ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.
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Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti.
la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli
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il, sempre attento, dott. marfella mi segnala un articolo sull'"espresso", riporto la sua mail:
carissimi
vi invito a leggere con attenzione gli articoli apparentemente lontani tra loro pubblicati da espresso questa settimana. sono le due facce della stessa medaglia.
occorre inquinare e predisporre tutti a malattie croniche a partire dalla infertilità per potere poi vendere farmaci e metodiche antisterilità e anti-malattie croniche costose e obbligate.
schizofrenia o deliberato calcolo?
per me tutti e due
BIOETICA AMBIENTALE E FARMACOSOFIA: LE DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA. L'ALFA ED OMEGA DELLA MEDICINA
cordiali saluti
antonio marfella
L'associazione culturale CliccaMarigliano è lieta di invitarLa alla presentazione del libro "Campania Infelix" di Bernardo Iovene e Nunzia Lombardi, che si terrà sabato 22 Novembre alle ore 18:00 presso la chiesa del SS Sacramento (retro del Municipio) in Marigliano.
Ecco una breve presentazione dell'evento:
Dall’inchiesta al racconto. Questo il passaggio che il giornalista di Raitre Bernardo Iovene, autore dell’inchiesta choc “Terra Bruciata” (per la trasmissione Report) sui disastri ecologici campani ha fatto, dando vita al libro “Campania Infelix”, scritto in collaborazione con l’attivista Nunzia Lombardi.
Il volume, edito dalla Rizzoli per la collana BUR- futuro passato, mostra gli scempi ambientali avvenuti dagli anni Settanta ad oggi tra le province di Napoli e Caserta, viste attraverso gli occhi dei “Caronte”, ossia gli attivisti che, a Napoli, come a Marigliano, come a Caserta si adoperano per portare all’attenzione della stampa nazionale ed internazionale le brutture campane e le pesanti negligenze a tutti i livelli, guidando i giornalisti nell’inferno.
La presentazione di “Campania Infelix” al pubblico mariglianese avverrà il prossimo 22 novembre alle ore 18:00 nella chiesa del Sacramento (sita sul retro del Municipio). All’evento parteciperanno, in qualità di relatori: gli autori del libro, il dottor Antonio Marfella (Istituto “Pascale” di Napoli), Salvatore Esposito (direttore settore welfare dipartimento IRES Campania), Gianpiero Angeli (studioso dei problemi ambientali). La presentazione sarà moderata da Giuseppe Messina (Legambiente Campania) ed introdotta da Antonio Ferullo, presidente dell’associazione culturale CliccaMarigliano.
E’ proprio l’associazione CliccaMarigliano, infatti, a curare l’evento Mariglianese in collaborazione con il Comitato per la Tutela del Diritto alla Salute (presieduto da Nunzia Lombardi) e con la Parrocchia “Santa Maria delle Grazie”, guidata da don Pasquale Capasso.
Assia Cerciello
Associazione Culturale CliccaMarigliano
ACERRA (Napoli). Nei giorni scorsi, davanti al tribunale di Nola è terminato il processo di primo grado a carico di Cuono Pellini, relativo alla costruzione e gestione di un sito di stoccaggio in località “Lenza Schiavone”, ad Acerra, ...
... nel quale il Comune, in persona del sindaco Espedito Marletta, si è costituito parte civile per ottenere la condanna dell’imputato ed il risarcimento del danno ambientale e di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dall’ente locale e dalla collettività amministrata. Il giudice monocratico di Nola, Carmela Di Iorio, ha condannato Pellini a tre anni di reclusione e 15mila euro di ammenda per i reati di realizzazione di discarica abusiva, immissioni di esalazioni moleste e costruzione ed attivazione di impianto in assenza di autorizzazione all’inquinamento atmosferico. Il tribunale, inoltre, ha statuito che l’imputato dovrà risarcire il Comune di Acerra e le altre parti civili.
Dal punto di vista tecnico grande è stato l’impegno della difesa comunale, affidata all'avvocato Maurizio Balletta, supportata dall’amministrazione e dagli uffici, per dimostrare che l’apparente procedimento autorizzatorio dell’impianto era totalmente illegittimo e che quindi, in realtà, il signor Pellini non era stato giammai autorizzato legittimamente dal Comune o dal Commissariato di Emergenza Rifiuti in Campania a realizzare l’impianto, successivamente locato per circa 9milioni delle vecchie lire al giorno. Il difensore del Comune di Acerra, nella replica alla difesa dell’imputato ha definito “carta straccia” i provvedimenti amministrativi comunali e commissariali esibiti dalla difesa del signor Pellini, dimostrando la loro totale illegittimità e giuridica inesistenza. Il Comune ha inoltre ottenuto che gli atti del processo siano trasmessi alla competente Procura della Repubblica per l’individuazione di ulteriori responsabilità di amministratori e funzionari comunali e commissariali che adottarono tali atti.
“La sentenza contro Pellini è un implicito giudizio politico nei confronti dell’Amministrazione comunale precedente e tutto il centro-destra di Acerra - dichiara l’assessore all’Ambiente, Andrea Piatto - perché tutto nasce da ordinanze sindacali e contratti palesemente illegittimi, e concessioni edilizie rilasciate senza nemmeno il protocollo. Tanti legalitari e moralisti di oggi, ieri cosa controllavano?”. “Il Comune di Acerra è stato capace, grazie al lavoro della nostra Amministrazione comunale, di fare pulizia al proprio interno e di rimuovere tutte quelle connivenze con apparati poco trasparenti - conclude l’assessore - per questo ora bisogna attendere le motivazioni della sentenza ed agire di conseguenza contro chi doveva controllare e non ha controllato, chi doveva impedire e non ha impedito”.
NAPOLI (13 novembre) - Acqua inquinata dai rubinetti. Per questo 11 famiglie americane che risiedevano nel Casertano, a Casal di Principe, saranno trasferite in nuovi alloggi, a Gricignano, nella base della US Navy. Ad annunciarlo il Comando della Marina militare statunitense (Nsa) di Napoli che ha attestato presenza di «percentuali inaccettabili di sostanze chimiche solventi nell'acqua di rubinetto delle loro abitazioni».
L'acqua inquinata era stata già identificata due mesi fa in tre case di Casal di Principe in un controllo effettuato su 166 case. Successivamente, è stata analizzata l'acqua del rubinetto di altre undici abitazioni date in fitto a personale statunitense, e situate nel raggio di 1,5 km dalle tre abitazioni: anche qui le analisi chimiche hanno rilevato la presenza di sostanze chimiche solventi.
Non sussiste alcun motivo, dice il Comando, per cui anche altre famiglie che risiedono nella zona di Casal di Principe debbano essere trasferite immediatamente. Ma intanto sono tantissime le richieste di controlli che proprio i militari americani stanno avanzando all'ufficio alloggi del Comando.
Complessivamente sono circa 1500 le residenze del soldati statunitensi in Campania: abitazioni che nell'arco dell'intera durata dello studio - che è partito la scorsa estate in seguito al riacutizzarsi dell'emergenza rifiuti - saranno sottoposte a controllo.
tratto da
www.ilmessaggero.it/articolo.php
per anna maria e gli altri che mi scrivono: se non mi lasciate una mail o un link, come faccio a rispondere?
nunzia
Napoli,6 novembre 2008
Nel cuore del Rione Sanità ha iniziato a funzionare il supermercato Super-O', che rimpiazza un cinema-teatro, il "Felix". Questo quartiere, già in gravi difficoltà economiche, non aveva bisogno di un supermercato, ma di un asilo-nido, di un centro culturale…E il supermercato apre , nonostante due anni di lotte da parte dei commercianti, cittadini e associazioni coordinate dalla Rete del Rione Sanità.
E' un segnale molto brutto questo da parte dei nostri amministratori, la cui politica è ormai dettata dai potentati economico-finanziari.
Questo supermercato ipoteca il futuro di oltre duecento piccoli commercianti del quartiere Sanità , una zona economicamente debole, con una popolazione di 67.000 abitanti in 5 km2, senza un asilo-nido, senza una scuola media ,senza un centro sportivo e culturale. In tale contesto un supermercato è un peccato sociale.
Sono scelte politiche come queste che portano alla nascita delle due Napoli: il Vomero e la Sanità, Posillipo e Scampia. Scelte che comportano disoccupazione e potenziamento della camorra.
E' rabbia quella che sento davanti a scelte scellerate come questa , ma sento anche un senso profondo di impotenza, proprio perché per due anni abbiamo tentato tutte le strade per bloccare la costruzione del supermercato.Abbiamo usato tutte le strategie nonviolente a nostra disposizione : boicottaggi, petizioni popolari , sit-in, blocco dei lavori, referendum…Abbiamo persino bloccato il traffico cittadino sul ponte della Sanità! Nulla da fare.
Abbiamo parlato con le autorità competenti a livello comunale, provinciale e regionale. Nessuna risposta. Non ho mai visto una classe politica così assente !Ho avuto la netta sensazione di arrampicarmi sugli specchi.
Unico interlocutore politico è stato l'assessore regionale Corrado Gabriele, che si è reso disponibile a comperare l'ex cinema Felix, in nome della regione con i soldi della UE.
Abbiamo propiziato un incontro ufficiale fra l'assessore e il proprietario dell'ex-cinema Felix, Antonio Cristiano , che ha accettato di venderlo.Purtroppo da parte di Corrado Gabriele non sono seguiti i fatti e il proprietario ha continuato i lavori per trasformare il "Felix" in Supermercato.
Tutti i nostri sforzi sono stati inutili. Ci sentiamo tutti traditi dalle autorità competenti, in particolare dagli assessori comunali competenti e da Corrado Gabriele.
E ,beffa delle beffe, il 18 settembre, giorno dell'inaugurazione del supermercato,il consiglio regionale deliberava l'acquisto del "Felix"! Ancora più raccapricciante è che i soldi della UE ci sono.
Anzi ho saputo, da fonti attendibili, che il 50% dei Fondi UE ( fondi destinati alla regione Campania), saranno restituiti a fine anno a Bruxelles, perché non utilizzati!!
Tutto questo è uno scandalo enorme che rivela una classe politica che favorisce i ricchi a spese delle classi più deboli.Nel nostro caso, saranno i piccoli commercianti del Rione Sanità che pagheranno la bolletta per l'apertura del supermercato.
Seguendo questa politica l'Italia è arrivata ad avere, secondo il rapporto Caritas, sette milioni e mezzo di cittadini con un reddito di 500-600 euro al mese occupando il quinto posto mondiale per disparità di redditi (dati OCSE)!
E questo grazie a scelte come questa del supermercato alla Sanità ,frutto di una classe politica funzionale ai potentati economico-finanziari.
Non è così che Napoli rinascerà!
Alex Zanotelli
www.rainews24.rai.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/06112008_camorra_fuochi_veleni/
La lista nera dei comuni a rischio
Ecco l'elenco degli 86 comuni già raggiunti da uno, due o tre richiami formali
di Conchita Sannino
Una lista nera di 125 comuni. E, all'interno di questi, un cerchio più ristretto di amministrazioni recidive o sorde: ovvero, 86 sindaci (in gran parte tra le province di Napoli e Caserta) che hanno ricevuto già uno, due o tre richiami formali da parte del vertice di Palazzo Salerno. A carico di 9 comuni - Afragola, Aversa, Casalnuovo, Castel Volturno, Giugliano, Pompei, Qualiano, San Marcellino, Trentola Ducenta - lo staff del Sottosegretario ai rifiuti è andato anche oltre: e ha provveduto alla rimozione di estesi cumuli di rifiuti "in danno", cioè addebitando i relativi costi alle casse di quel palazzo comunale.
E' lo screening riservato sul quale hanno lavorato a lungo gli uomini dello staff del sottosegretario ai rifiuti Guido Bertolaso, prima che passasse a Palazzo Chigi il decretotolleranza zero sui rifiuti. In base al pacchetto appena approvato, i 125 primi cittadini rischiano di tornare a casa. Un pericolo che, stando alle indiscrezioni, potrebbe riguardare persino i vertici di alcune amministrazioni provinciali.
Un dossier di poche pagine. Ma fitte di numeri, e schede. Si tratta di dati aggiornati al periodo settembreottobre 2008. Dati che rivelano, controluce, anche altri nodi. Uno riguarda l'«assoluta incuria» che avvolge periferie e strade provinciali: sulle quali è in corso un vero e proprio duello con le amministrazioni. Le "bestie nere" di Bertolaso, del generale Franco Giannini, del capomissione Marcello Fiori hanno quattro indirizzi scritti nero su bianco nel dossier: i cumuli disseminati lungo l'Asse Mediano; ai bordi della Circumvallazione Esterna; gli sversamenti dell'Asse di supporto Nola-Villa Literno; sacchetti e ingombranti che inquinano la Statale vesuviana 268. Senza contare un altro conto in sospeso: della lista delle 152 megadiscariche abusive censite dall'esercito, ben 112 restano ancora da liberare. Traguardo cui punta la nuova norma del decreto che autorizza a rimuovere subito, senza selezione in loco, anche i rifiuti pericolosi misti a quelli urbani.
È lo stesso elenco con il quale Bertolaso ha convinto il premier Berlusconi della necessità di «provvedere ai commissariamenti». E il pugno di ferro è passato. Con un unico distinguo: mentre nella bozza di decreto, la cui discussione poi naufragò tra le tensioni nella seduta dell'esecutivo del 10 ottobre a Napoli, era previsto che fosse lo stesso Bertolaso a proporre la drastica misura, nel testo approvato 48 ore fa tale facoltà torna al ministro dell'Interno. Al quale, tuttavia, dovranno affluire le segnalazioni del sottosegretario.
Ecco l'elenco degli 86 comuni già raggiunti da uno, due o tre richiami formali da parte dello staff del sottosegretario, in realzione a mancato smaltimento o discariche abusive in strada.
In provincia di Napoli:
Acerra, Arzano, Afragola, Bacoli, Boscotrecase, Brusciano, Calvizzano, Casalnuovo, Casandrino, Casavatore, Casoria, Castellammare di Stabia, Ercolano, Frattaminore, Giugliano, Gragnano, Marano, Marigliano, Massa di Somma, Melito, Mugnano, Nola, Ottaviano, Palma Campania, Poggiomarino, Pompei, Pomigliano, Pollena Trocchia, Pozzuoli, Procida, Qualiano, Sant'Anastasia, Sant'Antonio Abate, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, Saviano, Striano, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase, Vico Equense, Villaricca, Volla.
In provincia di Caserta:
Arienzo, Aversa, Capua, Casaluce, Casal di Principe, Caserta, Castelvolturno, Curti, Frignano, Gricignano, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Orta di Atella, Parete, Portico di Caserta, Recale, Sant'Arpino, San Cipriano d'Aversa, San Marcellino, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, San Prisco, Sparanise, Succivo, Teano, Teverola, Trentola Ducenta, Villa Literno.
In provincia di Benevento
Casalduni, Ducenta, Forchia, Milizzano, Sant'Agata dei Goti.
In provincia di Avellino:
Avellino, Mugnano del Cardinale, Rotondi.
In provincia di Salerno:
Angri, Sant' Egidio Monte Albino, Scafati.
(02 novembre 2008)
In Campania accade anche questo!
Sottoscriviamo e facciamo propria questa lettera scritta da don Gennarino, persona imopegnata e qualificatadel territorio stabiese, membro del Comitato locale.Per saperne di più visionate il blog :http://blog.libero.it/STABIA/5067931.html
Ciao.
Consiglia
Terme Stabiane
Caro sindaco e cari amici e compagni,
Apprendo dalla stampa che il 23 ottobre scorso è stato nominato un advisor per avviare la pratica per la vendita delle Terme di Stabia ad una società privata.
Come cittadino stabiese e impegnato nel sociale la notizia mi ha sconvolto e mi rattrista profondamente anche al pensiero che, mentre la cittadinanza si mobilita per un referendum teso ad ottenere la ripubblicizzazione delle acque, da parte di chi è proposto alla difesa degli interessi dei cittadini si procede ad un’altra privatizzazione e per di più alla privatizzazione della cosa più cara agli stabiesi: le Terme di Stabia simbolo ed emblema della Città delle acque.
Vorrei ricordarVi che il 15 maggio scorso il Consiglio Comunale, presenti tutti gli schieramenti politici, ha votato all’unanimità, la mozione con cui si dava mandato all’ufficio legale del Comune di avviare l’iter giudiziario per impugnare la procedura che la precedente amministrazione aveva seguito per l’affidamento della gestione delle acque alla Gori.
A tal proposito mi permetto chiederVi se tale procedura sia iniziata e, nel caso che non lo fosse ancora, se l’amministrazione intende procedere o lasciare andare le cose nel dimenticatoio.
Campa cavallo che l’erba cresce!
Credo che sia a conoscenza di voi tutti come i ricorsi delle vertenze precedenti negative per il Comune siano state respinte perché i ricorsi furono presentati a termini scaduti.
Dimenticanza?! Connivenza?!Interessi privati in atti pubblici?!
Ai posteri…l’ardua sentenza!
Mi domando e Vi domando: per una operazione così importante non sarebbe stato opportuno coinvolgere i cittadini attraverso una pubblica assemblea o con un referendum?
Vi ricordate dei cittadini soltanto quando avete bisogno del loro voto?
Così è successo quando sono state s…vendute le acque alla Gori.
Volete fare il bis?
Scusatemi la franchezza: questo non ve lo permetteremo!
Cedere la gestione delle acque ad una società privata senza alcuna valida contropartita è un crimine contro la legalità e contro la cittadinanza.
La Gori ha avuto gioco facile accattivandosi politici e amministratori con la distribuzione di posti a “destra” e a “sinistra”.
Per questo motivo da parte del Comitato delle acque è stato chiesto a chi di competenza di portare a conoscenza del pubblico le assunzioni fatte dopo…..
Mi puzza non poco la scelta fatta nella ricerca dell’advisor, la società a cui è stata affidata la individuazione della cordata della futura gestione delle Terme di Stabia!
La parola, scusatemi se ve lo dico, mi fa ricordare la “corda” degli impiccati, che in questo caso potrebbero essere i cittadini stabiesi.
La cosa che più mi meraviglia è che mentre si spendono oltre 15 milioni di euro per la costruzione delle piscine e del reparto dei fanghi alle Terme nuove e per la ristrutturazione di quelle Antiche si decide di affidare ad una società privata un complesso termale di così alto valore dopo di averlo valorizzato con la costruzione delle piscine e con la ristrutturazione del complesso vecchio.
L’ obiezione che le Terme hanno una grossa passività per cui si rischia la chiusura e di conseguenza la perdita del posto di lavoro per centinaia di operai non sembra senza soluzione.
Una sana amministrazione di tutto il rinnovato complesso termale, realizzata attraverso persone competenti e scelte non in base alla logica di spartizione potrebbe risanare le passività e parte degli operai benissimo potrebbe passare alle Nuove alle Antiche Terme ristrutturate.
Scegliendo in questo momento l’affidamento ad un privato questi si troverebbe ad assumere la gestione di tutto il complesso termale quando tutti i lavori di costruzione delle piscine e della ristrutturazione sono completati.
Che fortuna! Che coincidenza! Una SISAL da 100 milioni di euro.
Una proposta mi sento di poter fare: perché non creare una società con azionariato popolare e con uno statuto per eliminare futuri accaparramenti delle quote e coinvolgere con la Regione e la Provincia anche la cittadinanza nell’amministrazione delle Terme.
Cari amici e compagni chiamati dal popolo ad amministrare questa Città: pensate alla responsabilità che pesa sulle Vostre spalle e sulla Vostra coscienza ! Non siate ingrati con la Vostra terra natìa!
Vozza ed Irace ,i vostri figli, i nostri posteri Vi giudicheranno e Vi condanneranno o Vi benediranno!
Lasciate che la decisione venga presa solo dai veri proprietari delle Terme : I CITTADINI STABIESI .
Con affetto
Un cittadino stabiese che ama la Città di Castellammare.
Don Gennaro Somma
Le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, riunitesi domenica 2 novembre 2008 in Palazzo Marigliano in seduta straordinaria insieme a numerosi comitati cittadini e associazioni ambientaliste, molti dei quali riuniti nel Coordinamento Regionale rifiuti (Co.Re.Ri.), hanno commentato le "Linee programmatiche2008-2013 per la gestione dei rifiuti urbani", formulando le
seguenti osservazioni:
Le "Linee programmatiche" elaborate dalla Giunta regionale, di concerto con l'Assessorato all'Ambiente, sono state adottate in assoluta violazione del diritto di partecipazione così come previsto dalla Convenzione di Aarhus e questo mentre è in corso, da diversi mesi, la costituzione di un Forum regionale, che ha come sua ragion d'essere proprio l'applicazione della suddetta Convenzione. Pertanto fin da ora si fa presente che tutti gli atti adottati in forza e in riferimento alle suddette "Linee programmatiche" in violazione della Convenzione di Aarhus, sono da ritenere illegittimi e disapplicabili direttamente dalla magistratura civile e amministrativa. Si invita dunque la Giunta regionale alla riformulazione immediata delle suddette "Linee programmatiche" e a tal
fine si chiede che il diritto di partecipazione, così come previsto anche dalla Costituzione italiana, sia reso effettivo fin dalla prima fase elaborativa.
Nel merito "Le linee programmatiche" non considerano affatto lo stato della salute delle popolazioni campane e la condizione tragica in cui versano molte aree rurali del nostro territorio, oggetto di sversamenti illegali e legali di rifiuti tossici, speciali, pericolosi e tal quali. Per una situazione ritenuta grave da tutte le maggiori organizzazioni scientifiche nazionali e internazionali (CNR, OMS, etc.) discariche, inceneritori e le cosiddette "ecoballe", sostanza delle discusse "Linee
programmatiche", non sono la scelta ottimale. In Italia, ormai da anni, al ciclo integrato dei rifiuti, incentrato sulla pratica dello "smaltimento" e finalizzato al recupero energetico, si è sostituito il
concetto della filiera dei materiali, incentrata sulla pratica della "gestione" e finalizzata al recupero della materia. In questo tipo di gestione basta una raccolta differenziata di umido e secco, impianti di vagliatura e selezione meccanica, impianti di recupero del residuo. Non ultima la Sardegna si sta adeguando a questo modello. Tutto ciò avrebbe un costo ambientale e sociale pari a zero e peserebbe decisamente di meno sull'erario pubblico e sui fondi europei.
Nicola Capone
Segretario generale delle Assise della Città di Napoli e
del Mezzogiorno d'Italia
Alberto Lucarelli
Presidente del Comitato scientifico
delle Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno
d'Italia
a rosario:
quindi è un procedimento normale nell'ambito di una inchiesta o di un processo?