ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.
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Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti.
la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli
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in via raffele de blasio 4 marigliano, c'è la cooperativa ottavia che raccoglie materie dismesse per riciclarle e recuperare oggetti destinati, altrimenti, alle nostre discariche già piene, con i soldi recuperati dalla vendita di queste materie, pagano borse lavoro a 4 ragazzi diversamente abili che così hanno recuperato spazi di vita, dignità, e un piccolo salario. ma sono di parte, visto che l'idea è più che pregevole. se però vuoi segnalarmi disfunsioni che mettono a rischio i ragazzi, i volontari e la cittadinanza di prego di essere più preciso.
Quan to alla presenza di vermi, sono in cor so verifiche alla Stazione Zoologica Anton Dohrn ma Ganapini ritiene che si tratti di «esche usate per pescare che sono risalite perché la sabbia si è saturata di acqua. Non ci risultano ca si di malattie riferite alla presenza di questi fermi». Sugli impianti di depurazione del li torale flegreo Ganapini ha ricordato che con la Hydrogest, che si è aggiudi cata l’appalto, non ci sono più penden ze e che a questo punto la ditta, «an che se non ha più interesse a nuove sfide, dovrà investire 20 milioni entro settembre e 130 in un anno». Tuttavia il problema depuratori esiste. «Facen do un paragone automobilistico, è co me se prima avessimo delle Maserati che oggi si sono ridotte a delle Topoli no. Gli impianti realizzati con la Cassa per il Mezzogiorno — ricorda — era no validi, ma è mancata la manuten zione, sono stati smembrati, e così ora il litorale domizio affanna». Litora le dove l’assessore regionale ha avvia to un’operazione di bonifica delle spiagge che è partita da Villa Literno e che arriverà a Licola. «Un’operazione — aggiunge — per cui c’è il plauso an che degli albergatori, fra cui la fami glia Coppola. Imprenditori e industria li con i quali concorderemo anche le modalità di interventi per il progetto delle condotte sottomarine e delle gra te ». Ma la folla rumoreggia, cerca di so praffare Ganapini con domande insi diose, urlando, la rissa è quasi dietro l’angolo. L’assessore, stentoreo, conti nua e ricorda che le condotte a mare possono essere considerate, ma solo per le acque trattate. E poi alza quasi la voce ricordando che Pozzuoli scari ca dritto a mare e che ci sono decine e decine di ville abusive che scaricano nei pozzi. Il sottosegretario Cosentino non ha dubbi. Ci vuole un commissario per la bonifica del litorale domitio-flegreo, 40 chilometri di costa inquinata tra Li cola e il Garigliano, sul modello di quanto fatto per la bonifica del fiume Sarno. tratto dal corriere del mezzogiorno
Eco-News Mare verminaio, parla un esperto L’allarmismo è arrivato fin nei corridoi degli ospedali, dove però si è abbattuto contro il muro degli esperti: una cosa del genere non è possibile. Il dottor Francesco Faella, direttore dell’Unità operativa complessa della I Divisione Dipartimento Emergenze ed Urgenze Infettivologiche dell’ospedale Cotugno, lo spiega senza mezzi termini Si sta diffondendo in questi giorni, tra Napoli e provincia, e soprattutto in penisola sorrentina, la notizia che diverse persone sono finite in ospedale dopo essersi ritrovate sul corpo delle strane bolle che, una volta schiacciate, si scoprivano essere piene di piccoli vermi. Si tratterebbe di una infezione dovuta all’inquinamento, peggiorato dopo il disastro ambientale relativo dal depuratore di Licola, col contenuto delle vasche finito in mare. I casi, a giudicare dalle voci di corridoio, sarebbero tantissimi. Come avviene in situazioni del genere, di testimoni diretti non ce ne sono: chiunque racconti la vicenda aggiunge di averla sentita da amici, conoscenti, e spiega che è relativa a terze persone non meglio identificabili. Gli elementi di una leggenda metropolitana, insomma, ci sono tutti: il mostro dell’inquinamento, il comportamento incauto di bagnarsi in acqua, la punizione orribile di trovarsi mangiucchiati dai vermi. Ma cosa c’è di vero in tutta questa storia? Nessun quotidiano, sinora, ha riportato la notizia e ciò dovrebbe già essere un campanello d’allarme per mettere in dubbio la veridicità. Il passaparola, però, continua a diffondersi ed ormai si può dire che non c’è più nessuno che non abbia sentito questa storia. L’allarmismo è arrivato fin nei corridoi degli ospedali, dove però si è abbattuto contro il muro degli esperti: una cosa del genere non è possibile. Il dottor Francesco Faella, direttore dell’Unità operativa complessa della I Divisione Dipartimento Emergenze ed Urgenze Infettivologiche dell’ospedale Cotugno, lo spiega senza mezzi termini: “E’ una stupidaggine, è una cosa che da noi non può assolutamente succedere”. “Ci sono delle malattie, - spiega Faella, - in cui alcuni tipi di mosche depongono le uova sulla pelle ferite, le uova poi si schiudono ed escono le larve, ma non si tratta di patologie presenti sul nostro territorio”. Al Cotugno, così come negli altri ospedali campani, non è arrivato nessun paziente affetto dalle strane bolle ‘ripiene’. Ci sono stati nell’estate scorsa dei casi di infezioni della pelle, è vero, ma, sottolinea il dottor Faella, “si trattava di bambini, la cui pelle è particolarmente sensibile, e comunque si trattava solo di manifestazioni cutanee, solo lesioni ma assolutamente senza parassiti”. E allora, da dove nasce questa che ormai possiamo definire leggenda metropolitana? “Questo non lo so, - sorride Faella, - ma spero che chi l’ha messa in giro abbia un suo tornaconto, altrimenti si tratterebbe veramente di un cretino”. (sorrentoedintorni.it)
Il sito ospiterà la nuova discarica della provincia di Caserta. Già emersi i primi problemi. Vigili del fuoco al lavoro per ore per domare l’incendio Rifiuti in fiamme a San Tammaro: paura a Maruzzella. Ieri pomeriggio, alle ore 15,30, è scoppiato un rogo nella località che a giorni ospiterà la nuova discarica della provincia di Caserta. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Caserta e di Aversa, i quali hanno preso subito in mano la situazione. Il rogo ha assunto in pochi minuti grosse dimensioni, tanto da generare il panico tra gli addetti ai lavori. Dopo diverse ore di lavoro, i pompieri sono riusciti a domare la veemenza delle fiamme. Ricordiamo che la discarica di San Tammaro è stata collaudata e adesso aspetta solo di essere apertura. Il nuovo invaso, così come previsto dai programmi, consentirà di procedere allo svuotamento del sito di stoccaggio provvisorio di Ferrandelle, nel comune di Santa Maria la Fossa, che fu aperto per fronteggiare la crisi registrata tra gli ultimi giorni del 2007 e i primi mesi del 2008. Le verifiche hanno interessato la piazzola per le ecoballe (15 mila) e l’area destinata a discarica, che ‘ospiterà’ oltre un milione di metri cubi di rifiuti. Si tratta, dello sversatoio denominato Maruzzella 3. Il generale di divisione Franco Giannini ha stilato il protocollo dei controlli che vengono effettuati sulle circa 2mila tonnellate di rifiuti al giorno destinate al sito di San Tammaro: verifiche sul materiale in entrata e in uscita, accertamenti scrupolosi sui camion e sul loro carico. Sarà il consorzio Salerno 2 a gestire il nuovo impianto di San Tammaro, dopo i collaudi e la conclusione dell’attività di monitoraggio. Intanto, è stata attivata la prima piazzola della mega discarica che, a regime, sarà in grado di accogliere oltre un milione di tonnellate di immondizia. L’ok all’entrata in funzione del sito è giunto dalla struttura del sottosegretario all’emergenza rifiuti in Campania Guido Bertolaso. La fase conclusiva della messa in opera è stata possibile grazie alla sinergia tra l’apparato tecnico-operativo dell’Esercito e dallo staff della protezione civile coordinato da Nicola Dell’Acqua. (Raffaele Santillo, interno18.it)
«L´esperienza campana per noi è stata scioccante. Ora siamo arrivati quasi al punto di rottura. Non abbiamo un euro per fare investimenti e rimettere in sesto le macchine. La Regione non ci paga. Non onora gli impegni contrattuali. Entro il 31 luglio prenderemo una decisone: o dentro o fuori». Chi parla è Gaetano De Bari, ingegnere pugliese e direttore generale della Hidrogest, che gestisce il depuratore di Cuma. La “bestia nera” del disinquinamento in Campania, l´impianto che non funziona o funziona male. Parola dell´assessore all´Ambiente della Regione, Walter Ganapini. «È vero», ammette De Bari, il tecnico non si sogna neppure di negarlo. Ma va al contrattacco. «Non stiamo facendo un buon lavoro - dice - no. Sto mantenendo lo status quo di quello che ho ereditato. Questi impianti sono stati progettati negli anni Settanta e realizzati un decennio più tardi. E la vita media di un impianto industriale è di 15 anni». De Bari prima fa i conti. «Abbiamo emesso fatture per il pagamento delle tariffe a noi dovute dai Comuni, per 130 milioni. Sono entrati in cassa 87 milioni. La Regione, ossia il nostro concedente, ci deve dare la differenza. Diversamente, niente investimenti. Questo è un project financing, il concessionario, noi, con i soldi delle tariffe paga le spese correnti e con quello che avanza ripaga l´investimento, ossia paga il debito contratto con la banca, 128 milioni, di cui 20 pubblici, da restituire in 15 anni. Se vengono meno i pagamenti correnti, non si va avanti, non si fa manutenzione, non si pagano stipendi. Ho le carte per dimostrare quello che dico». Dal 26 maggio 2008 il “concedente” non è più il commissario, bensì la Regione. «Col commissario era peggio, aveva zero fondi, sa che significa? Adesso stanno lavorando per poterci pagare. Ci vuole regolarità nei pagamenti per fare andare bene l´impianto. Se noi andiamo via», spiega ancora De Bari, «siamo obbligati a gestire ancora per sei mesi al massimo e poi la Regione deve trovare un sostituto che subentri. Non abbiamo voglia di risolvere il contratto, ma questa esperienza ci ha scioccato. Termomeccanica ecologia, maggiore azionista di Hidrogest, con sede a La Spezia, lavora da 30 anni in Italia e all´estero. L´ultima commessa da 200 milioni l´ha avuta dalla Libia. Qui in Campania resisto, stringo i denti, vado avanti, presento i progetti, e restano lì, inattuati. Situazione triste, deludente». Le garanzie per la salute del cittadino e dell´ambiente, dunque, sono un dettaglio inutile per l´Hidrogest. De Bari reagisce: «Ma se qualcuno scarica la fogna del proprio Comune a mare… «. Quale Comune? «Pozzuoli, sì, fogna a cielo aperto. Lo sanno tutti». (LaRepubblica di Napoli,napolionline)
“Il 26 marzo 2009 è stato inaugurato ad Acerra (Napoli) l’inceneritore in un territorio che per anni ha visto sversamenti illegali di rifiuti industriali, tossici e pericolosi, per opera della criminalità organizzata. Pozzi inquinati, allevamenti vietati e in questo quadro che si inserisce un impianto ad alto impatto ambientale e che in 102 giorni di parziale funzionamento ha già contribuito a far superare il limite di emissione di pm10 (polveri sottili) per ben 33 giorni su un massimo consentito per anno di 35 giorni. Il sottosegretario Bertolaso mi denuncia ma io continuo a fornire dati pubblici dell’ARPAC e vorrei che su questo si esprimesse il Governo! Intanto a 102 giorni esatti dall'inaugurazione di Acerra il valore delle PM10 (previsto dal dal D.M. 2 aprile 2002 n°60 che fissa un valore limite di 50 µg/m³ come valore medio misurato nell'arco di 24 ore da non superare più di 35 volte/anno) il valore limite di 50 µg/m³ è stato superato nell'area della zona industriale di Acerra ben 33 volte e venerdì 3 luglio è arrivato a 55,7 µg/m3. A qualcuno questo mio insistere sull’argomento forse può far storcere il naso ma credo la salute delle persone venga prima di qualsiasi polemica politica e continuerò a chiedere con forza al Governo di dare le risposte a queste domande e alla Procura della Repubblica di fare luce il prima possibile su questa vicenda nel rispetto delle Leggi del nostra Paese e e della tutela della salute delle persone e del rispetto dell’ambiente.” Napoli 6 luglio 2009 tratto dal sito di tommaso sodano
per quanti credono e dicono che la mancanza di raccolta differenziata dipende ancora dai napoletani (popolo zozzone e burlone) chiedo di leggere il libro ECOBALLE di Rabitti, in mancanza del libro guardate almeno questo video
Sabato 4 luglio h 11, sit-in davanti alla prefettura di Napoli. Si invitano tutti ad indossare la maglietta con la scritta "clandestino". Napoli, 2 luglio 2009 PACCHETTO SICUREZZA: ABBIAMO SOLO DA VERGOGNARCI Il Senato ha approvato oggi il cosiddetto Pacchetto Sicurezza del ministro degli interni Maroni. Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora ripetiamo sugli immigrati lo stesso trattamento, anzi peggiorandolo che noi italiani abbiamo subito un po' ovunque nel mondo. Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e una xenofobia crescente di cui la Lega è la migliore espressione. Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni 23° nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto. Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (i nostri immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l'ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all'anagrafe. Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell'esclusione e dell'emarginazione. "Questo rischia di svuotare dall'interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa - così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani - contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali". Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici, rientrati in patria dopo l'esilio a causa del fascismo. Per ben due volte la costituzione italiana parla di diritto d'asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge. E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa Italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della fede cristiana. Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza civile. È l'invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles (California), quando nel 2006 si dibatteva negli USA una legge analoga dove si affermava che il clandestino è un criminale. Nell'omelia del Mercoledì delle ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles ha detto che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto. Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d'Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d'ingiustizia e d'impoverimento. Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: "Non molesterai il forestiero né l'opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto" (Esodo 22,20). Alex Zanotelli
Quei veleni a Giugliano Repubblica — 30 giugno 2009 pagina 1 sezione: NAPOLI GIUGLIANO, la più popolosa città campana non capoluogo di provincia, anche conosciuta come "Terra di lavoro", "Campania felix", "Taverna dei re". Locuzioni che sintetizzano fertilità, ricchezza. Eppure, nonostante quest' area abbia una produzione agricola per ettaro 3 volte superiore a quella di qualsiasi altra area d' Italia, in questi campi, e in particolare nell' area di Santa Maria del Pozzo, sono state costruite diverse discariche. E impianti per il trattamento di rifiuti, ovvero: Masseria del pozzo, ex cava riempita di rifiuti solidi urbani; Novambiente; Resit per rifiuti speciali; discarica Fibe con la fos (frazione organica stabilizzata); impianto Cdr con annesso stoccaggio di "ecoballe", ed infine la grande distesa di ecoballe di "Taverna dei re". Tutti impianti inquinanti, ormai saturi e chiusi, alcuni sotto sequestro, ad eccezione del Cdr. Più volte i coltivatori di quest' area hanno segnalato strani movimenti notturni di camion verso le discariche. Nel frattempo, la strada che collega tutte queste discariche, è diventata un luogo per smaltire in modo incontrollato rifiuti di ogni genere, che sistematicamente e con scientificità, vengono dati alle fiamme, come denuncia in modo tempestivo il sito www.laterradeifuochi.it La conseguenza inevitabile di tale scempio è l' inquinamento delle falde acquifere sottostanti, che ha compromesso solo in parte la coltivazione dei campi grazie alla fornitura da parte del "consorzio per la bonifica del Volturno" di acqua per l' irrigazione. I contadini hanno però dovuto modificare il tipo di coltivazione e passare da alberi da frutto a piante con un ciclo di vita più breve, come il mais, cioè coltivazioni che completano il loro ciclo di produzione in 60-90 giorni al massimo; questo a causa di un' asfissia radicale provocata con tutta probabilità dal metano presente nel terreno, non ben captato nelle discariche. Nell' area compresa tra queste discariche diversi coltivatori infatti hanno subito danni, alcuni dei quali rilevanti. NUNZIA LOMBARDI E MASSIMO CACCIAPUOTI Vincenzo Cacciapuoti ha visto bruciare parte cospicua del suo impianto di kiwi a causa del metano proveniente da una delle discariche limitrofe, che, non raccoltoe canalizzato,è riemerso laddove la terra risulta più permeabile o attraverso i pozzi. Anche un vicino del signor Cacciapuoti ha subito un danno simile, solo che a lui è andata meglio: ha ottenuto un riconoscimento dei danni dal tribunale di Marano a carico della Fibe. Per il signor Cacciapuoti, invece, al danno si è aggiunta la beffa. Infatti, nonostante siano trascorsi 6 anni da quando ha sporto la prima denuncia proprio contro la Fibe, ancora non è stata pronunciata alcuna sentenza, anzi, il procedimento è fermo e rimandato di continuo per acquisizione di atti. Eppure dalle perizie effettuate sul suo terreno risultano evidenti traspirazioni di metano. Lo stesso fenomeno che ha provocato l' esplosione di 3 pozzi nella medesima area. I pozzi sono stati poi demoliti, perché questa risultava essere l' unica soluzione per domare le fiamme. Dopo le prime denunce la Fibe ha provveduto a captare i gas, difatti adesso si vedono lungo la discarica dei tubi con delle fiamme ai vertici: è il metano prodotto all' interno delle discarica ad alimentarle. Le questioni in gioco sono varie: che fine ha fatto l' accordo siglato dal sindaco di Giugliano con il commissario Bertolaso quando fu concesso l' ultimo ampliamento del sito di ecoballe di Taverna dei re? Esso prevedeva la bonifica e la messa in sicurezza permanente delle discariche di quell' area. E ancora: chi controlla gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti, siano essi legati all' emergenza o allo smaltimento di rifiuti speciali? L' ex senatore Tommaso Sodano ha depositato un esposto alla procura di Napoli per presunte irregolarità nell' impianto di termovalorizzazione di Acerra e nella cava di Chiaiano. Il commissario Bertolaso ha querelato l' ex senatore. A chi rispondono questi signori? Chi rappresentano e quali poteri garantiscono? Anche su questo la magistratura speriamo darà risposte celeri. - NUNZIA LOMBARDI MASSIMO CACCIAPUOTI