ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.

Eccomi

Utente: nunzia1978
Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti. la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli

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martedì, 31 marzo 2009
LA TERRA CHE UCCIDE

Current tv, canale 130 su Sky trasmissione, Vanguard Italia
La puntata della settimana prossima, mercoledì 1 aprile, sarà  “La terra che uccide”
diretta dalle 23 alle 24
ospiti
Marfella Antonio,
Lombardi Nunzia

Postato da: nunzia1978 a 08:41 | link | commenti

lunedì, 30 marzo 2009
Nola, spariti nel nulla i tre milioni destinati al quartiere dei veleni

Della vicenda si è occupato anche il programma «Report», ma oggi veleni e
rifiluti sono ancora in strada

Li aveva stanziati il Cipe per la bonifica della Cisternina nel 2004
Dopo l'accordo di programma con la Regione non si è mosso più nulla

Fonte: Corriere del Mezzogiorno - Carlo Franco

NAPOLI—È il momento dei soldi che arrivano in Regione vengono parcheggiati
presso qualche assessorato e poi scompaiono nel nulla. O vengono distratti
e impiegati per altre finalità. Dopo quelli per la Casa della Musica, che
hanno innescato l'ultima guerra tra Claudio Velardi e il resto del mondo,
ecco il gruzzoletto di tre milioni che il Cipe inviò nel 2004 a Santa
Lucia per avviare la riqualificazione ambientale del buco più nero
dell'inquinamento campano, il Parco della Cisternina al confine tra Nola e
Saviano - 138 alloggi e 40mila metri quadrati abbandonati da anni al
centro del triangolo della morte Nola-Acerra-Marigliano. Che ha messo in
allarme i redattori della rivista scientifica più autorevole del mondo,
«The Lancest Oncology, ma continua a lasciare indifferenti le autorità di
casa nostra. Con la sola eccezione, altrettanto autorevole dell'Istituto
Superiore di Sanità che un anno fa allargò l'area dell'allarme: il
territorio infetto non è più solo quello del triangolo della morte ma si è
esteso, attraverso gli assi mediarni, definiti «le arterie del male», fino
all'area flegrea. Un disastro di proporzioni bibliche che coinvolge una
popolazione di oltre 300mila abitanti e fu denunciato da Report, la
trasmissione di Milena Gabanelli, e che ora, e questa è una anticipazione,
è sotto osservazione da parte di Striscia che sta per piombare con i suoi
inviati sulla preda fradicia e pericolosa come una vera bomba ecologica.
«Abbiamo provato in tutti i modi a coinvolgere i politici di zona e quelli
esterni - dice il dottor Alfredo Mazza che da anni conduce e la battaglia
per la riqualificazione della Cisternina alla testa di un manipolo di
volontari guardati con fastidio dai maggiorenti della politica locale
inquinata quasi quanto l'immondo villaggio ridotto a scheletro - ma
nessuno ci prende in considerazione anche se veniamo inondati di promesse»
Che riguardano non solo lo scandalo della riqualificazione della
Cisternina, ma anche, udite udite, la bonifica dei Regi Lagni che viene
puntualmente annunciata e altrettanto puntualmente smentita. In queste
condizioni non c'è da meravigliarsi se l'incildenza dei tumori nella zona
è del 25% superiore alla media regionale ed ha avuto ripercussioni
gravissime sui processi produttivi, soprattutto in campo agricolo e
zootecnico.
L'ultimo tentativo Alfredo Mazza, che si è dedicato alla causa della
bonifica della Cisternina, lo ha fatto il 3 febbraio scorso, scrivendo
direttamente al governatore. Gli uffici di Bassolino hanno risposto ed è
venuta la conferma della «scomparsa» dei tre milioni, che, invece, il Cipe
ha davvero inviato rispondendo anche alle sollecitazioni di Carlo Azeglio
Ciampi il quale, dal Quirinale, raccolse e fece suo l'appello delle
associazioni ambientaliste.
Quegli «spiccioli», naturalmente, non basterebbero a ripulire l'immondo
ammasso di edilizia fatiscente e la sporcizia dei rifiuti tossici che si
sono accumulati, ma potrebbero servire a dare una spinta all'insediamento
di un Centro di ricerca sui rischi ambientali, sottoscritta da una intesa
che è stata seppellita tra le macerie. La vicenda che raccontiamo è
emblematica dell'inesistenza di una qualsiasi politica ambientale. Il
complesso residenziale della Cisternina è di proprietà del Comune di
Napoli ed è stato concesso in comodato d'uso gratuito alla Regione
Campania. Gli ultimi occupanti furono gli sfollati del dopo terremoto, ora
è tutto un abbandono e, per giunta, il regno di tossici e barboni che
vivono in simbiosi con i cani randagi che razzolano tra i rifiuti. A poche
centinaia di metri di distanza a completare il quadro mortificante ci sono
i resti del villaggio dell'età del bronzo. Ma questo interessa poco.
«La Cisternina - dice Salvatore Velardi della Cgil - è la madre di tutte
le questioni del nostro territorio e deve essere risolta all'interno del
Piano di coordinamento territoriale della Provincia. È tutto pronto, manca
la volontà politica». Stesso discorso anche da parte del consigliere
regionale Sommese. Da tempo, invece, non si fa sentire, la voce autorevole
di Paolo Russo.
All'accordo di programma - sottoscritto da Regione Campania, Comune di
Napoli, Comune di Saviano, Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia
e Arpac - si approdò, al termine di una defatigante trattativa, otto anni
fa (il 14 marzo del 2001) sull'onda di una sollevazione popolare: sembrava
tutto finalmente avviato, ma dopo qualche mese sulla Cisternina è di nuovo
calato il silenzio. Eppure in calce a quel documento c'erano firme quanto
mai autorevoli e tali da garantire le attese del Comitato civico e
dell'associazione Napoli-Bordeaux capofila della protesta: Luigi Nicolais,
allora assessore alla Regione Campania, Riccardo Marone per il Comune di
Napoli, Carmine Sommese per il Comitato di Saviano ed Enzo Boschi per
l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Nobilissime le
intenzioni: il Centro di ricerca avrebbe assorbito trecento ricercatori e
avrebbe fermato l'emorragia dei cervelli che scappano da Napoli. Chi se ne
ricorda più?

Postato da: nunzia1978 a 16:41 | link | commenti (2)

domenica, 29 marzo 2009
RIFIUTI TOSSICI: La rifiuti connection Roma-Brindisi


La rifiuti connection Roma-Brindisi
PUGLIA Nel mirino la Formica Ambiente, della galassia Cerroni. Il padrone di Malagrotta e Colleferro
Un traffico illecito dalla capitale alla città pugliese. Sequestrata una discarica
di Andrea Palladino, Il Manifesto 20 marzo 2009

La voce in tutta Italia si era sparsa. Tra i mediatori dei rifiuti il nome della Formica Ambiente - società del gruppo Cerroni - era ben conosciuto. Da Treviso fino alla Puglia, dove l'azienda dell'avvocato romano re della monnezza aveva una discarica, molte imprese sapevano che per smaltire i rifiuti pericolosi senza burocrazia e - soprattutto - a basso prezzo dovevano rivolgersi a quell'indirizzo, via Groenlandia, nel quartiere Eur della capitale. Ieri mattina i carabinieri del Noe hanno bloccato quel traffico illecito che andava avanti ormai da diversi anni - almeno due, secondo le indagini - ed arrestato Vincenzo Fiorillo, consigliere di amministrazione della Formica Ambiente e uno degli uomini forti che gravita nella complessa galassia di Manlio Cerroni. E nella sede della Formica Ambiente sono arrivati gli ufficiali del Noe, per cercare ricostruire i rapporti con le tantissime imprese del nord Italia che facevano riferimento all'azienda romana. La discarica sequestrata, in località Formica, vicino Brindisi - dove arrivava di tutto, con bolle false, codici Cer cambiati - era poi il terminale di una vera e propria rifiuti connection. Gestita da tanti anni dalle aziende di Cerroni, era stata realizzata su una precedente discarica di ceneri, già al centro di altre inchieste negli anni '90. Oggi, almeno sulla carta, doveva ricevere solo rifiuti non pericolosi, ma dentro ci finiva di tutto, secondo la procura di Brindisi. Veleni provenienti da industrie di ogni genere: benzene, piombo, cadmio, mercurio, selenio e rame.
«Non sappiamo ancora il valore contabile del giro d'affari - ha spiegato ieri il procuratore di Brindisi Cosimo Bottazzi - ma parliamo di milioni e milioni di euro di fatturato illecito». E ancora una volta nel centro delle inchieste sulla gestione dei rifiuti in Italia c'è quella fitta rete di mediatori, di affaristi e faccendieri che è la linfa vitale del business della monnezza. Oltre a Vincenzo Fiorillo, al centro della rete del traffico scoperto ieri, c'erano gli amministratori della Eco Impresa, della Giustozzi Ambiente e della Vidori. Tutte aziende attivissime nel campo dei rifiuti, che costituivano l'asse portante della rete che serviva tantissime industrie di tutta Italia.
Le società sotto inchiesta utilizzavano le analisi false di alcuni laboratori compiacenti per certificare che i carichi destinati alla discarica della Formica Ambiente non fossero pericolosi. Il codice Cer - che classifica i rifiuti - cambiava così nei diversi passaggi, fino a diventare innocuo e quindi smaltibile a basso prezzo. «Per un'azienda di Treviso farsi 1200 chilometri per smaltire in Puglia - hanno spiegato i Noe - diventava così conveniente». Una pratica che viene da lontano, dagli anni '80 e '90, quando alcuni degli arrestati di ieri erano già noti per il traffico illecito dei rifiuti. Un traffico che dieci anni fa aveva i suoi terminali in Campania, nelle discariche abusive sparse tra la provincia di Caserta e di Napoli e che oggi sta cambiando rotta, verso altre terre - considerate più sicure - da contaminare.
Ricostruire la rete che faceva capo all'azienda di Cerroni non è stato semplice. Per due anni i carabinieri hanno filmato gli incontri, intercettato le telefonate, interpretato i movimenti dei camion, analizzato i rifiuti più disparati. Una rete robusta, composta da centinaia di persone, oltre alle dieci che appaiono nelle 300 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare eseguita ieri. E proprio per questa complessità «le intercettazioni telefoniche sono state essenziali», hanno commentato gli investigatori. Spesso infatti quando venivano eseguiti i controlli sui fogli di accompagnamento dei rifiuti, subito dopo i commenti dei trasportatori erano chiari: «Hai visto, non hanno capito quello che trasportavamo».
L'inchiesta pugliese e quella di qualche giorno fa, che ha coinvolto il Cdr bruciato a Colleferro, mostrano come la rifiuti connection sta ridisegnando, già da qualche anno, le mappe dei veleni. I personaggi, le aziende e le strategie rimangono però le stesse del biutiful cauntri campano. Per ora le inchieste in corso non hanno ancora rivelato qual è il ruolo della criminalità organizzata nella rete dei traffici illeciti. Ma se c'è fumo è probabile che ci sia un arrosto nascosto da qualche parte.

Postato da: nunzia1978 a 19:23 | link | commenti (1)
brindisi, rifiuti, connection

sabato, 28 marzo 2009
Acerra, ordinanza ecoballe in Gazzetta ufficiale: i dettagli



Sarà possibile conferire “rifiuti imballati e non imballati” e “ovunque stoccati” provenienti dagli impianti di selezione e trattamento previsti nel Dl 90 del 2008 – e cioè Caivano (NA), Tufino (NA), Giugliano (NA), Santa Maria Capua Vetere (CE), Avellino - località Pianodardine, Battipaglia (SA) e Casalduni (BN) – all’interno del termovalorizzatore di Acerra, “prescindendo dalla qualifica di destinazione già attribuita ai rifiuti stessi, prodotti dalla data di risoluzione dei contratti con le società ex affidatarie del servizio di gestione dei rifiuti in Campania”. Lo prevede l’ultima ordinanza del presidente del Consiglio datata 18 marzo e pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

 Più nel dettaglio, l’ordinanza stabilisce che per “assicurare la proficua continuazione delle attività di gestione del complessivo ciclo dei rifiuti nella regione Campania mediante l’impiego di tutti gli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti disponibili” i rifiuti confezionati in ecoballe, “a prescindere dallo stato di conservazione prodotti dalla data di risoluzione dei contratti con le società ex affidatarie” del servizio di gestione dei rifiuti in Campania e “giacenti presso l’impianto di selezione e trattamento dei rifiuti di Tufino (Napoli)”, sono conferiti presso il termovalorizzatore di Acerra, dopo la caratterizzazione da parte dell’Arpa Campania. In caso di esito negativo dell’attività di caratterizzazione – cioè di accertamento dell’incompatibilità dei rifiuti a essere bruciati ad Acerra – “si provvederà allo smaltimento dei rifiuti stessi presso altri idonei impianti autorizzati”

Postato da: nunzia1978 a 08:51 | link | commenti
acerra

venerdì, 27 marzo 2009
gli scarti

Fermo in Regione il piano, in Campania manca un piano per smaltire 4
milioni di tonnellate
Scoppia il caso dei rifiuti tossici "Si rischia l'intervento dell'UE"
27 marzo 2009 - Antonio Corbo
Fonte: Repubblica Napoli

MA DOVE finiranno gli scarti delle inceneritore? La domanda più banale
semina il panico nel salone futurista dì termovalorizzatore, sembra la
stiva di un'immensa astronave.
Già, dove vanno le ceneri di Acerra? Bisogna ascoltare più tard i gli
esperti per capire i silenzi impacciati di ieri mattina. Nessuno che
volesse oscurare la festa. Sul palco Bertolaso prima, Berlusconi poi
celebrano una vittoria. Legittima. Non dipende da loro se la Campania
scopre che è solo al centro della fase 1, il ciclo dei rifiuti solidi
urbani. La normativa europea indica le altre due: "bonifiche" e "rifiuti
speciali pericolosi e non". Sulle prime c'era un commissariato, è stato
chiuso il 31 gennaio 2007, ha speso abbastanza per non sanare molto. «Sui
rifiuti speciali siamo a zero, strano che siamo noi ambientalisti a
chiedere un impianto. Non ce n'è uno legale in Campania per lo
smaltimelto. Bisogna affidarsi alla camorra o spedire fuori anche i
nocivi, spiega Michele Buonomo, presidente regionale di Legambiente. Come
si legge nel rapporto 2008, Introdotto dal procuratore antimafia Pietro
Grasso «la Campania guida la classifica dell'illegalità ambientale in
Italia». Con 4696 infrazioni, 1526 in più dell'anno precedente.
Riprende BuonOno: «Legambiente chiede una operazione prirnavera a
Confindustria. Al presidente Emrna Marcegaglia e a Cristiania Coppola che
ha la delega per il Sud. Sono oltre tremila le tonnellate di rifiuti
speciali prodotte in Campania e non si sa dove smaltirle. Vanno fuori
regione attraverso circuiti legali ma costosi, oppure ill 220 cave
abusive, sotto terra con i trattori che ripianano i campi magari di
notte». Come se Gomorra non avesse portato anche a cinema il fenomeno?
«Noi ancora prima dei pentito lo denunciamo». L'ultimo è Gaetano Vassallo,
albergatore e primo imprenditore clandestino del traffico di rifiuti come
egli stesso ha rivelato ai pm Antonello Ardituro, Giovanni Conzo e Marco
del Gaudio. Indagine della Mobile di Caserta.
«È l'altra faccia della luna» spiega il delegato per l'ambiente di
Confindustria Campania. Luciano Morelli ad dì "Ecobat" una società
americana con filiale a Marcianise che tratta e recupera rifiuti, ma non
li smaltisce. «Gli industriali hanno bisogno di smaltire rifiuti speciali
qui. Sono pesanti i costi per spedirli fuori regione. Le piccole aziende
invece sono spesso orientate a smaltire direttamente nei cassonetti, dove
si infila di tutto, persino la vernice delle piccole fabbriche di scarpe».
Il rapporto di Legambiente rivela che copertoni di auto sono gettati anche
nel crateredel Vesuvio. Il trasporto (70 - 80 euro a tonnellata) si somma
alle spese di smaltimento, vanno da 200 a 2000 euro, dipende dal
materiale. Ad Acerra fu scoperto quello radioattivo tra i rifiuti urbani
dai vigili del fuoco che continuano i controlli su richiesta
dell'Esercito. La Campania manda in Puglia, ma soprattutto in Piemonte:
«La discarica di Baricalla nel comune di Collegno è tra quelle meglio
coltivate» osserva con linguaggio tecnico Morelli, che si è invano battuto
per realizzare il primo impianto legale in Campania. Il Consorzio
Piattaforma, con basi a Pignataro e a Tore e Piccilli, fu istituito dieci
anni fa. Bassolino era favorevole ad un circuito di legalita con un
impianto finalmente moderno e sicuro. Subito la firma in Regione. Ma il
progetto si è arenato per l'ostilità della Provincia di Caserta. I1 suo
presidente ora dimissionario Santoro De Franciscis, ebbe un ruolo nella
discarica di Lo Uttaro, purtroppo chiusa dalla Procura di Santa Maria
Capua Vetere e dai Noe per "disastro ambientale". Peggio di una fogna. Fu
sversato di tutto. Non era quello che sperava De Franciscis, se n'è andato
per scelta mistica, medico a Lourdes.
Le cifre spiegano quanto siano urgenti questi impianti e quanto rendano i
canali clandestini. I rifiuti solidi urbani sono 2,6 milioni di tonnellate
l'anno. Gli speciali, quasi il doppio. Quattro. Confindustria li ha
calcolati: due milioni di tonnellate i "non pericolosi derivanti da
cantieri edili e altri inerti", quasi altri due (1.860.000) gli "sp eciali
non pericolosi", 190mila i nocivi ("tossici"). Una bomba ecologica, se si
pensa che un camion carica solo 28 tonnellate. Come mettere in fila quasi
settemila tir.
Possibile che nessuno intervenga? Luciano Capobianco è direttore generale
dell'Arpac, ente regionale di tutela ambientale. Era presente ad Acerra.
Reazione gelida: «le sembra questo il momento di parlare?» e si è di nuovo
seduto in platea. Prime file. C'è un retroscena. L'Ue (articolo 3 della
direttiva europea) impone tre linee: riputi urbani, speciali e bonifiche.
Attende dal 2008 la relazione sulla Campania. La bozza di piano, affidata
all'Arpac con delibera in data 18 ottobre 2007, è stata redatta e
consegnata il 29 aprile 2008. L'assessore all'ambiente Walter Ganapini
probabilmente non ha avuto il tempo di esaminarla. «Si rischia il secondo
procedimento di infrazione dall'Unione Europea», spiegano gli esperti.
Bassolino neanche lo saprà. Ha esaltato Acerra come una grande vittoria
della Stato. È opportuno che vada a controllare per evitare una sconfitta
alla sua Regione.

Postato da: nunzia1978 a 17:58 | link | commenti
scorie, inceneritore, termovalorizzatori, ceneri, acerra

giovedì, 26 marzo 2009
«Non ci arrendiamo E forse il premier sta solo bluffando»

Acerra

26 marzo 2009 - Fr. Pil.

Fonte: Il Manifesto

«Ci sarebbe da piangere, mi forse è meglio sorridere come farebbe Pulcinella». Alex Zanotelli, il prete comboniano che ha fatto della protesta anti incenentore anche la sua battaglia per la salute dei cittadini di Acerra, non è rassegnato, nonostante l'evidenzia della sconl;tta. Scende in piazza col il movimento campano rifiuti zero «perché non possiamo fare nemmeno un passo indietro».
Eppure Alex sembrerebbe non cl siano più spazi dl contestazione, il nastro verta tagliato da Berlusconi e Bertolaso, i forni accessi nonostante 14 anni dl braccio dl ferro con le istituzioni...
Si, siamo stati effettivamente sconfitti, ma questo non ci fa tornare indietro, anzi noi continuiamo a chiedere che venga tutto bloccato. Dobbiamo ammettere che non siamo riusciti a far passare il nostro messaggio ai cittadini, ma abbiamo dovuto confrontarci con un sistema che ha in mano i mezzi di informazione ed è in grado di mostrare le immagini e le notizie che più fanno comodo. Non ci resta che resistere, come fanno per esempio anche a Chiaiano, dove si continua a lottare nonostante l'evidenza dell'insuccesso, senza mollare e provando tutte le strade per far capire ai governanti e alla cittadinanza che questo piano rifiuti è sbagliato e pericoloso. D'altra parte, in ogni caso non siamo nemmeno sicuri che riescano a far funzionare questo impianto, vecchio di dieci anni dove vogliono buttare di tutto. Non sono si curo che da questa inaugurazione verranno accessi sul seno i forni. Credo invece che possa essere un bluff il governo Berlusconi deve dimostrare che tutto è apposto per salvare la faccia.
Sta dl fatto che si tratta di una ceri monla In pompa magna dove viene assicurato al paese che questo impianto è il più sicuro d'Europa ...
Io ho visto le imnagini dei camion che entrano dentro e scaricano la spazzatura talquale. Ora vorrei sapere cosa si brucerà e cosa verrà immesso nell'aria. Qui in Campania noi stiamo vivendo un vero dramma, Acerra è considerato il triangolo della morte per il livello di tumori più alto del paese, per i tassi di inquinamento dovuto agli sversarnenti illegali di rifiuti tossici. E i dati sulle malformazioni, sul cancro che ha colpito questi popoli è stato presentato dallo stesso sottosegretario Bertolaso. Lo sanno tutti che questa regione per 20 anni è stata la pattumiera delle industrie settentrionali, ma invece di pensare a una bonifica, di curare la salute pubblica il governo ci bombarda con altre diossine. Una decisione criminale per la nostra salute e soprattutto per quella dei neonati con tutte le conseguenze del caso. Qui si vuole con consapevolezza creare un disastro ambientale.
Qulndl cosa resta da fare al movimento?
Dire quello che abbiamo sempre detto, Il piano del governo che prevede 12 discariche e quattro incenentori non viene accettato dalla popolazione che non smette di opporsi. Tra l'altro se effettivamente entreranno in funzione tutti i termovalorizzatori significherà dover importare i rifiuti da altre regioni, visto che la capacità di incenerimento in tonnellate di immondizia supera di molto la produzione regionale. Io mi chiedo se veramente se c'è una strategia per portaxe la Campania al collasso.
La chiesa campana a quanto pare si è spaccata su Acerra. Da una lato c'è il cardinale Crescenzlo Sepe che viene a Inaugurare l'inceneritore, dan l'altro il vescovo Rlnaldl che rlfluta dl presenziare all'inaugurazione...
In realtà non è sicuro che il cardinaJe venga ad Acerra e appoggi questo ecomostro. Mi sembra però molto bello e significavo il messaggio di Rinaldi che ha detto di non poter benedire l'impianto dopo la battaglia in favore della salute che lui stesso ha combattuto. Il Vaticano gli ha impedito di continuare a protestare, di scendere in piazza, il vescovo ha obbedito, ma mi pare importante che abbia applicato una clausola di coscienza. Anche questa è ribellione.
Due glomi di manifestazloni con il decreto dl luglio che prevede il carcere per chi scende in plazza contro i siti dl smaltimento e gli impianti. Secondo te la nonna vena applicata contro dl voi?
Vedremo, ma questo non ci spaventa. Siamo prono a rischiare quattro anni di galera.

Postato da: nunzia1978 a 15:44 | link | commenti
zanotelli, acerra

martedì, 24 marzo 2009
Rinaldi: "Non benedirò inceneritore"

LNOLANO.IT Quotidiano online. Anno II. Numero 83.       
MARTEDÌ  24.03.09 ore 18.36
  

ACERRA - “Mi hanno chiesto di benedire l’inceneritore in occasione dell’inaugurazione del 26, ma non me la sento”. Questa la decisione di Don Giovanni Rinaldi, Vescovo di Acerra, all’indomani della condivisione del suo pensiero con i fedeli, prima della benedizione della messa celebrata domenica nella cattedrale. Il Nolano.it ha incontrato Sua Eccellenza questa mattina. “La mia scelta è frutto di una decisione presa in accordo con l’intero Consiglio Episcopale, col quale mi sono confrontato - ha dichiarato Rinaldi - In tutta coscienza non posso condividere un qualcosa contro cui ha lottato anch’io. Non è un mistero la mia presenza e la mia partecipazione alle manifestazioni di questi anni contro l’apertura dell’impianto - ha proseguito - perché ritengo che la vita, quindi per estensione anche la salute pubblica, sia il bene più prezioso e la cosa più importante che le istituzioni devono garantire. Ad oggi, la popolazione di Acerra non le ha ancora ricevute. Tuttavia i colleghi mi hanno come dire, “bacchettato”, ricordandomi che già in passato le mie posizioni sono risultate un po’ “scomode” e che ci troviamo di fronte ad una situazione tecnica e, come tale, deve essere affrontata dagli esperti che lavorano nel termovalorizzatore in sinergia con le autorità locali e nazionali. Oramai l’inceneritore c’è e la sua costruzione è in dirittura d’arrivo: questo è un dato di fatto al quale nessuno può sottrarsi - ha concluso - Per questi motivi, ritengo di dovermi astenere da qualsiasi presa di posizione, lasciando il compito di intervenire a chi di dovere, affinchè sia garantito il benessere della città. Non prenderò parte, dunque, nemmeno alla mobilitazione nazionale indetta dai comitati del fronte del no”.
di annalisa aiardo 24/03/2009

Postato da: nunzia1978 a 23:38 | link | commenti
rinaldi, acerra

Rinaldi: "Non benedirò inceneritore"

LNOLANO.IT Quotidiano online. Anno II. Numero 83.       
MARTEDÌ  24.03.09 ore 18.36
  

ACERRA - “Mi hanno chiesto di benedire l’inceneritore in occasione dell’inaugurazione del 26, ma non me la sento”. Questa la decisione di Don Giovanni Rinaldi, Vescovo di Acerra, all’indomani della condivisione del suo pensiero con i fedeli, prima della benedizione della messa celebrata domenica nella cattedrale. Il Nolano.it ha incontrato Sua Eccellenza questa mattina. “La mia scelta è frutto di una decisione presa in accordo con l’intero Consiglio Episcopale, col quale mi sono confrontato - ha dichiarato Rinaldi - In tutta coscienza non posso condividere un qualcosa contro cui ha lottato anch’io. Non è un mistero la mia presenza e la mia partecipazione alle manifestazioni di questi anni contro l’apertura dell’impianto - ha proseguito - perché ritengo che la vita, quindi per estensione anche la salute pubblica, sia il bene più prezioso e la cosa più importante che le istituzioni devono garantire. Ad oggi, la popolazione di Acerra non le ha ancora ricevute. Tuttavia i colleghi mi hanno come dire, “bacchettato”, ricordandomi che già in passato le mie posizioni sono risultate un po’ “scomode” e che ci troviamo di fronte ad una situazione tecnica e, come tale, deve essere affrontata dagli esperti che lavorano nel termovalorizzatore in sinergia con le autorità locali e nazionali. Oramai l’inceneritore c’è e la sua costruzione è in dirittura d’arrivo: questo è un dato di fatto al quale nessuno può sottrarsi - ha concluso - Per questi motivi, ritengo di dovermi astenere da qualsiasi presa di posizione, lasciando il compito di intervenire a chi di dovere, affinchè sia garantito il benessere della città. Non prenderò parte, dunque, nemmeno alla mobilitazione nazionale indetta dai comitati del fronte del no”.
di annalisa aiardo 24/03/2009

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rinaldi, acerra

Rinaldi: "Non benedirò inceneritore"

LNOLANO.IT Quotidiano online. Anno II. Numero 83.       
MARTEDÌ  24.03.09 ore 18.36
  

ACERRA - “Mi hanno chiesto di benedire l’inceneritore in occasione dell’inaugurazione del 26, ma non me la sento”. Questa la decisione di Don Giovanni Rinaldi, Vescovo di Acerra, all’indomani della condivisione del suo pensiero con i fedeli, prima della benedizione della messa celebrata domenica nella cattedrale. Il Nolano.it ha incontrato Sua Eccellenza questa mattina. “La mia scelta è frutto di una decisione presa in accordo con l’intero Consiglio Episcopale, col quale mi sono confrontato - ha dichiarato Rinaldi - In tutta coscienza non posso condividere un qualcosa contro cui ha lottato anch’io. Non è un mistero la mia presenza e la mia partecipazione alle manifestazioni di questi anni contro l’apertura dell’impianto - ha proseguito - perché ritengo che la vita, quindi per estensione anche la salute pubblica, sia il bene più prezioso e la cosa più importante che le istituzioni devono garantire. Ad oggi, la popolazione di Acerra non le ha ancora ricevute. Tuttavia i colleghi mi hanno come dire, “bacchettato”, ricordandomi che già in passato le mie posizioni sono risultate un po’ “scomode” e che ci troviamo di fronte ad una situazione tecnica e, come tale, deve essere affrontata dagli esperti che lavorano nel termovalorizzatore in sinergia con le autorità locali e nazionali. Oramai l’inceneritore c’è e la sua costruzione è in dirittura d’arrivo: questo è un dato di fatto al quale nessuno può sottrarsi - ha concluso - Per questi motivi, ritengo di dovermi astenere da qualsiasi presa di posizione, lasciando il compito di intervenire a chi di dovere, affinchè sia garantito il benessere della città. Non prenderò parte, dunque, nemmeno alla mobilitazione nazionale indetta dai comitati del fronte del no”.
di annalisa aiardo 24/03/2009

Postato da: nunzia1978 a 23:00 | link | commenti (1)
rinaldi, acerra

Rinaldi: "Non benedirò inceneritore"

LNOLANO.IT Quotidiano online. Anno II. Numero 83.       
MARTEDÌ  24.03.09 ore 18.36
  

ACERRA - “Mi hanno chiesto di benedire l’inceneritore in occasione dell’inaugurazione del 26, ma non me la sento”. Questa la decisione di Don Giovanni Rinaldi, Vescovo di Acerra, all’indomani della condivisione del suo pensiero con i fedeli, prima della benedizione della messa celebrata domenica nella cattedrale. Il Nolano.it ha incontrato Sua Eccellenza questa mattina. “La mia scelta è frutto di una decisione presa in accordo con l’intero Consiglio Episcopale, col quale mi sono confrontato - ha dichiarato Rinaldi - In tutta coscienza non posso condividere un qualcosa contro cui ha lottato anch’io. Non è un mistero la mia presenza e la mia partecipazione alle manifestazioni di questi anni contro l’apertura dell’impianto - ha proseguito - perché ritengo che la vita, quindi per estensione anche la salute pubblica, sia il bene più prezioso e la cosa più importante che le istituzioni devono garantire. Ad oggi, la popolazione di Acerra non le ha ancora ricevute. Tuttavia i colleghi mi hanno come dire, “bacchettato”, ricordandomi che già in passato le mie posizioni sono risultate un po’ “scomode” e che ci troviamo di fronte ad una situazione tecnica e, come tale, deve essere affrontata dagli esperti che lavorano nel termovalorizzatore in sinergia con le autorità locali e nazionali. Oramai l’inceneritore c’è e la sua costruzione è in dirittura d’arrivo: questo è un dato di fatto al quale nessuno può sottrarsi - ha concluso - Per questi motivi, ritengo di dovermi astenere da qualsiasi presa di posizione, lasciando il compito di intervenire a chi di dovere, affinchè sia garantito il benessere della città. Non prenderò parte, dunque, nemmeno alla mobilitazione nazionale indetta dai comitati del fronte del no”.
di annalisa aiardo 24/03/2009

Postato da: nunzia1978 a 23:00 | link | commenti

lunedì, 23 marzo 2009
inaugurazione inceneritore ad acerra

Immagine 2 
giovedì 26 marzo 2009
Ora:
11.00 - 13.00
duomo acerra
 
Indirizzo:

Città/Paese:
Acerra, Italy

Postato da: nunzia1978 a 18:37 | link | commenti

presentazione Campania Infelix a Napoli

La Cooperativa E’ Pappeci vi invita all’incontro con
NUNZIA LOMBARDI
per la presentazione del libro:

CAMPANIA INFELIX
Di Bernardo Iovene
In collaborazione con Nunzia Lombardi


2500 siti da bonificare, diossina 10000 volte superiore alla media, tonnellate di rifiuti tossici. Tra l'efficienza della camorra e l'incapacità della politica, l'emergenza continua.

Sarà data un’informativa su come aderire alla vertenza legale per il rimborso degli incentivi ai CIP/6 destinati alle
fonti rinnovabili, utilizzati
invece per finanziare gli inceneritori,
promossa dall’Associazione Diritto al Futuro di Roma.

Postato da: nunzia1978 a 18:35 | link | commenti

presentazione Campania Infelix a Napoli

La Cooperativa E’ Pappeci vi invita all’incontro con
NUNZIA LOMBARDI
per la presentazione del libro:

CAMPANIA INFELIX
Di Bernardo Iovene
In collaborazione con Nunzia Lombardi


2500 siti da bonificare, diossina 10000 volte superiore alla media, tonnellate di rifiuti tossici. Tra l'efficienza della camorra e l'incapacità della politica, l'emergenza continua.

Sarà data un’informativa su come aderire alla vertenza legale per il rimborso degli incentivi ai CIP/6 destinati alle
fonti rinnovabili, utilizzati
invece per finanziare gli inceneritori,
promossa dall’Associazione Diritto al Futuro di Roma.

Postato da: nunzia1978 a 18:34 | link | commenti

presentazione Campania Infelix a Napoli

La Cooperativa E’ Pappeci vi invita all’incontro con
NUNZIA LOMBARDI
per la presentazione del libro:

CAMPANIA INFELIX
Di Bernardo Iovene
In collaborazione con Nunzia Lombardi


2500 siti da bonificare, diossina 10000 volte superiore alla media, tonnellate di rifiuti tossici. Tra l'efficienza della camorra e l'incapacità della politica, l'emergenza continua.

Sarà data un’informativa su come aderire alla vertenza legale per il rimborso degli incentivi ai CIP/6 destinati alle
fonti rinnovabili, utilizzati
invece per finanziare gli inceneritori,
promossa dall’Associazione Diritto al Futuro di Roma.

Postato da: nunzia1978 a 18:34 | link | commenti

mercoledì, 18 marzo 2009
intervista circa l'inceneritore

Postato da: nunzia1978 a 18:15 | link | commenti
inceneritore, forlì, termovalorizzatori, gentilini

lunedì, 16 marzo 2009
“C´è paura dei magistrati”: e l´apertura potrebbe slittare

16 marzo 2009  Repubblica - Napoli

Inceneritore, Berlusconi accusa

“C´è paura dei magistrati”: e l´apertura potrebbe slittare
“Il 26 marzo devo inaugurare l´impianto di Acerra ma mancano una serie di permessi”
di co.sa.

Bloccato per due anni, riaperto e completato da pochi mesi per effetto delle leggi del governo Berlusconi, slitterà ancora il via al termovalorizzatore di Acerra?
È a rischio - di nuovo - l´inaugurazione dell´inceneritore più contestato d´Italia, e più grande d´Europa. L´attesissimo taglio del nastro, altamente simbolico soprattutto riguardo al superamento strutturale (e non solo ambientale, o mediatico) della crisi in Campania, era fissato al 26 marzo. Almeno, fino agli ultimi annunci del sottosegretario all´emergenza rifiuti, Guido Bertolaso. A solennizzare il momento doveva esserci il premier Silvio Berlusconi. Invece, ieri, a Cernobbio, durante il suo lungo intervento al Forum di Confcommercio, è lo stesso presidente del Consiglio a rivelare che esistono problemi, e che «mancano ancora autorizzazioni», perché qualcuno avrebbe «paura dei magistrati».
Un lasciapassare frenato, sottolinea il Cavaliere, da una serie di prudenze che scaturirebbero dal «timore» di finire indagati. A seguire, un affondo contro «una parte della magistratura e l´opposizione» che «sono sempre contro tutto quello che facciamo, oltre ogni ragionevolezza». Chiosa Berlusconi: «Si deve intervenire sulle opere pubbliche, la situazione è patologica».
Cosa significa esattamente, che Acerra non possa partire, «per paura dei magistrati»? Berlusconi non lo chiarisce. E da ieri se lo chiedono in tanti. Le complicazioni riguarderebbero probabilmente alcuni stop burocratici laterali rispetto alle fasi di collaudo già in corso nell´impianto di Acerra, rispetto alle prime combustioni e alle emissioni di gas. I test attualmente in esecuzione sono prescritti dalla cosiddetta Aia, l´autorizzazione integrata ambientale, il provvedimento che autorizza l´esercizio di un impianto a determinate condizioni, che devono garantire la conformità ai requisiti del decreto legislativo 18 febbraio 2005, recependo una direttiva comunitaria. È lì il nodo? Dallo staff di Bertolaso non si aggiunge una virgola.
“Repubblica” tenta di girare la domanda alla Procura di Napoli, oggi anche Procura regionale competente sulla crisi Immondizia. Ma negli ambienti giudiziari si resta un po´ sorpresi da quelle parole. Le autorizzazioni formali ci sono tutte, osservano alcuni: compresi i decreti legge di Berlusconi (entrambi convertiti in legge) che di fatto confermano la deroga già lanciata dal governo Prodi, secondo cui possono essere bruciati in quell´inceneritore anche balle di rifiuti non a norma. Chiosa qualche magistrato: «Se tutto è fatto secondo regole, perché aver paura di future indagini?».

Postato da: nunzia1978 a 21:52 | link | commenti
inceneritore, termovalorizzatori, acerra

venerdì, 13 marzo 2009
eppur si muore

vi aspettiamo,
diffondete a più non posso!

EPPUR SI MUORE…

L’area sud della provincia di Caserta e le zone nord della provincia di Napoli si caratterizzano per un elevato livello di mortalità per tumore. Ad affermarlo è uno studio dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità. Per entrambi i sessi si registra un trend annuale crescente e statisticamente significativo del rischio mortalità.
D’altro canto, il litorale domizio e l’agro-aversano detengono il record del maggior numero di aree inquinate: si parla del sito più esteso al mondo da “bonificare”.
Le autorità sanitarie locali o tacciono o sono inermi su questa catastrofe; i politici, tranne rare eccezioni, non hanno alcun interesse a smuovere le acque; i mass-media, in gran parte, si disinteressano di questa autentica e prioritaria emergenza.

L’associazione Cam Urrà

Organizza la presentazione del libro “Campania Infelix”, di Bernardo Iovene. Sarà presente, per l’occasione, lo co-autrice del libro Nunzia Lombardi, presidente del Comitato per il Diritto alla Salute. A seguire un dibattito sul tema della correlazione tra malattie e stato dell’ambiente.
Tra gli ospiti anche il dottor Giacomo Campanile, medico di base di Casaluce, da anni impegnato nella lotta al degrado ambientale, ribadendo la necessità di un registro dei tumori sul territorio; Antonio Marfella, tossicologo-oncologo dell’ospedale “Pascale”20di Napoli; Giuseppe Messina, di Legambiente Campania; Anna Fava, delle Assise di Palazzo Marigliano; Alessandro Gatto, responsabile settore rifiuti WWF Campania; l’assessore con delega all’ambiente Giacomo Di Ronza.

Introdurrà il dibattito
Franco Spinelli - presidente CamUrrà

Moderatori
Titti Lucariello - segretario CamUrrà
Vincenzo Viglione - direttivo CamUrrà

La cittadinanza tutta è invitata a partecipare.

Venerdì 20 Marzo – ore 19:00
Sala Consiliare – Casa comunale di Gricignano di Aversa – Piazza Municipio.


Franco Spinelli

www.spinellipertutti.blogspot.com

Postato da: nunzia1978 a 22:12 | link | commenti

martedì, 10 marzo 2009
midollo osseo

SARA' UN CASO??
Siamo i genitori di Armando, un bambino di 3 anni
affetto da Leucemia Mieloide cronica di tipo adulto con dislocazione 9-22 cromosoma PH Philadelphia, un tipo di leucemia che generalmente colpisce solo le persone tra i 60 ed i 70 anni. Servono con urgenza donatori di midollo osseo che abbiano un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni.

Quanti vogliano sottoporsi al test di compatibilità possono recarsi presso il Centro Trasfusionale –Padiglione 9 del II° Policlinico di Napoli. Serve inoltre sangue Gruppo A positivo, i donatori di qualsiasi età possono recarsi presso l’ospedale Pausillopoun di Napoli.

La nostra storia è iniziata il 02/12/2008, presso l’ospedale Pausillopoun di Napoli, con terapia e chemio, ora in attesa di trapianto di midollo osseo dal 05/01/2009 al San Matteo di Pavia, Ospedale Pediatrico. Oggi 07/03/2009 ancora non riceviamo nessuna notizia sul caso.

I genitori di Armando

Chi voglia aiutare la famiglia del piccolo Armando può scrivere a posta@cliccamarigliano.net
Sarà nostra premura riferire alla famiglia ogni eventuale comunicazione e riportare le sue risposte.

Postato da: nunzia1978 a 19:01 | link | commenti

lunedì, 09 marzo 2009
SEQUESTRO TERMOVALORIZZATORE COLLEFERRO, 13 FERMI

2009-03-09 09:04
SEQUESTRO TERMOVALORIZZATORE COLLEFERRO, 13 FERMI
ROMA - Il Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri di Roma, diretti dal capitano Pietro Rajola Pescarini, hanno effettuato questa notte il sequestro dei due termovalorizzatori dell' impianto di Colleferro e proceduto all'arresto di 13 persone con l'accusa di associazione per traffico illecito di rifiuti e truffa allo stato.

A finire in manette la dirigenza del consorzio che gestisce l'impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell'Ama per i ciclo dei rifiuti. Secondo quanto si apprende da fonti investigative a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando "tutte le norme previste". Parte del materiale, hanno verificato gli uomini dell'Arma, arriva "di nascosto" dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi.

Nell'inchiesta sono coinvolti amministratori di società di rifiuti e combustibile derivato da rifiuti (Cdr) nel Lazio, in Campania e in Puglia: indagate 25 persone. Le indagini, hanno riguardato la verifica della qualità e consistenza del cdr immesso quotidianamente nei cicli gestionali degli impianti di termovalorizzazione di Colleferro, in provincia di Roma, dove venivano conferiti i rifiuti provenienti principalmente dalle regioni Lazio e Campania. Le articolate indagini del Noe di Roma, diretto dal capitano Pietro Rajola Pescarini, hanno permesso di raccogliere elementi di responsabilià a carico dei soggetti che conseguivano ingiusti profitti, rappresentati dai maggiori ricavi e dalle minori spese di gestione dei rifiuti che venivano prodotti e commercializzati come cdr pur non avendone le caratteristiche, qualificabili, in gran parte invece, come rifiuti speciali anche pericolosi e quindi non utilizzabili nei forni dei termovalorizzatori per il recupero energetico.

OPERAI E DIPENDENTI VESSATI PER NON DENUNCIARE - Tra gli episodi contestati ai 25 indagati nel traffico illecito di rifiuti speciali c'é anche la combustione di pneumatici di veicoli all'interno del termodistruttore, "nonostante le rimostrante e i dubbi posti da alcuni operai verso i responsabili dell'impianto; la combustione di altro materiale non idoneo, annotato dagli operai sulla documentazione e registri di accettazione con diverse diciture quali "Munezza", "Pezzatura grossa" o "Scadente". Nel mirino della magistratura, che ha fatto scattare il blitz del Noe 'Black Hole', anche "il condizionamento nei confronti di dipendenti ed operai, anche attraverso pretestuose contestazioni disciplinari e sospensioni lavorative, al fine di evitare la collaborazione degli stessi con l'autorità giudiziaria". Ma anche l'organizzazione del conferimento di rifiuti urbani non differenziati ai termovalorizzatori, classificati come Cdr; falsificazione e predisposizione di certificati di analisi sulla natura dei rifiuti; l'ottenimento di incentivi statali in campo energetico. Inoltre sono stati distrutti o occultati certificati ed analisi e alterati i dati dei valori fuori limite.

Postato da: nunzia1978 a 17:37 | link | commenti

giovedì, 05 marzo 2009
Troppe malformazioni tra i neonati del personale militare USA di Napoli

Troppe malformazioni tra i neonati del personale militare USA di Napoli
 di Antonio Mazzeo
      Nuovo allarme tra i militari USA di stanza in Campania. Sono stati
resi noti i risultati di uno studio scientifico sul numero di
bambini malformati che sono nati tra il gennaio 2000 e il dicembre 2005,
la cui madre è militare o sposa di un militare operante nelle
installazioni dell’US Navy di Napoli. Ogni 100 nati, 3,13
sarebbero i portatori di malformazioni. “Si tratta di una
percentuale maggiore del valore medio di 2,35 malformati ogni 100
bambini nati che è stato registrato in altre basi estere della US Navy,
ma più basso del tasso generale di 3,6 di tutte le
installazioni della Marina, come evidenziato dalla ricerca condotta dal
Naval Health Research Center di San Diego”, si legge nel
rapporto firmato dal dottor Timothy Halenkamp (specialista in
medicina del lavoro e dell’ambiente presso il Comando della Marina
Militare USA di Napoli), rivelato dal quotidiano delle forze armate
statunitensi in Europa, Star and Stripes. Su 894 nascite registrate a
Napoli, 28 sono stati casi di neonati con malformazioni; inoltre ci sono
stati 35 parti prematuri. “In generale, queste analisi non suggeriscono
una crescita statistica significativa nel tasso delle malformazioni di
bambini i cui primi tre mesi di gestazione sono
avvenuti nell’area di Napoli, in comparazione con i bambini la cui
gestazione è avvenuta in altre aree estere della US Navy”,
continua il rapporto. Tutto sotto controllo, allora? Neanche a
parlarne, dato che l’estensore dello studio spiega che per “una
maggiore tranquillità , una sorveglianza addizionale continuerà
nella regione in modo di poter valutare ulteriormente l’effetto di
specifiche esposizioni potenzialmente influenzate dalla situazione
relativa ai rifiuti così come all’aria  e all’acqua”.
      Lo studio non è riuscito ad accertare quali siano state le
possibili cause dell’insorgenza delle malformazioni, nonostante
uno degli obiettivi della ricerca fosse proprio quello di
comprendere se le malformazioni tra i bambini statunitensi nati in
Campania fossero “significativamente differenti” da quelli nati da
madri che vivevano in altre facilities straniere. Non è stata
pure specificata la tipologia delle malformazioni.
      Quello relativo ai neonati con malformazioni è uno dei tre studi
epidemiologici che il Navy and Marine Corps Public Health Center ha
eseguito tra il personale militare statunitense di stanza a Napoli.
Nell’ottobre 2008, si è conclusa una ricerca durata 20 mesi per
chiarire le cause della crescita del numero di persone affette
d’asma e dell’aumento della gravità  con cui si manifesta questa
malattia. Gli esperti del Centro hanno preso sotto esame 581
pazienti asmatici che erano ricorsi alle cure dell’ospedale
dell’US Navy tra l’1 ottobre 2006 e il 30 giugno 2008. “Questo
studio non è stato in grado di identificare un trend significativo che
potrebbe essere associato all’accresciuta esposizione al fumo derivante
dalla pratica di bruciare i rifiuti”. Cresce il numero dei malati
d’asma, dunque, ma le cause restano ignote. Come del
resto quelle delle malformazioni neonatali.
      Il terzo studio epidemiologico ha preso il via da pochi mesi e
tenterà  di determinare se ci sono differenze nel tasso
d’insorgenza del cancro tra il personale dell’US Navy e i
familiari che vivono a Napoli rispetto a quanto si registra in
generale tra il personale militare statunitense.
      “Per decenni – spiega Stars and Stripes – la regione Campania
ha sperimentato numerose crisi ambientali causate dalla inadeguata
raccolta della spazzatura, dal fatto che essa viene bruciata nelle strade
e dalla presenza illegale di rifiuti pericolosi. Necessità  sanitarie
hanno suggerito la Marina a lanciare un anno fa un piano multimilionario
per determinare se il vivere a Napoli determina un pericolo per la
salute”. L’attenzione dell’US Navy per le
reali condizioni ambientali di Napoli e comuni limitrofi è
cresciuta pure a seguito dei “recenti studi condotti dal governo
italiano che sembrano suggerire un aumento del rischio di cancro e delle
malformazioni alla nascita tra i cittadini di quest’area”, come si
legge in un successivo passaggio dello studio sui figli con malformazioni
dei militari statunitensi in Campania.
      “Diversi studi – aggiunge il report – eseguiti sia dal sistema
sanitario italiano che dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità
identificano questioni sanitarie più grandi, si chiamino cancro,
malformazioni e difetti alla nascita in “clusters” della regione
Campania, con una predominate concentrazione delle percentuali nelle
province di Caserta e Napoli, dove la maggior parte del personale
USA e NATO vive e lavora, e dove esistono siti dove vengono
depositati senza controllo rifiuti tossici illegali”. Doveroso
interrogarsi se gli inquietanti risultati delle ricerche delle
strutture sanitarie nazionali e dell’OMS siano mai stati messi a
disposizione delle autorità  locali e quali interventi siano stati
eventualmente adottati.
      Di certo nulla è stato fatto in Campania dopo che l’autunno
scorso il Comando US Navy ha reso i risultati ancora più
sconcertanti delle analisi sulle risorse idriche distribuite nelle
abitazioni prese in affitto dal personale militare statunitense.
Altissime concentrazioni di componenti organiche volatili sono state
individuate nell’acqua di undici abitazioni del comune di Casal di
Principe, mentre “quantità  inferiori” di tetracloroetene (anche noto
come tetracloroetilene o PCE), sono state rintracciate in
abitazioni occupate dai militari USA ad Arzano, Marcianise e Villa
Literno. In un campione prelevato, il laboratorio di analisi
dell’US Navy ha pure individuato quantità  allarmanti di diossina e
finanche arsenico, pericolosissimo veleno utilizzato in
agricoltura come pesticida, erbicida ed insetticida.
      Il Comando navale statunitense ha prontamente disposto
l’allontanamento del proprio personale dagli alloggi riforniti con acqua
contaminata, decretando altresì la sospensione di tutti i
nuovi contratti d’affitto nei comuni a rischio. Uomini, donne e
bambini campani continuano invece a bere le acque “off limits” per i
militari.

Postato da: nunzia1978 a 19:11 | link | commenti

i bambini americani nati a napoli e le malformazioni

da uno scritto del dott. Marfella


La marina americana non intende abbassare la guardia: ma questa volta
non si tratta di lotta al terrorismo. La preoccupazione degli
statunitensi è concentrata verso l’emergenza ambientale in corso in
Campania dovuta all’inefficiente gestione dei rifiuti e alle diverse
discariche illegali rinvenute nella regione. Il comando statunitense è
in apprensione circa i rischi a cui potrebbero essere esposti i marines
che prestano servizio nelle basi di Capodichino e Gricignano d’Aversa.
L’U.S. Navy ha così commissionato una serie di ricerche al “Naval Health
Research Center” di San Diego, in California. L’ultimo studio effettuato
dal centro californiano riguarda la percentuale di malformazioni
neonatali. Sono state analizzate le condizioni di 894 bambini concepiti
da madri americane residenti a Napoli durante il primo trimestre di
gravidanza (e un mese prima della gravidanza) nel periodo dal gennaio
*2000* al dicembre * 2005*. Lo studio era mirato a confrontare il tasso
di malformazioni alla nascita di neonati concepiti in Campania con le
percentuali riscontrate in altre basi americane nel resto del mondo:un
campione complessivo di 8678 neonati. Risultati dagli esiti non molto
allarmanti, anche se non del tutto rassicuranti. La percentuale di
malformazioni, ogni cento nascite, di bambini concepiti in Campania è di
*3,6*. Più bassa invece la percentuale di malformazioni nelle altre basi
navali all’estero: * 2,35*. Lo studio era stato commissionato per
tranquillizzare i tanti marines che hanno vissuto il periodo più critico
dell’emergenza rifiuti come un vero e proprio incubo. *Eppure non si
placa il malcontento di alcuni militari che ufficiosamente lamentano che
il periodo in cui sono state effettuate le analisi è precedente a quello
in cui si è acuita l’emergenza ambientale in Campania*. Anche per questo
l’U.S. Navy continua i propri accertamenti: è in corso un altro studio
epidemiologico sull’incidenza di casi di cancro in Campania ed entro la
primavera sarà pubblicato un “final report” complessivo della prima fase
di ricerche del “Public Health Evaluation”. Si attendono poi le
rilevazioni (queste molto più recenti) della “Met Tower” approntata in
luglio presso la base di Capodichino che, collegata ad altre dieci
centraline poste nel capoluogo campano e nella provincia di Caserta,
rileva le sostanze nocive presenti nell’aria e la quantità di polveri
sottili. Allerta anche per l’acqua di rubinetto delle abitazioni dei
marines che risiedono nell’area a nord di Napoli. Tanti i militari che
preferiscono ancora utilizzare acqua in bottiglia sia per lavarsi che
per cucinare in seguito al ritrovamento di sostanze nocive, quali il
*tetracloroetilene* e finanche tracce di *arsenico*, presso alcuni
alloggi di marines. “

Postato da: nunzia1978 a 19:05 | link | commenti
nato, malformazioni

martedì, 03 marzo 2009
usa e napoli

Troppe malformazioni tra i neonati del personale militare USA di Napoli
di Antonio Mazzeo
     Nuovo allarme tra i militari USA di stanza in Campania. Sono stati
resi noti i risultati di uno studio scientifico sul numero di
bambini malformati che sono nati tra il gennaio 2000 e il dicembre 2005,
la cui madre è militare o sposa di un militare operante nelle
installazioni dell’US Navy di Napoli. Ogni 100 nati, 3,13
sarebbero i portatori di malformazioni. “Si tratta di una
percentuale maggiore del valore medio di 2,35 malformati ogni 100
bambini nati che è stato registrato in altre basi estere della US Navy,
ma più basso del tasso generale di 3,6 di tutte le
installazioni della Marina, come evidenziato dalla ricerca condotta dal
Naval Health Research Center di San Diego”, si legge nel
rapporto firmato dal dottor Timothy Halenkamp (specialista in
medicina del lavoro e dell’ambiente presso il Comando della Marina
Militare USA di Napoli), rivelato dal quotidiano delle forze armate
statunitensi in Europa, Star and Stripes. Su 894 nascite registrate a
Napoli, 28 sono stati casi di neonati con malformazioni; inoltre ci sono
stati 35 parti prematuri. “In generale, queste analisi non suggeriscono
una crescita statistica significativa nel tasso delle malformazioni di
bambini i cui primi tre mesi di gestazione sono
avvenuti nell’area di Napoli, in comparazione con i bambini la cui
gestazione è avvenuta in altre aree estere della US Navy”,
continua il rapporto. Tutto sotto controllo, allora? Neanche a
parlarne, dato che l’estensore dello studio spiega che per “una
maggiore tranquillità , una sorveglianza addizionale continuerà
nella regione in modo di poter valutare ulteriormente l’effetto di
specifiche esposizioni potenzialmente influenzate dalla situazione
relativa ai rifiuti così come all’aria  e all’acqua”.

     Lo studio non è riuscito ad accertare quali siano state le
possibili cause dell’insorgenza delle malformazioni, nonostante
uno degli obiettivi della ricerca fosse proprio quello di
comprendere se le malformazioni tra i bambini statunitensi nati in
Campania fossero “significativamente differenti” da quelli nati da
madri che vivevano in altre facilities straniere. Non è stata
pure specificata la tipologia delle malformazioni.

     Quello relativo ai neonati con malformazioni è uno dei tre studi
epidemiologici che il Navy and Marine Corps Public Health Center ha
eseguito tra il personale militare statunitense di stanza a Napoli.
Nell’ottobre 2008, si è conclusa una ricerca durata 20 mesi per
chiarire le cause della crescita del numero di persone affette
d’asma e dell’aumento della gravità  con cui si manifesta questa
malattia. Gli esperti del Centro hanno preso sotto esame 581
pazienti asmatici che erano ricorsi alle cure dell’ospedale
dell’US Navy tra l’1 ottobre 2006 e il 30 giugno 2008. “Questo
studio non è stato in grado di identificare un trend significativo che
potrebbe essere associato all’accresciuta esposizione al fumo derivante
dalla pratica di bruciare i rifiuti”. Cresce il numero dei malati
d’asma, dunque, ma le cause restano ignote. Come del
resto quelle delle malformazioni neonatali.

     Il terzo studio epidemiologico ha preso il via da pochi mesi e
tenterà  di determinare se ci sono differenze nel tasso
d’insorgenza del cancro tra il personale dell’US Navy e i
familiari che vivono a Napoli rispetto a quanto si registra in
generale tra il personale militare statunitense.

     “Per decenni – spiega Stars and Stripes – la regione Campania
ha sperimentato numerose crisi ambientali causate dalla inadeguata
raccolta della spazzatura, dal fatto che essa viene bruciata nelle strade
e dalla presenza illegale di rifiuti pericolosi. Necessità  sanitarie
hanno suggerito la Marina a lanciare un anno fa un piano multimilionario
per determinare se il vivere a Napoli determina un pericolo per la
salute”. L’attenzione dell’US Navy per le
reali condizioni ambientali di Napoli e comuni limitrofi è
cresciuta pure a seguito dei “recenti studi condotti dal governo
italiano che sembrano suggerire un aumento del rischio di cancro e delle
malformazioni alla nascita tra i cittadini di quest’area”, come si
legge in un successivo passaggio dello studio sui figli con malformazioni
dei militari statunitensi in Campania.

     “Diversi studi – aggiunge il report – eseguiti sia dal sistema
sanitario italiano che dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità
identificano questioni sanitarie più grandi, si chiamino cancro,
malformazioni e difetti alla nascita in “clusters” della regione
Campania, con una predominate concentrazione delle percentuali nelle
province di Caserta e Napoli, dove la maggior parte del personale
USA e NATO vive e lavora, e dove esistono siti dove vengono
depositati senza controllo rifiuti tossici illegali”. Doveroso
interrogarsi se gli inquietanti risultati delle ricerche delle
strutture sanitarie nazionali e dell’OMS siano mai stati messi a
disposizione delle autorità  locali e quali interventi siano stati
eventualmente adottati.

     Di certo nulla è stato fatto in Campania dopo che l’autunno
scorso il Comando US Navy ha reso i risultati ancora più
sconcertanti delle analisi sulle risorse idriche distribuite nelle
abitazioni prese in affitto dal personale militare statunitense.
Altissime concentrazioni di componenti organiche volatili sono state
individuate nell’acqua di undici abitazioni del comune di Casal di
Principe, mentre “quantità  inferiori” di tetracloroetene (anche noto
come tetracloroetilene o PCE), sono state rintracciate in
abitazioni occupate dai militari USA ad Arzano, Marcianise e Villa
Literno. In un campione prelevato, il laboratorio di analisi
dell’US Navy ha pure individuato quantità  allarmanti di diossina e
finanche arsenico, pericolosissimo veleno utilizzato in
agricoltura come pesticida, erbicida ed insetticida.

     Il Comando navale statunitense ha prontamente disposto
l’allontanamento del proprio personale dagli alloggi riforniti con acqua
contaminata, decretando altresì la sospensione di tutti i
nuovi contratti d’affitto nei comuni a rischio. Uomini, donne e
bambini campani continuano invece a bere le acque “off limits” per i
militari.

Postato da: nunzia1978 a 20:48 | link | commenti