ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.

Eccomi

Utente: nunzia1978
Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti. la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli

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Regi Lagni la regione campania stanzia 50 milioni per il risanamento Regi Lagni la regione campania...
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martedì, 29 luglio 2008
un regalo del senato: leggete

Presentazione

Con 171 voti a favore, 128 contrari e 6 astenuti l'Assemblea del Senato, il 22 luglio ha approvato in via definitiva il disegno di legge recante: "Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato" (cosiddetto "Lodo Alfano": ddl 903).

È così convertito in Legge ordinaria il DdL, d’iniziativa del Ministro della giustizia, Angelino Alfano, già approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 27 giugno 2008, presentato alla Camera dei deputati il 2 luglio 2008, e approvato dall'Aula il 10 luglio 2008.

La legge entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento – costituito da un unico articolo – dispone che:

Tali disposizioni si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della legge.

Fonte: Ministero della Giustizia

Postato da: nunzia1978 a 22:27 | link | commenti (1)

lunedì, 28 luglio 2008
lettera di zanotelli del 12 luglio

Da peacereporter.net:

Lettera di Alex Zanotelli
Napoli ,12 luglio 2008
Lettera agli amici
E' al colmo la feccia

Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal
Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante
perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben
espresso da un credente ebreo nel Salmo 12:

“Solo falsità l’uno all’altro si dicono:
bocche piene di menzogna,
tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.
Come rettili strisciano,
e i più vili emergono,
è al colmo la feccia.”


Quando, dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli, non avrei mai pensato che
mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di
Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le
discariche e gli inceneritori. Sono convinto che Napoli è solo la punta
dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti.Infatti, se a questo mondo,
gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11%
del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri
quattro pianeti=2
0come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i
nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno
insegnato a riciclare  tutto , a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere
tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.
 
E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei
rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio
nazionale dei rifiuti tossici.Infatti  esponenti della camorra in combutta con
logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989, nel
ristorante “La Taverna” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in
Campania. Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri
rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia
carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo
della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi ( Nord di Napoli )
e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi, in
particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori,
malformazioni, leucemie...
 
Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto.
A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai
potentati economici-finanziari.Infatti questa regione è stata gestita dal 1994
da 10 commissari straordinari per i rifiuti ,scelti dai vari governi nazionali
0Ache si sono succeduti.( E’ sempre più chiaro, per me, l’intreccio fra politica,
potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche; coperte e servizi
segreti!). In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi
di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di “ecoballe”, che di
eco non hanno proprio nulla : sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che
non si possono né incenerire ( la Campania è già un disastro ecologico!) né
seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste
ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro
percolato quelle splendide campagne denominate “Taverna del re”.

E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi
livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro. Noi, senza
fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il
nostro non è un disastro ecologico - lo dico con rabbia - ma un crimine
ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari
.Ne è prova il fatto che Prodi , a governo scaduto , abbia firmato due
ordinanze:una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano
nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 ( la
bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori
della Campania che=2
0“trasformano la merda in oro - come dice Guido Viale - Quanto
più merda , tanto più oro!”.


Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90
sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone , con la forza militare, di
costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori
funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli
funzionare.Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate
all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata,
perché se venisse fatta seriamente (al 70 %),non ci sarebbe bisogno di quegli
inceneritori. E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta
differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la
ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori
degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare
vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione.Le conseguenze di questo
decreto per la Campania sono devastanti. “Se tutti i cittadini hanno pari
dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della
Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale -
così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani- Ciò che è definito
“tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campan
ia non lo è;
ciò che altrove è considerato “pericoloso”qui non lo sarà. Le regole di tutela
ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La
polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della
normativa sui rifiuti , hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi
tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in
grado di tutelare,come altrove accade, i diritti dei Campani”.
 
Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e
morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l’aborto e
l’eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande
minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il
diritto alla salute dei cittadini Campani.


Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all’inceneritore di
Acerra, a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel cuore
del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio di
persone. La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle
forze dell’ordine, è terrorizzata e ha paura di scendere in campo. Abbiamo
tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo. Abbiamo distribuito alla
stampa i volantini : "Lutto cittadino. La democrazia è morta ad Acerra. Ne danno =0
D
il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso”.
Nella conferenza stampa (non ci è stato permesso parteciparvi !) Berlusconi ha
chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subito” per costruire
l’inceneritore ad Acerra !( Ricordo che la Fibe è sotto processo oggi !).Uno
schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima
l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che avrebbe
scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una
straniera, a gestire i rifiuti.Quella italiana sarà quasi certamente la A2A ( la
multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande
multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi
certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti, si papperà
anche l’acqua di Napoli. Che vergogna!

E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare
soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto
che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein
nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è
emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose
che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campani
a, lo si
ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!).
 
E per farci digerire questa pillola amara, O’ Sistema ci invierà un migliaio di
volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta
differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l’operazione e trecento
psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo
paese!?! Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo
massacrato! “Padre Alex e i suoi fratelli “ era scritto in una fotografia
apparsa su Tempi (inserto di La Repubblica ). Sì , sono fiero di essere a Napoli
in questo momento così tragico con i miei fratelli (e sorelle) di Savignano
Irpino,espropriati del loro terreno seminato a novembre, con i miei fratelli di
Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè
sotto sorveglianza militare.

Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici, con le reti come
Lilliput e con tanti gruppi, continueremo a resistere in Campania. Non ci
arrenderemo. Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un
Sistema economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud
del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell’Impero. Trovo conforto nelle parole
del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso
dai nazisti nel 1944 .

”Qual è dunque il compito del
 predicatore oggi?Dovrei rispondere: fede, speranza
e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto: coraggio. Ma no,
neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l’intera verità..il
nostro compito oggi è la temerarietà...Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo
non è certamente né di psicologia né di letteratura.Quello che a noi manca è una
santa collera.”


Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che
una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche
nella mia Chiesa.

“I simboli della Chiesa Cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la
colomba e il pesce - diceva sempre Kaj Munk - Ma mai il camaleonte.”


Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di
Chiaiano, contro l’occupazione militare della cava. Invece di aspettare il
giudizio dei tecnici sull’idoneità della cava, Bertolaso ha inviato l’esercito
per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata, abbandonata e tradita.
Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta
rabbia che ve lo scrivo. Resistiamo!
Alex Zanotelli
 

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Postato da: nunzia1978 a 17:55 | link | commenti
zanotelli

venerdì, 25 luglio 2008
assise di napoli, si parla di tumori

Domenica 27 luglio 2 08, alle ore 10.30, in Palazzo Marigliano, alla via S.Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, si riuniranno le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia per discutere dei seguenti temi:
-"Contaminazione da inquinanti persistenti organici (Pop) nella popolazione delle province di Napoli e Caserta: confronti nella letteratura scientifica nazionale ed internazionale". Relatore il Colonnello Giampiero Angeli.
-"Incremento dei tumori infantili in Italia. Il nuovo rapporto dell'Associazione Italiana dei Registri Tumori",  relatori: dott. Antonio Marfella e dott. Giuseppe Comella, dell'Istituto Pascale di Napoli.

Postato da: nunzia1978 a 20:58 | link | commenti
tumori, palazzo marigliano, assise, marfella

sulla lettera della dott. gentilini


Gentili referenti a Napoli,
solo per contestualizzare la comunicazione del Dott.Marfella, vi allego stralci di una recente comunicazione al Presidente della Regione Lazio Marrazzo.
Anch'egli, tristemente, promuove l'incenerimento del tutto strumentalmente "per non finire come in Campania".

La scheda medica (che allego) curata da Patrizia Gentilini e altri medici Isde gli è stata illustrata anche all'interno della Regione Lazio -in un Convegno che sul mio sito ha traccia video un anno e mezzo fa.
(Presente il suo viceCommissario..)-

Dobbiamo insistere, non c'è altra via.

Dobbiamo farci ascoltare, e pianificare la sola via d'uscita possibile da questo disastro.
A Napoli complicato anche dalla bonifica di migliaia di siti contaminati, compresi gli stoccaggi (sic) "provvisori"
e le discariche tal quali dove navigare in barca (nel percolato ovviamente)

Vedasi sotto: lo ammette(va) pure Federambiente nel 2003
che il Porta a porta è risolutivo:

"il rifiuto pro capite è maggiore di 615Kg/anno col metodo a cassonetto e di 470Kg/anno col metodo porta a porta"

e sono dati molto "larghi" per quanto riguarda il porta a porta. La produzione procapite al Priula (TV) è oggi della metà. Il miglioramento col PaP è continuo, a cassonetti può soltanto peggiorare.

Chiedo a voi di controllare il Progetto di PaP partito a Napoli per 10mila persone
e di chiederne rapida diffusione: c'è bisogno di concretezza
oltre che di testimonianza.

Un caro saluto, Roberto Pirani
www.buonsenso.info

Postato da: nunzia1978 a 12:19 | link | commenti

mercoledì, 23 luglio 2008
marfella circa i tumori

carissimi
allego In Italia 822 nuove diagnosi di cancro al giornoquanto emerso dal convegno a ROma di Cognetti, DIrettore Regina Elena di Roma.
Nessuno piu di me sa cosa significhi, sia per ammalati che per familiari, convivere con un ammalato di cancro in famiglia e 1 su 2 ,come appare chiaro dalle pur ottimistiche previsioni, non potrà comunque essere curato
le cure sono poi a costi sempre piu alti e prevedere che raddoppieremo i tumori ( 2 milioni!) su 58 milioni di residenti e considerando le famiglie tra 3 e 4 componenti l'una, significa che obbligatoriamente ogni 10 famiglie di qualunque età e composizione , avremo un componente ammalato di cancro da accudire.
la sola spesa a carico elle famiglie è calcolata in 3000 euro aggiuntive al mese. il costo sociale e psicologico sia sugli ammalati che sui loro parenti e sulle loro capacità residue di lavorare , studiare, vivere una serena vita sessuale, sociale, ecc, non viene neanche pensato.
le ditte farmaceutiche e i grandi signori della Medicina come Veronesi vogliono solo la prevenzione secondaria che fa guadagnare tanto al medico.
ma anche i medici hanno una famiglia e tra di loro , come so perfettamente, gia tanti soffrono di cancro e hanno familiari con cancro.
non so quando tocchera  a me ,personalmente, ma ritengo che vivere senza fare la buona battaglia della PREVENZIONE PRIMARIA come unico metodo di vera prevenzione e come unica possibilità di salvare il SIstema Sanitario Nazionale pubblico, senza farlo ingoiare dalle ditte private e dai ladri, è per me ormai scelta di vita obbligata
cordiali saluti
antoino marfella

Postato da: nunzia1978 a 23:47 | link | commenti
tumori, marfella

martedì, 22 luglio 2008
tumori in aumento

la notizia è di stamattina ed è ufficiale
fa seguito a quanto dicevamo come MEDICI AMBIENTE
la notzia vale per tutta Italia (da noi di piu) e vi ricordo che i tumori sono solo ultimo anello, non primo, di patologia che compare per danno ambientale.
 
gli inceneritori non c'entrano niente o magari aiutano a fare diminuire la incidenza per i prossimi anni?
 
Se avete desiderio di altre informazioni fatemi sapere
antonio marfella


Tumori in aumento tra bimbi italiani, +15% entro 2015
Roma, 21 lug. (Adnkronos Salute) - Cattive notizie per i piccoli italiani, e previsioni da brivido negli anni a venire. Il numero dei tumori infantili nel nostro Paese è cresciuto negli ultimi anni, ed è destinato ad aumentare ulteriormente, a un tasso più alto di quello registrato nelle altre Nazioni europee e negli Stati Uniti. A scattare la fotografia è il Rapporto 2008 sui tumori infantili, pubblicato dall'Airtum, l'Associazione italiana registri tumori. Il Rapporto analizza l'andamento temporale, l'incidenza e la sopravvivenza dei tumori in due fasce d'età: da 0 a 14 anni e dai 15 ai 19. Non manca la buona notizia, per fortuna: le neoplasie tra i piccoli sono in aumento, ma le cure sono più efficaci. Ci si ammala di più, in altre parole, ma si muore meno e si sopravvive più a lungo.Nella fascia 0-14 anni - emerge dal Rapporto - nel periodo 1998-2002 il tasso d'incidenza della malattia è stato di 175,4 casi per milione l'anno. Nella fascia adolescenziale, invece, l'incidenza è di 270,3 casi per milione l'anno. Con un aumento del 2% l'anno in Italia, mentre negli Usa e nel resto del Vecchio Continente il tasso di crescita dei tumori in bambini e adolescenti è stato rispettivamente dell'1,1% e dello 0,6%. Nel Belpaese, l'incremento più consistente riguarda i bimbi sotto l'anno di età (+3,2%), seguiti da quelli tra 10 e 14 anni (+2,4%), mentre è simile negli altri due gruppi (+1,6% nella fascia di età 1-4 anni, +1,8% tra i 5 e i 9 anni). Dall'incrocio dei dati del Registri Tumori e di quelli sulla popolazione dell'Istat, emerge che per i bambini e i giovanissimi fino a 14 anni le previsioni non sono rosee. Il numero dei casi di tumore è destinato a crescere del 15% entro il 2015, passando da 7.786 (dato 2005) a 9.181 casi (2011-2015). Migliore, invece, la situazione per gli adolescenti. Il tasso di incidenza per i teenager scenderà del 5,6%, con 3.752 casi contro i 3.975 del periodo 2001-2005. Ma a cosa si deve l'aumento dell'incidenza? "Verosimilmente intervengono fattori diversi - spiega Corrado Magnani, coordinatore scientifico del Gruppo di lavoro Airtum - almeno una parte della variazione è da attribuire ai miglioramenti della diagnosi e non a fattori causali. I progressi del Servizio sanitario nazionale e delle tecniche di diagnosi e cura hanno fatto sì che molti casi di tumore in passato misconosciuti siano oggi correttamente diagnosticati e trattati. All'opposto, esiste molta incertezza sui possibili fattori causali di questi tumori e sulla proporzione attribuibile a fattori esterni oppure genetici"."Si tratta di un aumento reale ed è prioritario andare a ricercare le cause di questo fenomeno - commenta Franco Berrino, direttore del dipartimento di Medicina preventiva dell'Istituto dei tumori di Milano - la quota di casi generata dal miglioramento diagnostico non spiega interamente il fenomeno, occorre indagare in tutte le direzioni e approfondire le indagini sui fattori che sollevano qualche sospetto, compresi quelli dovuti all'inquinamento ambientale". "E' difficile evincere l'impatto del miglioramento diagnostico sull'aumento del numero dei casi, la questione dovrebbe essere approfondita così come il possibile ruolo dei fattori ambientali - afferma Benedetto Terracini, fondatore, nel 1967, del primo registro dei tumori infantili italiano - Un messaggio chiaro riguarda la qualità delle cure nel nostro Paese. I bambini italiani non hanno nulla da invidiare ai loro coetanei scandinavi o canadesi, e non sembrano esservi differenze nell'accesso alle migliori terapie per area di residenza. Sono però necessarie scelte politiche in merito alle migrazioni sanitarie, principalmente da Sud a Nord. Le autorità sanitarie devono decidere se è preferibile incrementare i centri di eccellenza al Meridione - conclude - oppure facilitare la vita delle famiglie che forzatamente debbono far curare un loro bambino al Nord".



Oggetto: nei bambini e negli adolescenti italiani aumentano i nuovi malati di cancro.
Vogliamo capire perché?

Gentile Direttore,

vorremmo invitare Lei e tutti i suoi lettori ad un attimo di riflessione su questa frase: “la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’ esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’ acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.
Queste parole, che concludono un articolo  sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis*  nel 1987, ci sono tornate alla mente come  una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi  dati sull’incidenza di cancro nell’ infanzia in Italia pubblicati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008).
Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento dell’ 1.1% dei  tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età  l’ incremento è addirittura del 3.2% annuo.
Tali tassi di incidenza in Italia  sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia ( 138 casi 1990-98), Svizzera ( 141 casi  1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per  tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via.
Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con  sempre maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita  adulta.
Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne?
Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario: i tumori  nell’ infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili  conseguenze di uno “sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese.
Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l’infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava.
Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del profitto e dello sviluppo industriale – a scapito della qualità di vita -, non può che avere queste tragiche conseguenze.

Dott. Gianluca Garetti Medico di Medicina Generale -  Firenze
Dott. Valerio Gennaro Oncologo-Epidemiologo -  Genova
Dott.ssa Patrizia Gentilini  Oncologo – Ematologo -  Forlì
Dott. Giovanni Ghirga Pediatra -  Civitavecchia
Dott. Stefano Gotti Chirurgo -  Forlì
Dott. Manrico Guerra Medico di Medicina Generale -  Parma
Dott. Ferdinando Laghi  Ematologo - Castrovillari
Dott. Vincenzo Migaleddu Radiologo -  Sassari
Dott. Ruggero Ridolfi Oncologo-Endocrinologo -  Forlì
Dott. Giuseppe Timoncini Pediatra - Forlì
Dott. Roberto Topino Medico del Lavoro -Torino

18 luglio 2008

 



 

*Lorenzo Tomatis (1929-2007), è stato un medico oncologo di fama internazionale,  ha diretto l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione (IARC),  ha posto le basi scientifiche e metodologiche per l’identificazione e la classificazione dei cancerogeni umani. Si è sempre strenuamente battuto per la Prevenzione Primaria e la difesa della Salute Pubblica ed è stato anche un grande scrittore, ricordiamo in particolare Il Fuoriuscito e L’ombra del dubbio, quest’ultimo uscito postumo.(ed. Sironi)

Postato da: nunzia1978 a 18:41 | link | commenti
tumori

lunedì, 21 luglio 2008
un'ulteriore precisazione

devo fare altre precisazioni:
1) non sono andata da turista neglu uk
2) ad oxford non fanno una attenta raccolta differenziata,per esempio non separano umido dal secco.
3)in compenso raccolgono separatamente l'erba falciata dal giardino
4)dobbiamo capire che la raccolta differenziata l'hanno boicottata.
l'assesore regionale ganapini ha dichiarato che hanno boicottato gli impianti e che già da tre anni sremmo potuti uscire dall'emergenza solo usando gli impianti che abbiamo.

lo volete capire che dove i comuni hanno voluto, la raccolta differenziata è andata bene, benissimo.

il problema sono gli amministratori locali.

e la noostra classe politica troppo serva dei poteri economici e finanziari.

5)npn dimentichiamo che i rifiuti tossici seppeliti qui provengono dal nord. e gli imprenditori del nord sapevano come si smaltiva, visto che risparmiavano fino al 90% del costo di smaltimento.

ma allora quale è la civiltà?
secondo me nessuna delle due...

Postato da: nunzia1978 a 23:17 | link | commenti (1)

gli uk

non voglio banalizzare la questione
non credo che esistano razze superiori o culture superiori, semplicemente non voglio rassegnarmi a pensare che siamo un popolo da buttare al sud.
in fondo negli uk la violenza, soprattutto tra giovani, è molto diffusa,

allora perchè pensare che quel popolo, fatto di varie culture ed etnie, possa considerarsi superiore?

guada questo link
http://www.knifecrimes.org/

la violenza è più diffusa di quanto pensiamo nel mondo aglosassone.

ma meglio tornare alla munnzza trascrivo un messagio con delle foto che ho ricevuto

Carissimi,
ho scattato delle foto appena fuori casa mia (sono nella zona Calvizzano, Mugnano Marano)
e vorrei un vostro parere: l'emergenza rifiuti è finita?
La prima di queste foto è stata scattata non più di mezz'ora fa, la seconda ieri sera.

Un saluto,

Marianna (promotrice di Notecologiche)
Emergenza finita, 20 Luglio 2008, ore 22.00

Postato da: nunzia1978 a 23:02 | link | commenti
finita emergenza

giovedì, 17 luglio 2008
una nota un po personale

carissimi,
stavolta scrivo io, Nunzia, e scrivo proprio per il blog.
sento il bisogno di commentare ciò che ho visto, per questo scrivo di mio pugno.
vengo da un viaggio di 7 giorni negli uk, vicino Londra.
un luogo di una noia mortale, dove tutti si fanno i cazzi propri, si rinchiudono in casa e vivono in perfetta solitudine.
niente a che vedere con le chiacchierate che faccio con la signora del piano di sotto, con cui converso piacevolmente ogni volta che ci incrociamo.
eppure quella è definita civiltà. ma non per questo.
sono civili perchè ognuno si fa i propri fatti, perchè tagliano l'erba avanti casa ogni domenica mattina, perchè rispettano i semafori.
mi è mancata napoli e marigliano,
le chicchiere che faccio con tutti quelli che sistematicamanete parcheggiano la macchina dietro la mia impedendomi di uscire... in fondo che mi costa entrare nel bar, prendere il caffè, chiedere di chi sia l'auto.
oppure passeggiare per strada e sentirmi chiamata per nome quando le persone mi salutano.
che bella cosa.
"ciao Nunzia"
che bello.
invece lì no.
a stento un saluto breve  sintetico, essenziale: "hi" niente più
nessuno parcheggia dietro la tua auto, nessuno ti offre il caffè al bar, non ci sono condomini, quindi non ci si incontra per le scale.
non si esce per passeggiare di sera, per incontrare gente, ma per bere.così si possono rompere gi schemi, ed i limiti che esistono di giorno.
le donne spesso diventano volgari, eccessive.
eppure a noi manca qualcosa di quella "civiltà".
confondiamo l'essere amici e la tollerbilità con fatto di poter tollerare anche la distruzione del pianeta.
la stessa logica ci ha permesso di tollerare i disastri campani degli scorsi 30 anni.
"che denuncio TIZIO? è il cognato dello zio, del compare del nonno, pare brutto"
perchè non proviamo ad essere un popolo perfetto e ad alzare la voce quando qualcuno calpesta i nostri piedi volontariamente?
perchè non telefoniamo il 115 quando avvistiamo un incendio, perchè non segniamo il numero di targa quando avvistiamo un'auto sospetta di notte nelle campagne, perchè non abbiamo spazi verdi in città, perchè perchè perchè?
aiutatemi,


Postato da: nunzia1978 a 00:44 | link | commenti (12)

mercoledì, 16 luglio 2008
lettera ai radicali

Cari radicali,
mi chiamo Giuseppe Messina, sono agronomo e faccio parte del Comitato Scientifico di Legambiente Campania (www.messinagiuseppe.it). Vi scrivo perchè abbiamo bisogno di voi e della vostra capacità di comunicare con la gente.
Circa la coosiddetta emergenza rifiuti in Campania si è scritto molto e si è detto troppo e quando ci sono in giro molte parole la gente, che si vede i rifiuti in mezzo alla strada, non è più interessata a capire.
La politica del faremo non è giustamente più accettata da nessuno.
Vi invito, allora, a leggere e a guardare i due video sotto riportati. Valutateli e prendete altre informazioni.
Giorno 23 luglio alle 11 abbiamo organizzato presso la sala giunta della regione Campania (via Santa Lucia) una conferenza stampa con l'associazione stampa estera e poi li porteremo a far vedere gli impianti , macchinari e attrezzature realizzati e mai utilizzati.
Questa regione non può essere distrutta perchè la FIAT con i partiti che fanno da violino di spalla hanno deciso una "risistemazione" di certi gruppi industriali a discapito dell'onorabilità di un intero popolo e di tutto l'ambiente e la salute pubblica.
Ringrazio per l'attenzione.
Giuseppe Messina -
 
 
1) L'emergenza rifiuti in Campania poteva essere risolta già da diversi anni. I vari commissari di governo hanno, infatti, acquistatoo negli anni macchinari, impianti e attrezzature che vanno al dilà del fabbisogno regionale. Basti per tutti i 7 impianti di CDR i quali da soli sono in grado ogni giorno di lavorare almeno 8 mila tonnellate di rifiuti mentre in regione se ne producono 6. Ma a questi vanno aggiunti i vari impianti di compostaggio mai utilizzati mentre la frazione umida si è costretti a portarla in Sicilia con prezzi spaventosi pagati dai cittadini e l'ambiente. Ma esistono impianti mai installati, rimasti nei magazzini delle ditte venditrici, impianti montati e abbandonati, macchinari comprati e lasciati a rugginire.
Emblematica è l'esempio degli impinati in provincia di Caserta dove, fra l'altro, esiste una discarica pronta da sei anni che avrebbe impedito le ultime due crisi emergenziali di quest'anno ma che sembra non importare a nessuno anche ora che il fatto è stato scoperto  e denunciato sui media dall'Assessore regionale all'Ambiente Walter Ganapini. Nessuno sembra intenzionato a tenerne conto nenache la classe politica regionale e, in particolare, quella della maggioranza che governa la regione, indifferente alle denunce e alle minacce subite da un loro assessore
 
Guarda il video del   servizio "L'emergenza che non c'era"di Emanuela Lasagna, trasmesso da RAI news 24.
 
    
 
L'emergenza che non c'era, inchiesta di RAI NEWS 24.

http://www.rainews24.rai.it/ran24/clips/Video/inchiesta_lasagna_25062008.wmv

 
2) Altro video molto chiaro ed interessante sul rapporto tra Associazione
banche italiane cip 6 (7% della bolletta destinato agli inceneritori invece
che alle energie rinnovabili) e Mancata Raccolta differenziata (per esempio
a napoli)

 clikka qui

 http://it.youtube.com/watch?v=kPaB1vmlp30

in english

About the so-called waste crisis in Campania


Dear radicals,
my name is Giuseppe Messina, I am an agronomist, I am part of the Scientific Committee of Legambiente Campania .
I am writing you becouse we need you and your ability to communicate with people.
About the so-called waste crisis in Campania a lot has been written and too much has been said, and when there are a lot of words around the people, that sees garbage in the middle or the road, is no more interested to understand.
The politics of "we will do" is of course no more accepted by anybody.
I so ask you to read and watch the two videos below. Evaluate them and get other informations.
On the 23 of July at 11:00 we have organized in the Campania Region's Hall (Via Santa lucia) a press meeting with the foreign press association, and then we will take the journalists to visit the plants, machinery and tools realized and never used.
This region can not be destroyed because FIAT, with political parties happy to help, have decided to "rearrange" some industrial groups, mindless of the honorableness of a whole population and of the whole environment and the public health.
I thank you for the attention.
Giuseppe Messina - mobile +393476472516

1) Let waste crisis in Campania could have been solved many years ago. All the commissioners of the government have indeed bought during the years machinery, plants and toolsthat go beyond the needs of the region. One for all, the 7 RDF plants that are enough to process 8 thousands tons of waste per day, while in the region are produced 6.
But to these you have to add the the several composting plants never used, while the wet fraction is sent to Sicilia, with enormous prices payed by citizens and the environment.
But there exist never installed plants, left in the stores of the selling companies, assembled and abandoned plants, machinery bought, and then left to rotten.
Emblematic is the example of the plants in Caserta provence where, among other things, exist a landfill ready since 6 years ago, that would have avoided the last two emergency crises of this year, but that seem to interest nobody, even now that the fact has been reported on media by Regional Councillor for Environment Walter Ganapini. Nobody seems to have the will to consider this, not even the regional politicians, and in particular the majority governing the region, that is indifferent to the reports done, and to the threats received by one of their councillors.


See the video of the report "l'emergenza che non c'era" ("the crisis that is not there"), by Emanuela Lasagna, aired by RaiNews 24

2) Other very interesting video about the ABI (Italian Banks Association) and the "cip 6" (is a 7% tax on the electricity bills, that is financing the incinerators instead of the renewables energy sources), and about the boycott of recycling (at least in Napoli)

Postato da: nunzia1978 a 10:31 | link | commenti
campania, radicali, rifiuti, emergenza

martedì, 15 luglio 2008
abi e raccolta differenziata e cip 6

it.youtube.com/watch
altra testimonianza contro l raccolta differenziata

Postato da: nunzia1978 a 10:01 | link | commenti (2)
abi , cip 6

domenica, 13 luglio 2008
il presidente asia

Come volevasi dimostrare.
E' bastato scoperchiare un pò di merda che il re si è visto per com'è: nudo.
Il presidente  (avevo scritto per un chiaro refuso freudiano assessore comunale) dell'ASIA Losa si è dimesso.
Occorre continuare così. Bisogna fare piazza pulita e dire le cose per come stanno.
La vicenda del contratto FIBE e del divieto di effettuare la raccolta differenziata deve emergere in tutta la sua gravità.
Ci dobbiamo sentire impegnati a tutti i livelli, a cominciare dal quello giudiziario, e portare la questione fino in fondo: chi deve pagare, paghi.
Un ciclo virtuoso per il recupero del materiale dai riifuti è possibile, com'è dimostrato ovunque i decisori politici abbiano a cuore l'ambiente e un corretto sviluppo, anzichè affari e una visione da basso macello della politica e della cosa pubblica.
E' questo lo snodo attarverso cui si è gestita e alimentata la cosiddetta emergenza rifiuti in questa disgraziata regione. La prova è data dagli impianti, macchinari e attrezzature comprate, abbandonate o sabotate.
Occorre restituire la dignità al popolo campano.
E' una guerra e noi ci dobbiamo sentire dei veri e propri soldati.
Soldati della non violenza, della legalità, del bene comune e dell'ambiente.
Facciamo appello ai magistrati, avvocati, tecnici e quanti hanno compenze specifiche per dare la spallata finale a questa sporca vicenda e costringere il governo e chi trasversalmente lo appoggia a modificare la norma che prevede la costruzione degli inceneritori e di negare la necessità e l'urgenza di un rispetto dell'ambiente e del recupero del materiale in una logica di sostenibilità ambientale.
Giuseppe Messina

Postato da: nunzia1978 a 12:49 | link | commenti (1)

venerdì, 11 luglio 2008
raccolta differenziata ai colli aminei

Dopo una puntuale verifica da parte dei tecnici dell'assessore regionale Ganapini è saltato fuoti che l'eèserimento della raccolta differenziata ai Colli Aminei a Napoli è solamente unos sporco bluff.
Cassonetti presenti (avevano detto che li avevano tolti), frazione umida non raccolta o ritirata con giorni di ritardo.
Insomma una partita giocata sul filo di un'informazione e comunicazione fatta da pennivendoli che averbbero potuto alzare il culto dalle sedie e verificare di persona se esiste o no un servizio "sperimentale" di raccolta differenziata a Napoli (ben 25000 abitanti).
Ma di quale esperimento parlano questi amministratori. Ma quali bisogni o interessi amministrano.
Sarebbe il caso che le associazioni, i movimenti e le assise andassero di persona a verificare, intervistare, fotografare la sceneggiata mediatica messa a punto da un'amministrazione legata evidentemente al contratto FIBE che prescrive espressamente il divieto assoluto di fare la raccolta differenziata.
Occorre scoprire il gioco e denunciarlo all'opinione pubblica nazionale e internazionale.
Giuseppe Messina

Postato da: nunzia1978 a 23:34 | link | commenti (2)

lunedì, 07 luglio 2008
pomigliano

Alessandro Iacuelli, ha accettato di collaborare all'organizzazione di un dibattito sull'ecomafia qui a Pomigliano,per il giorno 18 luglio,alle 16 e 30 al centro Borsellino(via Locatelli).

Postato da: nunzia1978 a 07:55 | link | commenti (2)

venerdì, 04 luglio 2008
assise di domenica

Domenica 6 luglio 2008 alle ore 10.30 in Palazzo Marigliano alla via S. Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, si riuniranno le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia. Verrà proiettata l'inchiesta "L'emergenza che non c'era" di Manuela Lasagna, giornalista di Rai News 24. Relazioneranno il dott. Giuseppe Messina, agronomo (Legambiente Caserta/ComEr, Comitato Emergenza Rifiuti Caserta) e il dott. Bruno Orrico, ingegnere chimico già responsabile della struttura tecnica del prefetto di Napoli Commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Campania dal 1994 al 2003.
"L'emergenza rifiuti in Campania poteva essere risolta già almeno 4 anni fa. Ci sono infatti impianti già pronti, fra cui una discarica da 600mila tonnellate, misteriosamente dimenticati. Ora che il fatto è stato scoperto e denunciato sui media dall'Assessore regionale all'Ambiente Walter Ganapini, nessuno sembra intenzionato a tenerne conto.."

Postato da: nunzia1978 a 22:13 | link | commenti

martedì, 01 luglio 2008
Rifiuti, gli affari dell'inceneritore

Rifiuti, gli affari dell'inceneritore
GUIDO VIALE (DA IL MANIFESTO DEL 26 GIUGNO 2008 –PAG.12)

Il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti urbani (Mbt) opera sulla frazione talquale che residua da una raccolta differenziata (Rd): separando la parte umida, sfuggita alla raccolta dell'organico, da quella secca (la carta e soprattutto la plastica che non costituisce imballaggio e che non è oggetto di Rd) ed entrambe dal «sottovaglio», frammenti che cadono dai setacci attraverso cui passa il materiale conferito all'impianto. La parte umida viene sottoposta a un processo di stabilizzazione analogo al compostaggio, ma più rapido, e dopo la raffinazione che ne elimina le impurità, produce la frazione organica stabilizzata (Fos) usata per coprire discariche e cave dismesse o per risanare suoli contaminati. Le caratteristiche dei due processi sono uguali: se aumenta la Rd dell'organico, una parte crescente dell'impianto Mbt può essere adibita alla produzione di compost di qualità.
La parte secca, dopo averne sottratto i materiali non combustibili, viene imballata per alimentare gli inceneritori; oppure, addizionata con materiali con maggiore potere calorifico inferiore (Pci), soprattutto pneumatici fuori uso, diventa Cdr, che vuol dire combustibile derivato dai rifiuti, che può in parte sostituire carbone e petrolio in impianti dotati di adeguati filtri delle emissioni (cementifici, centrali termoelettriche, fornaci, impianti siderurgici); oppure può venir gassificato e sostituire il gas naturale in centrali a turbogas; o addirittura venir utilizzato come combustibile nelle navi. L'aumento del prezzo del petrolio ha reso questo combustibile molto attraente. In discarica finisce solo il sottovaglio.
Gli impianti Mbt recuperano pertanto sia l'energia dei materiali (che l'inceneritore sfrutta solo al 20%), sia quella impiegata per produrli che l'inceneritore invece distrugge. Ma si può ancora estrarre dalla frazione secca molta carta e plastica riciclabile. Impianti particolarmente innovativi, come quello di Vedelago (Tv), consentono un recupero integrale di tutta la frazione indifferenziata: l'ultimo residuo, adeguatamente trattato, viene infatti utilizzato come carica inerte nella produzione di manufatti in cemento.

In Italia gli impianti Mbt sono numerosi. Ma nessuna regione ne ha una dotazione paragonabile a quella della Campania. I cosiddetti Cdr sono infatti impianti Mbt concepiti per lavorare rifiuto talquale ai due stadi iniziali: stabilizzazione dell'umido e imballaggio del residuo combustibile; ma potrebbero facilmente essere potenziati per portare a termine il recupero «a freddo» (cioè senza combustione) di tutti i rifiuti conferiti. I Cdr campani sono sette, con una capacità complessiva di oltre 8.000 tonnellate al giorno: quanto basta per «lavorare» tutti i rifiuti indifferenziati della regione (che sono 6.500 tonnellate al giorno) con abbondante capacità residua per coprire rotture e manutenzioni.
Sono di costruzione recente; sono costati 270 milioni di euro e, a differenza dell'inceneritore di Acerra, che è un progetto di quarant'anni fa ancora fermo per difetti di progettazione, i Cdr sono impianti moderni. Impiegavano - il Dl 90 ne decreta la dismissione - 550 lavoratori metalmeccanici, tutti dotati di alta professionalità acquisita soprattutto on the job: tanto che sono stati in grado di mandare avanti gli impianti anche in assenza dei loro sette direttori, arrestati insieme ai vertici della Protezione civile.
Ma allora, se i Cdr campani sono sostanzialmente «buoni»; in grado di lavorare tutti i rifiuti urbani della regione, se per i materiali che escono dagli impianti esistono sbocchi commerciali convenienti, in termini sia economici (frazione secca) che ambientali (Fos), a che cosa mai è dovuto il disastro della Campania? All'inceneritore.

Nei piani del gruppo Fibe-Impregilo, che li ha gestiti fino al 2006 e li ha ancora adesso in carico, i Cdr non servivano a trasformare i rifiuti in materiali da vendere o riutilizzare, ma a produrre combustibile per l'inceneritore di Acerra (e per gli altri a venire). Perché, grazie all'incentivo cosiddetto Cip6, che consente di vendere l'energia elettrica prodotta bruciando rifiuti a un prezzo triplo del suo costo di produzione di un impianto termoelettrico (incentivo abolito, ma reintrodotto da Prodi per l'inceneritore di Acerra ed esteso da un emendamento del Pd a tutti i futuri inceneritori campani, in barba ai divieti dell'Unione Europea), quegli inceneritori trasformano la merda in oro: quanta più merda, tanto più oro.
Per questo in Campania non c'era e non c'è convenienza a fare Rd, che sottrae materiale all'inceneritore; né a far lavorare bene i Cdr, che fin dall'inizio sono stati spinti al massimo raddoppiando addirittura i volumi trattati: tanto tutto sarebbe finito in mano a Re Mida l'Inceneritore e, in attesa che entrasse in funzione, sono stati accumulati milioni di «ecoballe» maleodoranti, come fossero tanti barili di petrolio: tanto da usarle come garanzia bancaria dei crediti concessi a Fibe; senza Cip6, quelle ecoballe non sarebbero che mutui subprime.
 Per questo con l'apertura dei Cdr erano state chiuse tutte le discariche, perché niente sfuggisse alla voracità dell'inceneritore e la frazione umida, che non brucia, è stata abbandonata a marcire nei capannoni di lavorazione, infestati da puzza, ratti e insetti con cui gli operai devono lavorare gomito a gomito.
Ma il vero disastro è arrivato quando alla gestione Fibe è subentrata quella diretta dei commissari. La Fibe sottoponeva i Cdr a una pressione insostenibile per «produrre di più», anche se sempre peggio, ma non dimenticava che gli impianti industriali hanno bisogno di manutenzione e, quindi, di pause, fermo macchine, riparazioni, pezzi di ricambio, imprese esterne specializzate, ecc. I commissari no: per loro i Cdr erano solo discariche per produrre «merdaccia», come emerge dalle intercettazioni dei vertici della Protezione civile. Tanto entrava, tanto doveva uscire nel più breve tempo possibile; con gli operai costretti a lavorare in condizioni di pericolo continuo per lo sforzo a cui venivano sottoposti uomini e macchine, per l'incuria che ha accentuato il degrado degli impianti: ugelli ostruiti dalla sporcizia; impianti di aspirazione guasti; nastri trasportatori che si spezzano e «saltano» in faccia agli operatori; gruisti a contatto diretto con i rifiuti per la rottura delle schermature, ecc.
Insomma, se l'emergenza rifiuti è il frutto avvelenato dell'inerzia iniziale delle Giunte campane, i cui presidenti sono peraltro stati commissari, il suo aggravamento è effetto, e non causa, della perpetuazione del commissariamento e di chi ne ha preso il posto.
Così, chiusi per decreto governativo in attesa degli inceneritori dove bruciare tutto, ecoballe e rifiuti tossici compresi, i Cdr, che insieme alla raccolta differenziata e alle politiche di riduzione, rappresentano la soluzione industriale moderna nella gestione dei rifiuti, si torna alla discarica; anzi alle undici discariche in cui il Dl 90 intende stipare per parecchi anni a venire tutto quello che non si è saputo e voluto sottoporre a trattamento meccanico biologico, pur avendo a disposizione una impiantistica straordinaria per farlo.

Postato da: nunzia1978 a 11:12 | link | commenti (2)