ho deciso di restare in questa terra perchè non trovo giusto che qualcuno la devasti senza che nessuno si opponga.
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Nome: nunzia lombardi
per passione, o meglio per difesa, mi occupo di gestione di rifiuti.
la mia terra, marigliano, compresa tra acerra, nola e giugliano nel napoletano, è diventata la pattumiera d'italia e del mondo.il tentativo attraverso le foto ed i post su questo blog è di raccontare ciò che accade qui. nell'ultimo anno ho collaborato ad un libro scritto da bernardo iovene "Campania infelix" edito da rizzoli
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ricordate questo triste appello?
lo lanciava il mattino l indomani del terremoto che distrusse la campania nell'80.
credo che l attuale situazione campana, rispetto alla situazione ambientale richieda lo stesso appello.
Pomigliano, blitz della forestale: nei bidoni sostanze nocive e infiammabili. indaga la procura di Nola
ENRICO FERRIGNO - Pomigliano. Continua senza tregua il traffico di veleni. A Pomigliano, gli uomini del corpo forestale hanno rinvenuto su di un fondo agricolo trenta fusti stracolmi di sostanze tossiche. I bidoni sono stati lasciati alla rinfusa in località “Masseria Tavola”, tra Pomigliano e Marigliano, probabilmente da un piccolo autocarro che si è inoltrato in una stretta stradina interpoderale costeggiata da frutteti.
Il fondo agricolo è stato sequestrato e messo in sicurezza in attesa dei rilievi che saranno effettuati dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale. Dell'accaduto, gli agenti della forestale di Marigliano guidati dal comandante Geremia Cavezza hanno informato la Procura di Nola che ha aperto un fascicolo d'indagine.
Intanto a pochi chilometri, a Marigliano, sempre la forestale ha rinvenuto un cospicuo numero di lastre di amianto in parte frantumate e scaricate direttamente su di un terreno agricolo in contrada “Boscofangone”, un'area al confine tra Nola e Acerra già in passato ridotta a megasversatoio abusivo di rifiuti e bidoni tossici. A Villaricca, invece, i carabinieri della compagnia di Giugliano hanno identificato tre persone. Si cerca chi potrebbe aver scaricato rifiuti in via Milano nei pressi dei nuovi insediamenti urbani di “Villaricca 2”. A mettere sull'avviso i militari sono stati gli abitanti del quartiere esasperati dal continuo viavai di camion che sversano, da oltre due settimane, rifiuti di ogni tipo. L'area è stata sequestrata in attesa di essere bonificata in tempi brevi, come chiedono gli abitanti della zona. Il sindaco Raffaele Topo ha chiesto all'Arpac di intervenire.
Ma torniano alla vicenda di Pomigliano. La forestale ha trovato i fusti durante l'ennesimo pattugliamento di un'area a frequente rischio sversamento. Appena una settimana fa nella stessa zona erano state ritrovate scorie di fonderia e amianto. Ed è così che accatastati alla rinfusa sono stati scoperti 10 bidoni da 225 litri contenenti buliacetato, un diluente prodotto dalla “Bayer” di Milano e 20 piccoli fusti da 25 litri pieni di “resine poliestere insature”, prodotte da “Beker Acroma” di Modena. Le due sostanze sono classificate come nocive e altamente infiammabili.
Le indagini avviate dal comandante della forestale, Geremia Cavezza dovranno accertare nei prossimi giorni se i bidoni sono stati sversati da qualche ditta locale che li aveva precedentemente acquistati o da qualche ecotrafficante che invece di smaltirli nelle discariche autorizzate, li ha abbandonati sul fondo agricolo. Acerra, Marigliano e Nola sono state negli anni bersagliate dagli ecotrafficanti: 26 discariche abusive ai confini dei campi coltivati e ben 120 ettari di terreno inquinati da scorie tossiche di fonderia. Per l'Agenzia nazionale protezione ambientale, in Campania sono ben 814 i siti da bonificare in cui sono stati sversati circa 3 milioni di metri cubi di rifiuti. E a devastare ulteriormente il territorio contribuiscono anche i roghi indiscriminati di scarti industriali. A farne maggiormente le spese sono le campagne tra Giugliano, Qualiano e Villaricca e l'agro nolano-vesuviano.
FONTE: "IL MATTINO" edizione del 27 gennaio 2007
tratto da corriere del mezzogiorno
Rifiuti, il responsabile della Protezione civile: anche le dicariche ancora utili
ROMA - «Vendola ci ha detto di non voler la proroga dell’emergenza, evidentemente lo dice a ragion veduta e noi ne prendiamo atto».
Sì agli impianti. Parla il responsabile della Protezione civile Guidio Bertolaso: «I contenuti del piano rifiuti sono stati decisi autonomamente dal commissario. La diatriba tra discariche e termovalorizzatori è dannosa, servono entrambi. Sui grandi numeri, però, i termovalorizzatori sono indispensabili».
Vertice a Roma. Bertolaso, che conosce bene l’emergenza perché è commissario straordinario per la Campania, ribadisce che anche la situazione pugliese più «pesante», quella salentina - dove non si possono più aprire discariche e dove non sono iniziati i lavori per i nuovi impianti di smaltimento - evidentemente è ritenuta sotto controllo se il commissario ha deciso di rimettere il mandato mercoledì prossimo. Il 30 a Roma incontro tra Bertolaso, Vendola e il ministro all’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio per decidere una eventuale fase di «accompagnamento».
Lampugnan
la fibe vanta sistemi innovativi e tecnologie all'avanguardia per la gestione dei rifiuti ed è attiva in tutto il mondo, (sotto è riportato un pezzo copiato dal sito di impregiro)
perchè poi ad Acerra in campania sistema un pezzo d'antiqiariato?
buona lettura
Le esperienze e le capacità di Fisia Italimpianti comprendono il trattamento dei rifiuti sia municipali che industriali con tecnologie e processi che si dividono in:
processi meccanici e chimici quali pre-trattamenti e separazione dei rifiuti, compostaggio, produzione di CDR, inertizzazione;
processi termici con diversi sistemi di combustione (forni rotanti, forni a griglia mobile e rotante, letti fluidi, pirolisi).
Gli impianti di trattamento rifiuti ed in particolare quelli di incenerimento rispondono pienamente alle norme in vigore in tema di salvaguardia ambientale e consentono di recuperare ingenti quantità di venergia ( vapore ed elettricità).
Fisia Italimpianti vanta oggi una leadership mondiale nel settore degli impianti waste to energy e nel trattamento fumi grazie alla tecnologia, al know-how e alle referenze della sua società Fisia Babcock Environment. In particolare la tecnologia si riferisce a:
impianti waste-to-energy
trattamento meccanico biologico dei rifiuti
trattamento fumi
energia solare
Con più di 580 impianti waste to energy realizzati in tutto il mondo, Fisia Italimpianti detiene oggi la leadership in questo settore ed è in grado di offrire un prodotto competitivo a mercati e clienti.
Attualmente la Società sta realizzando la costruzione di uno dei due impianti waste-to-energy in Campania mentre i sette impianti di CDR sono già in produzione.
tratto da http://www.impregilo.it/IMPREGILOIST/index.cfm?circuit=Main&name=CaricaOggetto&modalita=view&id=111
Allarme sanitario e ambientale
Avvertimento alle popolazioni della Campania
Le proposte di Palazzo Marigliano
Sono mesi, ormai, che l’Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia e il Comitato
Allarme Rifiuti Tossici, lanciano un accorato appello affinché le popolazioni campane e le autorità
competenti siano rese consapevoli della catastrofe ambientale e sanitaria che sta devastando quella
che un tempo era la Campania felix.
La verità su quanto sta accadendo è stata svelata dagli atti della magistratura, dai rapporti
sull’ecomafia, dagli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dagli articoli comparsi su
prestigiose riviste scientifiche internazionali, dalle pagine di cronaca quotidiana: milioni di
tonnellate di rifiuti tossici sono stati sversati dalla fine degli anni Settanta nelle nostre campagne,
nei pozzi d’irrigazione, nelle cave, in discariche abusive o, addirittura, in mare a poca distanza dalle
nostre coste.
A completare il quadro di questa vera e propria “mattanza ambientale” c’è l’emergenza rifiuti
consistente nell’incapacità della nostra classe dirigente di gestire l’ordinaria amministrazione, che
ha comportato il paradosso di un Commissariamento straordinario permanente. Tredici anni di
gestione commissariale sono in palese contrasto con i principi dello Stato di diritto, così come più
volte affermato dal Consiglio di Stato. In questa situazione patologica si sono moltipliacati gli spazi
deregolamentati in cui ha avuto campo libero l’azione criminogena del blocco sociale: un vero e
proprio comitato d’affari che gestisce – grazie all’alleanza fra organizzazioni criminali,
imprenditoria corrotta e settori deviati dell’amministrazione pubblica e della rappresentanza politica
– una fitta rete di interessi economici legati alla gestione delle cave, delle discariche e dello
smaltimento di rifiuti tossici e urbani.
Una delle conseguenze più terribili di questa situazione è l’aumento considerevole nella nostra
regione delle patologie tumorali e degli aborti spontanei per anomalie congenite. Negli ultimi anni
in Campania si è evidenziata– attraverso i dati dei registri tumori – una crescita dell’incidenza di
patologie tumorali, tale da allarmare l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché gli oncologi
dell’Istituto Pascale di Napoli e le maggiori riviste scientifiche nazionali ed internazionali come
«Epidemiologia e Prevenzione», «Lancet» e «Newsweek». Mentre in passato in Campania, come
nel resto del Sud, l’incidenza dei tumori era più bassa rispetto al settentrione, oggi questo divario si
sta rapidamente colmando, con l’aggravante che la nostra non è una regione ad alto sviluppo
industriale, e che ad ammalarsi è una popolazione prevalentemente giovane. Infatti, se l’incidenza
generale di malattie tumorali ha quasi raggiunto la media nazionale, per alcune tipologie, come il
cancro del polmone, del fegato, della vescica e del pancreas – un tempo rarissimo – possiamo
vantare il triste primato di averla superata.
La gestione commissariale ha completamente ignorato questa reale emergenza. Infatti, il Piano di
gestione del ciclo integrato dei rifiuti ha del tutto disatteso la normativa europea e non ha tenuto
conto della grave situazione sociale, ambientale e sanitaria in cui versa la Campania. La legislazione
vigente in materia è incentrata sulla raccolta differenziata e sul recupero della materia, in
ottemperanza dell’obbligo di tutela dell’ambiente mediante la riduzione netta della quantità residua
di rifiuti da smaltire in discarica. Vengono invece progettati tre grandi inceneritori, che per
funzionare avrebbero bisogno di un quantitativo di rifiuti superiore a quello, già abnorme, prodotto
oggi dalla nostra regione; questi impianti sono stati progettati per incenerire una quantità di
combustibile da rifiuto che in futuro non sarà disponibile con una raccolta differenziata a pieno
regime, con la prospettiva di caricare la Campania dello smaltimento dei rifiuti di altre regioni.
Pertanto, è palese la contraddizione tra il principio della raccolta differenziata con il recupero della
materia imposto dalla legge, e quello dell’incenerimento previsto dalla pianificazione
commissariale.
Un altro principio fondamentale stabilito dalla normativa è che lo smaltimento dei rifiuti dev’essere
attuato con le “tecnologie più perfezionate”, al fine di tutelare la salute pubblica. Gli inceneritori,
invece, emettono diossine, riconosciute fin dal 1997 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul
cancro come cancerogeni certi per l’uomo. Pertanto, non è sensato parlare di una soglia di
tollerabilità. Ancora, è necessario evidenziare che un terzo del quantitativo dei rifiuti introdotti
nell’inceneritore si trasforma in ceneri tossiche, da trattare e poi smaltire in discariche speciali.
Quindi, la conseguenza paradossale è che un sistema pensato per smaltire rifiuti ordinari finisce per
produrre rifiuti pericolosi.
Intanto, sono stati costruiti sette impianti CdR, tutti sequestrati dalla magistratura, che avrebbero
dovuto produrre, dopo un’attenta raccolta differenziata, frazione organica stabilizzata, materiale
inertizzato, e combustibile da rifiuto – le cosiddette ecoballe. Invece, da questi impianti sono
fuoriusciti rifiuti non a norma, che sono stati poi conferiti nelle diverse discariche campane,
causando l’inquinamento di falde acquifere e la compromissione di vaste aree ad alto valore
ambientale. Inoltre, dagli stessi impianti sono state prodotte cinque milioni di ecoballe non a norma,
il cui incenerimento provocherebbe un’ulteriore catastrofe ecologica.
Per far fronte a questa situazione scandalosa l’Assise di Palazzo Marigliano e il Comitato Allarme
Rifiuti Tossici ritengono urgente e indispensabile:
1. che venga temporaneamente vietata l’introduzione nel territorio campano di qualsiasi tipologia
di rifiuti tossici, fintanto che non sia predisposto un sistema di controllo satellitare per il
monitoraggio permanente del territorio campano, misura indispensabile per fermare il traffico
criminale dei rifiuti pericolosi;
2. che venga effettuata la bonifica integrale dei territori avvelenati da sostanze tossiche e da
discariche inquinanti;
3. che si attivi finalmente un laboratorio di tossicologia per il monitoraggio sull’uomo delle
sostanze tossiche ambientali, in particolare della diossina;
4. che siano adottate tutte le misure necessarie per superare al più presto la gestione commissariale
dell’emergenza rifiuti, ripristinando le competenze degli organi democraticamente eletti;
5. che sia redatto un nuovo piano regionale dei rifiuti incentrato, come prevede la normativa
europea, sulla raccolta differenziata e il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero della materia,
prevedendo come fase finale lo smaltimento mediante tecniche a freddo, quali la biossidazione,
pienamente rispettose della salute pubblica;
6. che sia abolita ogni forma di incentivo statale agli inceneritori, oggi finanziati dai contribuenti
in base all’erronea assimilazione di tali impianti a fonti di energia rinnovabile;
7. che siano commissariate quelle amministrazioni che, in deroga alla legge, non hanno raggiunto
la percentuale minima di raccolta differenziata imposta dalla normativa;
8. che la magistratura accerti e sanzioni le responsabilità, gli illeciti e gli inadempimenti di natura
penale, civile, amministrativa e contabile della gestione commissariale;
9. che il Ministro dell’Ambiente, in caso di inerzia dei soggetti responsabili, eserciti i poteri
sostitutivi, adottando un nuovo piano rifiuti della Campania, seppur a carattere provvisorio, in
armonia con i principi comunitari; il rischio ambientale e l’emergenza sanitaria, che stanno
compromettendo definitivamente il territorio campano, giustificano l’esercizio di tale potere;
10. che contro la FIBE e le società collegate, e contro ogni altra società concessionaria, che
direttamente o indirettamente abbia responsabilità nell’immane disastro ambientale verificatosi
in Campania, vengano promosse da parte di tutti gli enti e le associazioni interessate le
opportune azioni giudiziarie in sede civile e penale per punire i responsabili dei reati, con la
condanna al risarcimento dei danni nei confronti delle amministrazioni e dei cittadini, nonché
con la condanna al pagamento di tutti gli oneri e le spese necessarie per bonificare il territorio e
attuare il recupero delle falde freatiche finora impunemente inquinate;
11. che l’Autorità giudiziaria condanni tutti i responsabili dello spreco di fondi europei nell’errata
gestione dei rifiuti, in modo che tali risorse vengano recuperate alle destinazioni per cui erano
state programmate, con la condanna altresì per la FIBE e le società collegate a sostenere tutti gli
oneri e le operazioni necessarie per l’eventuale esodo delle popolazioni dai territori inquinati.
Ci appelliamo a tutte le madri della Campania, agli studenti e ai loro professori, ai magistrati, ai
medici, agli scienziati e ai tecnici, ai contadini e ai lavoratori, ai pubblici funzionari, nonché ai
politici onesti affinché diffondano la presa di coscienza del disastro ambientale e lottino per la
salvezza delle future generazioni.
nel comune di marigliano sono aperte le iscrizioni per gli ecovolontari
scaricate il moulo sul sito ufficiale del comune di marigliano
www.comunemarigliano.it
come faccio a sapere quando è previsto un ricorso al tar che mi interessa se non posseggo il numero del procedimento?
Salviamo Napoli e la Campania
“Non bruciamo le ecoballe!”
L’art. 32 della Costituzione Italiana sancisce la salute del cittadino come un valore primario da tutelare. Ma, a quanto pare, ciò non vale per la Campania, dove già dal 1994 è stato dichiarato lo stato d’emergenza a causa della cattiva gestione dei rifiuti urbani e dello sversamento illecito di rifiuti tossici provenienti da tutt’Europa.
A supportare il rapporto del 1997 dell’Organizzazione mondiale della Sanità che già definiva la Campania una delle regioni con il maggior numero di abitanti potenzialmente a rischio per l’esposizione a cancerogeni chimici derivanti da un inadeguato ciclo di smaltimento dei rifiuti, recenti studi condotti dall’Istituto Superiore di Sanità, dal CNR e dalla Regione Campania hanno evidenziato un aumento significativo della morbilità (quante persone si ammalano) e della mortalità per determinate tipologie di tumore in alcune aree interessate dalla presenza di numerosi siti di discarica e dallo sversamento illecito di rifiuti tossici (nello specifico, l’area sud-orientale della provincia di Caserta, e l’area settentrionale della provincia di Napoli). Un aumento che è in assoluta controtendenza rispetto alla media nazionale, visto che anche le regioni del nord più industrializzate hanno registrato negl’ultimi anni un decremento della mortalità per tumore.
Da tempo è ormai nota la gravissima situazione che affligge il territorio di Acerra, che, secondo quanto rilevato da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 4 del 23/06/06, versa in uno stato di emergenza ambientale spaventoso, a causa di una concentrazione di diossina - che con tutta probabilità ha già contaminato il latte materno - centomila volte superiore ai limiti previsti dalla legge. Tuttavia, non si può affatto escludere che la situazione sia tale o peggiore in aree come la provincia di Caserta o la periferia nord di Napoli. Appare evidente, quindi, che in questo momento è della massima urgenza monitorare i livelli di diossina nell’uomo, e quindi l’istituzione in Campania di almeno un laboratorio di tossicologia specializzato nel monitoraggio delle sostanze tossiche ambientali nell’uomo.
A questa “mattanza” ambientale e sanitaria, come l’ha definita l’ultimo rapporto Ecomafia di Legambiente, vanno ad aggiungersi i ben cinque milioni di tonnellate di rifiuti in ecoballe ancora da smaltire, e che data la loro composizione non a norma dobbiamo augurarci non saranno mai bruciate, poiché sarebbero davvero incalcolabili i danni che ne deriverebbero. In queste eco-balle, infatti, di “eco” non c’è proprio nulla, visto che contengono rifiuti non differenziati, e quindi con una frazione organica così elevata che se fossero inceneriti produrrebbero un’emissione di diossina e di altri contaminanti ambientali tale da compromettere ulteriormente la già gravissima situazione sanitaria e ambientale dei territori interessati.
Che senso avrebbe quindi costruire e mettere in funzione un’inceneritore – la cui teconologia è da anni messa in discussione e sostituita in altri paesi con metodologie alternative -, che non solo come abbiamo visto non risolverebbe il problema dell’emergenza e delle ecoballe, ma che a causa dell’elevata temperatura di cui si avvale produce “nanoparticolato”, ovvero particelle che a causa delle loro ridottissime dimensioni restano sospere nell’aria, non sono biodegradabili né biocompatibili, ma si accumulano nei nuclei delle cellule, e inducono processi di trasformazione neoplastica andando a interferire con la normale regolazione genica (S. Montanari, direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics, Modena).
Ciò che appare più assurdo, infine, è che non solo gli amministratori – gli stessi che hanno reso decennale e “ordinaria” l’emergenza dei rifiuti in Campania per inseguire interessi personali - vogliono costringerci a considerare l’inceneritore come l’unica via d’uscita da una situazione limite, ma che addirittura la scelta del sito per l’inceneritore ricada su una terra “martoriata” come quella di Acerra appare a tutti un paradosso insopportabile
per aderire cliccare su http://www.napoliassise.it/appelloecoballe/appelloecoballe.htm
17 gennaio 2007
Siamo lieti di invitare la S.V. al
Convegno
"L'EMERGENZA DEI RIFIUTI:
STORIA INFINITA"
che si terrà Venerdì 19 gennaio 2007 ore 18
nella Sala Consiliare del Palazzo di Città
a Nola
Programma
Saluto alle Autorità
Saluto del Sindaco di Nola Dr. Felice Napolitano
Introduce
Antonio D'Ascoli - Presidente Ass. "Gli Innamorati della Festa"
Intervengono
Avv. Gennaro Allocca - Pres. Comitato per la Difesa dell'Agro Nolano
Dott. Gennaro Esposito - delegato Federazione 'AssoCampaniaFelix'
Dott. Raffaele Del Giudice - Legambiente Campania
Cons. Lazzaro Alfano - Pres. Comm. Ambiente Provincia di Napoli
Sen. Tommaso Sodano - Pres. Comm. Ambiente del Senato
On. Paolo Russo - Vice-Pres. Comm. Agricoltura della Camera
Segreteria Organizzativa
Federazione AssoCampaniaFelix - area nolana
Telefax: 081-5113481 - e-mail: genesp@libero.it
sito: http://it.groups.yahoo.com/group/assocampaniafelix/
Ass. "Gli Innamorati della Festa" - via G. Leopardi, 13 - Nola (Napoli)
martedì 9 gennaio alle 21.30 su NapoliTV (NTV), canale 58, andrà in onda la
trasmissione "Oltre la cronaca" con Enzo Musella, sulla questione emergenza
rifiuti, storia e risoluzione.
in studio: sen. tommaso sodano presidente commissione ambiente senato (Rif.
Com.); on. paolo russo ex presidente commissione inchiesta emergenza rifiuti (F.
I.);
giuseppe comella primario oncologia pascale;
nicola capone, segretario generale Assise di Palazzo Marigliano;
giulio facchi, ex sub-commissiario straordinario emerg.rifiuti
mario pepe, redattore del roma
repliche giovedì alle 23 e domenica in prima serata
DIFFONDETE IL PIÙ POSSIBILE LA NOTIZIA e BUONA VISIONE
COMUNICATO STAMPA
E’ ARRIVATO IL 2007
CAMORRA E RIFIUTI AMMORBANO LA CITTA’
I veri perché di un’emergenza
L’esperienza del Commissariato di governo per l’emergenza rifiuti in Campania è stata fallimentare e Rifondazione Comunista non ha mai mancato di evidenzarlo. Rimane tuttavia inaccettabile il tentativo dell’amministrazione comunale di scaricare su di esso le gravi colpe di cui è diretta responsabile. Non è mai stato elaborato un piano per far fronte all’emergenza. Il confronto con comuni limitrofi – che, pur soffrendo degli stessi problemi, hanno saputo farvi fronte – è l’umiliante simbolo di una città abbandonata a se stessa.
• È stupefacente l’orgoglio con cui si rivendica la mancata individuazione di un sito di stoccaggio provvisorio, dove collocare i rifiuti in attesa di trasferimento, come previsto dalla legge. Si tace, così, della miriade di mini-discariche abusive che stanno trasformando la città in un’unica grande cloaca a cielo aperto. Un solo sito, controllato, fuori dal centro abitato, avrebbe cozzato con gli interessi di qualcuno, ma avrebbe risparmiato tutti noi dal disastro ambientale e sanitario.
• In questi giorni, invece, ci guadagniamo le ironie di mezza Italia, invocando l’esercito per raccogliere rifiuti che non sapremmo dove sversare. Privo di progetti e decisioni trasparenti, il sindaco abdica al suo ruolo di principale autorità sanitaria della città.
• L’amministrazione comunale si dimostra incapace ed arrendevole e non realizza l’impianto di compostaggio dell’umido nell’area ASI, già finanziato con fondi della U.E. e strumento fondamentale per una vera raccolta differenziata. Questo sì, sarebbe stato un primo passo concreto, ma intaccava gli interessi dei poteri forti che governano realmente questa città.
• La balla della raccolta differenziata, le cui cifre gonfiate nulla dicono della destinazione effettiva dei rifiuti, resta così una favola a cui nessuno più crede.
• Intanto si lascia marcire Campania Felix. Tra appetiti clientelari, lotte di potere per la presidenza e bilanci poco chiari, la società pubblica per la raccolta dei rifiuti affoga in un mare di debiti.
Il risultato è una città al collasso, senza programmazione, ma solo fumo negli occhi e piagnistei.
Sono giorni tristi quelli che aprono questo 2007.
Dopo anni la camorra ha ricominciato, anche a Nola, ad uccidere nelle strade ed a taglieggiare a suon di bombe, imponendo la propria “legge” con la violenza.
Il silenzio delle istituzioni locali non lascia presagire nulla di buono.
Chiusa nelle stanze del potere, mai così opache come oggi, l’amministrazione comunale tenta da mesi un rimpasto di giunta impossibile ed inutile, in perenne equilibrio tra gli appetiti famelici dei soliti gruppi di potere.
Intanto i cittadini hanno trascorso Natale e Capodanno brindando tra i rifiuti. Con il nuovo anno ci auguriamo che arrivi una ventata di aria nuova, che porti via la puzza della monnezza. E non solo.
comunicato stampa del circolo del prc di nola
Emergenza rifiuti: Bertolaso ringrazia il°Comune
Il Comune di Castelvolturno decide di accogliere 18 mila metri cubi di rifiuti, destinati al riempimento della discarica di Bortolotto e il commissario Guido Bertolaso plaude all’iniziativa. «Contrariamente ad altre comunità - spiega il commissario - , i cittadini di Castelvolturno hanno compreso che le proteste non aiutano a risolvere la situazione ma che con il dialogo e la collaborazione è possibile uscire dall'emergenza»
quanta saggezza!!