ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.
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Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti.
la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli
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Sabato 31 manifestazione pubblica e concentramento ore
10 davanti Stazione ferroviaria di Caserta.
Ribadiamo con forza: rispetto e riconoscimento dei
contenuti della mobilitazione e rifiuto di ridurre
strumentalmente la manifestazione a una marcia antidiscarica
e basta.Ricordiamo a tutti noi per ricordarlo a tutti gli
altri: tutela della salute e legalità si coniugano nel
declinare un uso del territorio diverso, senza discariche o
inceneritori, con un serio e vero impegno e investimento
nella raccolta differenziata porta a porta, nell'approntare
prima di tutto e subito impianti efficienti di compostaggio.
Oggi 24 marzo 2007 la Rete Nazionale Rifiuti Zero e i Comitati campani per la tutela della salute e dell’ambiente, unitamente a rappresentanti dei comitati e associazioni provenienti da tutta Italia, si sono riunite in assemblea pubblica a Serre (SA), in solidarietà con le popolazioni locali, considerata l’emblematicità del caso campano in riferimento alla gestione dei rifiuti e dei beni comuni.
L’assemblea, in sintonia con il lavoro e i documenti approvati dalla rete in questi anni da Acerra a Firenze a Salerno, respinge la logica emergenziale che in 13 anni non ha portato la Campania alla soluzione del problema rifiuti, rappresentata dal Commissariamento e dalla sospensione della democrazia, che è diventata di fatto la regola. Il vero problema è rappresentato dall’impostazione che ha retto le scelte operate in questi anni: a prevalere sono state le logiche delle lobbies economiche e finanziarie, supportate dall’incompetenza della classe politica da Rastrelli a Bassolino, che hanno dettato tempi e modi di fatto rivelatesi fallimentari, fondate sullo scellerato binomio megadiscariche/inceneritori. La sola scelta impiantistica e l’inceneritore di Acerra non consentiranno alla Campania di uscire dall’emergenza. Le discariche non si sono chiuse, ma sono state moltiplicate, senza scongiurare l’attacco al territorio campano rappresentato in questi anni dalle ecomafie, attraverso lo sversamento di rifiuti tossici e pericolosi.
In tale contesto si stigmatizzano anche le numerose emissioni da parte delle autorità campane preposte alla tutela dell’ambiente e della salute (assessorati all’ambiente, alla sanità, ARSAN, ARPAC, ASL e sindaci) che non hanno perseguito alcuna azione di prevenzione primaria.
Tale situazione richiede l’individuazione dei responsabili. Il perseverare di tali scelte da parte della politica diventa connivenza. In questo contesto non consentiremo che la Legge regionale recentemente approvata, che non condividiamo e che non rappresenta alcuna svolta, rappresenti un alibi. Ad oggi la Campania è priva di un piano regionale e a decidere, come confermato dallo stesso Bertolaso, è ancora il Commissario, che continua a non ascoltare le legittime ragioni delle comunità, imponendo le sue scelte con la forza senza risolvere il problema.
Alla luce di ciò, l’assemblea afferma che una soluzione non può che essere un nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti fondato, come previsto dalle normative italiane ed europee, su riduzione a monte, riuso, raccolte differenziate organizzate porta a porta finalizzate al riciclaggio, trattamento “a freddo” della frazione residua accompagnata dalla promozione di sistemi di progettazione dei beni di consumo che consentano di ridurre al minimo i conferimenti in discarica solo della frazione stabilizzata, puntando all’obiettivo Rifiuti Zero e in grado di promuovere nuova occupazione.
In tale contesto, Napoli e la sua provincia, che rappresentano la metà della popolazione campana, devono immediatamente attivare la raccolta differenziata, partendo in modo specifico dall’organico (la frazione umida) e dalla plastica, per evitare il pericolo di epidemie e di emissione nell’atmosfera di diossine e furani in caso di incendi.
Sulla base dei precedenti punti, i movimenti, i comitati e le associazioni si uniscono in un patto di mutuo soccorso, con il quale si impegnano a sostenere le mobilitazioni delle popolazioni in lotta per la tutela dell’ambiente, della salute per una sanità pubblica almeno in grado di garantire la gratuità della cura delle patologie di origine ambientali e per la difesa dei beni comuni, da Serre ad Acerra, da Lo Uttaro a Dugenta a Malagrotta.
L’assemblea denuncia inoltre le politiche energetiche ed ambientali del governo Prodi, in sostanziale continuità con le ultime legislature.
In particolar modo in riferimento al permanere dei finanziamenti pubblici per l’incenerimento dei rifiuti sotto forma di “Cip6” e certificati verdi, ancora in vigore per gli impianti esistenti e per quelli in via di realizzazione, si chiede l’immediata cessazione.
In tal senso, l’assemblea si impegna anche a promuovere una campagna finalizzata all’autoriduzione e alla richiesta di rimborso delle somme indebitamente riscosse per una raccolta differenziata mai avviata e a richiedere ai Comuni l’adesione fattiva all’opzione Rifiuti zero.
In questo contesto è convocata una manifestazione nazionale, a Napoli, sabato 19 maggio 2007, facendo appello a tutte le forze sociali, le associazioni e i movimenti, alle forze sindacali, al comparto agricolo, al mondo del lavoro, dei disoccupati e dei precari, al mondo della Scuola e dell’Università e alle comunità religiose, per rafforzare la battaglia comune sul territorio nazionale in sintonia con le lotte delle popolazioni, dalla Val di Susa alla Sicilia, per un diverso modello di sviluppo, le dimissioni di Bertolaso e il ripristino in Campania della democrazia.
COMUNICATO STAMPA
Illeciti Ambientali
SEQUESTRATE 2 DISCARICHE ABUSIVE NEL COMUNE DI NOLA IN LOCALITA’ TAVERNANOVA.
Nel regio lagno e in una stradina a ridosso di zone agricole coltivate a ortaggi nel Comune di Nola erano depositati centinaia di pneumatici dati periodicamente a fuoco e materiale da demolizione.
Napoli 23-03-2007 . Un operazione del Corpo Forestale dello Stato,in cooperazione con la Guardia di Finanza, relativa alla prevenzione e salvaguardia dell’ambiente, è stata conseguita dal personale del Comando Stazione di Marigliano, afferente al Coordinamento Provinciale del CFS di Napoli, e ai finanziari della compagnia di Nola agli ordini del capitano GILARDENGO coadiuvato dai marescialli PRINCIOTTA, CONTE, BROCCO e TOSCANO ed ha portato al sequestro di due discariche abusive per un estensione di circa 2000 MQ di rifiuti speciali pericolosi e non (pneumatici di scarto, ca-fluoff e materiale da demolizione) riversati, illecitamente, a ridosso di fondi agricoli e nei regi lagni in località Tavernanova. Questo materiale veniva poi periodicamente abbruciato in modo da ridurre le tracce per risalire ai responsabili, con ovvie conseguenze a danno del suolo e dell’atmosfera.
L’attività è scaturita a seguito di una minuziosa attività investigativa per i controlli tesi alla prevenzione e repressione degli illeciti a danno dell’ambiente.
Durante l’attività odierna grazie al rinvenimento di alcuni elementi probatori, il personale del CFS insieme ai Finanzieri inizieranno accertamenti per risalire ai responsabili.
Per il Dott. Vincenzo Stabile Comandante Provinciale del CFS di Napoli, l’appetitoso profitto conseguente lo smaltimento illecito dei rifiuti pericolosi,in questo caso con l’aggravante dell’abbruciamento, rimane una delle insidie peggiori per il nostro ambiente e quindi per la produzione agroalimentare. Ma particolarmente rilevante, in questo scenario di azioni illecite, si inserisce il deprecabile comportamento anche di alcuni imprenditori che favoriscono questo tipo di procedura illecita , per facile profitto.
IL COORDINATORE PROVINCIALE
DOTT. Vincenzo STABILE
Comitato Allarme Rifiuti Tossici
Dopo avere guidato la stampa estera nei gironi infernali delle
discariche abusive e nelle enclavi di territorio controllate dalla
camorra, il Comitato Allarme Rifiuti Tossici è lieto di invitare tutti
i giornalisti, gli amministratori regionali e locali e i cittadini
sensibili, a partecipare all'evento nazionale che si terrà sabato 24
marzo a Serre Persano, presso l'Oasi del WWF.
La necessità di salvaguardare uno degli ultimi paradisi terrestri
nella nostra regione farà incontrare Sabato 24 Marzo ore 10.00 a Serre
Persano in assemblea pubblica la Rete Nazionale Rifiuti
Zero e la Rete Campana dei comitati per la tutela della Salute e dell'Ambiente.
Il Comitato Allarme Rifiuti Tossici auspica che da questa iniziativa
nasca una nuova coscienza collettiva che permetta di realizzare
democraticamente una riduzione vera della produzione di rifiuti e
quegli impianti ecologici che garantiscono l'efficacia della raccolta
differenziata. Tutto questo patrimonio già acquisito da altri paesi
della Ue viene ignorato sistematicamente dal commissario di governo,
che oggi preferisce concorrere con la camorra nella scelta di territori
vergini o già condannati da precedenti abusi solo per realizzare
Megadiscariche e Inceneritori. Concordiamo con le preoccupazioni degli Assessorati al Turismo del danno all’immagine alla nostra Regione causati da 14 di commissariamento trascorsi inutilmente.
ieri abbiamo accompagnato i giornalisti dellassociazione stampa estera in giro per vedere il dosastro campano.
sul corriere del mezzogiorno ci sono le loro dichiarazioni...
erano sconvolti!
Odio gli indifferenti: credo come Federico Hobbel che “vivere vuol dire essere partigiani”. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il rinnovatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che circonda la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scoraggia e qualche volta li fa desistere dall’impresa “eroica”. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all’intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto “eroico” (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell’ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un’epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell’ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E quest’ultimo s’irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch’io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano. I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere. Odio gli indifferenti anche per questo e mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze meravigliose della mia parte già pulsare l’attività della città futura che appunto la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrificio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l’attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti e ogni opportunista.
di antonio gramsci
ieri pomeriggio sono stata a Serre, sul presidio e poi in assemblea pe ascoltare cosa avesse da dire bertolaso...
non è stato piacevole ascoltare il commissario, persona arrogante e presentuosa.
crede di essee un unto dal signore probabilmente ed osa oaragonanrsi a padre alex zanotelli, che era presente ed ha preso la parola per ricordargli che si sente tradito dalle scelte fatte.
bertolaso non ha detto nulla di nuovo se non che è disposto a capire la zona se è idonea ad accogliere una discarica.
facciamo un resoconto
L’inquinamento costante e sistematico dell’ambiente e dei suoi abitanti sta cambiando la
morfologia del paesaggio, rendendolo ormai molto simile ad una grande discarica. Ciò che è
visibile ad occhio nudo, tuttavia, non basta per comprendere un fenomeno molto più complesso, il
cosiddetto “business dei rifiuti”.
Nel desolante paesaggio generale emerge Napoli, che agonizza soffocata dalle esalazioni dei rifiuti
urbani, e la Campania, che muore avvelenata da materiali tossici, dalla politica compiacente e dalla
criminalità che la assedia.
“Le vie infinite dei rifiuti” è un’inchiesta giornalistica che ricostruisce il viaggio e lo smaltimento
dei materiali tossici verso la Campania e le motivazioni concrete dell'ormai cronica “emergenza
rifiuti” della regione.
Titolo Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano
Autore Alessandro Iacuelli
Prezzo versione cartacea a partire da € 12,46; e-book € 1,33
Dati 15.24cm x 22.86cm 236 pagine
Anno 2007
Editore Altrenotizie.org / Lulu
ISBN 978-1-84753-184-1
Ciclicamente l’emergenza rifiuti in Campania torna a far parlare di sé non appena un qualcosa,
anche un episodio molto piccolo e apparentemente insignificante, interviene ad interrompere
l’ormai oliato sistema delle connivenze mafiose su cui gira da sempre una macchina illegale che lo
Stato non riesce (o non vuole riuscire) a sovvertire in alcun modo. Eppure, questa morsa di
"monnezza" che opprime la Campania potrebbe essere spazzata via. Basterebbe solo volerlo.
Perchè, allora, non si vuole? Cosa c’è dietro un’inquietante immobilità della classe politica che
nonostante impegni gran parte del proprio tempo a raccogliere dati ed elementi sul problema, poi
resta colpevolmente silente quando si tratta di passare all'azione? E, soprattutto: chi guadagna
montagne di denaro sulla pelle delle persone?
Con una coraggiosa inchiesta giornalistica, Alessandro Iacuelli ha scavato nelle radici di questa
imbarazzante pagina della storia del nostro Paese ricostruendo nei dettagli il percorso che le
ecomafie hanno fatto in quindici anni per conquistare il “potere” sul territorio e garantirsi introiti
stratosferici attraverso traffici illegali che avvengono sotto gli occhi di tutti e senza che nessuno
muova un dito per fermarli. Soprattutto quelli che avrebbero il dovere di farlo. Perchè la soluzione -
anzi, le soluzioni - ci sono eccome. E Iacuelli non le tace, così come non manca di ricordare nomi,
circostanze, luoghi e omertà che inchiodano i responsabili di questo scempio davanti all’opinione
pubblica senza possibilità di sconti.
Un’inchiesta, dunque, che consente a chiunque di vedere lucidamente i contorni del problema ed
arrivare a capire qual è oggi il vero “oro di Napoli”. E poter guardare negli occhi gli autori di questa
vergogna senza alcun timore.
Alessandro Iacuelli è giornalista free lance. Fa parte della redazione della testata on-line
Altrenotizie (http://www.altrenotizie.org), per la quale ha curato tra l’altro, inchieste sull’emergenza
gas dell'inverno 2005/2006, sul nucleare in Italia e sui rifiuti tossici e le ecomafie in Italia
meridionale.
Di origine napoletana e laureato in Fisica, da anni si sta occupando a tempo pieno della particolare
“emergenza” che vive la Campania da quasi 15 anni, tornando a seguire la “sua” terra, il
commissariamento straordinario dei rifiuti, le attività ecomafiose legate alla presenza camorristica,
e l’aspetto sanitario che sta provocando un aumento dei casi di cancro nella regione.
Per ulteriori informazioni e contatti
http://rifiuti.alessandroiacuelli.net
Carissime e carissimi,
vi invio la convocazione dell’ ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA RETE RIFIUTI ZERO, DEI COMITATI E DELLE REALTA’ CAMPANE IN LOTTA PER UNA GESTIONE ALTERNATIVA DEI RIFIUTI SENZA INCENERIMENTO E DISCARICHE,
che abbiamo deciso di tenere SABATO 24 MARZO a Napoli, in accordo con le realtà e i comitati campani, per dare un segnale chiaro di solidarietà e di impegno rispetto alla drammatica situazione della Campania - in
particolare Serre/valle del Sele e Acerra/ S.Maria La Fossa/Caserta - , contro la logica dei commissariamenti e la nociva politica di Bassolino, e per sostenere la soluzione e le proposte RIFIUTI ZERO.
Nei prossimi giorni vi faremo sapere la sede dell’ incontro. Vi chiediamo uno sforzo per essere presenti a Napoli il 24, anche in vista di un rafforzamento della Rete di Mutuo soccorso con altre lotte : TAV, MOSE, Centrali
termoelettriche, rigassificatori offshore, acqua, terre, altragricoltura, basi militari ( vedi incontro del 3 febbraio a Vicenza).
Al sabato napoletano potremmo far seguire una iniziativa il 25 a Serre/Campagna
Per informazioni fabrizio 0573/29720 faber.b@libero.it Rossano o583 331070 ambientefuturo@interfree.it
Per la RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO fabrizio bertini
questa settimana è stata accesissima per tutta le attività del comitato a napoli ed a marigliano, eppure non ho voglia di raccontare quello che sta accedendo. oggi mi viene in mente solo una frase di gramsci (non so da dove è tratta ma se qualcuno lo sa, sarei grato se me lo facesse sapere):
Domenica 4 Marzo 2007 le Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia si riuniranno,in via del tutto eccezionale, alle ore 11 presso la sede della Fondazione “Società di Studi Politici” in Piazza S. Maria degli Angeli a Pizzofalcone N° 1 ( scala A secondo piano ), con il seguente tema all'ordine del giorno: “La legge regionale sui rifiuti e l’emergenza ambientale e sanitaria in Campania”
RIFIUTI: SI ALL’ESEMPIO POSITIVO DELLA GERMANIA
Il COMITATO ALLARME RIFIUTI TOSSICI, attivo da diverso tempo
per proporre scelte di gestione della risorsa rifiuto a
favore dell’ambiente e della collettività, ritiene
necessario fornire a tutta la popolazione coinvolta,
nonché alle istituzioni e ai politici, utili chiarimenti
sulle affermazioni apparse finora sugli organi di stampa a
riguardo della legge regionale sulla gestione dei rifiuti e
dare le giuste informazioni sulle realtà istituzionali
europee da anni attive per affrontare in modo costruttivo la
gestione dei rifiuti.
Nello specifico si precisa che la Germania, con il sistema
duale (DSD), realizza la RACCOLTA DIFFERENZIATA delle
principali frazioni merceologiche quali l’organico, la
carta e il cartone, l’alluminio, la banda stagnata, il
vetro, nonché altre tipologie, raggiungendo elevate
percentuali di EFFETTIVO RICICLO DEI MATERIALI (= RECUPERO
DI MATERIA) in relazione a quello che è stato immesso al
consumo, a titolo di esempio: 89,3% CARTA, 84,1%VETRO, 94,6%
ALLUMINIO, 94,6% BANDA STAGNATA, 61,7% PLASTICA, 57,8%
COMPOSITI, PER UN TOTALE DEL 79,1% con la precisa
indicazione che tale sistema non prevede l’incenerimento
per la produzione di energia (fonte dei dati “Federal
Statistical Office of Germany”).
Se si considerano, inoltre, le buone pratiche del
compostaggio si riduce la produzione del rifiuto e si
aumenta notevolmente la percentuale di RACCOLTA
DIFFERENZIATA e la percentuale di EFFETTIVO RICICLO ( =
RECUPERO DI MATERIA).
In sintesi, con la DIMINUZIONE DELLA PRODUZIONE DEL RIFIUTO
e la RACCOLTA DIFFERENZIATA, la GERMANIA riesce a DIMINUIRE
IL CONSUMO DI ENERGIA, ACQUA E MATERIA NECESSARIA PER LA
PRODUZIONE DI BENI, FAVORENDO COSI’ ANCHE L’OCCUPAZIONE
DI PERSONALE, indicazioni confermate dalla fase di
dismissione degli impianti di incenerimento con recupero di
energia.
Comitato Allarme Rifiuti Tossici