ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.
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Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti.
la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli
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in seguito alla missiva ricevuta il 4 agosto 2007 in cui veniva calorosamente richiesta una mia visita presso gli impianti del gruppo Bruscino,
sono lieta di comunicarti che il comitato che presiedo ha accolto l'invito.
pertanto ti chiedo, caro Angelo, di poter avere qualche disponibilità (possibilmente di pomeriggio dalle 16,00 in poi oppure di sabato) in modo da poter scegliere una data insieme agli altri componenti e comunicartela in tempo utile.
resto in attesa di un riscontro.
per il comitato
cordialmente
Nunzia Lombardi
carissimi,
mi comunicano che domani domenica 30 settembre sia il tg3 nazionale (ore 14 o ore 19) che sky news 24 (circa ore 22.40) ritrasmetteranno in modo integrale l'intervista gia trasmessa da tg3 l'altro ieri e il documentario su tutta la storia di Acerra e analisi (fatto molto bene) da sky news.
se registrate e fate dvd fatemi sapere
cordiali saluti
antonio marfella
ANCORA IN PIAZZA
Ancora in piazza! Ancora proteste contro un autentico attentato alla salute pubblica, alla legalità e alla democrazia. Tutto questo è Lo Uttaro e altro ancora.
Sabato alle 9,30 il Comitato Emergenza Rifiuti, richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica, su una vicenda di inaudita gravità e le cui conseguenze sono ormai sentite e subite da tutta la conurbazione casertana oppressa da un puzzo tremendo e dalla certezza che da questa crisi non si esce, ha deciso di scendere in piazza.
Undici mesi di lotta, proposte alternative, denunce e tanti, troppi silenzi di chi in nome del popolo dovrebbe garantire la nostra salute, la salubrità dell’aria. Eppure non solo non ha mai ritenuto di ascoltare la società civile, ma non ha neanche prodotto un piano e dato la percezione che la fine del tunnel è vicina.
Gandhi affermava che: “Chi dice di lavorare per te, ma lo fa senza di te, vuol dire che sta lavorando contro di te”.
I controlli nella discarica hanno dimostrato numerose illegalità nella gestione. Dichiarazioni false di funzionari pubblici per far realizzare una discarica illegale in un sito illegale, già devastato da rifiuti che hanno inquinato la falda freatica e compromesso l’ecosistema, dove sono stati sversati rifiuti anche pericolosi, dimostrano, in modo inequivocabile, come in nome di scelte interessate e di una carriera politica De Franciscis abbia svenduto il nostro territorio incurante delle minime regole di democrazia, trasparenza e competenza.
Dopo 11 mesi nessun piano provinciale e nessuna alternativa a Lo Uttaro, nonostante le numerose proposte che sono arrivate dal Comitato e dalle più alte competenze scientifiche di questa regione. Nessuna raccolta differenziata e nessuna certezza sull’organizzazione di questo fondamentale servizio per superare la questione dello smaltimento dei rifiuti.
I decisori politici si sono arroccati in un colpevole silenzio, che ha generato un pericoloso distacco con i cittadini rispetto alla politica e alle istituzioni. Scendere in piazza è giusto! Protestare è giusto!
Non sfugge al Comitato Emergenza Rifiuti il disagio di diverse forze politiche e sociali, come non sfugge il tentativo di strumentalizzazione di un movimento, che si è sempre cercato di sminuire, boicottare e screditare in ogni modo.
Occorre che queste forze politiche e sociali sappiano che, al di là delle parole, oggi la gente si aspetta fatti precisi e chi ha responsabilità di governo dovrà assumersele tutte. Nessun doppiezza è ormai tollerabile. Chi ha il potere di decidere o di partecipare alle decisioni, agisca di conseguenza. La situazione è al limite e occorre con urgenza un’alternativa a questo stato di cose.
Il Comitato Emergenza Rifiuti, già dal dicembre 2006 ha presentato, inascoltato, una precisa piattaforma per superare la cosiddetta emergenza rifiuti. Le istituzioni locali non hanno fatto, invece, un solo passo avanti. Che si organizzi, finalmente, un confronto pubblico, che si avviino i programmi per la raccolta differenziata (le sessioni di assestamento di bilancio saranno la prova), che le istituzioni locali si aprano alla democrazia, alla partecipazione e al controllo popolare.
Che la discarica illegale e abusiva di Lo Uttaro si chiuda e che si avvii la messa in sicurezza e bonifica di tutta la zona. Ora!
Caserta, 28 settembre 2007
Comitato Emergenza Rifiuti
guardate questo video, parla dell'agrimonda, un deposito di fitofarmaci andato in fumo 12 anni fa e mai bonificato
http://video.libero.it/app/play/?id=3d0e4af4ad05a7954d8e497cf2efa0a5
inoltre per chi ha SKY stasera è stata annunciata una trasmissione sulla
diossina e i pastori morti.
Il canale è SKY TG 24 alle 22.25.
vediamoci.
scrivimi nulombar@hotmail.com
Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI -
sezione: INPRIMOPIANO - data: 2007-09-19 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE
IL CASO
Diossina, valori «fuori norma» nel sangue del medico che mangia verdura coltivata accanto alle discariche
di FABRIZIO GEREMICCA
NAPOLI — C'è un convitato di pietra, alla tavola dei napoletani, edè la diossina,sostanza che svolge un ruolo non secondario nell'insorgere di varie patologie: disturbi endocrini, disfunzioni del metabolismo, endometriosi, fino all'Alzheimer e al cancro. Lo ha scoperto un medico napoletano, Antonio Marfella, il quale lavora alPascaleesiè sottoposto, a sue spese, ai test che rilevano i livelli di diossina nel corpo umano. Si è dunque rivolto al Consorzio Interuniversitario Nazionale La Chimica per l'Ambiente, che ha sede a Porto Marghera, e, per le controanalisi, ai Pacific Rim Laboratories, in Canada. Gli strumenti hanno riscontrato 74 picogrammi di diossina per grammo, oltre 7 volte il livello base di riferimento in città industriali, che è di 10 picogrammi per grammo. I valori delle analisi di Marfella sono peggiori perfino rispetto a quelli che i 2 laboratori hanno riscontrato negli organismi di Giampiero Angeli e di Mario Cannavacciuolo, gli altri due uomini cavia che si sono sottoposti all'indagine: 45 picogrammi per grammo nel primo caso, 47 nel secondo caso.
Angeli vive a Castelvolturno, a mezzo chilometro dal luogo in cui, come ha accertato una inchiesta del procuratore Donato Ceglie, sono stati illegalmente sversati e sepolti i fanghi tossici provenienti dagli impianti industriali di Porto Marghera. Cannavacciuolo è un pastore di Acerra e risiede in località Pantano, a un passo dal costruendo inceneritore, in quegli ettari di terreno avvelenati dagli sversamenti abusivi di diossina effettuati dalla Pellini e dagli scarichi incontrollati della Enichem. E' il fratello di Vincenzo, il pastore ucciso da un tumore sei mesi fa, dopo che centinaia di pecore del suo gregge, avvelenate dalla diossina accumulata in anni di pascolo sui terreni acerrani, sono morte o sono state abbattute. Nel sangue di Vincenzo Cannavacciuolo, prelevato poco prima che morisse e pure inviato per le analisi a Porto Marghera ed in Canada, sono stati riscontrati valori di diossina pari a 255 picogrammi per grammo. «Se i risultati relativi ai Cannavacciuolo e al colonnello Angeli, per quanto preoccupantissimi, erano in un certo qual modo attesi - ragiona Marfella - il dato della diossina presente nel mio organismo è inaspettato.
Quando, ad aprile, la Protezione Civile presentò lo studio sulla correlazione tra sversamento incontrollato dei rifiuti e mortalità — suddividendo i comuni campani per classi di rischio - il capoluogo regionale fu infatti inserita nella fascia ad allarme meno elevato. Il motivo è evidente: chi vive incittà-in particolare io abito nel centro storico - non coabita con discariche illegali, come chi risieda ad Acerra, a Giugliano, a Villaricca o a Castelvolturno».
Proprio a Napoli, invece, sembrerebbe che il rischio diossina sia più elevato che altrove. Un paradosso solo apparente, ragiona il medico-cavia. Spiega, infatti: «Stiamo parlando di una sostanza liposolubile e persistente, assunta per il 90% tramite la catena alimentare. Napoli si approvvigiona di frutta e verdura esattamente in quelle zone, un tempo agricole, ora non saprei come definirle, che sono state prescelte dalle ecomafie per sversare i rifiuti o dove sono state aperte discariche legali e mal gestite. Che la diossina ci arrivi direttamente in tavola, lo si poteva immaginare. Le mie analisi non fanno che dare sostegno a questa ipotesi. Si aggiunga che vivere in una metropoli espone in misura particolarmente elevata anche ad altre forme di inquinamento da diossina, traffico automobilistico in primis, ed ecco che il pericoloa Napoliè piùche mai grave». Non solo nella metropoli, peraltro. Calcolando la media dei valori riscontrati nei quattro soggetti che hanno effettuato le analisi - Marfella, Angeli, Vincenzo e Mario Cannavacciuolo - risultano 105 picogrammi di diossina per grammo, valore dieci volte superiore alla soglia di riferimento. Essendo prelievi effettuati su persone che abitano in comuni differenti della regione - Napoli, Acerra, Castelvolturno - appare chiaro che l'emergenza riguarda sia chi vive ad un passo dagli sversatoi, sia chi consuma i prodotti coltivati nei campi limitrofi alle discariche illegali, a quelle mai bonificate e a quelle utilizzate dalle ecomafie. Marfella lancia perciòun appello: «Urgono interventi radicali. Penso alle bonifiche, ovviamente, al monitoraggio puntuale del territorio per impedire i traffici dei rifiuti, ma anche a programmi di screening della popolazione che verifichino su campioni significativi i livelli di diossina accumulati da chi vive in Campania». Eppure, ancora oggi, non un solo labor atorio in regione è attrezzato per testare la diossina nell'ambiente, men che meno nell'uomo. I tre volontari - cavia, infatti , sono stati costretti a rivolgersi altrove ed hanno speso per ogni analisi circa 1600 euro. Ad Agnano c'è un centro di analisi dell'Arpac, con strumenti idonei per misurare le diossine nelle matrici ambientali. Nonè ancoraentratoinfunzione. Luciano Capobianco, il direttore dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente, garantisce però che bisognerà attendere ancora poco: «Stiamo collaudando i macchinari, entro due o tre mesi andremo a regime». Alla luce dell'emergenza campana, secondo Marfella, sarebbe opportuno che fosse attrezzato anche per misurare la diossina nell'uomo.
L'area dell'inceneritore di Acerra e una pecora morta per la diossina Antonio Marfella
per la pubblicazione dei dati dell'assise di domenica mattina sono in attesa di alcune precisazioni,
appena possibile li pubblicherò.
A ESPOSITO GENNARO GIA’ DIOSSINO……..
CON TANTI AUGURI DA ANTONIO MARFELLA
'A livella (UN PO RIVISITATA……..)
Ogn'anno,il due novembre,c'é l'usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll'adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn'anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza.
St'anno m'é capitato 'navventura...
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo,e che paura!,
ma po' facette un'anema e curaggio.
'O fatto è chisto,statemi a sentire:
s'avvicinava ll'ora d'à chiusura:
io,tomo tomo,stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.
"Qui dorme in pace il grande Cavaliere
Padrone di TV da Tripoli a Belluno
ardimentoso imprenditor di mille imprese
morto l'11 maggio del 2031"
'O stemma cu ' o biscione 'ncoppa a tutto...
...sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
cannele, cannelotte e sei lummine.
Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore
nce stava 'n 'ata tomba piccerella,
abbandonata……,senza manco un fiore;
pe' segno,sulamente 'na crucella.
E ncoppa 'a croce appena se liggeva:
"Esposito Gennaro – già DIOSSINO":
guardannola,che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!
Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo...
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava
ca pur all'atu munno era fetente?
Mentre fantasticavo stu penziero,
s'era ggià fatta quase mezanotte,
e i'rimanette 'nchiuso priggiuniero,
muorto 'e paura...nnanze 'e cannelotte.
Tutto a 'nu tratto,che veco 'a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia...
Penzaje:stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato...dormo,o è fantasia?
Ate che fantasia; era 'o Arcorese:
c'o' tubbo, doppio petto e cera a mano…..;
chill'ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu 'na scopa mmano.
E chillo certamente è don Gennaro...
'o muorto avvelenato...l’acerrano!
'Int 'a stu fatto i' nun ce veco chiaro:
so' muorte e se ritirano a chest'ora?
Putevano sta' 'a me quase 'nu palmo,
quanno o Arcorese se fermaje 'e botto,
s'avota e tomo tomo..calmo calmo,
dicette a don Gennaro:"Giovanotto!
Da Voi vorrei saper,vile napoletan carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir,per mia vergogna,
accanto a me che sono milanese e blasonato!
La casta è casta e va,si,rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava,si,inumata;
ma seppellita in Campania, con la MIA spazzatura!
Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza avvelenata e puzzolente,
fa d'uopo,quindi,che cerchiate una discarica
tra i vostri pari,tra la vostra gente"
"Don Arcorese ……,nun è colpa mia,
i'nun v'avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie poi emigrata è stata a ffa' sta fesseria,
i' che putevo fa' si ero muorto?
Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse
e proprio mo,obbj'...'nd'a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n'ata fossa".
"E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi Cavaliere e titolato
vi avrei già dato a Bossi per violenza……"
"Famme vedé..-e pigliateli fucili e violenza...
'A verità, Cavalie’,mme so' scucciato
'e te senti;e si perdo 'a pacienza,
mme scordo ca so' muorto e so mazzate!...
Ma chi te cride d'essere...nu ddio?
Ccà dinto,'o vvuo capi,ca simmo eguale?...
...Muorto si'tu e muorto so' pur'io;
ognuno comme a 'na'ato é tale e quale".
"Lurido porco!...Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
e senza un picogrammo di diossina
da fare invidia a Principi Reali?".
"Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!!
T''o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella
che staje malato ancora e' fantasia?...
Pure se io so mmuorto primme e te……
'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.
'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Io, grazie a te,
so mmuorto pa’ diossina ….
non DIESSINO……..
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda)
Domenica 16 settembre 2007, alle ore 10.30, in Palazzo Marigliano, alla via
S. Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, si riuniranno le
Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, che affronteranno i
seguenti temi:
"Energie alternative e pulite". Relazionerà: Prof. Massimo Dentice
D'Accadia, Docente di Energetica presso l'Università di Napoli Federico II;
"Inquinati dentro: biomonitoraggio delle diossine, PCB e metalli pesanti su
cittadini campani, presentazione e discussione dei risultati preliminari".
Relazioneranno: Col. Giampiero Angeli; Dott. Antonio Marfella,
tossicologo-oncologo della Fondazione G. Pascale di Napoli.
Presiederà Gian Battista de' Medici, geologo.
è capitato questo evento una mattina, sotto i miei occhi, ovviamente lo aspettavamo, ma i cuccioli ci hanno sorpreso più di quanto potessi pensare: sono nati, la madre affaticata, ma senza neppure lamentarsi troppo li ha cacciati in poco tempo: 8 cuccioli.
è stato tutto naturale per lei, 1 è morto e lei stessa, Lara, ha provveduto a seppellirlo, dopo aver cercato invano di animarlo.
che meraviglia la vita animale.
il maschio, jach, non si può avvicinare alla cucciolata.
sono rimasta così sorpresa dalla naturalezza del parto che mi è passata la paura di diventare mamma.
7 stelline adesso ci fanno compagnia,
che meraviglia!
questo blog non vole mostrare solo le cose brutte, ma magri anche ciò che la
natura sa donarci.
Indagini citogenetiche in pecore esposte alle diossine
(sintesi)
Leopoldo Iannuzzi, Dirigente di Ricerca, CNR-ISPAAM, Laboratorio di Citogenetica Animale e Mappaggio Genetico, Napoli. Tel 081-5964977; fax 081-5965291; E-mail: leopoldo.iannuzzi@ispaam.cnr.it
In seguito all’emergenza diossina (2002), l’ASL-NA4 nel 2003 si rivolse a noi per cercare di capire se vi era un nesso tra la nascita di agnelli deformi e possibili danni genetici. A tale scopo e con fondi nostri, facemmo un primo studio preliminare su pecore esposte a “relativamente” bassi livelli di diossine (5,2 pg/g di grasso) e sotto sequestro giudiziario in quanto, per legge, le diossine non devono superare il valore di 3 pg/g di grasso. Tale allevamento era di Brusciano (NA) ma la zona di pascolo era quella del Nolano-Acerrano. Tutti gli animali di questo allevamento sono stati poi distrutti entro il dicembre 2003, insieme ad altre 12.000 animali tra ovi-caprini, bovini e bufalini.
Di questo allevamento, ci furono consegnati campioni di sangue periferico prelevato da veterinari dell’ASL-NA4. Sangue (linfociti) di 24 pecore venne messo in coltura seguendo due protocolli diversi in quanto abbiamo sottoposto gli animali a due test citogenetici incrociati: uno tendente ad appurare il numero di gaps, rotture cromosomiche e cromatidiche, frammenti e aneupliodia; l’altro tendente a stabilire il numero di scambi intercromatidici (SCEs). Per entrambi i test sono state studiate, per ogni animale, almeno 50 cellule per il primo test e 35 cellule per il secondo test, ricavandone un valore medio per animale e, poi, per gruppo di animali. Questi test sono stati applicati, contemporaneamente, su 10 pecore di controllo della stessa fascia di età e razza ma allevate nel monte Matese (zona sicuramente non contaminata). Entrambi i test hanno dato incrementi altamente significativi sia del numero di anomalie cromosomiche (CA=somma di gaps, rotture cromosomiche e cromatidiche, frammenti), sia si SCEs. In particolare, il numero di anomalie cromosomiche per cellula (CA/cell) è risultato 4 volte il controllo. I risultati di questo primo studio sono stati pubblicati sulla rivista internazionale inglese “Mutagenesis” (Iannuzzi et al., 2004).
Il secondo studio, finanziato dal Comune di Acerra con un progetto triennale dal titolo “Monitoraggio ambientale mediante test citogenetici applicati alle popolazioni zootecniche allevate nel Comune di Acerra”, è stato eseguito su due allevamenti di pecore, uno del Comune di Acerra (Gregge A = 34 animali), l’altro del Comune di Somma Vesuviana (NA) (Gregge B = 42 animali), ma la zona di pascolo era sempre quella dell’Nolano-Acerrano. Nel latte dei due greggi furono rinvenute diossine in quantità di 50,65 e 39,51 pg/g di grasso, rispettivamente, nei greggi A e B. Mentre dell’allevamento B non si dispone di dati aziendali, anche perché gli animali di questo allevamento furono distrutti nel dicembre 2003, dell’allevamento A, tuttora sottosequestro giudiziario, si dispongono di dati ufficiali dell’ASL-NA4 con morte di circa 1000 animali dal 2003 ad oggi e la nascita (dati dell’allevatore) di moltissimi agnelli malformati, nonché di percentuali di aborti al 2-3° mese di gravidanza molto alte (intorno al 12% delle nascite). Ad aggiungere danni per questa famiglia di allevatori c’è anche da annoverare, purtroppo, la morte dell’allevatore avvenuta qualche settimana fa per un tumore devastante.
Dai dati ASL-NA si evince che il 71% dei campioni di latte controllati sono risultati positivi alle diossine (dose superiore ai 3 pg/g di grasso). Ma il dato più sorprendente è che la sola TCDD (la più tossica e cancerogena delle diossine) è stata trovata con valori medi di 1,44 pg/g nel 90% dei campioni. Tale valore è circa 13 volte quello riscontrato a livello nazionale (0,11 pg/g di grasso).
Anche questi due allevamenti sono stati studiati seguendo i due protocolli prima riportati ed utilizzando 20 pecore di controllo ed allevate al pascolo in zone non contaminate. I risultati sono stati molto più eclatanti rispetto al primo studio in quanto la fragilità cromosomica riscontrata (media CA/cell) è risultata essere da 8 e 14 volte il controllo, rispettivamente, negli allevamenti A e B. Anche il test dell’SCE ha dato valori molto più alti sia rispetto al controllo, sia rispetto alle stesse pecore esposte a bassi livelli di diossine (primo studio). I risultati di questo secondo studio sono stati pubblicati sempre su Mutagenesis (Perucatti et al. 2006).
In sostanza, le due ricerche ci dicono:
a) il genoma delle pecore che vivono in questi territori è potenzialmente più esposto a mutazioni genetiche di quanto non lo sia quello di pecore che pascolano in ambienti non contaminati;
b) le pecore, alimentandosi esclusivamente con pascoli naturali, rappresentano i migliori indicatori biologici dell’inquinamento ambientale (sentinelle) e quindi della catena alimentare;
c) tali controlli andrebbero fatti con cadenze annuali o biennali anche su altre specie animali;
d) andrebbero condotte indagini ambientali molto più dettagliate (poco o niente si sa di altre sostanze tossiche presenti nell’ambiente e derivanti da discariche abusive);
e) andrebbero condotte analisi per la ricerca delle diossine anche nel latte delle donne per verificare se c’è stato passaggio da animale ad uomo e in quale entità;
f) solo dopo queste indagini si potrà pensare di bonificare almeno le zone più inquinate, trattandosi di un territorio molto vasto (praticamente le province di Napoli e Caserta).
Purtroppo, le nostre ricerche sono ferme al dicembre 2005 in quanto il Comune di Acerra (unico Ente finanziatore), inspiegabilmente, non ha ritenuto di versare le rimanenti due annualità (la ricerca doveva concludersi nel 2007 con controlli anche su altre specie).
Referenze
Iannuzzi L, Perucatti A, Di Meo GP, Polimeno F, Ciotola F, Incarnato D, Peretti V, Caputi-Jambrenghi A, Pecoraro A, Manniti F, D’Alessandro, G. Vonghia. Chromosome fragility in two sheep flocks exposed to dioxins during pasturage. Mutagenesis 19 (5): 355-359 (2004).
Perucatti A, Di Meo G.P., Albarella S, Ciotola F, Incarnato D, Caputi Jambrenghi A, Peretti V, Vonghia G, Iannuzzi L. Increased frequencies of both chromosome abnormalities and SCEs in two sheep flocks exposed to high dioxin levels during pasturage. Mutagenesis 21: 67-75 (2006).
Napoli, 23/05/07
Prof./Dr. Leopoldo Iannuzzi
Serre 07.09.2007 Ore 8.47
COORDINAMENTO EMERGENZA AMBIENTALE
SERRE (SA)
MOVIMENTO “SERRE PER LA VITA” - ASSOCIAZIONE ONLUS
“LA VOCE DELLE DONNE” - COMITATO “SERRE PER I DIRITTI”
NO ALLA MEGADISCARICA!!!
NO AL PROTOCOLLO D’INTESA!!!
INVITIAMO I CITTADINI DI SERRE E DI TUTTO IL TERRITORIO
DEGLI ALBURNI A RIFLETTERE SU ALCUNI QUESITI:
1. PERCHE’ A MACCHIA SOPRANA SIAMO PASSATI DA UNA DISCARICA DI 320 MILA MC AD UNA DI 930 MILA MC, SENZA CHE I CITTADINI FOSSERO MINIMAMENTE INFORMATI ?
2. PERCHE’ IN REGIONE CAMPANIA E’ STATO APERTO SOLO IL SITO DI MACCHIA SOPRANA, MENTRE LA COSTRUZIONE DELLE ALTRE DISCARICHE PROVINCIALI, PREVISTE DALLA LEGGE, NON È NEANCHE INIZIATA ?
3. PERCHE’ IL COMUNE DI SERRE, NEL CASO DI MACCHIA SOPRANA, NON SI E’ COSTITUITO CONTRO IL COMMISSARIATO A DIFESA DELLA SALUTE DEI PROPRI CITTADINI COME HANNO FATTO ALCUNI SERRESI, L’AMMINISTRAZIONE DI POSTIGLIONE E LA MINORANZA DEL COMUNE DI SICIGNANO ?
4. PERCHE’ SOTTRARRE AI SERRESI LA DISPONIBILITA’ DI TUTTO IL BOSCO DI MACCHIA SOPRANA E SOTTANA ?
5. PERCHE’ A DISTANZA DI DUE MESI DALL’APERTURA DEL SITO DI STOCCAGGIO, NON SONO STATI ANCORA INTRAPRESI INTERVENTI IGIENICO-SANITARI A PROTEZIONE DELLE NUMEROSE FAMIGLIE CHE VIVONO IN PROSSIMITA’ DELLA DISCARICA COME PREVISTO DALLA NORMATIVA VIGENTE E PRESCRITTO DALL’ARPAC ?
“VOGLIAMO ESSERE ASCOLTATI E VOGLIAMO RISPOSTE PRECISE ALLE NOSTRE DOMANDE.
IL TERRITORIO E’ DEI CITTADINI E SIAMO NOI A DECIDERE SUL NOSTRO FUTURO.”
RIUNIAMOCI TUTTI
DOMENICA 9 SETTEMBRE ALLE ORE 9,00 IN VIA UMBERTO I NEI PRESSI DELL’INCROCIO CON VIA TEMPONE DEL CASTELLO.
Movimento “Serre per la Vita”
Comitato “Serre per Diritti”
Associazione Onlus “La Voce delle Donne”
www.serreperlavita.it
In tutte le città d'Italia sabato 8 settembre si raccoglieranno firme per una legge popolare per un parlamento pulito . A Napoli in piazza Dante e dei Martiri dalle 17 alle 21.
Ci sarà un collegamento in diretta con Grillo a Bologna, filmati, musica.
www.beppegrillo.it
RIFIUTI, DATI ISTAT
Campania: nel 2006
produzione stabile,
male differenziata
NAPOLI. È l’enigma che nessuno riesce a risolvere: in Campania la produzione dei rifiuti non aumenta, anzi,
secondo i dati Istat, nel 2006 è rimasta stabile.
Ciò nonostante nelle strade i cumuli sono rimasti in bella vista per molto più tempo.
Il problema, quindi, è nella incapacità di far funzionare la raccolta differenziata.
In Campania nel 2006 si registra una media dei rifiuti urbani raccolti pari a 579,4 kg per abitante, un valore
inferiore sia alla media dell’Italia (633,9 kg per abitante) sia alla media del Sud (590,5 kg per abitante).
Il tasto dolente perciò è quello della raccolta differenziata, dove l’incremento rispetto al 2005 è pari al
5,5% contro un incremento medio del 21,7% per i comuni del Sud.
Questi i dati rilevanti emersi dall’indagine Istat “Indicatori ambientali urbani” pubblicata ieri.
Rispetto al 2005, riferisce l’Istat, si registra un incremento dei rifiuti urbani raccolti (+1,3%), come per
gli altri comuni del Sud e leggermente inferiore all’incremento medio degli 111 comuni analizzati (+1,6%). La percentuale di raccolta differenziata in Campania fa registrare un valore nel 2006 pari al 9,6%, minore di quello medio del Sud (10,1%). Benevento è il comune campano dove è più diffusa la raccolta differenziata (12,1%). Napoli, in particolare, presenta dati molto simili agli altri comuni meridionali, con 592,7 kg di rifiuti urbani per
abitante, con un 10,2% raccolto in modo differenziato; le variazioni, rispetto
al 2005, sono, rispettivamente pari a +1,3% e +6,9%. Tali dati non evidenziano peculiarità nemmeno
rispetto alle grandi città del Sud sia in termini di raccolta totale sia in termini di percentuale di raccolta
differenziata. In conclusione, riferisce l’Istat, l’emergenza rifiuti, a Napoli e nella regione Campania in generale,
è un problema legato al recupero e allo smaltimento degli stessi, in quanto la loro produzione è piuttosto stabile mentre la raccolta differenziata è aumentata solo di poco.