ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.
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Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti.
la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli
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LA GRANDE PUZZA. ANCORA BUGIE
La città, ormai da settimane è avvolta da un puzzo nauseabondo e la causa di questo tanfo a larghissimo raggio di estensione (diversi km di distanza) è senza ombra di dubbio la discarica di Lo Uttaro. In vista di un’agognata e tanto pubblicizzata bonifica dei siti preesistenti alla discarica, stoccaggio e trasferenza, qualcuno potrebbe pensare che l’accentuazione del persistente puzzo sia dovuto alla rimozione a fini di bonifica di questi due siti. Purtroppo da una verifica presso il comune e da un sopralluogo di stamattina, abbiamo avuto conferma che nell’area Lo Uttaro non è stato prelevato alcunché. Nessuna bonifica sinora. A Lo Uttaro, allo stato attuale, l’immondizia arriva solamente e in grandi quantità quindi la puzza dilagante viene semplicemente dalla discarica illegale e pericolosa del Commissario di governo, di De Franciscis e Petteruti. Una discarica sorta, come più volte abbiamo evidenziato (anche dinanzi ai giudici), su rifiuti già sversati abusivamente e poi mal gestita dal consorzio Acsa CE3 che per inefficienza e indebitamento non rientrerà neanche nella gestione della differenziata. Si può dire che la città sta raccogliendo quello che i decisori politici hanno seminato, e cioè monnezza e puzza, per non parlare degli scheletri che aleggiano dietro la gestione dei rifiuti. E questo stato di cose durerà per anni. Altro che policlinico! Neanche il senato accademico della SUN pare che abbia nulla da dire a riguardo.
Ma c’è di più, così come sancito solennemente nel protocollo d’intesa e garantito dal commissario di governo, a Lo Uttaro avrebbero dovuto arrivare i rifiuti della provincia di Caserta proveniente dall’ex Cdr di Santa Maria Capua Vetere. Non è stato così, ad esempio, il comune di Grazzanise e altre comunità locali facenti capo al Consorzio CE4 hanno potuto, solo grazie ad una specifica ordinanza prefettizia, sversare nella discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro, impediti in precedenza per la saturazione dell’impianto ex CDR per il “pre-trattamento” a causa dell’ingorgo creato dall’enorme massa di rifiuti provenienti dalla provincia di Napoli. Altro che protocollo d’intesa! Cos’hanno da dire a riguardo Petteruti e De Franciscis? I cittadini di Caserta e del suo hinterland, aldilà delle sentenze dei giudici prossime ad essere pronunciate, la risposta su cosa si dovrebbe fare se la sono già data e da tempo. In un paese normale fatto di amministratori capaci questo non sarebbe mai accaduto. Da noi accade, forse perchè i nostri amministratori sono lontani dal sentire gli odori che percepiscono la gente semplice nauseati dal fastidio e dalla consapevolezza che hanno fatto di questa città la terra dei liquami con l’assurda pretesa di far convivere alberghi a cinque stelle, uffici pubblici, ospedali e residenze private in mezzo a discariche, cave, cementifici e quant’altro. Una grande abbuffata di intrecci di interessi vari e di affari di ogni tipo. Le alternative esistono per cambiare tutto ciò e il Comitato le ha indicate sin dall’inizio di questa vicenda. Come esiste il potere di poter risolvere i grandi problemi che ci attanagliano e alcune domande sorgono spontanee: Perché dopo circa 10 mesi la Provincia non ha fatto il piano rifiuti? Perché non sono iniziati i lavori della nuova discarica? Perché non si fa la raccolta differenziata? Perché non si fa il nuovo appalto per il servizio di igiene urbana?
Caserta, 24 agosto 2007
Giuseppe Messina - Giovanna Maietta - Antonio Roano
Carissimo Angelo Bruscino,
ho letto con piacere l'invito che mi fai a visitare gli stabilimento di tua proprietà, ti dico fin da ora che accetterò volentieri ,
ovviamente poichè credo che l'invito non sia strettamente personale, ma piuttosto diretto alla squadra di lavoro che condivide gli obiettivi di cui mi faccio portavoce verrò in compagnia di altre autorevoli persone con cui lavoro e collaboro.
ti prego per questo di lasciarmi un recapito telefonico in modo da poterti contattare appena, gli impegni già presi per i prossimi giorni, mi lasceranno qualche minuto libero per poter venire.
colgo l'occasione per complimentarmi con te per la tua brillante carriera,
nonostante la tua giovane età ho appreso, pochi mesi fa, di una tua pubblicazione che però ancora non ho avuto modo di leggere.
la tua storia parla di successi, vittorie e popolarità,
sei una persona fortunata, non lo dimenticare...
il presidente
Nunzia Lombardi
MILANO (Reuters) - Il consiglio di amministrazione di Impregilo, dopo aver preso atto del sequestro preventivo dei conti della società da parte del Tribunale di Napoli, in attesa della pronuncia della Corte di Cassazione, conferma i piani di sviluppo della società e conferisce l'incarico a Mediobanca.
Lo si legge in una nota diffusa dalla società al termine del cda di oggi.
"Il consiglio di amministrazione, in attesa della pronuncia definitiva da parte della Corte di Cassazione - si legge nella nota - ... ha confermato i piani delle attività in corso ed ha espresso l'unanime proposito di procedere nel mantenimento dei piani per lo sviluppo della società".
"A tal fine il consiglio di amministrazione ha deliberato di conferire incarico a Mediobanca per individuare le soluzioni finanziarie più idonee".
Il 25 luglio scorso Il tribunale del Riesame di Napoli ha confermato il provvedimento del gip del capoluogo campano con cui sono stati bloccati a Impregilo crediti e anticipi per un totale di circa 750 milioni di euro nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura sul ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Campania. Il gruppo è stato inoltre escluso per un anno dalla gare pubbliche su smaltimento e recupero energetico dei rifiuti.
Impregilo ha ribadito la legittimità del proprio operato e ha detto di aver dato mandato ai propri legali di impugnare il provvedimento davanti alla Corte di Cassazione.
La procura di Napoli il 31 luglio scorso ha chiesto il rinvio a giudizio di 28 imputati nell'ambito di questa inchiesta, fra i quali l'ex commissario per l'emergenza rifiuti Antonio Bassolino e l'ex amministratore delegato di Impregilo Pier Giorgio Romiti.
con grande piacere nella posta oggi ho trovato un invito interessante che, appena sarà possibie, intendo accettare unitamente ad altri esponenti del comitato che rappresento;
Carissima Nunzia,
sono Angelo Bruscino, mi permetto di scriverti, prima di tutto perchè ti considero, una donna capace e poi perchè credo che le tue tante battaglie in favore del ns. territorio e dei suoi cittadini, ti abbiano reso persona autorevole e degna di stima.
Con il presente messaggio, vorrei portarti il mio personale invito, a visitare le nostre aziende e a prendere visione di quella che è obbiettivamente la realtà delle cose, affinchè tu possa farti una tua personale idea, del nostro lavoro e delle finalità e degli scopi, che spingono la mia famiglia a investire su questo territorio.
Nella speranza che tu possa cogliere il mio invito.
Cordialmente
Angelo Bruscino
vi segnalo questio link c'è un articolo sui 14 anni di commissariamento, vi copio qui un dato che a me mancava:
http://www.narcomafie.it/articoli_2007/art2_7_2007.htm
Il materiale prodotto dai Cdr doveva avere per contratto al massimo il 15% di umidità. Il decreto Ronchi prevede una percentuale del 25%. La spazzatura che esce dagli inceneritori supera il 30. E la quantità di rifiuti che esce dai sette inceneritori è maggiore di quella in entrata a causa degli additivi. Un disastro.
Eppure il contratto prevedeva, come ricorda il gip Saraceno «l’obbligo di assicurare, nelle more della realizzazione degli impianti di termovalorizzazione, il recupero energetico mediante conferimento del Cdr in impianti esistenti». Insomma, in attesa di costruire l’impianto di Acerra il cartello Impregilo avrebbero dovuto smaltire le ecoballe a proprie spese, ma nessuno ha preteso il rispetto di questa clausola e la spazzatura impacchettata è diventata lo scoglio che fa naufragare ogni speranza di superare la crisi. Non basta. Il subappalto del trasporto di materiali prodotti dagli impianti era vietato, ma solo sulla carta. Le numerose emergenze hanno fatto proliferare le deroghe e il servizio è stato appaltato a una partecipata dei Comuni dell’area Nord (Impregeco), che non avendo, però, i mezzi necessari lo ha a sua volta subappaltato a una miriade di padroncini. E così davanti agli inceneritori restano per ore, ma a volte anche per giorni, camionisti pagati in nero.
A costituire l’inferno in cui si dibattono i napoletani hanno, sempre secondo i magistrati, collaborato i responsabili del commissariato. Sono stati loro a non vedere (o a non voler vedere) che le apparecchiature montate nei Cdr erano diverse da quelle progettate, che ai rifiuti veniva aggiunta plastica per renderli più secchi, che le analisi sui prodotti venivano falsificate
Tutto in nome dell’emergenza. Tanto che il sub-commissario Raffaele Vanoli nel 2002 in previsione dell’estate dispone un prolungamento dell’orario di apertura degli impianti e decide che le verifiche sul Cdr prodotto siano spostate al momento di incenerire le balle. Si domandano i giudici: come faceva Vanoli a sapere che i cumuli di rifiuti per le strade sarebbero cresciuti? Una risposta viene dalle intercettazioni sulle linee dei dipendenti della Fibe. Scrive Rosanna Saraceno nella sua ordinanza: «Dalle intercettazioni emerge che il fermo degli impianti e il blocco nella ricezione dei rifiuti era programmato e attuato quale strumento di pressione verso la struttura commissariale». Tra gennaio e giugno del 2007 l’inceneritore di Caivano si è bloccato 30 volte, venti perché non c’era possibilità di sversare i rifiuti, dieci per incidenti vari.
...
Una preoccupazione più che fondata se si considera che a maggio è stato arrestato il sub-commissario Claudio De Biasio: insieme a Giuseppe Valente, presidente del Ce4 (in quota Forza Italia)
oggi alle ore 16 c'è stato un incendio nella cava che si trova a pollena trocchia tra la ss 162 dir e la ss 268.
l'incendio era sparso su tutta l'area, a macchia di leopardo ed una puzza di rifiuti bruciati mista a fumo nero si spargeva per tutta la zona.
una cava non dovrebbe contenere rifiuti o plastiche , almeno non in italia!ma pollena trocchia evidentemente non è italia.
i pompirihanno domato le fiamme nel pomeriggio ma stasera alle 23 c'erano molti focolai ancora accesi.
pare che le fiamme siano riprese dopo che i vigili del fuoco sono andati via.
anche stanotte respireremo diossina!