariche abusive o, addirittura, in mare a poca distanza dalle
nostre coste.
A completare il quadro di questa vera e propria “mattanza ambientale” c’è l’emergenza rifiuti
consistente nell’incapacità della nostra classe dirigente di gestire l’ordinaria amministrazione, che
ha comportato il paradosso di un Commissariamento straordinario permanente. Tredici anni di
gestione commissariale sono in palese contrasto con i principi dello Stato di diritto, così come più
volte affermato dal Consiglio di Stato. In questa situazione patologica si sono moltipliacati gli spazi
deregolamentati in cui ha avuto campo libero l’azione criminogena del blocco sociale: un vero e
proprio comitato d’affari che gestisce – grazie all’alleanza fra organizzazioni criminali,
imprenditoria corrotta e settori deviati dell’amministrazione pubblica e della rappresentanza politica
– una fitta rete di interessi economici legati alla gestione delle cave, delle discariche e dello
smaltimento di rifiuti tossici e urbani.
Una delle conseguenze più terribili di questa situazione è l’aumento considerevole nella nostra
regione delle patologie tumorali e degli aborti spontanei per anomalie congenite. Negli ultimi anni
in Campania si è evidenziata– attraverso i dati dei registri tumori – una crescita dell’incidenza di
patologie tumorali, tale da allarmare l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché gli oncologi
dell’Istituto Pascale di Napoli e le maggiori riviste scientifiche nazionali ed internazionali come
«Epidemiologia e Prevenzione», «Lancet» e «Newsweek». Mentre in passato in Campania, come
nel resto del Sud, l’incidenza dei tumori era più bassa rispetto al settentrione, oggi questo divario si
sta rapidamente colmando, con l’aggravante che la nostra non è una regione ad alto sviluppo
industriale, e che ad ammalarsi è una popolazione prevalentemente giovane. Infatti, se l’incidenza
generale di malattie tumorali ha quasi raggiunto la media nazionale, per alcune tipologie, come il
cancro del polmone, del fegato, della vescica e del pancreas – un tempo rarissimo – possiamo
vantare il triste primato di averla superata.
La gestione commissariale ha completamente ignorato questa reale emergenza. Infatti, il Piano di
gestione del ciclo integrato dei rifiuti ha del tutto disatteso la normativa europea e non ha tenuto
conto della grave situazione sociale, ambientale e sanitaria in cui versa la Campania. La legislazione
vigente in materia è incentrata sulla raccolta differenziata e sul recupero della materia, in
ottemperanza dell’obbligo di tutela dell’ambiente mediante la riduzione netta della quantità residua
di rifiuti da smaltire in discarica. Vengono invece progettati tre grandi inceneritori, che per
funzionare avrebbero bisogno di un quantitativo di rifiuti superiore a quello, già abnorme, prodotto
oggi dalla nostra regione; questi impianti sono stati progettati per incenerire una quantità di
combustibile da rifiuto che in futuro non sarà disponibile con una raccolta differenziata a pieno
regime, con la prospettiva di caricare la Campania dello smaltimento dei rifiuti di altre regioni.
Pertanto, è palese la contraddizione tra il principio della raccolta differenziata con il recupero della
materia imposto dalla legge, e quello dell’incenerimento previsto dalla pianificazione
commissariale.
Un altro principio fondamentale stabilito dalla normativa è che lo smaltimento dei rifiuti dev’essere
attuato con le “tecnologie più perfezionate”, al fine di tutelare la salute pubblica. Gli inceneritori,
invece, emettono diossine, riconosciute fin dal 1997 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul
cancro come cancerogeni certi per l’uomo. Pertanto, non è sensato parlare di una soglia di
tollerabilità. Ancora, è necessario evidenziare che un terzo del quantitativo dei rifiuti introdotti
nell’inceneritore si trasforma in ceneri tossiche, da trattare e poi smaltire in discariche speciali.
Quindi, la conseguenza paradossale è che un sistema pensato per smaltire rifiuti ordinari finisce per
produrre rifiuti pericolosi.
Intanto, sono stati costruiti sette impianti CdR, tutti sequestrati dalla magistratura, che avrebbero
dovuto produrre, dopo un’attenta raccolta differenziata, frazione organica stabilizzata, materiale
inertizzato, e combustibile da rifiuto – le cosiddette ecoballe. Invece, da questi impianti sono
fuoriusciti rifiuti non a norma, che sono stati poi conferiti nelle diverse discariche campane,
causando l’inquinamento di falde acquifere e la compromissione di vaste aree ad alto valore
ambientale. Inoltre, dagli stessi impianti sono state prodotte cinque milioni di ecoballe non a norma,
il cui incenerimento provocherebbe un’ulteriore catastrofe ecologica.
Per far fronte a questa situazione scandalosa l’Assise di Palazzo Marigliano e il Comitato Allarme
Rifiuti Tossici ritengono urgente e indispensabile:
1. che venga temporaneamente vietata l’introduzione nel territorio campano di qualsiasi tipologia
di rifiuti tossici, fintanto che non sia predisposto un sistema di controllo satellitare per il
monitoraggio permanente del territorio campano, misura indispensabile per fermare il traffico
criminale dei rifiuti pericolosi;
2. che venga effettuata la bonifica integrale dei territori avvelenati da sostanze tossiche e da
discariche inquinanti;
3. che si attivi finalmente un laboratorio di tossicologia per il monitoraggio sull’uomo delle
sostanze tossiche ambientali, in particolare della diossina;
4. che siano adottate tutte le misure necessarie per superare al più presto la gestione commissariale
dell’emergenza rifiuti, ripristinando le competenze degli organi democraticamente eletti;
5. che sia redatto un nuovo piano regionale dei rifiuti incentrato, come prevede la normativa
europea, sulla raccolta differenziata e il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero della materia,
prevedendo come fase finale lo smaltimento mediante tecniche a freddo, quali la biossidazione,
pienamente rispettose della salute pubblica;
6. che sia abolita ogni forma di incentivo statale agli inceneritori, oggi finanziati dai contribuenti
in base all’erronea assimilazione di tali impianti a fonti di energia rinnovabile;
7. che siano commissariate quelle amministrazioni che, in deroga alla legge, non hanno raggiunto
la percentuale minima di raccolta differenziata imposta dalla normativa;
8. che la magistratura accerti e sanzioni le responsabilità, gli illeciti e gli inadempimenti di natura
penale, civile, amministrativa e contabile della gestione commissariale;
9. che il Ministro dell’Ambiente, in caso di inerzia dei soggetti responsabili, eserciti i poteri
sostitutivi, adottando un nuovo piano rifiuti della Campania, seppur a carattere provvisorio, in
armonia con i principi comunitari; il rischio ambientale e l’emergenza sanitaria, che stanno
compromettendo definitivamente il territorio campano, giustificano l’esercizio di tale potere;
10. che contro la FIBE e le società collegate, e contro ogni altra società concessionaria, che
direttamente o indirettamente abbia responsabilità nell’immane disastro ambientale verificatosi
in Campania, vengano promosse da parte di tutti gli enti e le associazioni interessate le
opportune azioni giudiziarie in sede civile e penale per punire i responsabili dei reati, con la
condanna al risarcimento dei danni nei confronti delle amministrazioni e dei cittadini, nonché
con la condanna al pagamento di tutti gli oneri e le spese necessarie per bonificare il territorio e
attuare il recupero delle falde freatiche finora impunemente inquinate;
11. che l’Autorità giudiziaria condanni tutti i responsabili dello spreco di fondi europei nell’errata
gestione dei rifiuti, in modo che tali risorse vengano recuperate alle destinazioni per cui erano
state programmate, con la condanna altresì per la FIBE e le società collegate a sostenere tutti gli
oneri e le operazioni necessarie per l’eventuale esodo delle popolazioni dai territori inquinati.
Ci appelliamo a tutte le madri della Campania, agli studenti e ai loro professori, ai magistrati, ai
medici, agli scienziati e ai tecnici, ai contadini e ai lavoratori, ai pubblici funzionari, nonché ai
politici onesti affinché diffondano la presa di coscienza del disastro ambientale e lottino per la
salvezza delle future generazioni.
Oggi 27 nov. presenteremo al Presidente della Repubblica il seguente appello
Alla c.a. dell’Ill.mo signor Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
Ill.mo Presidente,
i Suoi frequenti interventi sul difficile momento che sta attraversando la nostra città e i Suoi appelli rivolti alle tante forze vive e sane che ancora lavorano per una rinascita del tessuto morale etico e civile sono per noi tutti di non poco conforto.
Non possiamo non rivolgerci a Lei nuovamente per denunciare che dietro l’emergenza determinata da un inefficiente piano di smaltimento dei rifiuti, che ha grande eco sulla stampa nazionale, preme un’emergenza assai più grave, taciuta invece alla pubblica opinione, riguardante l’aumento dei tumori fra la popolazione campana e lo sversamento di milioni di tonnellate di rifiuti tossici in cave, terreni agricoli e discariche abusive, come dimostrano purtroppo le decine di inchieste svolte dalla magistratura.
Stiamo assistendo negli ultimi anni, oltre al generale aumento di quasi tutti i tumori maligni, anche all’incremento di alcuni tumori che fino a qualche anno addietro erano considerati rari, come ad esempio le neoplasie del pancreas. Sicuramente l’inquinamento dei terreni e delle falde freatiche da parte di questi rifiuti è alla base di un impatto ambientale che favorisce l’insorgenza di tali gravi patologie.
Da diversi mesi numerosi cittadini, tra cui magistrati, medici, studenti, riuniti nell’Assise di Palazzo Marigliano e nel Comitato “Allarme rifiuti tossici”, allarmati per questa gravissima situazione, invano stanno chiedendo che sia vietato l’ingresso di rifiuti tossici e speciali nella nostra regione, che si elabori un piano di gestione del ciclo integrato dei rifiuti nel rispetto della normativa europea, che sia predisposto un sistema satellitare per il controllo costante del territorio, che si attivi un laboratorio di tossicologia per il monitoraggio delle sostanze tossiche ambientali sull’uomo.
Pertanto Le chiediamo di intervenire nuovamente con la Sua autorevolezza per indurre le autorità competenti a porre immediato riparo a tale gravissima situazione.
Sicuri della Sua attenzione
Deferenti saluti.
Alex Zanotelli
Comitato civico “Allarme Rifiuti Tossici”
Gerardo Marotta
Assise di Palazzo Marigliano
stamattina all'assise sono state dette cose interesanti, soprattutto rispetto alla costruzone della discarica di campagna.
il prof intervenuto, (geologo) h portato una documentazione fotografica a dimostrazione della scellerataggine di coloro che hanno costruito tale sito a ridosso di un'oasi del wwf.
la documentazione mostrava come, già durante la fase di preparazione (nella sistemazione del telo impermeabilizzato sotto l discarica) non si è posta la cura dovuta affinchè il telo non si bucasse.
anzi già in fase di sistemazione il telo presentava alcune lacerazione che poi sicuramente si saranno allargate surante la fase di deposito di rifiuti.
sono sconvolta... il prof ha dichiarato anche di aver fatto denunce agli organi competenti anche in seguito alla messa in funzione della sdiscarica soprattutto per quanto riguarda il percolato.
anche in questo caso, nonostante nel pozzo spia a valle della discarica fossero rinvenuti materiali provenienti dalla discarica stessa che erano inquinanti non si è voluto procedere alla raccolta di tali liquami perchè troppo costosi.
se usciremo dall'emergenza riusciremo a fidarci della classe politica che ci amministra?
ho grandi dubbi e soprattutto mi sento molto scoraggiata..
Domenica 12 novembre 2006 alle ore 10.30 in Palazzo Marigliano alla via S. Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, avrà luogo l'Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia con il seguente tema all'ordine del giorno: "Emergenza rifiuti: prospettive per una normalizzazione". Relazionerà Franco Ortolani, direttore del dipartimento di pianificazione e scienza del territorio, presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”.
ieri sono stata all'assise, ad ascoltare l'on franco specchio, il quale ha fatto dichiarazioni interessanti, anche se dal sapore drammatico.
ha parlato di una mancanza di pianificazione regionale, mancano i "piani" programmatici e si sosotituiscono con le linee gida, un atto di giunta che ha il sapore di una scorciaoia.
spiegava nel dettaglio problrms del piano cave: al momento la regione pare abbia autorizzato una capacità estrattiva in tutta la regione capace di costruire una città grande quanto napoli nei prossimi 10 anni, anche questo atto, (firmato con il nuovo insediamento della iunta bassolino, non è passato per il consiglio, ma esclusivamente per la giunta.
sono sempre più perplessa
ieri sono stata all'assise, ad ascoltare l'on franco specchio, il quale ha fatto dichiarazioni interessanti, anche se dal sapore drammatico.
ha parlato di una mancanza di pianificazione regionale, mancano i "piani" programmatici e si sosotituiscono con le linee gida, un atto di giunta che ha il sapore di una scorciaoia.
spiegava nel dettaglio problrms del piano cave: al momento la regione pare abbia autorizzato una capacità estrattiva in tutta la regione capace di costruire una città grande quanto napoli nei prossimi 10 anni, anche questo atto, (firmato con il nuovo insediamento della iunta bassolino, non è passato per il consiglio, ma esclusivamente per la giunta.
sono sempre più perplessa
Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia
Domenica 5 novembre 2006 alle ore 10.30 in Palazzo Marigliano alla via S. Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, avrà luogo l'Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia con il seguente tema all'ordine del giorno: "Le responsabilità della politica nell'emergenza ambientale in Campania". Relazionerà Franco Specchio, componente della precedente IV Commissione Ambiente e Territorio della Regione Campania.
Domenica 22 ottobre 2006 alle ore 10.30 in Palazzo Marigliano alla via S. Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, avrà luogo l'Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia con il seguente tema all'ordine del giorno: "La gestione dei rifiuti in Campania: cronaca di un disastro". Relazioneranno gli Onorevoli Paolo Russo e Tommaso Sodano, componenti della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. Presiede il Magistrato Aldo De Chiara.
Domenica 27 Agosto 2006 alle ore 10.30 in Palazzo Marigliano alla via S. Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, avrà luogo l'Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia con il seguente tema all'ordine del giorno:"Il problema del nesso di causalità tra inquinamento ambientale e incremento dei tumori in Campania". Relazionerà Flora Micillo, Segretario generale del Collegio dei difensori civici. L’assenza di informazioni sulla reale situazione ambientale e sanitaria in Campania rende necessario e urgente informare i cittadini sul processo che ingenera un tumore. La scienza e l’informazione, ne siamo convinti, sono l’ unico rimedio per vincere il fatalismo e la rassegnazione delle popolazioni soggette ad un potere politico cieco nel perseguire obiettivi a breve termine e l’esclusivo interesse particolare.