ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.

Eccomi

Utente: nunzia1978
Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti. la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli

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domenica, 30 dicembre 2007
bassolino condannato

 dal Corriere del Mezzogiorno

Presentato appello contro la decisione Corte dei conti, Bassolino condannato
per il call center ambientale fantasma Sentenza dei magistrati contabili: il governatore, nel 2001 commissario ai rifiuti, dovrà risarcire 3 milioni alla Regione 

Un call center
NAPOLI - Il call center fantasma, creato nel 2001 dal commissariato straordinario ai rifiuti, costerà ad Antonio Bassolino un risarcimento milionario. È quanto riporta il quotidiano Roma, riferendo di una condanna a tre milioni e 200mila euro inflitta dalla Corte dei conti al governatore, all'epoca commissario all'emergenza rifiuti, a causa dell'istituzione del call center ambientale gestito dalla società Pan attraverso l’assunzione di 100 lavoratori socialmente utili. La somma dovrà essere risarcita alla Regione Campania.

Antonio Bassolino
LA SENTENZA - La decisione risalente al 6 dicembre è stata presa dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti (presidente Salvatore Staro). A Bassolino, secondo i magistrati contabili, non competeva in qualità di commissario delegato la creazione di un call center di quel genere. Dell'inchiesta, come scrive il quotidiano, la Procura della Corte dei conti era venuta a conoscenza attraverso la relazione Monsurrò sulla verifica della gestione amministrativo-contabile della gestione commissariale.
APPELLO - Il legale del presidente della Regione Antonio Bassolino ha presentato appello contro la decisione della Corte dei Conti. La presentazione dell’appello, in cui si afferma di considerare infondate le argomentazioni giuridiche della sentenza, sospende l’efficacia della sentenza stessa. «Siamo sereni - è il commento dell’avvocato Felice Laudadio, che rappresenta Bassolino - perchè, a nostro avviso, la condotta del Commissario è stata pienamente legittima e conforme ai dettami di legge, come motiviamo con inoppugnabili argomenti giuridici nel nostro appello, sia per quanto riguarda l’informazione ambientale che la stabilizzazione degli Lsu».
28 dicembre 2007 

Postato da: nunzia1978 a 18:12 | link | commenti (2)
bassolino, emergenza, corte conti

venerdì, 28 dicembre 2007
III parte repubblica


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Postato da: nunzia1978 a 17:58 | link | commenti (6)
campania, rifiuti, discarica, emergenza

II parte da repubblica


tv.repubblica.it/home_page.php

Postato da: nunzia1978 a 17:57 | link | commenti
campania, rifiuti, diossina

da www.repubblica.it

Postato da: nunzia1978 a 17:56 | link | commenti
ambiente, ecologia, rifiuti, discarica, inceneritore, termovalorizzatori, emergenza, diossina, marigliano, traffico internazionale, nunzia lombardi, ecoballe, lo uttaro

martedì, 25 dicembre 2007
la speranza responsabile di aldo masullo da il mattino de il 24 12

Aldo Masullo
Nel Natale cristiano la cultura universale celebra il senso autentico dell'umano. Il tempo dell'uomo è infatti il nascere. Il nascere umano non è un semplice evento biologico. Esso è «il venire al mondo», l'entrare nella relazione con altri, l'incontrare gli uomini, l'essere accolti. In questo incontro si apre il futuro. La mente certamente è retrospettiva, cioè passiva permanenza o attiva ispezione del passato.
Ma essenzialmente è prospettica: apertura al futuro. Essa dunque è attesa. L'attesa - osserva Spinoza nel «Breve trattato» - è speranza, quando è gioia trepida di un bene possibile. Essa è l'opposto della paura di perdita che insidia perfino la gioia presente, come Shakespeare lamenta in uno dei suoi più bei sonetti, in cui si dice che la rovina del tempo induce a piangere di possedere quel che si teme di perdere. La prospetticità della mente umana dipende dall'origine comunitaria della persona. Nella relazione comunitaria, soltanto nella quale si diventa uomini, nel culturale intrecciarsi dei destini, s'impara a pensare il futuro, ci si affaccia all'orizzonte delle possibilità. L'attesa è speranza comunitaria. L'origine della vita propriamente umana è nella consapevolezza che io non sono gli altri, ma non posso essere senza gli altri. La speranza è comunitaria come l'origine. O ci salviamo tutti, o tutti ci perdiamo. Quando questa consapevolezza s'appanna, l'umanità va in rovina. Il corrompimento della storia è il decadere della comunitarietà, la riduzione dell'uomo all'isolamento egocentrico. In queste condizioni speranza e salvezza decadono a modi puerili: la speranza scade a immaginosa evasione; la salvezza a miraggio di sterile conservazione di sé. Ciò che nell'isolamento va perduto è la possibilità dell'incontro. La fantasticheria della potenza solitaria, dell'onnipotenza autocratica, finisce nella disperazione dell'impotenza. La speranza autentica suppone che ogni essere umano risponda alla vocazione di comunitarietà, e si disponga a incontrare gli altri. È necessario, a questo punto, che ci si desti alla responsabilità. Kant in un suo breve ma decisivo saggio ammonì che «illuminismo» vuol dire uscire dalla minore età, diventare maggiorenni, cioè non essere più sotto tutela, bensì decidere in autonomia, assumendo la piena responsabilità dei propri atti. L'impegno, di cui ognuno di noi è radicalmente responsabile, è superare la separatezza e l'isolamento, e restaurare la vivente comunitarietà. Platone ci ha insegnato come il più potente vincolo naturale tra gl'individui, l'eros sessuale, si trasformi in legame culturale, in eros civile. La città è la condizione in cui, come si legge nel Simposio, «ci si svuota di estraneità e ci si riempie d'intimità». Il destino di tutti è sentito da ognuno come il suo destino. In ciò è l'essenza originaria della «polis» greca, onde la città è vita politica. La città non è una semplice società, un'alleanza di soci, occasionale e temporanea, bensì una vivente comunità. In ogni vera città, la società è animata di comunitarietà. Napoli ha subito nella storia millenaria innumerevoli disavventure, e quasi mai è stata padrona del suo destino. Ma il suo popolo minuto, pur nella miseria delle sue condizioni, si è tuttavia salvato nel suo spirito, non perdendo mai la speranza, perché ha conservato in sé l'invincibile forza della comunitarietà. Oggi, la malattia mortale di Napoli è la separatezza dilagata, l'isolamento non solo tra le classi e i ceti, ma all'interno di ciascuna classe e di ciascun ceto. Anzi non vi sono più né classi né ceti, ma ricchi e poveri alla rinfusa, potenti e umili alla rinfusa. Ogni abitante di Napoli è isolato, senza comunicazione, senza alcun essere-in-comune. Semmai vi sono bande, non comunità. Perciò si è senza speranza. I responsabili delle istituzioni concorrono potentemente all'isolamento dei cittadini ed essi stessi ne sono vittime nel ridursi sempre meno capaci di esercitare il proprio potere per la «pubblica felicità». La coesione garantisce i diritti. Nei vuoti di coesione penetrano e allignano in attacco la illegalità e in difesa la protezione illegale. Quanto più manca la protezione legale, tanto più si diffonde quella illegale. La speranza della salvezza, che o è comune o non è, si spegne. L'individuo non è più cittadino, non essendo più familiare e socio. Così crescono la paura dei più deboli, l'indifferenza dei più forti. Se la separatezza è rassegnata, essa è viltà: la viltà dell'umile. Se la separatezza è compiaciuta, essa è arroganza: l'arroganza del potere. La salvezza è possibile, soltanto se i potenti si fanno umili e gli umili si fanno arditi. Altrimenti l'umiltà è un guscio vuoto, inutile, e il potere è una macchina senz'anima, sterile. Non v'è speranza, dove non v'è responsabilità. La responsabilità non è tanto quella legale, verso le regole poste, quanto quella politica, la decisione che si assume in risposta ai bisogni emergenti e agli effetti futuri dei processi in corso, anche se poco visibili, nelle viscere della storia. È necessario che tutti, soprattutto i potenti, divengano maggiorenni. La speranza, come l'amore, o è responsabile, o non è. Aldo Masullo

Postato da: nunzia1978 a 10:30 | link | commenti
speranza, aldo masullo

sabato, 22 dicembre 2007
dalla rete campana salute ed ambiente

Vinta una battaglia continua la guerra.
Stanotte circa 200 persone di Parete, Giugliano, Villaricca, Qualiano,
Trentola accorse al sito di Taverna del Re ,pronte a resistere
all'ennesimo tentativo di prorogare l'apertura della discarica, hanno
appreso la notizia della chiusura definitiva del sito. Una nottata che
doveva essere di impegno duro per il proprio territorio si è trasformata
in una grande festa e così alle 22.00 è stato "salutato" l'ultimo camion
di veleni con il faccione di Fisichella. Un risultato che ci da il segno
di un giusto percorso intrapreso in queste settimane di lotta. Tanti
uccelli del malaugurio criticavano la scelta di creare un presidio
permanente proprio all'ingresso della discarica, ma i fatti dimostrano
che ha pagato la scelta di non delegare a politici o capipopolo la
risoluzione dei nostri problemi, ha pagato l'impegno di tanti che con
generosità hanno speso il loro tempo e le loro nottate per confrontarsi
e prendere decisioni con gli altri, ma ha pagato sopratutto l'idea di
fare dell'assemblea democratica l'unico strumento per confrontarsi e con
il quale esprimersi. Per questo l'assemblea ieri ha deciso di non
disperdere questo prezioso patrimonio e di continuare la lotta più
decisi e determinati di prima solidarizzando ed unendosi a tutti i
comitati che in Campania lottano contro i disastri prodotti da 15 anni
di colpevole commissariamento. Continueremo a vigilare perchè venga
rispettata la chiusura del sito ma i nostri prossimi obiettivi saranno
la bonifica di tutta l'area del basso casertano e dell'alto giuglianese,
l'avvio immediato della raccolta differenziata porta a porta e la fine
della disastrosa esperienza del Commissariamento. All'assemblea era
presente un folto gruppo di cittadini di Aversa con i quali è stato
deciso di fare fronte comune a partire dalla partecipazione al corteo di
domani sabato 22/12 promosso dalla Rete Regionale Salute e Ambiente
(partenza ore 09.30 da piazza del Gesù a Napoli). La prossima assemlea
si terrà presso il Presidio alle ore 18.00 del 27/12/07 per decidere
insieme le prossime iniziative. L'Assemblea del presidio ringrazia tutti
coloro che hanno mostrato solidarietà con la nostra lotta, quei
giornalisti che ci hanno seguito quotidianamente aiutandoci a diffondere
le nostre iniziative, e i comitati che hanno espresso la loro
solidarietà anche con la presenza attiva nei momenti difficili.

Postato da: nunzia1978 a 09:49 | link | commenti

martedì, 18 dicembre 2007
per chi ha perso la trasmissione

per chi non ha visto le immagini trasmesse l'altra sera su la7 è possibile guardare il link sotto

http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15&id=1509
grazie a quanti sostengono moralmente queste iniziative, ma vi prego dateci una mano concreta,

Postato da: nunzia1978 a 17:24 | link | commenti
emergenza, pecorario scanio, nunzia lombardi

lunedì, 17 dicembre 2007
stasera la 7

dal sito di la7 stasera in onda la trasmissione exit che punta i riflettori sulla campania

E se un territorio "malato" può produrre cibo avvelenato, si cercherà di scoprire se anche la famosa mozzarella di bufala campana, gioiello della gastronomia italiana, sia una potenziale vittima dell'inquinamento. Su questi temi Ilaria D'Amico ospiterà in studio il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, l'assessore all'Agricoltura e alle Attività produttive della Regione Campania Andrea Cozzolino,
il professore Antonio Marfella, tossicologo-oncologo, esponente dell'ISDE - Medici per l'Ambiente, Paolo C. Conti, giornalista de "Il Sole 24ore" esperto di alimentazione e di sostenibilità ambientale e autore del libro "La leggenda del buon cibo italiano" ed un rappresentante di FederAlimentari

Postato da: nunzia1978 a 17:17 | link | commenti (1)

venerdì, 14 dicembre 2007
pignataro

sabato 15 dicembre sul sito scelto dal commissario x l'emergenza rifiuti prefetto pansa,
alle ore 14.30 si terrà un'importantissima manifestazione.
sul palco i tecnici illustreranno la situazione ambientale e sanitaria, la strage idrogeologica e l'interruzione della catena alimentare ( zootecnia, agricoltura e frutticoltura)che sarà la matematica conseguenza della discarica.
i parlamentari potranno sottoscrivere un documento che dovrà arrivare al presidente Prodi, nostra unica e ultima salvezza.
la stampa e la politica dovranno toccare con mano la nostra forza:
esserci equivale alla nostra sopravvivenza.
restare a casa, fare acquisti x natale equivale a dare via libera alla morte del nostro territorio, all'inquinamento dei nostri cibi, alle malattie dei nostri figli.

per raggiungere il sito:
uscita A1 capua
proseguire diritto sul cavalcavia
girare a sinistra all'altezza di BREZZA
lungo la strada troverete il presidio.
per chiarimenti cliccare sito comunedipignataro blog emergenza rifiuti

Postato da: nunzia1978 a 19:16 | link | commenti (1)
ambiente, rifiuti, emergenza, pignataro

lunedì, 10 dicembre 2007
prossima assise città di marigliano

domani, martedì 11 dicembre ore 18,00 presso la chiesa del sacramento (alle spalle del comune di Marigliano) si svolgerà la prossima seduta delle assise della città di Marigliano.
il tema sarà: Le abitudini della spesa per ridurre il problema rifiuti in città, a ciascuno il suo compito; proposte concrete che ciascun cittadino può adottare per ridurre il problema dei rifiuti”.

modera Francesco Aliperti,
interverranno:
Quilombo, collettivo utopia;
Coop. Ottavia;
sono invitate tutte le persone ed organizzazioni che a vario titolo attivano  buone pratiche per l'autoriduzione dei rifiuti.

Postato da: nunzia1978 a 22:28 | link | commenti
ambiente, rifiuti, buone pratiche, marigliano, assise, riduzione, best pratice

domenica, 09 dicembre 2007
perchè le assie della città di Marigliano

è possibile guardare inoltre il servizio sull'assise sul sito di http://www.videonola.it/ per il giornale del 8 dic.

Postato da: nunzia1978 a 17:30 | link | commenti (2)
ambiente, campania, ecologia, rifiuti, marigliano, assise, nunzia lombardi

venerdì, 07 dicembre 2007

Campania
Così la camorra ricicla I rifiuti
Il business nel triangolo Della morte Nola, Acerra, Caserta. E I danni ambientali
Simone Verde
Acerra (Napoli)
Centinaia di fuochi, ogni notte, rischiarano la campagna tra Nola e Acerra. Centinaia di roghi visibili ovunque DA cui is solleva una fitta nebbia nera, e che nessuno spegne. I contadini dopo aver pulito I campi bruciano sterpaglia? Per capire basta avvicinarsi. Seguire la linea del fumo tra I viottoli di campagna non è difficile. Il suolo sterrato è compatto grazie al peso delle decine di camion che passano ogni giorno. E la Colonna nera generata dalla combustione è visibile ovunque, anche nelle notti più scure. Una Volta arrivati sul luogo, però, la sorpresa: là dove ci is aspetterebbe frasche o rifiuti gettati alle fiamme, ci is imbatte in balle di vestiti colorati divorati con voracità sorprendente. Fuochi fatui fatti di pezza che, come in accelerazione, riducono tutto in polvere nel giro di qualche istante.
Sei miliardi di Euro
«La maggior parte dei roghi - spiega Alessandro Iacuelli, giornalista e autore di Le vie infinite dei rifiuti - non ha niente a che vedere con la crisi delle discariche. Non si tratta di immondizia lasciata là, che per esasperazione qualcuno decide di eliminare. Quei fuochi fanno parte di un enorme business per lo smaltimento di sostanze tossiche». Paradossalmente, Le montagne di spazzatura ordinaria che invadono Le città campane, gli accatastamenti maleodoranti su cui scorrazzano topi e si avventano uccelli, sono soltanto la punta dell'iceberg dell'emergenza. Poiché la maggior parte delle attività illecite, I reati più gravi per IL territorio, derivano dallo smaltimento illegale di rifiuti industriali. A fronte degli 800 milioni di Euro guadagnati ogni anno approfittando Della paralisi di inceneritori e discariche, infatti, IL giro d'affari che coinvolge sostanze IL più delle volte pericolosissime raggiunge 6 miliardi di Euro. Una cifra DA capogiro. «Il punto - spiega Maria Cristina Ribera, magistrato incaricato di ecomafia alla procura di Napoli - è che I costi di smaltimento sono troppo alti. Gli imprenditori del nord, così, invece di pagare società autorizzate, is rivolgono alla camorra che per quattro soldi versa I materiali nel terreno senza alcun controllo, arricchendosi con un business inesauribile, poiché necessario al nostro sistema industriale».
I metodi sono tanti: I rifiuti solidi, polveri, metalli pesanti, amianto o scarti di fonderia vengono gettati in migliaia di piccole discariche abusive nelle campagne, in case abbandonate o sotto I ponti; I liquidi vengono immessi nelle fognature, distribuiti sui terreni, oppure sotterrati in grandi barili che lasceranno disperdere IL proprio contenuto nella terra fino a pregiudicare falde, campi e raccolti; quanto agli infiammabili, vengono gettati su cumuli di stracci o di pneumatici per evitare l'esplosione e per essere consumati dalle centinaia di falò che illuminano la notte. In alcune discariche, poi, Le sostanze tossiche vengono mischiate AI rifiuti, come è successo a Lo Uttaro, dove idrocarburi, manganese e floruri sono penetrati nel terreno, inquinando Le falde acquifere. Conseguenze documentate DA un'indagine Della magistratura che IL 20 novembre scorso ha portato alla chiusura del sito e al rinvio a giudizio di dodici persone con accuse che vanno DA «disastro ecologico» a «falso ideologico». Ma ci sono addirittura casi in cui Le sostanze tossiche vengono spacciate per fertilizzanti e commercializzate a uso dei contadini. La denuncia più recente, quella di uno scaricatore di Nola rifiutatosi di trasportare un carico di concime. Qualcuno lo aveva avvertito: era misto a polvere di amianto.
Prostitute, schiave tuttofare
«Nella regione compresa tra Acerra, Nola e Caserta - afferma Iacuelli - nella zona che nel 2004 la rivista Americana The Lancet Oncology qualificò come "triangolo Della morte", I clan controllano militarmente un vastissimo territorio, ridotto ormai ad una discarica a cielo aperto». La camorra segue sempre lo stesso principio: ottimizzazione dei guadagni e utilizzo totale delle risorse, fino a esaurimento. Anche di quelle umane. «Visto l'elevato transito di camion - continua IL giornalista - qualcuno intuì che la zona era ideale per lo sfruttamento Della prostituzione». Dopo un accordo con la Mafia nigeriana, così, migliaia di giovani sono state sistemate ad ogni incrocio, perché I camionisti restituiscano parte dello stipendio AI clan per cui lavorano. Schiave che sono anche sentinelle pronte a dare un colpo di telefono nel caso la polizia is trovi a passare.
Il risultato è sordido e non privo di risvolti paradossali. Anche quando qualcuno is serve di loro, queste donne non possono allontanarsi dall'incrocio che controllano e vengono usate vicino alla strada - coperte appena dall'ombra di un cespuglio - con l'occhio sempre attento a quello che succede intorno. Senza imbarazzo DA parte del cliente, che NE approfitta malgrado IL via vai delle auto. Ognuna di esse, poi, dovendo proteggere una discarica, NE dichiara la presenza: basta imboccare una delle strade sterrate che partono dal punto che controllano, infatti, per incappare su un mucchio di rifiuti, amianto, detriti ma anche pneumatici accatastati o balle di vestiti pronte per essere sciolte sotto IL peso di infiammabili tossici. «Nei dintorni di Acerra - spiega Iacuelli - Le prostitute dichiarano la presenza militare dei clan. Una spartizione del territorio visibile anche DA alcuni oggetti che ricorrono nelle discariche». In alcune zone è una poltrona. In altre un frigo o un altro elettrodomestico.
Un paesaggio cifrato
La tipologia del rifiuto indica il gruppo che controlla la discarica. Quando è in piedi significa che si può scaricare, non c'è pericolo. Se è reclinato, invece, non è il momento. Una volta accessibile la simbologia, il paesaggio si rivela come un testo cifrato che offre i meccanismi di un mostruoso depredamento. Nei pressi di Caivano, una prostituta davanti a un casolare in rovina fa da sentinella all'ingresso di una strada di campagna. Più avanti, si incontra una pira di pneumatici su cui è stata posta un'auto che aspetta di essere sfigurata. Proseguendo, la strada diventa uno spiazzo con rifiuti. Qui, un frigo steso a terra indica che non si può scaricare. Più avanti, dietro un cespuglio, una buca nel terreno permette di accedere a una botola. Sotto la botola l'imbocco di un grande serbatoio interrato e pieno di liquami. Ancora più avanti, un frigo in piedi annuncia una discarica attiva da cui si levano fiamme e fumi tossici. Proseguendo ancora, si sbuca in via Scotti, strada periferica che inizia con la scuola elementare del paese.
Le rilevazioni dell'Arpac, l'agenzia regionale per l'ambiente, sebbene scarse, sono sufficienti a lanciare l'allarme. Malgrado la regione sia prevalentemente agricola, sostanze cancerogene derivanti da processi industriali sono sparse ovunque, e sono entrate progressivamente nella catena alimentare: sali di ammonio, idrocarburi, materiali radioattivi provenienti da rifiuti speciali ospedalieri, sali di alluminio e piombo, diossina a livelli dieci volte superiori a quelli di Seveso ma anche residui di migliaia di copertoni dati alle fiamme. Tutte sostanze pericolosissime che finiscono nei terreni, nelle falde acquifere, nell'erba, negli animali (bufale e pecore) e - alla fine della catena - nell'organismo degli esseri umani.
Boom di tumori
Il vero problema, accusano le associazioni, è che in mancanza di prospettive di lavoro gli abitanti partecipano attivamente o passivamente alla depredazione del territorio. «L'assenza delle istituzioni - spiega Iacuelli - è indubbia. Pensi che ci sono tre guardie forestali su un territorio immenso e devastato. Ma questo non basta a spiegare tutto. A chiarimento, valga il fatto che la camorra non è una realtà astratta bensì l'intreccio ordinario di favori e interessi. È il contadino che riceve un po' di soldi da qualcuno per versare materiali nella sua piantagione di patate. Il sindaco che ha permesso al cugino di riempire la sua discarica ormai esangue di immondizia». È un sistema di potere alternativo e talvolta consustanziale a quello dello stato che si tiene in piedi grazie a persone concrete. Un sistema generato da una società clanica e familistica che antepone la legge naturale a quella positiva ed è perciò contraddittoria ai concetti di bene collettivo e di cosa pubblica. Qualcosa, però, sta lentamente cambiando. Non perché si stia diffondendo un maggior rispetto per la legalità ma perché, dopo anni di esposizione a queste sostanze, in molti, moltissimi cominciano a morire.
«Stando a dati in nostro possesso, confermati da rilevamenti dell'Oms - afferma Antonio Marfella, tossicologo all'istituto Pascale di Napoli - in queste zone la percentuale di alcuni tumori raggiunge il 30%, oltre il doppio della media nazionale. Nella tragedia - continua - questi tumori sono la nostra unica speranza». Secondo i dati più recenti, infatti, la camorra, vedendo crescere il malcontento della popolazione e timorosa di perdere il controllo del territorio, starebbe utilizzando il porto di Napoli per spedire rifiuti tossici in Africa e in Cina, con una progressiva diminuzione dei reati contro l'ambiente. Un epilogo possibile che in realtà sposterebbe soltanto più in là la frontiera degli abusi necessari al buon rendimento del sistema industriale. «Si rende conto? - ragiona Marfella con amarezza - Se ci salveremo, è perché saranno altri a morire al nostro posto». 2/fine

Postato da: nunzia1978 a 21:35 | link | commenti (5)
campania, rifiuti, discarica, emergenza, diossina, acerra, ecoballe

giovedì, 06 dicembre 2007
Discussione Centro Ambiente life

ieri si è discusso nel merito del ricorso effettuato dal centro ambiente Life contro la regione Campania per rivendicare il diritto ad aprire un opificio per lo smaltimento di rifiuti liquidi pericolosi A MArigliano.
non ci resta che aspettare la pubblicazione della sentenza.
incrociando le dita.

nel frattempo ci arrivano segnalazioni anonime secondo le quali il centro sito in via ponte delle tavole sembrerebbe essere (condizionale) già in funzione...
come si fa a saperne di più?
chi dovrebbe svelare questi arcani?

Postato da: nunzia1978 a 15:32 | link | commenti
rifiuti, marigliano, ambiente life

vulcano buono?

 a me sembra una cattedrale per autocelebrazioni...
vedremo negli anni se porterà sviluppo, occupazione...
intanto la precisione dei napoletani ha fatto in modod che i lavori non fossero ultimati.
che efficienza!

Postato da: nunzia1978 a 14:07 | link | commenti (1)

martedì, 04 dicembre 2007
cava marinelli ed ecoballe

è di questa sera la notizia che il commissariato di governo ha propinato al comune di casamarciano quello che nei fatti è l'ennesimo protocollo d'intesa capestro.
 
nel protocollo si converrebbe che la cava marinelli venga occupata dal commissariato, e che in quello spazio venga portato avanti un non meglio dettagliato processo di ricomposizione morfologica che, seguendo un procedimento sperimentale (dell'enea) utilizzerebbe balle trattate (non è specificato con quale procedimento) e/o (davvero c'è scritto e/o) inertizzate miste a cemento.
in cambio le comunità vedrebbero (il condizionale è più che necessario) accordato quello che è un loro diritto fondamentale, ovvero non avere il proprio territorio sventrato da ulteriori 50 milioni di coltivazioni di materiali edili (come invece è previsto dal PRAE)
 
com'è ovvio tanto la maggioranza, quanto l'opposizione che i cittadini rappresentanti dell'unità di crisi costituita presso il comune di casamarciano hanno convenuto che nessun passo vada compiuto nella direzione di un accordo con il commiissariato.
 
tuttavia l'allarme resta altissimo, e presente il rischo che qualcuno "vacilli":
- si vuol, barattare la cava marinelli con le ecoballe: questo è inaccettabile e immorale, tanto più se si pensa che probabilmente la cava sarà sequestata ugualmente e che in più nei prossimi giorni il tar dovrà pronunciarsi nel merito del ricorso avverso al piano regionale delle attività estrattive
- si gioca con la paura delle comunità locali di vedere invaso il proprio territorio e si propone loro un accordo-truffa sfruttando l'oggettiva asimmetria nei rapporti di forza tra il commissariato-prefetto e comunità locali
- si vuol proporre un accordo che, sul piano tecnico-scientifico in nulla garantisce i procedimentio di ricomposizione morfologica della cava (ricomposizione che è obbligatoria per legge, sic) perché si richiama ad una tecnica sperimentale mai verificata (come se stessero proponendo un protocollo sperimentale ad un malato terminale, per il quale nulla più c'è da tentare)
- si sceglie ancora una volta lo strumento del protocollo d'intesa, una formula che non ha forza di legge e che in nessuna parte sarebbe impugnabile, qualora il commissariato volesse per l'ennesima volta fare carta straccia di un accordo tra istituzioni.
 
si ripetono scenari del passato: oltre alla mobilitazione di popolo, l'unica strada da seguire rimane, dunque, quella della denuncia per disastro ambientale
 
casamarciano, lì 3 dicembre 2007

una precisazione
Occorre tuttavia una precisazione per onor di cronaca:
1) è espressamente prevista la classificazione (finalmente) come Area ZAC (Zona Altamente Critica). In breve: viene ufficializzato il livello di criticità ambientale (cosa che ad oggi non è stata fatta dal Commissario ad Acta per il PRAE  e dunque poste le basi per la definitiva chiusura di qualsiasi cava (e la ricomposizione ambientale).
2) l'eventuale utilizzazione a sito di stoccaggio provvisorio è rimandata ad uno studio in ordine all'inertizzazione delle balle.
3) I poteri commissariali, in situazione di emergenza, consentirebbero di prescindere comunque dall'accordo programmatico

Postato da: nunzia1978 a 17:56 | link | commenti
campania, cdr , cava, ecoballe, tufino, casamarciano, marinelli

sabato, 01 dicembre 2007
scarico dell'inceneritore ad Acerra

SCARICO INCENERITORE ACERRAsono stata a visitare l'inceneritore di Acerra, ovviamente dai campi circostanti, ed ho ammirato lo splendido tubo da 100 (credo), che, dall'impianto scaricherà direttamente nel
scarico inceneritore acerralagno adiacente i reflui...
ma di che reflui si tratta?
c'è una scolo dellautorizzazione?
SI TRATTA DI UNO SCARICO AUTORIZZATO?
il comune di Acerra interrogato sulla questione non risponde

Postato da: nunzia1978 a 20:22 | link | commenti (4)
rifiuti, inceneritore, termovalorizzatori, impregilo, acerra

assise napoli

Domenica 2 dicembre 2007 alle ore 10.30 in Palazzo Marigliano alla via S.Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, si riuniranno le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia per discutere il seguente tema: "La discarica Lo Uttaro: un disastro annunciato. Relazioneranno: Giulio Finotti, giornalista, Giovanna Maietta, Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta, e Bruno Orrico, già responsabile della struttura tecnica commissariale dal 1993 al 2003.
-Martedì 27 novembre 2007, ore 16.30 a Palazzo Serra di Cassano, in via Monte di Dio 14 - Napoli Remo Bodei, Ulderico Pomarici, Geminello Preterossi e Gianni Vattimo inaugureranno l'anno accademico della Società di studi politici con una tavola rotonda sul tema:
LA FILOSOFIA IN SOCCORSO DEI GOVERNI

Postato da: nunzia1978 a 19:40 | link | commenti