ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.

Eccomi

Utente: nunzia1978
Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti. la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli

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domenica, 29 giugno 2008
plastica riciclata

 Riciclo plastica. Superata la barriera dell'uso alimentare.

Sab 28 Giu 2008 6:05 pm
Primo impianto di riciclaggio di bottiglie di plastica mista al mondo.
Oggi si segna un passo importante nel riciclaggio della plastica. A
Londra entrerà in funzione un rivoluzionario impianto che è il primo a
riciclare le bottiglie di plastica post-consumo in un utile materiale
d'imballaggio per alimenti.
La "Closed Loop Recycling" convertirà 35000 tonnellate di bottiglie di
plastica recuperate, tra cui bottiglie per bibite e latte, in materie
prime riciclate per imballaggi di nuovi prodotti alimentari e bevande.
L'impianto devierà dallo smaltimento in discarica una notevole quantità
di rifiuti. I primi clienti dell'impianto interessati alla plastica per
uso alimentare riciclata comprendono Coca-Cola Enterprises, Marks &
Spencer, Nampak Plastics Europe e Solo Cup (Europa).

continua (in inglese) all' indirizzo:
http://www.closedlooprecycling.co.uk/page.asp?pageid=99&nid=241

notizia BBC
http://news.bbc.co.uk/1/hi/magazine/7470662.stm

Certamente la riduzione ha la priorità (acqua San Rubinetto), ma
togliere il più possibile plastica dalle bocche degli inceneritori e
dalle discariche è, altrettanto, cosa buona e giusta.

Per quanto riguarda il Centro Riciclo di Vedelago, mi chiedo se il
comparto C&D sia in grado di riciclare i laterizi con sabbia sintetica,
perchè altrimenti siamo davanti ad una trasformazione e non ad un pieno
riciclo (comunque sempre meglio di niente).

saludos
SIlvano Prando

Postato da: nunzia1978 a 19:44 | link | commenti

giovedì, 26 giugno 2008
il decreto in aula

Avverto l’obbligo morale di diffondere la seguente mail:
 
 
Oggetto: Legge vergogna!
 
da Antoniodipietro.it
 
Oggi si è espresso al Senato il voto della vergogna. La maggioranza ha votato compatta a favore della legge “blocca-processi”, piegando il capo al volere di Silvio Berlusconi.
Non credo che i cittadini che hanno votato la Lega o gli ex An si aspettassero dai rispettivi leader un tradimento della fiducia accordata con il voto del 13 e 14 aprile. Forse, e lo spero nel profondo, neanche gli elettori ex Forza Italia se lo aspettavano un decreto del genere.
Nessun cittadino si aspettava un decreto contro la loro sicurezza, esattamente come nel precedente governo nessuno si aspettava l’indulto. Semplicemente perché nessun cittadino lo aveva chiesto e nessuna forza politica lo aveva inserito nel proprio programma.
Travaglio, durante la trasmissione Passaparola di ieri, ha fornito un elenco esaustivo dei reati che la macchina della giustizia deve obbligatoriamente “ignorare”.
 
Li riporto di seguito, uno sull’altro, come si fa per un elenco mortuario, perché oggi muore una parte di democrazia di questo Paese.
- aborto clandestino
- abuso d’ufficio
- adulterazione di sostanze alimentari
- associazione per delinquere
- bancarotta fraudolenta
- calunnia
- circonvenzione di incapace
- corruzione
- corruzione giudiziaria – è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto
- detenzione di documenti falsi per l’espatrio
- detenzione di materiale pedo-pornografico
- estorsione
- falsificazione di documenti pubblici
- frodi fiscali
- furto con strappo
- furto in appartamento
- immigrazione clandestina (“pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi” – Marco Travaglio)
- incendio e incendio boschivo
- intercettazioni illecite
- maltrattamenti in famiglia
- molestie
- omicidio colposo per colpa medica
- omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata (“tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa” – Marco Travaglio)
- peculato
- porto e detenzione di armi anche clandestine
- rapina
- reati informatici
- ricettazione
- rivelazioni di segreti d’ufficio
- sequestro di persona
- sfruttamento della prostituzione
- somministrazione di reati pericolosi
- stupro e violenza sessuale
- traffico di rifiuti
- truffa alla Comunità Europea
- usura
- vendita di prodotti con marchi contraffatti
- violenza privata
 
Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi.
Per sospendere il processo di un cittadino, Silvio Berlusconi, l’Associazione Magistrati ha calcolato che neverranno sospesi circa centomila.
La mobilitazione nelle piazze è ormai inevitabile. Sul blog ho deciso di lanciare questa iniziativa contro la blocca-processi, iniziativa appello a tutti gli elettori, perché si dissocino dalle scelte dei rappresentanti del loro partito.
La legalità è la base di ogni democrazia. Senza legalità c’è solo il regime totalitario o l’anarchia.

Postato da: nunzia1978 a 21:50 | link | commenti (1)

marigliano e la radiattività su rai news

www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/25062008_veleni/

Postato da: nunzia1978 a 17:48 | link | commenti

mercoledì, 25 giugno 2008
conferenza dei servizi oggi a marigliano

oggi presso il comune di marigliano era stata convocata una conferenza DEI servizi sulla questione bonifica, convocata dal sindaco a cui erano stati invitati: arpac, commissario per le bonifiche, asl (ha inviato una lettera),
e i controllori scelti dalla consulta.
il comitato per la tutela del diritto alla salute ha preso parte ai lavori, attravesrso il presidente e il geologo salvatore de riggi.
dalla conferenza abbiamo appreso che
i fondi stanziati dalla regione alla recam (4.800.000 euro) per gli interventi sul comune di marigliano prevedono solo l'asporto dei rifiuti non la bonifica,
da questo intervento sono esclusi località torretta, la vasca e la masseria verduzio (la cisterna), a cui verranno dedicati finanziamenti ad hoc di vera bonifica,
finalmente si danno i nomi alle cose, non parliamo ancora di bonifica, ma solo di aspoto,
il comitato ha dato piena disponibilità a lavorare attraverso le proprie competenze e conoscenze dirette del territorio per permttere un corretto svolgimento dei lavori e per poter ottimizzare gli interventi.
il sindaco ha chiesto al commissario vicario, presente oggi, di inserire la proposta fatta dal comitato per la tutela del diritto alla salute, dal movimento punto critico e dal comitato terra mia, di fare una convenzione con il dipartimento di scienze della terra della federico II per procedere ad una caratterizzazione completa del territorio di marigliano e poter circoscrivere le aree inquinate delimitandole. il costo previsto per tale convenzione è di 58,000 euro. una cifra insignificante rispetto alle cifre spese fin ora.
il commissario ha dichiarato che prenderà in considerazione la proposta seriamente.
restiamo in attesa della prossima convocazione.

Postato da: nunzia1978 a 22:11 | link | commenti

domenica, 22 giugno 2008
impregilo sotto accusa?

mpregilo sotto accusa per lo scandalo rifiuti in Campania.
M.G. (Prato)

L’Espresso (09 giugno 2008)
Spazzatura Spa
di Vittorio Malagutti
I contratti milionari per termovalorizzatore e cdr. Le accuse dei pm. L'arresto dei manager. Così Impregilo finisce travolta dal ciclone rifiuti

Una simulazione del ponte di Messina
La vigilia di Natale del 2007 Napoli affogava nei rifiuti. Come il Natale precedente. E quello prima ancora. Ma Massimo Malvagna, il top manager di Impregilo responsabile del business (si fa per dire) Campania, aveva altri problemi per la testa. Non era affar suo se le discariche erano piene fino all'orlo e la monnezza non si sapeva letteralmente dove nasconderla. Lui doveva salvare il bilancio dell'azienda. Doveva evitare che il disastro campano aprisse uno squarcio da decine di milioni nei conti del più importante gruppo italiano di costruzioni. Così, quel maledetto 24 dicembre 2007, Malvagna chiamò il suo collega Filippo Rallo. Non era una telefonata di auguri. E Rallo se ne accorse subito. "Non creiamogli problemi assolutamente per nessun motivo", tagliò corto Malvagna. Che poi aggiunse: "A noi non ce ne fotte un cazzo. Ci denunciassero, non ti preoccupare. Ci denunciassero, te li ho dati io gli ordini". Quali ordini? Eccoli: "Quando ti dicono di fare entrare la roba gli devi dire venite, ma la metti per terra, la metti nel piazzale, la metti dove cazzo vuoi".

Fin qui le telefonate intercettate e finite agli atti dell'ultima inchiesta dei pm napoletani sullo scandalo rifiuti. La stessa inchiesta che martedì 27 maggio ha portato all'arresto, tra gli altri, anche di Malvagna e Rallo. Il quadro è chiaro, allora. Almeno agli occhi dei magistrati. Rallo, costi quel che costi, deve fare in modo che la 'roba', cioè la spazzatura, venga accatastata in qualche modo nei centri di stoccaggio e lavorazione gestiti da Impregilo, anche se questi sono pieni. Peggio, scoppiano. Tutto questo per non creare nuovi problemi all'allora commissario rifiuti Alessandro Pansa. Altrimenti sarebbero stati guai seri per Impregilo, perché rischiava di saltare l'accordo faticosamente raggiunto pochi giorni prima dall'azienda proprio con Pansa. "Il pericolo di una revoca", riassumono i magistrati,

"andava scongiurato, anche a costo di adottare comportamenti ricadenti nel rischio penale".

L'intesa, che passa sotto il nome burocratico di atto ricognitivo, stabilisce il diritto del gruppo Impregilo a vedersi rimborsati con denaro pubblico i costi sostenuti per realizzare il termovalorizzatore di Acerra (non ancora ultimato) e i tre impianti per la produzione di cdr (combustibile da rifiuti) di Caivano, Giuliano e Tufino. In totale fanno 389 milioni di euro. E questa è esattamente la cifra iscritta nei conti 2007 di Impregilo alla voce 'Progetti Rsu Campania'. Circa 321 milioni per l'inceneritore e altri 68 milioni per i tre centri di lavorazione del cdr, gli stessi che, secondo alcune perizie tecniche, non sarebbero in grado di funzionare correttamente.

L'azienda respinge in blocco la ricostruzione dei magistrati. "Nessun accordo", replicano fonti ufficiali di Impregilo. L'atto ricognitivo, secondo quanto spiegano i portavoce di Impregilo, sarebbe in realtà "un'imposizione del commissario di governo". Eppure, è proprio un documento ufficiale del gruppo a mettere in relazione gli accordi di dicembre con le valutazioni contabili degli impianti di smaltimento rifiuti. "Gli ammontari esposti", recita testualmente l'ultima relazione di bilancio Impregilo, "sono ritenuti recuperabili alla luce del contenuto dell'atto ricognitivo". In altre parole, senza l'accordo siglato con il commissario di governo sarebbe stato più difficile attribuire un valore certo alle attività campane. C'era il rischio concreto, quindi, che almeno una parte di quei 389 milioni si trasformassero in perdite. Quanto basta per dare un colpo, l'ennesimo, al bilancio della più importante azienda di costruzioni nazionale, un colosso da 2,6 miliardi di ricavi da tempo in sofferenza per il blocco dei cantieri delle grandi opere italiane. L'anno scorso, per dire, Impregilo si è aggrappata ai proventi di alcune redditizie attività sudamericane (gestione di autostrade in Brasile) per chiudere i conti con l'utile risicato di 40 milioni. E nel 2006, le perdite per 114 milioni legate alla catastrofica avventura in Campania erano state compensate solo grazie ad alcuni proventi straordinari. Troppo, davvero troppo per un'azienda quotata in Borsa e controllata, dopo l'uscita di scena (2006) della famiglia Romiti, da tre pezzi da novanta del capitalismo nazionale:

Postato da: nunzia1978 a 19:20 | link | commenti (1)

matera ed inceneritore

Postato da: nunzia1978 a 17:19 | link | commenti (5)

dec rifiuti bocciato

la commissione europea ha bocciato de creto rifiuti.
se diventasse legge aprirebbero procedure infrazione
dal comitato allarme rifiuti rossici

Postato da: nunzia1978 a 16:31 | link | commenti

blogger o stampa clandestina?

Stampa clandestina? Parte la petizione
Roma - Un blogger condannato per stampa clandestina? La sentenza resa pubblica nei giorni scorsi ha suscitato grande emozione in rete ed ora c'è chi promuove una protesta per sensibilizzare su un argomento delicatissimo. In particolare ci lavora Censurati.it che ha avviato una petizione web.

La petizione parla di "sentenza oscurantista" e di "fatto gravissimo" che "potrà avere effetti devastanti per la libertà di espressione sul web in Italia". A detta di Censurati.it, che da molti anni segue da vicino le restrizioni e i limiti imposti alla libertà di espressione dentro e fuori della rete, è stato di fatto condannato "un normalissimo blog".

La sentenza viene descritta, dunque, come "incredibile", una sentenza "che reca riscontri soltanto in Cina e in qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono nel nostro paese è un'assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. È quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell'informazione, le espressioni del paese civile rispondano con la massima determinazione".
 
 
 
 
ALCUNE INFORMAZIONI
 
 
Carlo Ruta, nato a Ragusa nel 1953, giornalista e saggista.
Ha conseguito la laurea in filosofia presso l'università degli studi di Messina. Da vari decenni opera nei campi della storiografia e del giornalismo d'inchiesta. Fino ai primi anni novanta è stato direttore della rivista bibliografica 'Libri meridionali'. Ha pubblicato libri di investigazione storica e sociale come: Il binomio Giuliano-Scelba (Rubbettino 1995), Gulag Sicilia (Rubbettino 1993), Appunti di fine regime (Rubbettino 1994), Cono d'ombra. La mafia a Ragusa (La Zisa, Palermo 1997), Il processo come tarlo della Repubblica (Era Nuova, Perugia 1994) Politica e mafia negli Iblei (La Zisa, 1998), Giuliano e lo Stato (Edi.bi.si., Messina 2003), Segreti di banca. L'Antonveneta dai miracoli del nord-est agli intrighi siciliani (Edizioni Le Pietre, 2004), Morte a Ragusa (Edi.bi.si. 2005), sull'assassinio del giornalista de L'Ora e de L'Unità Giovanni Spampinato. Dirige alcune collane editoriali, in particolare 'Biblioteca storica del viaggio in Sicilia' della casa editrice Edi.bi.si. di Messina. Per tale collana ha firmato diversi titoli, fra cui Viaggiatori in Sicilia nel Settecento. L'immagine dell'isola nel secolo dei lumi. Ha curato il sito accadeinsicilia.net[1], di cui è stato imposto l'oscuramento nel dicembre 2004. Dal febbraio 2005 cura il blog di documentazione storica e sociale leinchieste.com[2]. Collabora con il portale telematico per la pace 'Peacelink' [3], con 'L'Isola possibile', rivista-inserto mensile del quotidiano 'Il Manifesto', e con il mensile 'Casablanca' di Riccardo Orioles. È stato condannato per 'stampa clandestina'.
 
Libertà sul web. Sentenza oscurantista in Italia.
Condannato penalmente da un tribunale della Repubblica per il reato di "stampa clandestina", reo di aver curato il sito internet di documentazione storica e sociale "accadeinsicilia", già oscurato d'autorità.
E' avvenuto un fatto gravissimo, che potrà avere effetti devastanti per la libertà di espressione sul web in Italia. Carlo Ruta è stato condannato a una pena pecuniaria, per "stampa clandestina", solo per aver gestito un sito di documentazione storica e sociale, in sostanza un normalissimo blog, di cui peraltro era stata comprovata, dalla polizia postale di Catania, cui era stato conferito l'incarico degli accertamenti, la non periodicità regolare.
L'incredibile sentenza penale è stata emessa dal giudice Patricia Di Marco, presso il tribunale di Modica, dietro denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera, noto alle cronache per le censure di cui è stato fatto oggetto da diversi parlamentari della Repubblica, da Giuseppe Di Lello al presidente dell'Antimafia Francesco Forgione, in relazione alla gestione dell'inchiesta giudiziaria sul caso del giornalista Spampinato.
Una sentenza del genere, che reca riscontri soltanto in Cina e in qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono nel nostro paese è un'assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. E' quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell'informazione, le espressioni del paese civile rispondano con la massima determinazione.
 

 
 
 
COMUNICATO STAMPA DI PeaceLink


L’Associazione PeaceLink esprime la propria solidarietà a Carlo Ruta. Il giornalista siciliano è stato condannato a 8 mesi di carcere per aver ospitato sul suo sito http://www.accadeinsicilia.net (integralmente oscurato nel dicembre 2004) l’intervento di un ex funzionario pubblico di Ragusa. E’ questo solo l’ultimo di tanti episodi che in questi anni hanno avuto l’obiettivo di intimidire e oscurare l’informazione indipendente. Episodi che hanno colpito tra gli altri, oltre a Carlo Ruta, Umberto Santino del Centro di documentazione siciliana "Peppino Impastato" e Marco Benanti, ex direttore responsabile del portale Erroneo.org.
PeaceLink sostiene l’informazione antimafia e il giornalismo coraggioso sin dagli albori delle sue attivita’ nei primi anni ’90, quando la rivista "I Siciliani" di Pippo Fava veniva diffusa da PeaceLink sulla proprie rete di BBS. Oggi PeaceLink ospita sul proprio sito web la "Catena di Sanlibero" di Riccardo Orioles, gia’ collaboratore di Fava e cofondatore della rivista "Avvenimenti", e ha denunciato le persecuzioni legali che hanno colpito Carlo Ruta gia’ nel settembre 2005, durante il convegno "Cyber-Freedom" al quale Ruta ha partecipato come relatore e testimone. Purtroppo questa testimonianza e’ caduta nel vuoto, scontrandosi non solo con i bavagli mafiosi di chi ha tutto l’interesse a imbavagliare voci scomode, ma anche grazie al colpevole e complice silenzio dei salotti radical-chic di certa sinistra, dove sindacalisti, giornalisti, politici e intellettuali sono pronti a difendere a spada tratta Biagi, Luttazzi e Santoro, ma diventano colpevolmente silenti (e pertanto omertosi) quando il pugno del potere mafioso colpisce attraverso i tribunali chi lavora contro il malaffare e la criminalita’ lontano dalle luci dei riflettori, dalle vetrine televisive e dalla ribalta del palcoscenico. Il convegno cyber-freedom è stato l’occasione per l’inizio di una proficua collaborazione tra PeaceLink e Carlo Ruta, che oggi collabora con il portale dell’associazione. In questi anni Carlo ha cercato di indagare e documentare tante vicende della Sicilia, spesso ambigue e oscure. E’ un lavoro che espone a rischi importanti. L’Associazione PeaceLink intende quindi stringersi attorno a Carlo e al suo coraggioso lavoro.
 
 
Giovanna Corradini. Libertà sul web. Sentenza oscurantista in Italia

Postato da: nunzia1978 a 15:27 | link | commenti

sabato, 21 giugno 2008
oggi ad acerra

oggi d acerra avrà inizio lagrande m,arcia verso napoli, io sono bloccat fuori napoli per lavoro,
mi dispiace non esserci,
buone cose e buona marcia

Postato da: nunzia1978 a 09:18 | link | commenti

mercoledì, 18 giugno 2008
analisi nel latte materno

carissimi
allego alla rpesente il comunicato stampa ufficiale della ISDE CASERTA (Medici per l'ambiente di Caserta) a cura del dott Gaetano Rivezzi.
In silenzio, con efficienza, efficacia ed economicita' del tutto sconosciute ai nostri organismi istituzionali (circa 2 milioni di euro per 78 analisi a pool (= solo 5) di latte materno nel SEBIOREC ufficiale ancora in corso di reclutamento pazienti, i Medici per l'Ambiente di Caserta già dispongono dei primi dati individuali di una certa consistenza (circa 50 rispetto ai nostri 10) in grado gia di offrire alcune considerazioni interessanti.
1) lo Stato poteva e doveva fare molto di piu' e soprattutto molto piu' velocemente , visto che privati di fatto si sono organizzati e hanno ottenuto risultati validabili in circa un anno e mezzo
2) le donne non sono di certo immuni dalla contaminazione ma grazie al cielo non è di livello tale da sconsigliare allattamento al seno
3) i livelli sono pari a quelli riportati in letteratura di donne residenti in prossimità di inceneritori FUNZIONANTI.........e/o zone industriali e non prevalentemente agricole come quelle considerate e cio' è perfettamente in linea con le nostre analisi e con quanto gia' dimostrato dalle pecore.........
4) occorre completare il quadro non solo con le diossine ma soprattutto con i PCB che anche qui sembrano costituire principale componente inquinante dei POPs valutati.
5) non sembrano apparire sostanziali differenze tra donne residenti all'interno dei comuni piu' a rischio rispetto a quelli considerati meno a rischio...........e anche questo è in linea con quanto accaduto a noi........io ho a Napoli su di me ho osservato livelli anche superiori........la contaminazione infatti è al 95% per via alimentare: i prodotti coltivati nelle zone piu' a rischio vengono mangiati prevalentemente nelle stesse zone o ? il rischio aumenta se uno mangia di piu o troppo , non se abita vicino a zone a rischio.............
vi ricordo infine che questo studio, miseramente finanziato, si poteva fare con qualche sagra di paese risparmiata o con qualche finanziamento in meno per festeggiare filosofi come Antonio Genovesi con tornei di playstation....(400000 euro!)
fate circolare e diffondete la notizia..........
ancora una volta lo Stato arriva in notevole ritardo, se arriverà, e solo per la spinta decisiva di associazioni come MEDICI PER L'AMBIENTE!
napoli 16 giugno 2008
cordiali saluti
antonio marfella

Postato da: nunzia1978 a 17:37 | link | commenti

martedì, 17 giugno 2008
rifiuti radiattivi da acerra?

Il consigliere comunale di Acerra, Tommaso Esposito, ha chiesto l'immediata ''bonifica e svuotamento'' del sito di stoccaggio provvisorio situato di fronte al costruendo inceneritore, “dal quale - afferma – secondo quanto reso noto dalla stampa, proveniva anche l'autocompattatore con i rifiuti radioattivi destinato alla discarica di Savignano Irpino”. Esposito, in una interrogazione presentata oggi in comune, ha chiesto, inoltre, la convocazione della commissione consiliare all'Ambiente, e di conoscere, oltre che la veridicità della notizia, quali iniziative siano state messe in campo dal comune per la salvaguardia e la tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente.

“In quel sito - aggiunge l'esponente eletto nelle liste del Prc – conferiscono da mesi i propri rifiuti i comuni di Napoli e della provincia, nonostante la falda acquifera superficiale e quella sotterranea siano in contatto tra loro, al punto da determinare una variante progettuale al costruendo inceneritore. Quel sito, ritenuto già inidoneo dal Tar e dal Consiglio di Stato per lo stoccaggio delle balle, va immediatamente posto sotto osservazione, svuotato, bonificato e restituito alle sue originarie vocazioni agricole”.

Esposito, inoltre, nel sottolineare che “la legittima protesta degli acerrani continuerà senza tregua - sostiene che è necessario – ripristinare i principi della democrazia, avviare una seria politica di riduzione, riuso, raccolta differenziata e riciclaggio e, per la parte residua dei rifiuti, utilizzare tecnologie alternative come il trattamento Biologico stabilizzato a minore impatto ambientale. Vorrei infine sapere - conclude – dove smaltiscono i rifiuti le strutture sanitarie del territorio, visto che il materiale radioattivo (Iodio 113) era probabilmente proveniente da strutture sanitarie”.

Acerra lì 16.06.2008
Comunicato Stampa

Postato da: nunzia1978 a 16:04 | link | commenti

sabato, 14 giugno 2008
LA MARCIA Acerra-Napoli

Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania
Rete Campana Salute e Ambiente
promuovono per il 21 Giugno 2008
LA MARCIA Acerra-Napoli
de “I 1000 del SÌ”

http://www.rifiuticampania.org


Per inviare le proprie adesioni scrivere a:
adesioni@rifiuticampania.org
indicando il numero di partecipanti alla marcia

Postato da: nunzia1978 a 21:09 | link | commenti

Lettera aperta al sottosegretario dr. Guido Bertolaso

Caserta, 14 giugno 2008

Lettera aperta al sottosegretario dr. Guido Bertolaso
E p.c. Alla Stampa

Illustrissimo signor sottosegretario,

ancora una volta lei è stato chiamato dal governo, questa volta dal centro destra, per tentare di affrontare quella che viene chiamata “emergenza rifiuti” in Campania.
Lei ben conosce le mie posizioni e quelli di tanti come me che si battono per la legalità prima di tutto, la trasparenza e la verità, nel segno del bene comune.
Con Lo Uttaro lei è stato indotto ad errore e la sua scelta è stata dettata da una serie di documenti falsi, dichiarazioni false e nascondendole la verità dei fatti. Sempre.
La Magistratura ci ha dato ragione su tutto e questo la dovrebbe far riflettere su dove si trova e con chi avrà a  che fare.
Io la sfido. La sfido ad una verifica prima di prendere qualunque decisione sul territorio di Caserta e suggerire al governo di cui fa parte di riconsiderare le proprie scelte con il decreto allo stato in discussione in parlamento, poiché esso si basa su dati falsi e comunque non veritieri.
Incominci a verificare e a riflettere su quanto le dirò per la provincia di Caserta e scoprirà che la situazione non è dissimile in tutta la regione. Altro che emergenza!
Se il servitore dello stato quale ella dice di essere ed io la voglio credere, verificherà quanto scritto scoprirà come stanno veramente le cose e, sono sicuro agirà di conseguenza. Appare, comunque, del tutto evidente, come la scelta della cava Mastroianni ubbidisca ad altre logiche che quelle del bene comune.
Una domanda: ma perché, ormai da anni si insiste sempre sugli stessi siti? Quali sono veramente le ragioni. La risposta sta nell’evidenza dei fatti.

Caserta, in ordine al ciclo dei rifiuti urbani, in termini di dotazione tecnologica, impiantistica e strutturale sta oltre il 130% del suo fabbisogno.

Sulla base dei dati ufficiali i rifiuti urbani prodotti assommano a 437.916 t/anno pari a circa 1200 tonnellate/giorno di rifiuti; considerando una raccolta differenziata di circa il 20% - circa la metà di quella imposta dalla normativa vigente (oggi siamo a circa il 16%, situazione che dovrebbe migliorare nettamente nelle prossime settimane in quanto in particolare a Caserta città è stato fatto l'affidamento alla nuova ditta per il servizio di igiene urbana) ci sarebbe la necessità di smaltire circa 960 t/giorno di r.u. indifferenziati; di questo circa il 30% è rappresentato in prevalenza dal c.d. umido non essendo, allo stato, recuperato che in pochissimi comuni della provincia.
Quindi potenzialmente circa 300t/giorno di frazione umida differenziata e 660t/g di secco indifferenziato.
Questi all'incirca i dati di partenza. Dati ufficiali sia chiaro. Fonte: piano rifiuti Pansa 2007.
Dal suddetto piano si ricavano informazioni e dati che arricchite dalle "scoperte" di Ganapini (sempre per la provincia di Caserta) offre il seguente – teoricamente molto lusinghiero e tranquillizzante – scenario strutturale, riferito agli impianti necessari al fabbisogno giornaliero di 960t/giorno di rifiuti urbani prodotti:

1) Impianto CDR di Santa Maria Capua Vetere
    L’Assessore Ganapini, dopo averlo visionato rappresenta una non corretta gestione ed esercizio impiantistico, al limite del "sabotaggio"; aggiunge che potrebbe tranquillamente funzionare al meglio, solamente con modesti (sia temporali che economici)  interventi di manutenzione straordinaria e attività di  revamping per l’ottimizzazione del processo (per la FOS).
L’impianto ha una capacità ufficiale di:
1200 t/giorno a fronte di una produzione di r.u., a valle della R.D., di 960t/giorno. Con una riserva di circa 240 t/giorno, pari al + 25%.
Potremmo già fermarci. Conviene invece proseguire sull’intera filiera.

2) Impianto di compostaggio di San Tammaro, quasi ultimato (due/tre mesi!! Ecoballe permettendo, perché stoccate lì, per quali interessi ?)
Capacità di ca. 30.000 ton/anno, pari a ca. 100 ton/g.
La frazione umida è di 300/t giorno (semplicemente procedendo alla separazione, fra le mura domestiche, dell’umido dal secco), quindi, attivato S.Tammaro, avremmo da soddisfare la necessità di “lavorare” le rimanenti 200 t di frazione organica/giorno.

3) Impianto di compostaggio di Santa Maria Capua Vetere.
Realizzato nei primi anni 80 dalla mitica “Forni De Bartolomeis s.p.a., inizialmente concepito quale inceneritore, ultimato dal Consorzio CE2, in esercizio dal 1998 al gennaio 2001, poi dismesso, vendendo i macchinari come ferrovecchio (per quali interessi?) tranne l’impianto di raffinazione ancora presente.
Allo stato fermo e trasformato in autoparco!
Capacità 300 t/giorno (2 linee, la prima da 20 ton/h e la seconda da 10 ton/h), e quindi eccedente, per circa 100t/g , rispetto al fabbisogno.
Quindi con una riserva di circa 100 t/giorno di umido.

Allo stato la frazione umida da compostare viene portata in Sicilia!
Peraltro, durante l’attività Commissariale – vedi Facchi, sono entrate, a titolo oneroso, nella disponibilità commissariale le seguenti attrezzature e impiantistica:
4) n. 10 vagli mobili a tamburo rotante ognuno potrebbe separare la frazione umida da quella secca, al fine di ottenere un compost ancora più raffinato. Impianti inutilizzati e posteggiati in buona parte a Santa Maria La Fossa c/o la discarica Parco Saurino.
5) n.1 discarica di circa 300.000 mc pari ad una capienza di circa 200.000 tonnellate di rifiuti tal quali. Approntata a Santa Maria La Fossa loc. Parco Saurino, pronta da ca. cinque anni e mai utilizzata, forse per non violentare più quel comune e quel territorio? Oppure, più verosimilmente, considerato che di fronte, a qualche centinaio di metri, fa bella mostra di sé la montagna di ru di Ferrandelle, per avvicinarsi alla terra promessa del 2° inceneritore, previsto dopo il gran rifiuto di Battipaglia, a S.Maria la Fossa, in nome della valorizzazione e salvaguardia dei prodotti DOP e IGT, quali la mozzarella e mela annurca.

Se, alla fine del ragionamento e della prospettazione, ipotizzassimo per assurdo che tutti gli impianti si fermassero per 100 giorni, per necessità di manutenzione grave e improvvisa - vedi sabotaggio o perché scomparissero fondamentali pezzi di ricambio, o perché da noi (che siamo del Sud, non si dice così?) per la manutenzione impiegheremmo il 300% del tempo necessario in situazioni normali (cioè nel Nord. non si dice così?), se assorbissimo anche le riserve (ricordo per l’impianto di CDR 240 t/g; per quelli di compostaggio 100 t/g, pari a complessive 340 t/g è cioè oltre il 25 % della produzione di rifiuti prodotti in provincia), avremmo comunque un’autonomia di ca. due anni per una discarica che, comunque, servirebbe assai poco.
Ma non è finita qui.
In provincia di Caserta abbiamo altre dotazioni d’impianti pubblici e privati che renderebbero assolutamente inutile la costruzione del programmato inceneritore (in Italia o forse qui al Sud li chiamano termovalorizzatori!) a Santa Maria La Fossa, E’ da ricordare inoltre che tale opificio è stato allocato ossia nel cuore della produzione della mozzarella di bufala e della mela Annurca in totale dispregio del territorio universalmente considerato il più fertile al mondo e in violazione del D.gls. maggio 2001, n.228 “Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell’art.7 della L.5 marzo 2001, n.57, che fa espresso divieto di allocare in terreni dove si producono prodotti agricoli e alimentari di qualità DOC, DOP, DOCG, IGT, impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.

Tali dotazioni spazzerebbero via ogni pretesa pianificatoria dei pubblici poteri (commissari o sottosegretari come li vogliono chiamare) a giustificazione di un’emergenza rifiuti inventata e strumentalmente gestita da chi ha ben altri obiettivi (quante prove occorrono alla Corte dei Conti e alle varie Procure delle Repubbliche?) utilizzando la disperazione della gente per raggiungerli.
Occorre, questo si, che i decisori politici mettano attorno ad un tavolo pubblici poteri (la Provincia risanata e riformata) e industriali per definire il modo migliore di utilizzo  per questa massa enorme di patrimonio, in un quadro di apparato industriale adeguato per un paese normale e responsabile.
A Marcianise esiste presso l’impianto di depurazione delle acque, un impianto di essiccamento fanghi mai utilizzato. Peraltro di inceneritori ne esistono già tre in provincia di Terra del Lavoro, presso il cementificio Moccia (gruppo Buzzi) – in corso di delocalizzazione - a Caserta e presso la Cementir (gruppo Caltagirone) a Maddaloni. Infine l’ENEL possiede in provincia un impianto a turbogas di 80 megawatt, allo stato mai messo in funzione. A tutto questo si aggiunge ancora la costruzione di un nuovo stabilimento la lavorazione degli imballaggi. Si tralascia per motivi di spazio la presenza di altri impianti esistenti, in costruzione o già programmati, come i sei impianti di compostaggio inutilmente previsti dalla regione per la provincia di Caserta. La frazione di CDR (combustibile da rifiuti) realizzata dall’impianto di Santa Maria Capua Vetere potrebbe essere canalizzata in quegli inceneritori (opportunamente predisposti a tale fine) così come prevede la normativa vigente così come prevede la normativa vigente e così come da oltre 15 anni, ad esempio avviene con il gruppo Buzzi in Piemonte, il quale ha sottoscritto con i consorzi pubblici che gestiscono il ciclo dei rifiuti, un protocollo d’intesa per utilizzare CDR di qualità. Ciò avrebbe diversi benefici economici, finanziari e ambientali, sventando il pericolo che un inceneritore dovendo mangiare o essere “alimentato” dai rifiuti, per necessità di sopravvivenza, utilizzerebbe il secco, facendo scomparire (per decreto legge?) l’obbligo e la necessità di effettuare la raccolta differenziata.
Se il sottosegretario dott. Bertolaso, magari insieme all’assessore Ganapini dimostrasse di ascoltare e verificare la reale situazione, probabilmente rivolgerebbe la sua attenzione altrove incominciando dall’organizzazione dei soggetti gestori e all’avvio serio e determinato della bonifica senza compensazione del territorio, restituendo così l’onorabilità persa dei cittadini campani.

E allora la domanda è: perché il decreto n.90? Perché altre discariche? Perché altri inceneritori? A chi giova tutto questo?
La ringrazio per l’attenzione.

Dr.agr. Giuseppe MESSINA – Legambiente






Postato da: nunzia1978 a 20:04 | link | commenti

mercoledì, 11 giugno 2008
meglio evidenzare un commento!, per il futuro lascia un email

Domenico Noviello assassinato perchè aveva denunciato, Orsi assassinato perchè pentito e coinvolto in inchieste di ecomafia, Tommaso Sodano minacciato, Marta De Gennaro, dirigente del commissariato ai rifiuti indagata, un appuntato dei carabinieri valoroso, Giovanni Ladonea Parascandola che indagava persino con mezzi propri e "a gratis", rimosso da carabinieri disonesti,ecc., ecc., ora Ganapini minacciato e non solo, in base alla notizia riportata;
Le discariche diventano siti militari e viene istituito un tribunale speciale che non ha lo scopo di perseguire i crimini ambientali, ma di creare confusione nelle indagini sovraccaricando, annullando il lavoro di tanti valorosi magistrati e uomini delle forze dell'ordine. A Roma invece parlano di ridurre le intercettazioni perchè, a detta di qualche imbecille interessato, tutta Italia è intercettata e siamo sotto controllo.
Insomma siamo alla deriva, ogni giorno che passa scendiamo sempre + in basso nel fosso di munnezza dell'antidemocrazia e del controllo mafioso (Cuffaro è al governo....). Io non mi sento minacciato o sotto controllo dai magistrati o dalle forze dell'ordine, perchè non ho nulla da nascondere e non delinquo, non sverso rifiuti tossici, non spaccio droga, non opero quando non è necessario per prendere i rimborsi, non truffo e non pago ne ricevo tangenti.

Io mi sento minacciato e violentato da quelli che stanno al governo, che permettono tutto ciò e cercano di convincermi a forza che i Rom sono la ragione del degrado della periferia di Napoli, quando sappiamo tutti che è la camorra e la politica e lo stato che non la sa combattere perchè non vuole dotarsi degli strumenti necessari per eliminarla.

Mi sento minacciato ed estremamente indifeso da chi permette che Ganapini e Tommaso Sodano siano minacciati e non combatte con durezza e decisione i responsabili.

Non mi sento tutelato da chi rimuove per asservire sporchi interessi l'appuntato Giovanni Ladonea Parascandola, perchè anche se il suo lavoro è stato poi utile è stato inizialmente rimosso e messo ad alzare una sbarra, e la possibilità che sia rimosso da carabinieri disonesti un onesto ed un coraggioso che deve tutelarmi e lo fa alacremente con tutte le sue energie mi terrorizza! Altro che prostitute che offendono la morale, che invece sono schiave di chi ora non può essere intercettato!

Postato da: nunzia1978 a 12:45 | link | commenti

martedì, 10 giugno 2008
Uno strano tamponamento a ganapini




PARMA, 9 GIUGNO - La polizia indaga su uno strano quanto pericoloso incidente automobilistico nel quale è rimasto coinvolto Walter Ganapini, reggiano, personalità di spicco dell'ambientalismo italiano e nuovo assessore regionale all'ambiente della Campania.
L' episodio e' accaduto venerdi' scorso, ma si e' appreso
soltanto oggi.
Ganapini stava rientrando da Bologna verso Reggio Emilia alla guida di una ''Croma''. Poco prima delle 19.40 nei pressi del casello di Modena Nord della A1, in direzione Reggio, e' stato violentemente tamponato da un' auto.
Nell' urto l' assessore, che e' stato visitato in ospedale, ha riportato contusioni in diverse parti del corpo ma fortunatamente non ha riportato lesioni gravi
Semidistrutta, invece, la sua automobile.
Ganapini ha presentato denuncia alla polizia sull' accaduto fornendo elementi per l' identificazione dell' investitore.

Ganapini è attualmente impegnato sul fronte dell'emergenza rifiuti: di recente gli è stata assegnata una scorta dopo aver ricevuto ripetute minacce, sembra a causa del suo lavoro sul fronte delle discariche nel Napoletano.
9/06/2008

Postato da: nunzia1978 a 21:46 | link | commenti (3)

lunedì, 09 giugno 2008
perchè ganapini ha la scorta

Da Il Velino.it del 6 giugno 2008

….Sulla scoperta da parte di Ganapini di una discarica inutilizzata a Caserta punta invece l'L'Unità in base a una dichiarazione al Giornale radio Rai in cui l'assessore aveva detto: "Certamente è una discarica che può contenere tutti i rifiuti della Campania per sei mesi senza fare nulla altro. Si poteva evitare l'emergenza di febbraio. Sono esterrefatto. Credo che occorrerà risalire alla catena di coloro che non potevano non essere a conoscenza dell'esistenza di questa struttura pagata dal commissariato". Una dichiarazione che aveva spinto alla precisazione il commissario per l’emergenza rifiuti Gianni De Gennaro: "Quell'area non è stata utilizzata per non creare danni all'ambiente già compromesso dalla presenza di altre due discariche". Teorico della raccolta differenziata "senza se e senza ma", ma soprattutto sostenitore del no ai termovalorizzatori, Ganapini è riuscito a schivare le polemiche diventando persino un idolo, almeno per Beppe Grillo da sempre come lui schierato contro questo tipo di impianti. E per il neoassessore, l’ideatore del “Vaffa day” e della pubblica petizione sul Parlamento pulito, è disposto persino a fare uno strappo alla regola. L’ex presidente di Greenpeace, infatti, è stato condannato nel 2001 dal tribunale di Milano a un anno di reclusione, pena poi patteggiata. Una condanna che era giunta a causa dei bilanci in forte perdita di “Lombardia Risorse” una società della regione di cui Ganapini era tra gli amministratori che risultò indebitata per 21 miliardi di vecchie lire con un accumulo di perdite valutate ogni anno in tre miliardi nonostante ben due ricapitalizzazioni all’inizio degli anni ’90. La sentenza del tribunale di Milano dell’11 luglio del 2001 valse a Ganapini la destituzione dalla presidenza dell’Anpa, l’attuale agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (Apat): un decreto firmato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il 19 luglio dello stesso anno dichiarò incompatibile il suo comportamento “con le funzioni attribuite nonché con il necessario rapporto di fiducia connaturato alla carica rivestita”. Ma nonostante il decreto di destituzione e la sentenza di condanna per bancarotta, Ganapini sembra tutt’altro che la stella dell’ambiente sul viale del tramonto descritta dai giornali dell’epoca. Silurato dall’Anpa dove era giunto per volontà dell’allora ministro Edo Ronchi e poi riconfermato da Willer Bordon, pochi mesi dopo giunge la telefonata del sindaco di Roma Walter Veltroni che gli propone una consulenza dello stesso tipo che qualche anno più tardi gli offre Bassolino. A Roma la ricetta Ganapini, che in precedenza era anche stato a capo dell’Ama (l’azienda municipalizzata capitolina) non ha vita facile: domiciliazione della raccolta dei rifiuti e ridimensionamento del ruolo assegnato ai termovalorizzatori. “Poche ma inderogabili azioni virtuose per rendere il sogno realtà”. Sei anni dopo per coerenza anche a Napoli la ricetta non cambia. A cambiare è solo lo slogan “per una Campania bella, probabilmente felix, certamente di qualità europea”.

Dall’Osservatorio sulla legalità e sui diritti del 9 giugno

….Da ultimo abbiamo ascoltato le parole di Walter Ganapini, assessore tecnico all'ambiente della Regione Campania, membro onorario dell'Agenzia Europea per l'Ambiente. Ganapini ci dice, in questo breve passaggio, che alcuni impianti di compostaggio non vengono utilizzati, anche se, secondo il suo parere, potrebbero tranquillamente funzionare. L'assessore regionale parla di "disastro del pubblico erario".

E' la parola di un esperto, non la nostra. Tra questi impianti viene menzionato quello di Polla, in provincia di Salerno, definito "perfetto". Ma allora, se l'impianto di Polla potrebbe essere utilizzato (e non dubitiamo delle parole di Ganapini) perché tenerlo inattivo e continuare a mandare l'immondizia in Sicilia, così come avviene per la frazione umida prodotta nel Vallo di Diano?

 

Postato da: nunzia1978 a 20:57 | link | commenti

domenica, 08 giugno 2008
a boscofangone

sono stata a marigliano al sito di stoccaggio di ecoballe, la seconda piazzola è completa, ma non è stata coperta. le balle sono quasi del tutto distrutte, aperte. alcune sembra non abbiano mai avuto un involucro.
lo scandolo è che la seconda piazzola non ha ancora un impianto antincendio, ha però due estintori a vista... saranno sufficienti per spegnere un eventuale rogo
la seconda piazzola di balle a marigliano

Postato da: nunzia1978 a 22:35 | link | commenti

Allarme piombo e cadmio quindici ettari contaminati

Acerra: via all'indagine, nominato un pool di tecnici

Allarme piombo e cadmio quindici ettari contaminati

Il Comune fa appello alla Corte costituzionale contro il decreto legge per l'emergenza

8 giugno 2008
Fonte: Il Mattino

Acerra Verdure e ortaggi al piombo: sequestrati 15 ettari di terreni agricoli. L'ordinanza è stata firmata dal sindaco Espedito Marletta sulla base dei risultati forniti dalla campagna di monitoraggio dall'Agenzia nazionale per la protezione ambientale. I dati su terreni e colture hanno accertato quantità di piombo e cadmio fuorilegge. La diossina è invece presente oltre trecento volte al di sopra della soglia consentita nei pressi dei terreni limitrofi alla discarica abusiva di Calabricito tra Acerra, Maddaloni e Marcianise. La Procura di Nola ha aperto un' inchiesta e nominato un pool di tecnici per individuare i responsabili dell'inquinamento. «Nessuno più vuole comprare i nostri prodotti eppure gran parte del territorio è sano», denuncia la Coldiretti. Mentre il Comune si appella alla Corte Costituzionale per fermare l'entrata in funzione dell'inceneritore e gli stoccaggi di rifiuti del Commissariato in località Pantano previsti dal decreto Berlusconi. «Un decreto legge non può vanificare quanto stabilito dalla magistratura amministrativa: l'impianto di Acerra, così come stabilito dal precedente ministro Matteoli e dal Consiglio di Stato, può bruciare solo Cdr e non rifiuto tal quale come intende fare l'attuale governo. Inoltre non è possibile allungare per decreto i tempi di stoccaggio dei rifiuti su di un sito come quello del Pantano ritenuto sempre dal Consiglio di Stato illegittimo perché mancante di valutazione di impatto ambientale», spiegano il sindaco Espedito Marletta e l'assessore all'Ambiente Andrea Piatto. Ed intanto sull'emergenza ambiente cala la scure dei risultati della campagna di monitoraggio effettuati dall'Apat e dall' Arpac. Centocinquantamila metri quadri di fertilissimo terreno agricolo sono stati posti sotto sequestro nelle località di Calabricito (a poca distanza dalla Montefibre e dal cantiere dell'inceneritore) e Frassitelli (nei pressi del depuratore consortile) perché la presenza del tossicissimo piombo e del cadmio avevano contaminato cavolfiori ed ortaggi. Si temeva anche per i campi coltivati vicini alla megadiscarica di rifiuti tossici a Calabricito (grande come un campo di calcio), ma, eccetto per quelli immediatamente a ridosso contaminati da oltre 3200 nanogrammi di diossina (il limite consentito è di 10), le analisi hanno scongiurato il pericolo di inquinamento delle colture. Ma l'allarme ha bloccato completamente la vendita dei prodotti agricoli. A rischio ci sono oltre 1200 aziende agricole e 6000 addetti che sono costretti all'inattività. «Nessuno vuole acquistare i nostri prodotti o al massimo è disposto a comprarli solo a prezzi irrisori», rivela il presidente della Coldiretti Gaetano Castaldo. «Questo è il territorio più controllato d'Italia ed è vergognoso che la Regione non faccia nulla nonostante i nostri ripetuti appelli», spiega l'assessore comunale agricoltura Gennaro Fatigati. E dopodomani si terrà un convegno a cui parteciperanno anche l'assessore regionale Walter Ganapini e il presidente di Coldiretti Vito Amendolara.

Postato da: nunzia1978 a 21:31 | link | commenti

sabato, 07 giugno 2008
in risposta al commento

credo che non possiamo più sacrificarci almeno che non si veda all'orizzonte un cambiamento di rotta epocale.

se si vedrà una azione vera e sincera volta a ridurre i rifiuti da poprtare in discarica o all'incenerimento allora credo che le popolazioni potrebbero accettare un sacrificio, altrimenti no, perchè dopo aver riempito un buco ne servirà un altro...
e qualcuno specula sempre su questi terreni, basta vedere i nomi dei proprietari delle cave di chiaiano o dei terreni dove sono sistemati i rifiuti

Postato da: nunzia1978 a 18:09 | link | commenti (2)

un tema caro al nostro sindaco

Domenica 8 giugno 2008, alle ore 10.30, in Palazzo Marigliano, alla via S. Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, si riuniranno le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, per discutere il seguente titolo all’ordine del giorno: Dissociatore  Molecolare No! Partecipazione democratica dei cittadini,  esiste ancora?  Interverranno: per Il Comitato Civico contro il Dissociatore  Molecolare nella Valle Vitulanese - Yuri di Gioia (Impatto ambientale del dissociatore molecolare); per il Comitato di  Cittadinanza Attiva di Procida, Domenico Lubrano Lavadera (Mancata partecipazione democratica alle decisioni amministrative).
-Visitate e partecipate con un vostro  commento al blog “La verità delle contrade” collegandovi all’indirizzo http://laveritadellecontrade.wordpress.com/   questo  blog  è collegato alle assise, su di esso si possono trovare articoli ed interventi, ultima interessante inchiesta a puntate pubblicata dal blog e da non perdere è “Olocausto rifiuti”
-Visitate e partecipate con un vostro  commento al blog delle assise collegandovi all’indirizzo :
-http://napoliassise.blog.aruba.it  o direttamente dal sito clicccando sul link  Napoliassiseblog.
Per proporre un post  spedisci una mail con il contenuto da postare a blog@napoliassise.it

Postato da: nunzia1978 a 11:03 | link | commenti

venerdì, 06 giugno 2008
rifiuti radiattivi

In un carico trovata una concentrazione molto superiore alla norma
"Non riprenderemo finché non avremo le prove dei controlli all'origine"
Amburgo, stop ai rifiuti campani
"Ci sono tracce di radioattività"




AMBURGO - La città-regione di Amburgo ha sospeso temporaneamente la smaltimento dei rifiuti campani dopo aver trovato in un carico, questa settimana, tracce di radioattività superiori ai normali livelli riscontrati nell'ambiente. Lo ha detto il portavoce della società di nettezza urbana che smaltisce l'immondizia proveniente dalla Campania.

L'attività, ha spiegato il portavoce, riprenderà non appena la società tedesca riceverà dalle autorità italiane la garanzia scritta che tutti i carichi di rifiuti diretti ad Amburgo saranno controllati all'origine contro la radioattività. Il prossimo treno è atteso ad Amburgo per la settimana prossima, "ma se non riceviamo la lettera prima non lo accetteremo, lo rimanderemo indietro".

Quanto alla provenienza, si tratta di un carico di "materiale sanitario". E il livello di radiottività riscontrato "è paragonabile a quello delle radiazioni cosmiche a cui sono esposti gli aerei che volano a una quota di diecimila metri di altezza". In termini assoluti, ha proseguito, "se il normale livello di radiattività riscontrato nell'ambiente è di 0,1 unità, il livello che abbiamo trovato nel container era di otto unità".

Il contenuto di questo particolare container, ha precisato il portavoce, è stato già smaltito, ma in uno speciale impianto utilizzato per le sostanze radioattive. Una procedura, questa, ha aggiunto, che costerà "qualche migliaio di euro in più all'Italia".

Un episodio che sottolinea, se mai se ne fossse ancora bisogno, la gravità della situazione rifiuti in Campania. E che contribuisce a complicare una situazione che già di per sé è oltre i limiti dell'emergenza.

Intanto, anche sul piano politico, il tema continua a rimanere caldo. Dopo il botta e risposta col presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che aveva indicato come molti dei rifiuti tossici finiti in Campania provengano da aziende del Nord, oggi la Lega ha presentato un emendamento al decreto rifiuti, in cui viene chiesto che la regione ora governata da Antonio Bassolino restituisca soldi impiegati per far fronte all'emergenza. Si tratta di 150 milioni di euro che, secondo il provvedimento, vengono presi dal Fondo per le aree sottoutilizzate. Il Carroccio propone invece una sorta di prestito (con tanto di contratto da stipulare dal notaio) da parte dello Stato di quei soldi alla regione che, entro 20 anni, è tenuta a ridare il denaro.

Postato da: nunzia1978 a 17:57 | link | commenti

dal corriere, ganapini sotto scorta?

L'assessore regionale Ganapini sotto scorta
«Stop ai fondi per Arpac e Recam. Gli Lsu non faranno bonifiche»
Loda il ministro Prestigiacomo: seria e preparata, che Dio la benedica
STRUMENTI
L'assessore Ganapini
L'assessore Ganapini
NAPOLI — Assessore Ganapini, gira voce che anche le sia sotto scorta è vero?
«No comment, la prego».
Ha ricevuto delle minacce?
«No comment».
Insisto. Lei sta girando in tutta la Regione, sta facendo un lavoro certosino per verificare quello che è stato fatto e soprattutto non fatto: ha scoperto impianti di compostaggio ancora imballati, non ultima una discarica da 400 mila tonnellate mai utilizzata a Santa Maria la Fossa. E il clima è pesante...
«Diciamo che devo stare più attento perché mi muovo troppo, diciamo che avrò autisti più attenti. Stop».
Non ne vuole parlare, Walter Ganapini. E glissa sull'argomento piazzandoci su una grossa risata. È di ritorno da un incontro con la ministra per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo: «Che Dio la benedica, seria, preparata come i suoi tecnici». È andato a Roma con una missione, parlare del nodo dei nodi, del problema vero della Campania, «perché i rifiuti si tolgono dalle strade, quello che resta è sotto terra»: le bonifiche.
Il ministro Prestigiacomo
Il ministro Prestigiacomo
Ma da quali dati è partito?

«Bella domanda. Per il sito di Acerra è stata la Coldiretti a fare la caratterizzazione. L'unico studio più serio lo ha redatto l'Apat (Agenzia protezione ambiente)».
E l'Arpac?
«Ah. Ma sa che quando è scoppiato il caos per la diossina nella mozzarella su 1600 dati raccolti casualmente solo due erano relativi ai suoli dove ci sono allevamenti?».
E che indagine era?
«Appunto. Bisogna ripartire seriamente, tant'è che ho fermato ogni flusso di denaro verso l'Arpac fino a quando non capirò di cosa stiamo parlando. Io vivo con angoscia il fatto che nonostante i proclami ci siano ad Acerra, in località Calabricitto, 300 tonnellate di materiale contenente diossine 392 volte oltre i limiti consentiti».
Sulla carta le bonifiche dovrebbero essere fatte da Recam e Iacorossi, ma finora hanno spazzato, più che bonificato.
«Questo è un punto fondamentale. La Recam e la Jacorossi dovranno essere riformate. Siamo stati chiari con la Prestigiacomo e lei è d'accordo: non si può continuare con la storia degli Lsu».
Cioè? Può essere più chiaro?
«Ma in quale parte del mondo un lavoro così altamente specializzato viene fatto da lavoratori socialmente utili? Non è più tollerabile che il nuovo venga massacrato dal vecchio che non vuole morire. Stiamo lavorando per trovare nuove aree di business per loro. Non vogliamo fare macelleria, vogliamo però agire e aprire al mercato».
Faccia un esempio.
«Arrivando a Parco Saurino, sabato scorso, stavo cercando i vagli mobili con fori molto più piccoli di quelli in dotazione dei cdr che nel 2002 il commissariato ha comprato per non so quanti milioni. Lì ce ne sono 8, integri, i migliori al mondo. Prendiamo 50 addetti della Recam e facciamoli lavorare ai vagli una volta che saranno portati nei cdr. Ma è solo un esempio. Potrebbero lavorare nei Parchi che in Campania sono solo consigli di amministrazione. Possono essere formati per diventare guardie ecologiche volontarie. Bisogna mettere uno stop a questo scandalo».
Lei oltre ai fondi all'Arpac, cos'altro ha stoppato?
«La scorsa settimana in giunta è arrivata la delibera con i preventivi di spesa della Recam per alcuni lavori. Quando ho visto quelle cifre mi è venuta la pelle d'oca. L'ho bloccata».
Perché?
«Per la bonifica del Foro Boario di Maddaloni per la Recam servivano 4 milioni di euro. Dico otto miliardi di lire, ma stiamo scherzando?».
I commissari alle bonifiche hanno sempre lamentato la mancanza di risorse.
«Non è così. Le risorse ci sono. È bastato andare a Roma, volere è potere. E tutto il lavoro sarà condiviso».
Cosa vuol dire?
«Che ogni nostra decisione sarà comunicata e discussa da un gruppo di venti rappresentanti della società civile».
Cosa pensa del passato?
«Io da sabato ho chiuso le saracinesche. Se ne occupino altri del passato, io guardo solo avanti».
Simona Brandolini
05 giugno 2008

Postato da: nunzia1978 a 17:40 | link | commenti (1)
ganapini

giovedì, 05 giugno 2008
napolitano ed i rifiuti del nord

NAPOLI (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto oggi alle critiche della Lega nord sulle sue parole di ieri sul traffico di rifiuti tossici dal Nord in Campania, dicendo che è tutto contenuto nella relazione della Commissione parlamentare sui rifiuti.

Rispondendo ai giornalisti, il capo dello Stato ha detto di essere venuto nel capoluogo partenopeo "per sollecitare soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord di un problema che è determinato da varie componenti, tra le quali c'è anche quella del tasso di rifiuti tossici dal Nord. Su questo basta leggere la relazione della Commissione parlamentare".

Al capo dello Stato ha risposto questo pomeriggio il capogruppo alla Camera della Lega, Roberto Cota, distendendo i toni. "Noi siamo i primi a dire che i rifiuti vanno smaltiti nelle rispettive regioni e questo è un principio stabilito anche dalla legge", ha detto in una nota.

"Abbiamo sempre chiesto che questo principio fosse rispettato. Non facciamo nessuna polemica con il Presidente Napolitano stimato da Umberto Bossi e dalla Lega", ha aggiunto Cota.

Ieri Napolitano aveva sollevato il problema dei rifiuti tossici giunti in Campania in gran parte dal Nord con la partecipazione della camorra, dicendo che è un "fatto assolutamente accertato anche in sede parlamentare".

Immediata ieri una replica polemica del Carroccio, con il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli che aveva respinto ogni critica ai "cattivoni del Nord".

Postato da: nunzia1978 a 21:50 | link | commenti

martedì, 03 giugno 2008
a paolo

voglio troppo bene a paolo per mandarlo a quel paese.
ho letto i commenti sulla tassa,
ti ricordo che a marigliano non siamo molti a mobilitarci sulla questione ambiente. tu tra l'altro te ne sei andato, lentamente proviamo a fare qualcosa.
sulla discarica di invito a vedere il video di Ganapini, che ho postato oggi o ieri,
dichiara che esiste una discarica in provincia di caserta bella e pronta e mai utilizzata.
perchè?
servirebbe a gestire i rifiuti campani per 6 mesi.
ti rendi conto?
l'emergenza è creta ad arte
e noi dovremmo sopportare che loro sperperano soldi pubblici in questo modo distruggendo il territorio?
NO NO NO
baci

Postato da: nunzia1978 a 14:49 | link | commenti

circa le emergenza create ad arta

Postato da: nunzia1978 a 09:43 | link | commenti

lunedì, 02 giugno 2008
camorra e politica: orsi

Rifiuti, pentito ucciso in un agguato

Aveva parlato agli inquirenti di collusioni tra politica e camorra

ROMA - La camorra alza il tiro e riprende a sparare, platealmente e in pieno giorno. Michele Orsi, un imprenditore 47enne coinvolto insieme con il fratello ed altre persone nello scandalo del Consorzio Eco 4, attivo nello smaltimento dei rifiuti in diversi comuni del basso casertano, è stato ucciso ieri all’ora di pranzo da due sicari in un agguato con pistole di grosso calibro a Casal di Principe, roccaforte della potente organizzazione dei “Casalesi” in provincia di Caserta.
«Si tratta di un omicidio inaudito che rappresenta un salto di qualità della strategia dei Casalesi» ha commentato a caldo il procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia.
La vittima stava collaborando con gli inquirenti e li stava aiutando a ricostruire il sistema politico-camorristico che vi sarebbe dietro lo smaltimento dei rifiuti in Campania. Aveva testimoniato nei mesi scorsi nel processo che vede imputati alcuni imprenditori, fra cui Giuseppe Diana e Giuseppe Valenti, e avrebbe dovuto deporre giovedì prossimo in un altro processo, sempre sulle irregolarità dello smaltimento dei rifiuti, i cui imputati sono però a piede libero.
Fra gli imputati figura anche l’ex presidente della Commissione di vigilanza Rai, Mario Landolfi (An) accusato di corruzione aggravata dall’avere agevolato l’organizzazione mafiosa.
I magistrati della direzione distrettuale antimafia avevano chiesto che Orsi venisse protetto. «Stava offrendo - ha aggiunto il procuratore Roberti - una collaborazione importante anche se non si può definire un pentito in senso tecnico. Amarezza anche dal suo avvocato.
Orsi viene descritto negli ambienti investigativi come un imprenditore «capace di interloquire con vari personaggi economici e criminali».
L’inchiesta sull’Eco 4, società mista del Casertano per lo smaltimento dei rifiuti, era iniziata nel 2003. Indagando sulle tangenti pagate dai vertici dell’azienda, la direzione distrettuale antimafia di Napoli era riuscita a scoprire il coinvolgimento del clan La Torre. Orsi era accusato di truffa aggravata.
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un commento: c'è solo la camorra dietro questo omicidio?

Postato da: nunzia1978 a 16:45 | link | commenti

il caso orsi

Ucciso Orsi, il "Salvo Lima della Camorra" PDF Stampa E-mail

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di Aaron Pettinari - 2 giugno 2008
Lo definisce così lo scrittore Roberto Saviano. Michele Orsi, imprenditore quarantasettenne ucciso domenica, stava collaborando con la giustizia. Rivelazioni forti come un terremoto che andavano a fondo, specie sul nodo tra camorra e politica.



Tra i nomi citati ai giudici anche Mario Landolfi, ex ministro delle Comunicazioni nel precedente governo Berlusconi e attuale coordinatore di An in Campania e componente della IX Commissione trasporti della Camera. Orsi era titolare, assieme al fratello, della Eco4, consorzio che gestiva lo smaltimento dei rifiuti a Mondragone. Un attentato annunciato: “C’erano già stati segnali minacciosi – racconta il fratello – Dopo Pasqua gli avevano già sparato nel portone di casa. Negli ultimi giorni qualcuno lo ha seguito in auto. Aveva paura. I suoi interrogatori, che dovevano essere secretati, venivano pubblicati da un quotidiano casertano”. Nei prossimi giorni Michele Orsi sarebbe dovuto comparire in aula per raccontare, in sede di processo, delle irregolarità nello smaltimento dei rifiuti. Forse è proprio questo il “movente” che ha portato all’attentato. Vendetta sì ma anche dell’altro. Un messaggio chiaro che, come spiega lo stesso Saviano, “i clan hanno voluto lanciare. Un avvertimento ai politici, in vista della chiusura del processo Spartacus, che avverrà nei prossimi giorni”. Un evento che per i boss equivale “al maxi-processo di Falcone e Borsellino a Cosa Nostra e che inspiegabilmente è trascurato dai media nazionali”. Il processo Spartacus è il risultato di un'inchiesta sui casalesi condotta, negli anni Novanta, dalla Procura antimafia di Napoli. Indagini alimentate da alcuni pentiti e nel corso delle quali venne assassinato a Casal di Principe, nel marzo 1994, Don Peppino Diana, il sacerdote che dal pulpito evocava l'immagine biblica di Gomorra, emblema della sua terra straziata dalla malavita. L’uccisione di Orsi riveste una particolare gravità. Il segnale di un salto di qualità. "Perché  - continua Saviano - con questo delitto la camorra dimostra di avere paura non solo delle eventuali condanne, ma anche della tensione, dell'attenzione che un processo così importante può attirare, dell'indignazione che può suscitare. La strategia che i clan stanno portando avanti da settimane è quella di colpire chiunque abbia deciso di parlare. Un modo per colpire il futuro attraverso operazioni nel presente". Ora come non mai diventa necessario "fermare le paranze militari che stanno girando nel casertano. Paranze nelle quali molti elementi fanno pensare che ci siano Giuseppe Setola e Alessandro Cirillo, braccio armato di questa nuova stagione militare dei clan".

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domenica, 01 giugno 2008
la manifestazione a chiaiano

http://www.chiaianodiscarica.it/
è possibile vedere la diretta della manifestazione

Postato da: nunzia1978 a 15:55 | link | commenti (2)