ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.
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Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti.
la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli
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zanotelli
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tratto da http://www.internapoli.it/articolo.asp?id=8493
I giudici del Tribunale di Salerno, I Sezione civile, hanno decretato che «per gli abitanti di Serre, la discarica è un rischio per la salute», quindi il tanto temuto sversatoio regionale non si farà. Il documento di 25 pagine Nr.1189/07RG è arrivato poche ore fa sul Comune di Serre (SA), portato a mano dagli avvocati Falce e Borriello, con grande soddisfazione del sindaco Palmiro Cornetta; citiamo le conslusioni: «...Questo Tribunale accoglie la domanda ex Art. 700 proposta dal Comune di Serre e dai terzi intervenuti e per effetto Ordina al Commissario Straordinario di astenersi dall'installare e dal porre in esercizio l'impianto di discarica dei rifiuti nel Comune di Serre in località Valle della Masseria». Se la democrazia è tale cosa succederà a Cava Riconta?
lunedì sera alex zanotelli celebrerà una santa messa a Serre per chiamare a raccolta i vari gruppi della valle del sele
parteciapiam niumerosi
La cosiddetta "emergenza campana", ormai da mesi viene utilizzata a livello nazionale quale "ammonimento" verso le popolazioni , Comitati di cittadini e associazioni che si battono in tutta Italia da Trento a Torino, da Genova all'area fiorentina, dall'Emilia alla Romagna, da Roma alla Sicilia contro la proliferazione di inceneritori e di discariche. Il messaggio di chiaro stampo autoritario è: "o accettate impianti inquinanti o finirete con i rifiuti per strada come in Campania".
Questo ricatto è inaccettabile e poggia su di una vera e propria falsificazione e poggia su di una vera e propria falsifazione della realtà. In Campania come altrove non è la mancanza di costosissimi inceneritori ad impedire la soluzione del problema rifiuti ma la colpevole assenza di qualsiasi politica di riduzione, riuso, e di serie raccolte differenziate.
L'unico modo per uscire dal "tunnel dell'emergenza campana" è investire da subito in forme generalizzate di raccolte “porta a porta” a partire dalla frazione putrescibile. Occorre anche chiudere con le fallimentari gestioni dei commissari straordinari costosissime e antidemocratiche. In Campania come in tutta Italia occorre restituire il potere di programmazione alle comunità e agli enti locali attraverso un percorso di reale partecipazione democratica. Contemporaneamente occorre chiudere totalmente (e senza "deroghe") con la truffa dei sussidi (cip 6 e "certificati verdi") all’incenerimento e far decollare davvero progetti estesi di riciclaggio, di compostaggio e di produzioni pulite in grado, tra l'altro, di creare molti posti di lavoro.
Per questo sabato 19 maggio la Rete Nazionale Rifiuti Zero ed i Comitati campani per la tutela della salute e dell’ambiente promuovono a Napoli una manifestazione nazionale
per denunciare la crisi ambientale e sanitaria procurata dal inadeguata uso del ciclo dei rifiuti, la produzione di energia e la realizzazione di grandi opere pubbliche. Tutto ciò è l’effetto di governi locali e nazionali appiattiti su logiche economiche neoliberiste formulate da paesi che sanno però tenersi ben stretti i loro beni primari e che formulano teorie di guerre preventive contro terrorismi e stati canaglia per controllare legittimamente quanto necessario alla sopravvivenza del pianeta.
Il caso della Campania e del Mezzogiorno è emblematico di quanto sta accadendo al nostro Paese: lo sversamento illegale degli scarti industriali e la mancata bonifica del territorio, piani regionali pel ciclo integrato dei rifiuti fondati esclusivamente sull’utilizzo delle megadiscariche e degli inceneritori, la costruzione di centrali termoelettriche, a carbone o a turbogas e il persistere di insediamenti industriali altamente inquinanti in aree urbanizzate e a ridosso di zone agricole, la realizzazione negli ultimi trent’anni sul territorio nazionale di grandi opere pubbliche, come i depuratori chimici, le dighe e oggi la TAV e il ponte sullo stretto di Messina, l’Istituto della concessione per la costruzione delle grandi opere pubbliche senza gare d’appalto e l’affidamento al privato della gestione delle risorse idriche e dei beni comuni hanno determinato, e provocano tutt’oggi, lo spreco di ingenti somme di capitale pubblico, favorendo l’accrescimento del capitale finanziario e il proliferare di potenti comitati d’affare, e hanno causato un progressivo deterioramento della convivenza civile e compromesso in modo irreversibile l’ambiente e la salute delle popolazioni.
Ma il dato più impressionante riguarda l’emergenza sanitaria campana aggravata da una gestione dei rifiuti fallimentare, che ha favorito il predominio e gli affari delle ecomafie a discapito della salute dei cittadini.
L’incidenza generale di malattie tumorali in campania, infatti, ha drammaticamente superato per particolari tipologie di cancro la media nazionale.
La gestione commissariale, che dura da oltre tredici anni, ha completamente ignorato questa reale emergenza e ancora oggi prevede, come unica soluzione, lo sversamento di rifiuto tal quale, dannosissimo per l’ambiente e la salute, in enormi discariche in un territorio ormai sopraffatto da decenni di abusi.
A quanti, uomini di governo e della giunta regionale campana e allo stesso presidente della repubblica, tendono ad eludere le proprie responsabilità, i propri errori, ritardi ed inefficienze, per scaricarli su altri, i comitati campani per la tutela dell’ambiente e della salute e la rete rifiuti zero respingono ogni addebito e rivendicano per le comunità in lotta il diritto a resistere per la tutela della salute ambientale e territoriale. Nonché a costituirsi parte civile nei processi di risarcimento per danni ambientale.
A prevalere in campania, infatti, sono state le logiche dei comitati d’affare, supportate dalle scelte del sistema politico istituzionale, da rastrelli a sassolino che hanno dettato tempi e modi di fatto rivelatesi fallimentari. Ad oggi la campania è priva di un piano regionale ed a decidere è ancora il Commissario straordinario che, con il pieno sostegno del governo regionale e nazionale continua volutamente AD ignorare le leggittime ragioni delle comunità, imponendo le sue scelte con la forza della prevaricazione e senza prospettare soluzioni future ed eco-sostenibili del problema.
Tra l’altro, molte dei protagonisti della gestione rifiuti sono sotto inchiesta, dalla FIBE (che ancora oggi continua a lavorare sul cantiere dell’inceneritore di Acerra) a Bassolino, fino agli alti dirigenti del commissariato.
Alla luce di ciò e preoccupati per l’appello lanciato dalla UE a proposito della drammatica e potenzialmente irreversibile crisi ambientale-climatica e sanitaria, sentiamo il dovere di richiamare l’attenzione del Governo e della popolazione tutta sull’inevitabile ricaduta degli effetti dannosi dell’inquinamento prodotto dal nostro paese non solo sulla popolazione italiana ma anche sulle altre nazioni e sull’intero pianeta.
Pertanto riteniamo necessario che i governi e in particolare l’Italia si facciano promotori di politiche di riduzione dei consumi energetici e di efficienza degli impianti di produzione, nonché incentivare lo sviluppo di fonti di energia rinnovabili anziché moltiplicare sul territorio nazionale la costruzione di nuove centrali per la produzione di energia; concordino con le popolazioni locali la possibilità di investimento delle grandi opere pubbliche nel rispetto dei vincoli paesistici e ambientali; favorire una gestione dei rifiuti fondata, come previsto dalle normative italiane ed europee, su riduzione a monte, riuso e riciclo, con trattamento “a freddo” della frazione residua che risulta essere la tecnologia più avanzata per lo smaltimento dei rifiuti; promuovere sistemi di progettazione dei beni di consumo che riducano al minimo i materiali di scarto, puntando all’obiettivo Rifiuti Zero; avviare per le aree gravemente inquinate del paese piani straordinari di bonifica.
Dalla Val di Susa a Messina, da Civitavecchia a Catanzaro i movimenti, i comitati e le associazioni si uniscono in un patto di mutuo soccorso, con il quale si impegnano a sostenere le mobilitazioni delle popolazioni in lotta per la tutela dell’ambiente e della salute.
Pertanto facciamo appello a tutte le forze sociali, alle associazioni e ai movimenti, alle forze sindacali, al comparto agricolo, al mondo del lavoro, dei disoccupati e dei precari, al mondo della Scuola e dell’Università e alle comunità religiose, per rafforzare la battaglia comune sul territorio nazionale in sintonia con tutte le popolazioni in lotta per un modello di sviluppo rispettoso della vita e della dignità umana.
Carissima, carissimo,
ti comunichiamo che padre Alex Zanotelli sabato 28
aprile alle ore 20,30 sarà ospite in diretta alla
trasmissione "Che Tempo che fa". Parlerà in
particolare della ripubblicizazione dell'acqua, dei
termovalorizzatori, della democrazia partecipativa e
del ruolo della società civile oggi.
Ti preghiamo di passare questa informazione ad amici
che pensi interessati.
Casa della Solidarietà-Rete Radié Resch di Quarrata
e-mail a.vermigli@rrrquarrata.it
sito web http://www.rrrquarrata.it
INCHIESTA ECO4-CE 4: I PM DELLA DDA IN COMMISSIONE RIFIUTI A ROMA
La seduta di ieri della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti era dedicata all'audizione di Rosario Cantelmo, Maria Cristina Ribera e Franco Roberti, titolari dell'inchiesta sulle infiltrazioni della camorra nella gestione del consorzio « Caserta 4 » . È l'indagine che ha coinvolto Claudio De Biasio, ex direttore del consorzio e vice di Guido Bertolaso al Commissariato di Governo. I parlamentari hanno convocato i magistrati per capire come sia stato possibile che De Biasio, pur provenendo da una realtà discussa come « Caserta 4 » — pagine e pagine della commissione antimafia si soffermano sulle infiltrazioni dei casalesi e del clan La Torre nella struttura — sia stato nel 2004 cooptato in un ruolo chiave del commissariato — decideva tra l'altro dove realizzare le discariche — e poi, a marzo di quest'anno, sia stato nominato da Bertolaso nel ruolo di subcommissario. Nel corso della seduta — secretata — i pm hanno fatto ricordato gli stretti legami di Claudio De Biasio, che è di Calvi Risorta, in provincia di Caserta, con noti esponenti politici locali. Nell'audizione è stato fatto anche il nome de giudice Donato Ceglie, che coordina l'osservatorio sui crimini ambientali istituito dal ministro Pecoraro Scanio. Roberti e Cantelmo, infatti, hanno ricordato che in una inchiesta di 3 anni fa, relativa a presunti scambi e favori tra il vice prefetto di Caserta Ernesto Raio, un funzionario del Commissariato, e l'imprenditore Orsi, entrambi indagati anche nell'inchiesta più recente, emersero telefonate tra un magistrato e Raio. Su richiesta del presidente Roberto Barbieri di indicare chi fosse il giudice, hanno citato appunto Ceglie. Hanno, però, poi precisato che il Pm Giuseppe Amato, per quei fatti — si ipotizzava una raccomandazione di Ceglie per il rilascio di un porto d'armi a favore di Orsi — ha presentato richiesta di archiviazione, accolta dal Gip. Il caso, però, sarebbe ancora all'attenzione del Csm. La postilla non ha evitato le rimostranze del parlamentare dei Comunisti italiani, Giacomo De Angelis, il quale ha ritenuto infelice la citazione di Ceglie. All'inchiesta del 2004 fa riferimento anche l'interrogazione parlamentare presentata in Senato il 18 aprile da Emidio Novi (Forza Italia). Scrive: «I rapporti inusitatamente stretti sarebbero consistiti, tra l'altro, nel perorare l'assunzione di Claudio De Biasio al Commissariato di Governo. Secondo il vice prefetto Raio, Ceglie si sarebbe attivato anche per il rilascio del porto d'armi all'imprenditore Orsi ed affinché fosse utilizzato come area di stoccaggio un sito di Gricignano di proprietà dell'imprenditore». Ceglie replica: «Ho intrattenuto rapporti con Raio e De Biasio solo per motivi professionali. La mia posizione nell'inchiesta richiamata da Novi e ieri in Commissione, è stata archiviata su richiesta del Pm». Fabrizio Geremicca dal Corriere del Mezzogiorno del 25 aprile 2007)
le ulime due notti trascorse a presidiare Lo Uttaro mi hanno consentito di conoscere meglio e soprattutto di conoscere le paure di chi mi stava accanto, molti dei quali spesso si mostrano sicuri e determinati
quando ci siamo seduti per terra avanti ai cancelli della discarica eravamo seduti uno vicino all'altro ragionavamo, poi ad un tratto si sono visti i poliziotti che spuntavano dalla polvere e dalla nebbia.
mana mano che la celere avanzavano, tra nebbia e polvere noi tremavamo... che strana sensazione, eravamo disposti a tutto, eppure avevamo paura...
nonostante questo, quando la polizia è arrivata noi abbiamo resistito, ci siamo tenuti stretti e hanno dovuto prenderci per le braccia e trascinarci per qualche metro.
strano... tutto questo, mi ha fatto sentire l'importanza della squadra. se non fosse stato per loro avrei mollato prima ancora che la polizia arrivasse.
lottare uniti rafforza la squadra
all'alba sono arrivati a Lo Uttaro per sgomberare il presidio,
sembrava di stare nell'arena...
nebbia polvere e manganelli, anche se non li hanno usati..
erano le 5 circa, ci siamo seduti fuori al cancello ed abbiamo atteso.
sono arrivati, ci hanno preso di peso e spostati.
poi abbiamo assistito alla sfilata dei camion che hanno scaricato.
intanto i rifiuti scaricati sotto il telo restaranno lì sepolti dai rifiuti che stanno scaricando.
il commissario si è reso complice dell'occuolatamento di prove, oltre a non aver poermesso la messa in sicurezza e la bonifica di quel sito già contaminato.
tra 3 mesi, il tempo necessario affinchè napoli e provincia riempiano quel sito, ci ritroveremo a perpetuare la stessa battaglia in un altro luogo.
mi arrivano notizie da alex zanotelli che samattina è tornato al Lo uttaro per l'incontro in prefettura e adesso è al presidio fuori la discarica.
la situazione precipita a Lo Uttaro, dalle 14,00 inizia l'occupazione del sito da parte delle forze dell'ordine ed alle 16,00 è ordinato lo sgombero.
bisogna mandare rinforzi
mandate sms ad amici e parenti e diffondete la mail il più possibile.
arrivate armati di limoni (non si sa mai con i lacrimogeni), maschere ed occhialini, fazzoletti e acqua, fiori da consegnare alla polizia e bandiere della pace.
massima allerta
ci vediamo al presidio
nunzia
Signori,
stanotte alle 4 ho avuto un brusco risveglio: mi informavano che a Lo
Uttaro avrebbero cominciato a scaricare di lì a poco. Ho fatto il mio
piccolo giro di telefonate e mandato vari SMS, e poi, nell'attesa di
risposte, mi sono riappisolato.
In effetti, ho poi saputo che di lì a poco il tentativo di sversamento
c'è stato, ma il camion dei rifiuti è stato rimandato indietro con
successo, dal piccolo gruppo di persone che lo componevano. L'ora era
alquanto scomoda per tutti, soprattutto senza un preavviso, e così si
spiega l'esiguo numero dei partecipanti.
Però ormai ci siamo, la polizia, mentre parliamo, si sta organizzando,
e potrebbe verificarsi a Lo Uttaro quello che si è verificato a Serre.
La differenza sta nel fatto che a Lo Uttaro i tempi sono più
stringenti - la discarica è lì, bella che fatta - e l'illegalità di
quel che sta accadendo è ancora più prorompente.
Dobbiamo raccogliere quante più persone possibile. Ditelo a parenti,
amici, conoscenti, spargete la voce: dobbiamo tutti esserci a Lo
Uttaro.
In caso di ulteriori sviluppi, vi terrò aggiornati. L'oggetto delle
mie email conterrà sempre "Lo Uttaro", in caso di notizie da Lo
Uttaro, quindi fosse, mio malgrado, preventivamente contrario agli
interventi su Lo Uttaro, potrà agilmente evitare di interessarsene.
Fabio
tempestiamo la diocesi di nola e acerra con la seuente email:
oggi sul corriere del mezzogiorno abbiamo letto un triste attacco ad opera del dott. Bertolaso a padre alex Zanotelli e il vescovo Nogaro per la loro chiara posizione contro le discariche di lo uttaro e serre, dettate da logiche di potere contro ogni buon senso, visto che sotto la discarica già costruita a Lo Uttaro sono stati sepolti (ed è stato dimostrato) rifiuti tossici, mentre Serre è l'unico paradiso naturale della Campania. Di fronte a tale dichiarazione la cei afferma: siamo con bertolaso.
volevo rispondere citando le parole di giovanni paolo II
"la terra è di dio! è dunque secondo la sua legge che deve essere trattata. se, rispetto alle risorse naturali, si è affermata, specie sotto la spinta dell'industrializzazione, un'irresponsabile cultura del "dominio" con conseguenze ecologiche devastanti, questo non risponde certo al disegno di dio.
"riempite la terra, soggiogatela e dominate sui pesci del maree sugli uccelli del cielo" (genesi, 1,28) Queste parola della genesi consegnano la terra all'uso, non all'abuso dell'uomo. esse fanno dell'uomo non l'arbitro assoluto della terra ma il "collaboratore" del Creatore: missione stupenda, ma anche segnata da precisi confini, che non possono essere impunemente valicati".
credo che il lavoro di Zanotelli e Nogaro accanto ai più deboli, ignoranti e poveri di questa regione per la difesa della propria salute e per la salvaguardia del creato debba essere apprezzato dalla chiesa cattolica ed accompagnato.
curiacerreto@tin.it
curia@diocesinola.it nola
curiace@tin.it CE
ucs.na@iol.it NA
diocesivallo.ubc@katamail.com
oppure andare su
http://www.chiesacattolica.it/cci_new/info.jsp?id_tab=2
e lasciare il messaggio di sopra
oggi sul corriere del mezzogiorno c'è un attacco squallido di bertilaso a zanotelli e nogaro per la loro chiara posizione contro le discariche di lo uttaro e serre. la cei afferma: siamo con bertolaso.
volevo rispondere citando le parole di giovanni paolo II
"la terra è di dio! è dunque secondo la sua legge che deve essere trattata. se, rispetto alle risorse naturali, si è affermata, specie sotto la spinta dell'industrializzazione, un'irresponsabile cultura del "dominio" con conseguenze ecologiche devastanti, questo non risponde certo al disegno di dio.
"riempite la terra, soggiogatela e dominate sui pesci del maree sugli uccelli del cielo" (genesi, 1,28) Queste parola della genesi consegnano la terra all'uso, non all'abuso dell'uomo. esse fanno dell'uomo non l'arbitro assoluto della terra ma il "collaboratore" del Creatore: missione stupenda, ma anche segnata da precisi confini, che non possono essere impunemente valicati" giovanni paolo II
oggi funerali di canavacciuolo
caro sindaco,
le porgiamo una domanda a cui speriamo di ricevere una risposta pubblica:
AMBIENTE LIFE ha presentato ricorso al tar per poter aprire le porte?
http://www.youtube.com/watch?v=CPbDwrWh49g
lo spazza tour
questo il link dove è possibile vedere parte del giro fato dalla stampa estera in campania.
buona visione
nunzia
«Come si può vivere in questa periferia senza centro?», si domanda Montesano. Sognando, si risponde. L'Asse Mediano non parte e non arriva, è una linea retta che non collega niente, ma soddisfa i sogni delle migliaia di napoletani che affollano parcheggi e sale degli ipermercati nei finesettimana. Molti ci villeggiano. (...)
Un libro che si definisce politico: servirà ad aprire una seria riflessione sugli interventi pubblici e sulla razionalizzazione urbanistica intorno a una città, che a differenza di tante altre in Italia, si rifiuta di crescere?
da repubblica
http://www.youtube.com/watch?v=yDy6aIFvf08
sul link che ho riportto sopra è possibile vedere un video sulla discarica di sardone..
i controlli per chi va a scaricare non esistono
oggi sul corriere è stata pubblicata una risposta secca a bertolaso, sono contenta...
lui dice sempre che avrebbe voluto vie crucis contro i rifiuti tossici da parte dei comitati che lottano contro serre e lo uttaro...
se non conosce la storia delle persone che sono scese in campo stia zitto!
LO UTTARO: STORIA DI UNA BUGIA
E DI UN DISASTRO AMBIENTALE ANNUNCIATO
Nell’ottobre scorso, il Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti dr. Guido Bertolaso richiede per la Provincia di Caserta l’individuazione di un sito da adibire a discarica per la FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani) – per capirsi, quella che più crea problemi sanitari, cattivi odori e attira gabbiani, ratti, ecc. ecc., - proveniente dal C.D.R. di Santa Maria Capua Vetere.
Il Prefetto di Caserta, sig.ra Stasi istituisce, d’intesa con il Presidente dell’Amministrazione Provinciale, un apposito gruppo di lavoro, coordinato dal Vice Prefetto Vicario dott. Francesco Provolo.
Il gruppo di lavoro individua sul territorio provinciale n. 6 cave ritenute idonee per accogliere la suddetta FORSU e, incredibilmente, sceglie la cava abusiva Mastropietro in località Lo Uttaro e dichiara le seguenti motivazioni:
- “Il sito risulta protetto da un telo in HPDE (geomembrana) della superficie di mq 15.000;
- Per una volumetria complessiva di mc 400.000 (utilizzabile per circa 8 anni);
- Non interessato dalla presenza di rifiuti”.
Sull’argomento giova osservare che: il telo posto abusivamente è un colabrodo, in particolare sulle tre sponde verticali; il quarto lato, riempito già da una quantità enorme di rifiuti, non è impermeabilizzato ed è collegato alla discarica preesistente (Rossi Giuseppina e/o Ecologica Meridionale); La volumetria utilizzabile - se la matematica non è un’opinione - non può essere superiore ai 250.000 mc al massimo, atteso, come attestato dall’ARPAC (rapporto del 9 marzo 2007) che la superficie del fondo invaso non è di 15.000 mq ma appena di 9.900 mq (la riduzione della superficie è dovuta ai rifiuti già conferiti a fine 1993 – la Provincia dov’era? Quali rifiuti sono stati illecitamente sversati?).
Tale scelta è avvenuta nonostante le denunce e l’ampia documentazione agli atti e, in parte, anche prodotta dalla stessa Prefettura e dall’Amministrazione Provinciale di Caserta.
Il 28 ottobre 2006 tale individuazione è inviata al dott. Bertolaso.
L’11 novembre 2006 è sottoscritto un protocollo d’intesa fra Bertolaso, il sindaco di Caserta, Petteruti e il Presidente dell’Amministrazione Provinciale De Franciscis. Nessuno degli amministratori ha avuto mandato a sottoscrivere l’atto dai rispettivi organi decisionali (consiglio comunale e consiglio provinciale).
Il 6 dicembre 2006 è pubblicata la legge n. 290 che, di fatto, vieta al Commissario di localizzare discariche in siti come quello di “Lo Uttaro”;
Il 9 settembre 2005 la Regione Campania e il Commissario di Governo per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque nella Regione Campania, approvano il Piano Regionale di bonifica delle aree inquinate. Per il gravissimo stato di degrado e inquinamento l’area Lo Uttaro (in particolare la cava abusiva Mastropietro o Ecologica Meridionale, quella cioè interessata dalla nuova discarica abusiva) è dichiarato Sito di Interesse Nazionale, dove l’unica attività consentita, mediante opportuna valutazione di impatto ambientale e caratterizzazione accurata, è la messa in sicurezza e la bonifica.
Il 12 gennaio 2007 il Commissario di Governo, con ordinanza n. 3 indica la cava abusiva Mastropietro - località Lo Uttaro - quale discarica e, con la stessa ordinanza, approva il progetto preliminare;
Il 19 gennaio è nominata la commissione di gara che, in pari data, si riunisce e procede all’aggiudicazione e all’affidamento alla ditta vincitrice, praticamente senza alcuna pubblicità od evidenza pubblica;
Il 16 marzo con ordinanza n. 75 - a lavori pressoché ultimati - è approvato il progetto definitivo;
Il 29 marzo audizione con Bertolaso. Gli vengono poste 17 domande sul sito. Non risponde;
Il 31 marzo manifestazione con corteo e la partecipazione del Vescovo S.E. Nogaro. Richiesta alla Prefettura di verifica degli atti e richiesta di partecipazione del ministro dell’ambiente, inspiegabilmente attivo su Serre, totalmente assente su Caserta, nonostante il conclamato ventennale impegno per l’ambiente;
Il 3 aprile collaudo della discarica abusiva nella cava abusiva, l’intervento, come si evince dalla documentazione, ha subito modifiche sostanziali, di un progetto raffazzonato, senza alcuna conoscenza dell’effettivo stato dei luoghi e del pauroso inquinamento ancora in atto;
Il 4 aprile il TAR del Lazio boccia la richiesta di sospensione dell’ordinanza n. 3/2007 del Commissario di Governo, sulla base di quanto affermato dall’A.R.P.A.C. (l’agenzia regionale per l’ambiente) e cioè che esisterebbero“le condizioni essenziali richieste per il rispetto dell’ambiente”. In merito si evince la palese contraddizione con il rapporto dell’ARPAC del 9 marzo in cui: - si attesta la presenza di rifiuti e si rappresenta il pericolo di conferire rifiuti speciali, tra l’altro non stabilizzati. In tale rapporto si coglie anche la falsa affermazione della stessa ARPAC che i lavori di impermeabilizzazione della cava abusiva che si vuole utilizzare, sarebbero stati realizzati solamente nel 1994-95. In realtà gli stessi sono stati realizzati ben prima e già nel 1993 sono stati illecitamente conferiti rifiuti. Tale affermazione probabilmente nasce per coprire la colpevole connivenza dell’A.Provinciale che doveva controllare.
Il 4 aprile va su RaiNews24 e visto in tutto il mondo un’intervista ad un rappresentante del Comitato e trasmesso un video (www.finotti.info); il capo cantiere della costruenda discarica afferma e dichiara che nel sito ci sono rifiuti, che si produce percolato e che la ditta non è stata incaricata di fare la bonifica.
LA BUGIA È SVELATA, IL RE È NUDO E ORA VOGLIAMO GIUSTIZIA.
10 aprile 2007 l’assemblea decide di compiere forme di resistenza non violenta a Lo Uttaro per affermare la legalità anche in Terra di Lavoro, dove la camorra ha permeato anche la pubblica amministrazione e una classe politica incapace di creare condizioni di sana amministrazione.
Caserta, 11 aprile 2007
COMITATO EMERGENZA RIFIUTI CASERTA
Per i presidi: tel.3478524735 – nicolacataletti@tiscli.it – Per collaborare: tel.3357890855-3286230307 - co.emergenzarifiuti@alice.it
Il video è stato mandato in onda da RAINEWS 24, ma non è più presente sul sito. Andate su www.finotti.info e guardate l'intervista al direttore del cantiere, che candidamente riconosce la presenza di altri rifiuti sepoltiillegalmente nella cava ma dichiara che non è loro competenza la messa in sicurezza di quello che c'è sotto, ma di quello che sarà sversato SOPRA.
La parola da inserire per la ricerca è Lo Uttaro.
Oggi a Caserta e nei comuni limitrofi ( San Nicola, Maddaloni, San Marco) si vive una triste contingenza. Forse anche domani i tir provenienti fa CDR di Santa Maria C. V. cominceranno a sversare tonnellate di rifiuti trattati ma non stabilizzati. La vicenda “lo Uttaro” si arricchisce di contraddizioni. Dapprima la prefettura che dichiarava la sua estraneità alla scelta pur essendo il primo organo investito dal commissario di governo e partecipe a tutte le decisioni finalizzate alla realizzazione della discarica. Successivamente è l’Arpac che sembra sostituirsi al ruolo del prefetto garante dell’idoneità della zona. L’arpac diventa l’organo che conferma che nella cava Mastropietro non ci sono rifiuti sversati abusivamente in una sorta di coerente continuità con il primo gruppo di lavoro costituitosi con rappresentanti di prefettura ( Provolo) commissariato di governo (De Biasio) provincia di Caserta (Pirone) e commissariato di bonifica delle acque. L’Arpac si assume la responsabilità attraverso un monitoraggio parziale della zona “lo Uttaro” di confermare che non ci sono condizioni ambientali da impedire che nella stessa area vengano sversati altri 450.000 mc di rifiuti non stabilizzati. Quindi secondo l’Arpac non dovrebbe esserci percolato penetrato nel terreno e nella falda. Dove saranno finite le tonnellate di rifiuti denunciate dai prefetti precedenti e dallo stesso dirigente provinciale Spasiano che ha preferito in questa circostanza smentire se stesso? L’Arpac che con i suoi rappresentanti Aulicino, Delle Femmine e Del Piano partecipa a un tavolo tecnico del 8 febbraio, avrebbe dovuto intraprendere su richiesta della Provincia una campagna di monitoraggio dell’intera area “lo uttaro” anche per la definizione della situazione ante operam rispetto all’evoluzione che il sito registrerà a seguito delle attività di smaltimento previste dalla progettazione. In quella sede viene messo a verbale che: “dalla riunione è emersa la necessità di attuare un completo monitoraggio delle matrici ambientali dell’area “lo Uttaro”, con particolare riferimento alle acque di falda”. I tecnici dell’Arpac dalla relazione depositata al Tar Lazio, risulta che hanno monitorato tutta l’area tranne la zona attorno e di confine alla cava Mastropietro. Insomma nessuno finora ha perforato nella rampa o nelle pareti della cava per verificare se ci sono rifiuti sotterrati e se ciò che esaustivamente si era denunciato corrispondesse al vero. Inoltre l’agenzia regionale è intervenuta o meglio non è intervenuta su una discarica gia in buona parte attrezzata. L’Arpac ha monitorato in tre date del mese di febbraio e mentre il direttore del consorzio Ce3, ingegner Limatola si apprestava a sollecitarne l’intervento, l’agenzia si effettuava l’ultimo monitoraggio datato il 28 febbraio. Nel relazionare l’Arpac ammette che lo scarto che riempirà la discarica non è stabilizzato che le geomembrane col tempo cederanno e che per ripristinare l’equilibrio ambientale della zona “Lo Uttaro” ci vorranno venti anni. Quindi come si suol dire un colpo al cerchio e una alla botte. Per l’Arpac non sussiste una situazione ambientale tale da impedire la discarica ma ci vogliono venti anni per creare condizioni ambientali ottimali. E i rilievi delle acque di falda, quali risultati hanno prodotto? Ma soprattutto in che modo è stato effettuato il monitoraggio e dove? La risposta a questi quesiti significherebbe trasparenza, una trasparenza che noi ci aspettiamo dall’agenzia regionale il cui intervento sembra alla attenta valutazione degli impatti ambientali gravanti nell’area, condizione imprescindibile dettata dalla legge regionale 290 all’art. 5. Una valutazione che senza ombra di dubbio non c’è stata e che avrebbe potuto impedire la discarica.
Italia Nostra; Legambiente Caserta; LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli); WWF Caserta; W.W.F. Aversa; Terra Nostra; CO.AS.CA.; Co.De.Par.; Comitato Civico in difesa dell’acqua CE; Comitato contro il Megainceneritore di Acerra; Comitato mamme e famiglie di Marcianise; Unart Group Marcianise; Viviamo la Scuola CE; Casa Zaccheo (Padri Sacramentini CE); Comitato “Lo Uttaro” S.Nicola La Strada; Comitato di Lotta alla Piattaforma di Pignataro M.;Verdi Maddaloni; Verdi S.Nicola La Strada; Comitato “Macrico Verde”; Vivereinsieme; Comitato “Caserta Città di Pace”; Coop. New Hope; A.V.O.; Associazione Diotima; Auser Filo d’Argento; A.D. Scacchistica CE; Laboratorio Millepiani; Centro Sociale ex Canapificio CE; Movimento per la Pace; Federazione AssoCampaniaFelix, Comitato Salute Pubblica e Comitato Civico per Nola e Provincia; Comitato Donne del 29 agosto (Acerra); Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE Italia).
Carissimi,
è convocata per martedì p.v. 10 aprile alle ore 18,00 presso i locali della parrocchia di Madonna di Lourdes offerti e con la partecipazione di Don Cicchella
L'ASSEMBLEA GENERALE DEL COMITATO EMERGENZA RIFIUTI CASERTA per discutere e deliberare sul seguente
ORDINE DEL GIORNO:
1) Presidi a Lo Uttaro e forme di resistenza civile per affermare la legalità;
2) Altre azioni per coinvolgere e informare la popolazione.
E' inutile dire che un'opposizione allo sversamento nella cava abusiva Mastropietro diventata una discarica abusiva potrà avere successo se la partecipazione sarà ampia e consapevole.
Per questo appare utile diffondere e informare quanta più gente possibile e invitarla a partecipare all'assemblea.
Comitato Emergneza Rifiuti Caserta
l'area del nolano- acerrano, era una zona florida per la campagna e l'allevamento di ovini.
ne era un esempio la famiglia canavacciuolo, pastori da diverse generazioni...
da sempre loro pascolano le loro pecore sulle campagne dell'acerrano.
il loro pascolo risiede tra due grandi mostri: il costruendo inceneritore di acerra e la montefibre ad acerra.
le loro pecore di ammalano e muoiono, alcune nascono tutte strane...
quando diversi annia fa l'asl ha fatto analizzare il latte dei loro greggi sono usciti risultati sconvolgenti.
i tassi di diossina nel latte era di 51pg/g di latte, il massimo consentito per legge è 3 pg/g di grasso.
così iloro greggi sono stati sequestrati, hanno avuto il divieto di pascolo sui terreni di acerra marigliano cancello...
non possono vendere il latte ne le stesse pecore, che ormai zoppicano e camminano a stento.
intanto sugli stessi campi di acerra viene coltivato il pomodoro san marzano dop.



domani, sabato, comprate il corriere della sera, nell'inserto un articolo sul ciclo dei rifiuti in campania.
il vice di bertolaso con delega agli impianti è statop arrestato...
pare per questioni legate al suo vecchio ruolo di direttore d bacino ce4
i casalesi centrano qualcosa...
perchè esiste ancora il commissariamento ai rifiuti?