ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.

Eccomi

Utente: nunzia1978
Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti. la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli

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venerdì, 27 febbraio 2009
per chi vuole approfondire il tema dei termovalorizzatori

librettotermovalorizzatori-22-3-07in risposta al commento che mi chiedeva maggiori dettagli sui rischi per la cittadinanza creati dai termovalorizzatori, pubblico qui il libretto delle assise di plazzo marigliano.
buona lettura.

Postato da: nunzia1978 a 17:58 | link | commenti

lunedì, 23 febbraio 2009
salvare la recam

DANIELA DE CRESCENZO Costerà 17 milioni di euro salvare la ex Recam. Ieri i lavoratori in sciopero sono sbarcati in consiglio regionale, dopo che nelle scorse settimane un gruppo di dipendenti aveva assaltato i locali dell’assessorato al lavoro. Gli operai della società partecipata della Regione chiedono di vedere chiaro in un futuro che si annuncia burrascoso. E molto oneroso per i contribuenti campani. L’assemblea dei soci è stata convocata lunedì in prima e martedì in seconda convocazione: all’ordine del giorno il rifinanziamento dell’impresa che ha la bellezza di 17 milioni di euro di debiti e che nel 2008 ha visto crollare il proprio fatturato da 25 a 7 milioni di euro. Per permettere all’azienda di andare avanti lunedì la giunta regionale dovrebbe approvare una delibera che permetta di azzerare i debiti e ricostituire il capitale sociale (1 milione di euro). Altrimenti, come sottolinea il presidente del consiglio d’amministrazione, Dino Santoro, non resterà che mettere l’impresa in liquidazione. Ma l’assessore al Lavoro, Corrado Gabriele, rassicura tutti: «Il consiglio di amministrazione doveva consegnare il conto economico al 30 dicembre - spiega - ce lo ha consegnato a gennaio. Noi abbiamo preparato gli atti e andremo in giunta lunedì per varare una delibera e coprire tutte le perdite». Sempre lunedì ci sarà la prima convocazione dell’assemblea dei soci che sarà riconvocata per martedì. I soldi stanziati dalla giunta dovrebbero permettere di pagare i contributi arretrati ai dipendenti, ma non potranno certo garantire il futuro se mancheranno le commesse. Per il momento, infatti, la Astir (è il nuovo nome della società) sta lavorando a un programma di recupero ambientale nei comuni di Nola, Marigliano, Acerra, Terzigno, Caivano, Castelvolturno, Saviano, San Paolo Belsito. Questi interventi, organizzati dal ministero dell’Ambiente e finanziati dalla Regione, permetteranno di incassare 13 milioni di euro. Ma ad aprile saranno ultimati e per andare avanti l’impresa avrà bisogno di nuove commesse che dovranno probabilmente venire ancora dalla Regione. Fino ad oggi la Recam si è dedicata alle bonifiche per così dire «leggere» alla raccolta del fogliame e di poco altro. Il nuovo consiglio di amministrazione, però, insediandosi a novembre ha annunciato «Puntiamo, dal 2009, a vendere i detersivi liquidi alla spina e a ripristinare il vuoto a rendere. Un gruppo di giovani esperti si occuperà, invece, di aiutare i comuni della Campania nella fase di start up del sistema di riciclaggio». Insomma il futuro, almeno negli annunci dovrebbe essere completamente diverso dal passato: la società che era partecipata dalla Regione e da Italia Lavoro ha ora un’unico azionista che è l’ente di via Santa Lucia; ha un nuovo nome, Astir; un nuovo consiglio di amministrazione e un nuovo piano industriale. E anche una nuova sede visto che quella del centro direzionale è stata data alle fiamme nello scorso mese di ottobre. Nelle intenzioni della Regione la nuova società dovrebbe diventare il soggetto attuatore delle bonifiche di cui la Campania ha bisogno. Tante, tantissime, visti gli sversamenti abusivi che ne hanno martoriato il territorio. Molte dovrebbero essere finanziate dal ministero dell’Ambiente che ha già messo sul piatto 526 milioni di euro. Una cifra che sta, però, evaporando a causa delle compensazioni da offrire ai Comuni che ospitano discariche e termovalorizzatori. Su cosa accadrà nei prossimi mesi nessuno è pronto a scommettere. da il mattino del 21 2

Postato da: nunzia1978 a 22:33 | link | commenti
recam

sabato, 21 febbraio 2009
a napoli si vive di meno

 
IN ITALIA SI VIVE DI PIU’ : A NAPOLI DI MENO!
E’ UFFICIALE: ORA DOMANDATEVI : PERCHE’ ?

A) GENI DEI NAPOLETANI PIU’ “MARCI” DEGLI ALTRI?
B) INCIDENTI E STILI DI VITA INDIVIDUALI SBAGLIATI PIU’ DEGLI ALTRI ? SI FUMA COME “NAPOLETANI” E NON COME “TURCHI”?
C) O FORSE UN VERGOGNOSO QUANTO NEGATO GRAVISSIMO DEGRADO AMBIENTALE?

IN CINA PER 6000 BAMBINI DANNEGGIATI HANNO GIA’ FUCILATO  2 PERSONE: PER ALMENO 6MILIONI DI CAMPANI SI DOVREBBERO QUINDI FUCILARE ALMENO 2000 PERSONE?
INVECE NEANCHE UNA DIMISSIONE, ALMENO 2000 PROMOZIONI A PRIMARI E DIRETTORI PER I “NEGAZIONISTI A PRESCINDERE” E DANNO ALLA SALUTE E ALLA CARRIERA DI CHI DENUNCIA!

A VOI LETTORI LE CONCLUSIONI!

ANTONIO MARFELLA, TOSSICOLOGO ONCOLOGO

Il mattino 21/02/2009





MARCO ESPOSITO La vita degli italiani si allunga. E non di poco. L’Istat ha aggiornato le tavole della speranza di vita e ciascuno può conoscere in base all’età, al sesso e al posto dove è nato quanto gli resta da vivere secondo i maghi delle statistiche. I dati più recenti, appena pubblicati sul sito dell’Istat (http://demo.istat.it), assegnano quattro mesi di vita in più rispetto alla precedente rilevazione e per l’esattezza 117 giorni in più alle donne e 128 agli uomini. I quali quindi, anche se rispetto alle signore continuano a vivere meno (in media cinque anni e mezzo), in dodici mesi hanno recuperato undici giorni. Grazie all’aumento generalizzato della speranza di vita, le donne italiane hanno toccato gli 84 anni di vita media alla nascita e gli uomini sono a quota 78,4. Un anno fa le donne erano a 83,7 anni e gli uomini a 78,1. Nel 1974 (l’anno più lontano al quale risalgono le statistiche dell’Istat pubblicate sul sito internet) le donne si dovevano accontentare di 75,9 anni e gli uomini di 69,6. Quindi in poco più di trent’anni (le tavole Istat sono state aggiornate ai dati di mortalità del 2006) le donne italiane hanno guadagnato oltre otto anni e gli uomini quasi nove. La differenza di sesso rimane molto importante ai fini della speranza di vita, però anche quelle territoriali non sono secondarie. Una volta tanto, non c’è un marcato divario tra Nord e Sud. Per esempio i calabresi, dal punto di vista della durata della vita, hanno miglior sorte dei piemontesi. Inoltre la regione che guida la classifica della longevità non è una delle locomotive dell’economia. È nelle tranquille Marche che le donne vantano alla nascita una speranza di vita di 85 anni e gli uomini arrivano a sfiorare gli 80. La differenza tra i sessi è massima in Sardegna (6,5 anni) dove è vantaggioso nascere e vivere per le donne (quinte) ma non per gli uomini (diciassettesimi). Al contrario in Sicilia le donne sono penultime mentre gli uomini conquistano la metà della classifica, con una differenza tra i sessi di quasi due anni minore rispetto all’altra isola.

Purtroppo però la classifica ha un messaggio univoco: vede per entrambi i sessi ultima con ampio distacco proprio la Campania, con soli 82,5 anni per le donne e 76,9 per gli uomini. La differenza rispetto alla media italiana è per entrambi i sessi di 1,5 anni. Anche la Campania non è tutta uguale, con tre province (Benevento, Salerno e Avellino) non troppo lontane dalla media nazionale e due (Caserta e Napoli) in posizione arretrata. In particolare il maschio napoletano tocca il record negativo con appena 76,2 anni di speranza di vita alla nascita contro i 78,4 nazionali e i 78,1 della vicina Benevento. Vivere a Napoli, insomma, toglie letteralmente due anni di vita. La Campania non sembra peggiorata in modo marcato negli ultimi anni. Guardando al lungo periodo, anzi, si è assistito a un andamento diverso a seconda del sesso. Nel 1974 le donne campane avevano una speranza di vita di 73,9 anni ovvero esattamente due anni sotto la media nazionale e in un trentennio hanno recuperato qualcosa, visto che il divario si è ridotto a 1,5 anni. Gli uomini invece nel 1974 si fermavano a 68,9 anni, non molto lontani dai 69,6 della media italiana. Oggi il divario è pari a quello delle donne, appunto a quota 1,5 anni. Tuttavia può meritare un supplemento d’indagine il peggioramento relativo del maschio napoletano che in cinque anni (dal 2001 al 2006) ha visto aumentare il divario dalla media nazionale di altri tre mesi. La lettura delle tabelle dell’Istat può fornire informazioni più attendibili dell’oroscopo e tali da soddisfare qualche curiosità personale. I dati di dettaglio permettono di scoprire, in un certo senso, il proprio destino. Non bisogna confondere però la speranza di vita alla nascita con la vita residua a una determinata età. Per esempio un neonato maschio di Napoli deve accontentarsi come si è detto di una speranza di vita di 76,2 anni, la più bassa d’Italia! Ma se tale maschietto arriva davvero a 76 anni, non gli restano solo 0,2 anni (pari a 73 giorni) bensì altri 9,3. A 80 anni un napoletano ha ancora 7,4 anni davanti sé. A 90 può contare su 4,6 anni e persino a 100 anni può ragionevolmente sperare di viverne altri 3,3. Non è ben chiaro se cambiare residenza in tarda età allunghi la vita, comunque l’ottantenne napoletano con 7,4 anni di speranza di vita si confronta con un barese che ha un tempo residuo di 8,4 anni. Un anno tondo in più.

Postato da: nunzia1978 a 18:02 | link | commenti (1)
statistiche, istat, marfella, durata vita

giovedì, 19 febbraio 2009
amianto e tumori

In meno di dieci anni a Marigliano si è verificato un significativo incremento dei casi di mesotelioma pleurico, un tumore che non lascia scampo. Lo studio è stato effettuato dall’istituto Monaldi, in particolare dal servizio medicina preventiva e da quello di anatomia patologica. I ricercatori G. Ciannella, P. Delle Donne, F. Antinolfi, C. Crispino, hanno effettuato lo studio dal 1997 al 2006, esaminando 355 cartelle di pazienti del Monaldi affetti dal terribile cancro.

I dati sono chiarissimi. I casi di mesotelioma da amianto dal 1997 al 2001 sono stati 142; dal 2002 al 2006 sono stati 213. Vi è stato dunque un aumento del 50% (passando dai 28 casi all’anno del quinquennio 97-01, ai 42 casi all’anno tra il 2002 ed il 2006). Da questo tumore sono colpite in media una donna ogni 3 uomini, l’età del paziente medio oscilla tra i 58 ed i 63.

Per quanto riguarda i casi da cosiddetta “esposizione da amianto”: dal 1997 al 2001, su 142 pazienti affetti 39 avevano subito una esposizione professionale (cioè lavoravano in ambienti in cui vi era amianto), 103 avevano subito invece una esposizione ambientale. Dal 2002 al 2006, sui 213 casi osservati 15 erano da esposizione professionale, 198 da esposizione ambientale. Se ne deduce che vi è stato un aumento del 60% dei casi di mesotelioma pleurico da esposizione ambientale all’amianto.

Dal punto di vista territoriale, dal 1997 al 2001 le zone più colpite erano: Napoli (37 casi), zona vesuviana (50 casi), area nord di Napoli- tra cui Marigliano (36 casi), fuori Napoli (19 casi); dal 2002 al 2006: Napoli (61 casi), zona vesuviana (69 casi), area nord di Napoli (60 casi), fuori Napoli (23 casi). Le zone di Napoli più colpite sono Pianura, Soccavo, Fuorigrotta, Bagnoli, Barra, Ponticelli; nella zona vesuviana: Portici, Castellammare, Torre del Greco, Ercolano; nella zona Nord: Pozzuoli, Casoria, Marigliano, Melito, Sant’Antimo, Afragola. Fuori Napoli: province di Caserta e Salerno. Nelle conclusioni articolate del loro studio, i ricercatori ribadiscono anche la necessità di approfondire scientificamente il nesso casuale tra i siti in cui sono presneti discariche di rifiuti tossici ed la percentuale di malati di mesotelioma pleurico. Un monito che molte associazioni e comitati, anche nel Nolano, lanciano ormai da anni.
Fonte: ilnolano.it

Postato da: nunzia1978 a 16:38 | link | commenti

mercoledì, 18 febbraio 2009
la sa.ba e l'antimafia

C’è da chiedersi com’è possibile che a distanza di oltre 6 mesi l’unica impresa che ha partecipato al lucroso appalto per il servizio di igiene urbana del comune di Caserta la posizione de la Ecologia Saba in materia di antimafia sia rimasta sospesa? Si parla già giustamente di rescissione del contratto e di ricerca di una nuova ditta cui affidare il servizio nell’attesa di una nuova gara, ecc. Un disastro insomma. L’interdittiva antimafia non è scaturita dagli uffici dei vari Palazzi di Caserta, preposti ai controlli, alla prevenzione e alla repressione di violazione di legge ma dalla Prefettura di Napoli a seguito di accertamenti svolti dai commissari prefettizi sul comune di Arzano, sciolto, manco a dirlo, per camorra. La questione appare, aldilà del risvolto finale che avrà la vicenda, tanto più grave in quanto per Caserta, così pure per gli altri 9 comuni nei quali la Ecologia Saba operava, in tanti mesi di attività si andava consolidando un’organizzazione, una struttura e una capacità operativa per cercare di far fronte all’appalto più importante (59 milioni di euro) sottoscritto dall’amministrazione di Caserta e dove la società civile è impegnata per far funzionare al meglio la raccolta differenziata. Tutta la vicenda appare scandalosa e preoccupante al tempo stesso. Siamo certi che si accamperanno chiarimenti, spiegazioni e leggi che giustificheranno e copriranno, sul piano formale, l’operato di chi ha consentito tutto questo. Rimane il fatto che la certificazione antimafia non è esattamente l’ultimo dei documenti da presentare in una pubblica gara così importante in un settore così sensibile, in un territorio così martellato dai tanti interessi in gioco nel settore dei rifiuti e dalla pervasiva presenza della camorra. Appare anche incredibile che il Gruppo Ispettivo Ambientale del comune, ossia del gruppo di dipendenti preposto al controllo del servizio di igiene urbana, sia formato da nove persone di cui tre aiuto ispettore (chissà che vuol dire) con non ben precisate funzioni. Nel complesso sei dipendenti denunciano malattie gravi che certamente non li rendono idonei ad un servizio così impegnativo. E si finisce così per scaricare tutto nell’unico dipendente che avrebbe come aiuto un autista. Sembra incredibile ma questa è la capacità di governo di un assessore e di un’amministrazione senza ambizioni, così lontani dai bisogni della città e senza capacità amministrativa. C’è da chiedersi com’è possibile andare avanti in questo modo. Saremmo curiosi di sapere il bilancio della raccolta differenziata ad oggi e dove è andato a finire la montagna di umido raccolto, così come ci piacerebbe sapere perché la società Ilside, piattaforma CONAI deve avere dal comune di Caserta centinaia di magliaia di euro con il pericolo reale che non accoglierà più i materiali recuperati. Non si capisce neanche perchè i contenitori multicolori distribuiti dalla Saba facciano bella mostra di sè in tutte le strade (sporche) della città. Insomma non si ha la percezione che esiste un governo in città. Emblematica, in questo senso, appare la mancanza di manutenzione delle strade con le migliaia di buche e la vicenda dei lavori di Corso Trieste. In quest’ultimo caso dove, dopo tre volte che i lavori del corso sono stati ultimati (!), la pavimentazione, i tombini, ecc. crollano, franano e cedono al traffico automobilistico e ai rigori dell’inverno. A questo punto suggeriamo ai nostri supremi e impermeabili amministratori che in mancanza di progetti seri su cui potrebbero discutere e governare (cave, parco urbano, macrico, energia, ecc.) e vista la navigazione a vista, di fare in questo modo: Per il servizio di igiene urbana farsi commissariare dall’incredibile (ossia non credibile) sig. Bertolaso, magari riesce ad inventare qualche altra soluzione che può andar bene per i media, certo meno per i cittadini e l’ambiente ma chi se ne frega se non se ne parla il problema non esiste. Non è così? Per Corso Trieste, suggeriamo, invece, di dichiararlo Isola pedonale, potrebbe accadere che la cittadinanza ne tragga qualche beneficio in salute e che, con il loro "peso", garantirebbero la tenuta del manufatto e magari della giunta per l'acquisizione di qualche consenso per l’attesa iniziativa.
Giuseppe Messina

Postato da: nunzia1978 a 16:57 | link | commenti
saba

martedì, 17 febbraio 2009
chiaiano

Iniziati i primi sversamenti nella cava di Chiaiano
17 febbraio 2009

E' stata firmata l'ordinanza per l'apertura della discarica di Chiaiano, a
Napoli. Il provvedimento della struttura del sottosegretario all'emergenza
rifiuti Guido Bertolaso, è immediatamente operativo.
I primi compattatori sono entrati verso le 1.30 da via Cinque Cercole, uno
degli ingressi più lontani rispetto al pesidio di via Cupa dei Cani
(vicino al Monaldi) con i rifiuti di Napoli e non quelli di Marano.

L'apertura del sito era stata fino ad oggi ritardata a causa della
presenza di materiale contenente l'amianto ritrovato all'interno della
cava e a una serie di opere di contenimento lungo una parete rocciosa, a
seguito di alcune frane.

--Avvertiamo quanta più gente possibile dell'apertura della discarica.

Appuntamento alle 16,30 alla rotonda titanic.

Essere in tanti significa supportare concretamente la popolazione di
chiaiano.
Mentre bertolaso è indagato, la cava cede, la discarica è illegale e a
Napoli verrà gente da tutto il mondo per il convegno rifiuti zero,
l'apertura della discarica vuole dare un duro colpo alla battaglia
generale. Chiaiano non può perdere!

Postato da: nunzia1978 a 16:58 | link | commenti
discarica, ortolani, cava, chiaiano

domenica, 15 febbraio 2009
convegno internazionale


Movimento Campano Per Rifiuti Zero e Rete Italiana Rifiuti Zero
Ospitano il
V  DIALOGO ZERO WASTE INTERNATIONAL
NAPOLI – 18/21 Febbraio 2009
Zero Waste International Dialog 2009 rappresenta un grande evento e nasce da una sfida voluta dalle realtà italiane e campane, in  sintonia con la Zero Waste International Alliance e la Global Alliance for Incinerator Alternatives.
 
Da tutto il mondo, arriveranno a Napoli delegazioni di amministratori, pubblici funzionari e consulenti, nonché attivisti e comunità in lotta impegnati a  promuovere e in molti casi ad implementare la strategia rifiuti zero parlando e diffondendo le “migliori pratiche” di riduzione, di riuso, di riciclo, di “responsabilità estesa ai produttori” e di “economie di comunità’” basate sulla riparazione-riuso dei beni e sul recupero di materiali.
 
Ma gli esperti e gli attivisti parleranno anche di come risolvere la crisi campana evitando inceneritori e discariche (e facendo anche i conti con l’eredità “tossica” di Bassolino e dell’ intera classe dirigente, di centro destra come di centro sinistra), rappresentata dalla vergogna di alcuni milioni di tonnellate di “eco-balle” ed un territorio avvelenato, sacrificato agli interessi di banche ed industrie legate al business dell’incenerimento.
 
La “tragedia di Napoli e della Campania” - tuttora in corso nonostante le falsificazioni mediatiche, l’insopportabile militarizzazione del territorio, l’uso di leggi speciali, la criminalizzazione del dissenso, il segreto di stato sugli impianti civili per la produzione di energia - deve diventare una grande opportunità per una svolta radicale a favore dell’assunzione della strategia rifiuti zero.
Grandi metropoli internazionali come San Francisco, Buenos Aires e Los Angeles lo hanno fatto, perché non farlo a Napoli?
 
In breve, Zero Waste International Dialog 2009 sarà sicuramente un evento che lascerà un segno importante per tutti quelli che ritengono che l’adozione della strategia Rifiuti Zero sia un primo passo per una società in crisi che deve ripensare un cambiamento globale dell' attuale sistema di produzione e di consumo, di valori e stili di vita, privilegiando il benessere della collettività, le opportunità occupazionali, l' equità sociale, il rispetto dell'ecosistema che ci ospita.
 
L'evento si svolgerà in sale convegno di istituti scolastici del centro storico di Napoli:
Sala Convegno Ist. Superiore  Casanova: Piaz.tta Casanova, 4 (via S. Sebastiano)
Sala Accoglienza Valeriano:  - Piazza del Gesù
Sala Teatro del Convitto Vittorio EmanueleII ( per il mondo della Scuola) - Piazza Dante
 
L’accesso al convegno internazionale è possibile previa iscrizione gratuita ad: ambientefuturo@interfree.it
L’accesso alle altre sale è libero e gratuito
Info:
mario diabolik61@virgilio.it 3887460974 ; roberto sendibed@gmail.com 333-3750202
 
 
Sala Convegno Ist. Superiore Casanova: Piaz.tta Casanova, 4 (via S. Sebastiano)
Le quattro giornate del convegno internazionale prevedono un programma fitto di relatori che illustreranno i resoconti regionali sulle politiche, pratiche ed infrastrutture di zerowaste, realizzate dalle comunità in tutto il mondo e in Italia e, nella sua fase conclusiva, si esamineranno cause, degenerazioni e possibili risoluzioni del problema campano e della metropoli napoletana.
Sala Accoglienza Valeriano: c/o - Piazza del Gesù
Punto d’ascolto e diretta  in streaming del convegno internazionale. Pannelli didattici, videoproiezioni, performance teatrali e mostre d’arte saranno validi strumenti alternativi per la diffusione di un’informazione dettagliata, comprovata e veritiera, oltre le servili strumentalizzazioni dei media ufficiali.
Sala Teatro del Convitto Vittorio Emanuele II  per il mondo della scuola: Piazza Dante
Punto d’ ascolto e diretta  in streaming del convegno internazionale, occasione d’ incontro e confronto tra popolazione attiva e mondo della scuola.  In sala Giovedì 19 mattina: incontro con due relatori del convegno, rappresentativi del terzo mondo e del mondo industrializzato. Venerdì 20: il prof. Connett  conferirà sulla strategia Rifiuti Zero per il 2020.
 
Manifestazione Internazionale
 venerdì 20 alle ore 17  da p.zza del Gesù
Per un piano Rifiuti Zero anche a Napoli ed in Campania, concordato con gli esperti internazionali e mirato ad attivare la strategia rifiuti zero senza inceneritori e discariche.
 
Assemblea del Movimento Rifiuti Zero Italiano Domenica 22 ore 9.30 a 14 Convitto. Naz. Vitt.Em.II   P.zzza Dante
Per tutti i cittadini sensibili, per le realtà campane attive sul territorio, unite nel Movimento Campano Per Rifiuti Zero, che intendono confrontarsi su modalità e tempi delle prossime azioni condivise e la promozione di campagne, iniziative e collegamenti con altri movimenti di resistenza sociale che lottano per Rifiuti Zero e la difesa dei beni comuni.
 
PER INFO E PROGRAMMA
www.zwia09.info

Postato da: nunzia1978 a 16:56 | link | commenti
rifiuti zero

venerdì, 13 febbraio 2009
introduzione al libro

Rimane totale in Campania il controllo da parte della camorra
del ciclo dei rifiuti attraverso la gestione di discariche
abusive realizzate in cave o in terreni e attraverso la raccolta
dei rifiuti effettuata mediante società di comodo che si aggiudicano
gli appalti L..], La camorra ha un interesse diretto
e immediato a provocare lo stato di tensione sulla raccolta
e sullo smaltimento dei rifiuti, traendo profitti enormi
dalle discariche da lei stessa controllate. La provincia di Caserta
risulta il territorio su cui si è più concentrato l'interesse
della camorra in questo settore. Contemporaneamente
viene confermata la prevista infiltrazione nella realizzazione
e nella gestione delle opere di bonifica dei siti contaminati
ad opera dei vari clan, tra cui quello dei Casalesi.
Questo si legge in una delle relazioni annuali della Direzione
nazionale antimafia.

tratto dal libro Campania infelix

Postato da: nunzia1978 a 22:15 | link | commenti (1)
campania infelix

giovedì, 12 febbraio 2009
discarica ad acerra

ACERRA - Sequestrata dalla Forestale ad Acerra una discarica abusiva di rifiuti provenienti dalla manutenzione del verde urbano. Gli uomini del Corpo Forestale del Nucleo Investigativo di polizia Forestale di Caserta ed al Comando Stazione Forestale di Roccarainola , insieme al personale Forestale della polizia Giudiziaria in servizio presso la Procura della Repubblica di Nola, hanno sequestrato, nella localita' Cappelluccia, nel comune di Acerra, una discarica abusiva di rifiuti provenienti da lavori di manutenzione di giardini e di aree adibite al verde urbano. Gli uomini della Forestale hanno sorpreso M.C., 48 anni, di Napoli, mentre scaricaricava su un appezzamento di terreno adibito a discarica, il cassone di un autocarro carico di rifiuti derivanti da interventi di potatura di alberi e manutenzione di giardini. La presenza sul posto di grossi tronchi di alberi, tra i quali anche residui di palme da dattero, misti a fogliame di vario genere, distribuiti su una superficie di circa 700 metri quadrati, era tale da rendere il posto una vera e propria discarica abusiva. Il terreno, che si trova vicino al termovalorizzatore di Acerra, e l'autocarro sono sotto sequestro preventivo, mentre l'autista dell'automezzo, M.C., e' stato consegnato all'Autorita' Giudiziaria competente. Nel corso dei primi accertamenti, gli agenti della Forestale hanno riscontrato che i rifiuti vegetali venivano anche regolarmente bruciati proprio per contenere il loro volume ed allo scopo di creare nuovi spazi utili per i successivi scarichi abusivi. Durante ulteriori approfondimenti e' risultato che l'autocarro e' di proprieta' di una ditta di Napoli che lavora nel settore della manutenzione del verde cittadino. Sono in corso ulteriori indagini per comprendere eventuali corresponsabilita' da parte della ditta proprietaria dell'automezzo e la proprieta' della discarica.
tratto da ilnolano.it

Postato da: nunzia1978 a 19:23 | link | commenti

mercoledì, 11 febbraio 2009
GOVERNO DEI BENI COMUNI e RUOLO DEL DIRITTO PUBBLICO

Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
 
Dipartimento di Diritto dell’Economia
 
Rassegna di Diritto Pubblico Europeo
 
 
 
 
 
16 febbraio 2009, ore 16,30
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
Palazzo Serra di Cassano
Via Monte di Dio 14
 
 
 
GOVERNO DEI BENI COMUNI e RUOLO DEL DIRITTO PUBBLICO
 
 
 
Ugo Mattei, Corrado Oddi, Benedetto Vecchi e Alex Zanotelli
 
presenteranno i seguenti volumi
 
 
A.    Lucarelli (a cura di),   Il diritto pubblico tra crisi e ricostruzione, Atti del Convegno di Napoli del 12 aprile 2008. Contributi di Alberto Lucarelli, Gérard Marcou e Ugo Mattei,  ed. Scuola di Pitagora, Napoli, 2009.
 
 
 A. Lucarelli (a cura di), Beni comuni. Proprietà, gestione, diritti, numero 2 del 2007 della   Rassegna di Diritto Pubblico Europeo.
 
 
 
Seguirà dibattito
 
 
 
 
 
Segreteria organizzativa
segreteria@iisf.it

Postato da: nunzia1978 a 14:45 | link | commenti

venerdì, 06 febbraio 2009
la saba e l'interdittiva antimafia

tratto da http://www.cliccamarigliano.net/modules/news/article.php?storyid=3943

I nuovi problemi che stanno per abbattersi sul servizio di raccolta rifiuti a Marigliano nascono ad Arzano. Anche lì come a Marigliano a svolgere il servizio è la ditta “Ecologia Sa. Ba. Srl”, l’azienda titolare dell’appalto che è stata colpita da interdittiva antimafia. Il provvedimento è stato emesso dalla Prefettura di Napoli a seguito degli accertamenti svolti dalla commissione prefettizia insediatasi a Arzano dopo che il comune è stato sciolto per infiltrazione della criminalità organizzata. Al comune di Marigliano si è in attesa della comunicazione ufficiale da parte della Prefettura e nel frattempo ci si sta già attivando per avviare la procedura prevista per legge.

Quando un’azienda viene colpita da interdittiva antimafia le amministrazioni hanno trenta giorni di tempo per provvedere alla revoca dei contratti posti in essere con la società interdetta ed alla sostituzione della stessa con l’indizione di una nuova gara d’appalto. Spettacolo già visto a Marigliano, difatti nell’ottobre 2005, il presidente della commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti on. Paolo Russo aveva chiesto spiegazioni al sindaco di Marigliano, Felice Esposito Corcione, circa i mezzi utilizzati per la raccolta dei rifiuti. Dagli accertamenti risultò che la ditta incaricata dal consorzio di Bacino Napoli 3 alla raccolta dei rifiuti nel comune di Marigliano utilizzava mezzi e locali di un’altra ditta, la quale era però colpita da interdittiva antimafia. Saputo questo, il Sindaco revocò la concessione al Consorzio e chiese al Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti ed al Prefetto l’elenco delle ditte alle quali era possibile affidare temporaneamente la gestione dei rifiuti.

Bisogna aspettare febbraio 2007 quando in seduta pubblica, presso la sala giunta del comune di Marigliano, si è svolta la prima fase della gara d'appalto volto all'affidamento della gestione del servizio di igiene urbana per cinque anni. Una gara sulla quale erano accesi i riflettori amministrativi poiché, da quando si era insediato l'assessore Mario Ardolino, quello del 13 febbraio era stato il terzo tentativo di celebrare una gara ad evidenza pubblica europea per la gestione quinquennale del servizio di igiene urbana (pulizia delle strade, raccolta e gestione dei rifiuti solidi urbani e via discorrendo). I precedenti tentativi avevano dato come esito gare deserte, ma stavolta si erano presentati quattro candidati: il consorzio "Iacta", l'azienda "Ecologia Sa.ba", l' azienda "Arzano Multiservizi" e l'azienda "MITA". Tre candidati risultarono ammissibili alla gara: il consorzio "Iacta"fu escluso e nella mattinata del 16 marzo risultò vincitrice della gara, con un ribasso del 14,01% la Sa.ba., azienda che già deteneva il servizio di igiene urbana per il territorio di Marigliano.

Postato da: nunzia1978 a 09:37 | link | commenti (1)
saba, antimafia, marigliano

mercoledì, 04 febbraio 2009
Campania infelix a insurgencia

Insu Tv e Lab.Occ.Insurgencia presentano :
Venerdi' 5 Febbraio :
Campania Infelix
Tavola rotonda sul libro di Bernardo Iovene.
Le bonifiche come tema centrale delle lotte in difesa della salute e dell'ambiente
Ore 18:30 Intervengono :
Nunzia Lombardi - coautrice
Prof.Giuseppe Messina - Comitato scientifico di Legambiente
Dott.Antonio Marfella - Oncologo , Istituto Pascale Napoli
Antonio Musella - Lab.Insurgencia
Nicola Angrisano - Insu Tv
modera : Fabrizio Andreozzi - Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano
ore 20:30 :
Aperitivo & Proiezioni video a cura di Insu Tv e Alternative Visuali
ore 22:00 : Silvio Talamo in concerto
Laboratorio Occupato Insurgencia - Napoli
Via Vecchia San Rocco 18 - Capodimonte
www.insurgencia.info
insurgencia@email.it

Postato da: nunzia1978 a 09:45 | link | commenti
campania infelix

martedì, 03 febbraio 2009
articolo inviato da Marfella

vi segnalo un interessante articolo scientifico inviatomi dal prof. Marfella
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Postato da: nunzia1978 a 09:14 | link | commenti

lunedì, 02 febbraio 2009
circa le bonifiche a Marigliano

La Recam non ha ancora presentato la documentazione chiesta dal Corpo Forestale dello Stato. Fermo il programma di bonifiche: parte una corrispondenza tra Guardia Forestale e Recam. La ditta incaricata dal Commissariato Straordinario per le Bonifiche di occuparsi dei ventuno siti inseriti nel programma, non risponde alle comunicazioni inviate dal Sovraintendente della Guardia Forestale Geremia Cavezza. Comunicazioni che vengono rivolte alla società che ha ricevuto l'incarico a mezzo di appositi ordini di servizio disposti direttamente dalla struttura commissariale.

Le autorità del comune di Marigliano vogliono vederci chiaro e chiedono alla Recam di conoscere nel dettaglio alcuni aspetti fondamentali relativi al programma di bonifiche in corso. Allo stato attuale, otto dei ventuno siti sono stati già ceduti alla Recam. Si tratta di siti non sottoposti a stato di sequestro e per i quali già sono stati predisposti ed approvati dal Commissariato Straordinario per le Bonifiche, i Piani Operativi di Rimozione dei Rifiuti. Gli altri siti si trovano sotto stato di sequestro giudiziario: gran parte delle aree da sottoporre ad operazioni di bonifica sono state sequestrate dalla Guardia Forestale di Marigliano. Questo è avvenuto nel corso di operazioni di pattugliamento del territorio e di controllo ambientale, effettuate sotto il comando del Sovraintendente Geremia Cavezza.

La Guardia Forestale, in quanto autorità legittimata a controllare il regolare andamento delle operazioni di bonifica, ha chiesto alla ditta incaricata l'identità delle società addette alle operazioni di trasporto dei rifiuti e gli estremi di iscrizioni di tali ditte nella sezione regionale dell'Albo Gestori Ambientali. Inoltre, è stato chiesto alla ditta di comunicare i siti di conferimento dei rifiuti prelevati e l'identità dei direttori dei cantieri. La comunicazione fatta dal Sovraintendente risale alla seconda metà di novembre: da allora, nessuna risposta è pervenuta al mittente. Intanto, anche l'Ufficio Ecologia del Comune si è attivato. Lo scorso 22 gennaio la nota della Guardia Forestale indirizzata alla Recam è stata inoltrata direttamente al Commissariato Straordinario per le Bonifiche. Nessuna risposta è ancora pervenuta all' indirizzo dell'ufficio comunale.

Da quanto emerso in un colloquio con il Sovraintendente Geremia Cavezza, nel caso di protratta inerzia da parte della Recam nel rispondere ai chiarimenti, ci sarà una comunicazione direttamente alla Procura di Nola competente per territorio. Il programma di bonifiche rappresenta una questione di grande importanza per il territorio del comune di Marigliano. L'area comunale è stata per moltissimi anni sottoposta a processi di inquinamento.
Domenico Gambardella per il quotidiano “Cronache di Napoli”
Guarda le foto scattate da Cliccamarigliano al materiale emerso dalle sponde della vasca San Sossio

Postato da: nunzia1978 a 16:35 | link | commenti (1)
marigliano, bonifiche, guardia forestale, geremia cavezza, recam